30 ottobre 2008

Per fortuna che Linux c'è


Quelli che mi conoscono bene sanno che ho un carattere di merda, poca pazienza, sono quasi sempre molto irritabile ed ho il tipo di senso dell'umorismo che considera l'apoteosi della comicità un pianoforte a coda che casca su un pullmino carico di orfanelle cantanti canzoni di Cristina D'Avena. Anche chi mi conosce bene, però, non sa con certezza se sono sempre stato così (ipotesi genetica, cara ai conservatori) o se le mie esperienze e l'ambiente che mi circonda mi abbiano reso così nel tempo (ipotesi ambientale, cara ai progressisti).

Sarà il caso che lasci decidere ai miei tre lettori, parlando loro di Linux. Per la precisione, di Kubuntu 8.04.1-KDE4 Remix.

Cappadiè quattro (punto uno punto due, per la precisione) è un window manager - per i profani, è la parte visibile, grafica, di un sistema operativo: è quella roba che fa funzionare le finestre, le fa diventare semitrasparenti al momento giusto (o sbagliato, a seconda), fa vedere i menu eccetera. È, insomma, in generale quella roba con cui interagite. Astenersi puristi e perditempo, so bene che ci sto mischiando dentro anche Xorg che tecnicamente è a un livello più basso del window manager, ma stiamo cercando di spiegare le cose a profani e utenti di Mac. La cosa importante è che quella che chiamano l'esperienza d'uso di un sistema è definita in pratica dal window manager.

Da quando ho KDE4 sul computer al lavoro, la mia vita si è fatta interessante. Per esempio, erano anni, dai tempi di Windows 95/98, che non mi capitava di dover riavviare il computer un minimo di due volte al giorno. A KDE4, pare, non piace la mia scheda video; o meglio, gli piace, ma solo se gli faccio credere che si tratta di una scheda video diversa, di circa cinque anni più vecchia e impossibilitata ad utilizzare il 90% della propria capacità di calcolo, disabilitando il software che necessita di accelerazione 3D e la maggior parte degli effetti grafici di KDE4 stesso. Sì, l'unico modo per far funzionare KDE4 è non usarlo con la scheda video della quale necessita per funzionare appieno.

Un'altra caratteristica interessante, forse connessa anch'essa con la scheda video, è la sottile interazione fra il window manager e il sistema operativo sottostante (un fatto naturale per gli utenti Windows, che non sono abituati a pensare a questi due elementi come separati, ma abbastanza sorprendente per il linuxaro medio). Ad intervalli del tutto irregolari, per ragioni che non sono in grado per il momento di individuare, e senza preavviso, ogni partizione presente (sì, inclusa /) viene rimontata read-only. Questo non accade mai sulla stessa macchina utilizzando XFCE o altri WM, e non accade, sempre sulla stessa macchina, con Windows XP. Accade invece, tre-quattro volte a settimana, sempre e solo sotto KDE4.

KDE4 è, però, user-friendly. Ha un sacco di caratteristiche che lo rendono usabile anche da un criceto o da un utente Apple: per esempio, l'utente non può fare nulla per modificare la posizione delle icone nel panel, i menu, le icone sul desktop. Non può aggiungere o togliere applicazioni. Non può spostare le applicazioni fra i menu. Si può ancora decidere di quanti desktop virtuali si può disporre, ma non è possibile dar loro sfondi diversi. Ovviamente non si può modificare la dimensione del panel o delle icone sul panel stesso (posizione e dimensione che, a quanto pare, cambiano ogni volta che si installa un aggiornamento). Tutto questo risponde ad una precisa esigenza di prevenzione degli incidenti - è un fatto ben noto che KDE4 viene proposto come alternativa a MacOS X, e si rischia che le povere testoline degli utenti abituati alla filosofia "think different" di Apple, messe davanti a cose pericolose come informazioni o scelte, esplodano.

(quanto sopra non è del tutto esatto: ho casualmente scoperto che è in effetti possibile spostare le icone nel panel, almeno in KDE 4.1.2, cliccando sul bottoncino per aggiungere widget. Mentre il pannello delle opzioni è aperto, le icone non funzionano ma possono essere spostate. Non sono certo se si tratti di una funzionalità nascosta o di un bug)

I progettisti di KDE sono anche, purtroppo, dei distrattoni. Per esempio, si son dimenticati di aggiungere il tool per configurare una stampante - anche se c'è quello per modificarne le opzioni, una volta installata (solo una locale, eh, niente stampanti di rete). Non c'è nulla: non c'è neanche un'icona in grigio nel pannello delle opzioni, non c'è una parolina di spiegazione, non c'è neanche una nota che dica "whoops, ci siamo proprio scordati, ce la infiliamo alla prossima release". Non c'è nulla. Non c'è nulla alla versione quattro punto uno punto due, e non c'era nulla nella versione quattro punto zero. Sono andati avanti per almeno tre o quattro versioni senza rendersi conto che un elemento fondamentale come la configurazione della stampante mancava, o senza considerare la sua mancanza un problema. E a cercare con Google, si scopre anche perchè: non ce n'è bisogno, a quanto pare, basta usare Cups puntando il proprio web browser a http://localhost:631 e accedendo all'interfaccia di amministrazione del server di stampa. Cups, il sistema che se fosse un'automobile avrebbe, inframmezzati con i bottoni dell'aria condizionata e dei fari antinebbia, un tasto per svuotare il serbatoio, uno per l' autodistruzione ed uno per suonare l'Ouverture 1812 col clacson (chi ha usato Cups o ha letto questa cosa qui sa di cosa parlo).

Da 15 anni e spiccioli per mestiere amministro sistemi creati da gente con questo tipo di testa. Cosa dicevamo a proposito del mio carattere?

(sì, oggi o domani esce Kubuntu 8.10. Magari nel frattempo hanno scoperto l'esistenza delle stampanti, ma ne dubito)

P.S. Ma sì, lo so, con le Nvidia funziona bene, sono le ATI che lo fanno saltare. E gli effetti sono carini.

UPDATE: vorrei solo aggiungere che Adept 3.0 è una cagata PAZZESCA

24 ottobre 2008

Il mio candidato


È un po' tardi, ma ho appena deciso per chi voterei alle presidenziali USA se fossi cittadino americano:


Fra l'altro, "So say we all" come slogan mi piace di più di "Yes we can"

Hat tip: Grendel

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It's a little late in the run, but I've just decided how I'd cast my vote if I was a US citizen.


"So say we all", too, sounds way cooler than "Yes we can".

21 ottobre 2008

Solo i cretini non cambiano idea


Christopher Hitchens sarà molte cose ma sicuramente non è un cretino. E su Sarah Palin si è reso conto che, dopotutto, i critici non solo non erano mossi da maschilismo e/o misoginia, ma avevano sostanzialmente ragione. (hat tip: the Trots)

P.S. Il porno è il motore del mondo: Who's nailin Paylin? (Non cliccate dal lavoro). Pare che ci siano dentro anche Hillary & Condoleeza. La mente vacilla.

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Only an idiot never changes his mind, and Christopher Hitchens may be a lot of things but he's definitely not an idiot. Regarding Sarah Palin, he's soon realised that not only her critics weren't motivated just by chauvinism and/or misogyny but they were substantially right.
(hat tip: the Trots)

P.S. Porn makes the world go round:
Who's nailin Paylin? (definitely Not Safe For Work). Apparently Hillary & Condoleeza are involved too. It boggles the mind.

12 ottobre 2008

Il giorno degli sciacalli


È il caso di leggere quello che Palmiro scrive sulla religione e sugli avvoltoi che se ne fanno alfieri.

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My friend Palmiro writes (in Italian) on religion and on the vultures who claim to be its ministers.

Here's an attempt at translation

Yesterday Elisa, the first child of a young technician I work with, was stillborn: the umbilical cord wrapped itself around her neck in the last few moments of her birth and strangled her. It's a tragedy that has affected all of us, but it's not quite what I want to talk about - it's a tragic fact, but an "ordinary" tragic fact - I want to talk about the funeral, a church funeral since the family is religious. In this crowded church, right in the middle of the main nave, more visible than the cross itself, there was a collections box with a sign "For the Movimento per la vita" (the main Italian pro-life organisation). I won't comment, the fact itself is so clearly disgusting there's really no need, but I wonder, how can a person - because even a priest is, after all, a person - stoop so low, take advantage of such a tragedy. And to think that at first I hadn't even noticed it, in the crowd - together with friends and relatives there was the whole company in there - and I was even telling myself, lapsed militant agnostic that I am, that even the Church has its useful function in people's lives, that in such a sad moment I felt part of a larger community offering comfort to a member who needed it. What an idiot I was to let myself be led by the nose even for a moment - let these cynical, exploiting shamans be wiped away, let the churches - which are ours, fruit of the labour and the genius of our ancestors - remain there forever as a symbol of the flawed genius of our species and our need for myths.

11 ottobre 2008

09 ottobre 2008

"Un simbolo di tutto quel che c'è di sbagliato"


Ho scoperto di essere un fan di Matt Taibbi, redattore della sezione politica di Rolling Stone, commentatore politico e attivista radicale.

Questo è quello che dice di Sarah Palin:

Sarah Palin è un simbolo di tutto quel che c'è di sbagliato negli Stati Uniti di oggi. Come rappresentante del nostro sistema politico raggiunge livelli inesplorati di malignità rettiliana, l'ultimo, cinico capolavoro di burattinai come Karl Rove. Ma più di questo, è un orrido simbolo di quanto poco siamo disposti a chiedere in cambio della totale rinuncia al nostro potere politico. Sarah Palin non è solo una truffa, è la truffa più scadente e peracottara che si possa immaginare, 20 piani sotto il minimo comune denominatore, un personaggio troppo stupido persino per i talk-show da casalinghe - e questa nazione si berrà tutto, inneggiando al suo successo per tutto il tempo, e tutto perchè la maggioranza degli americani non ha più energia se non per sprofondare sul divano e lasciarsi masturbare dagli astuti delinquenti che gestiscono questo paradiso del consumatore che chiamiamo una nazione.

e più giù

La cosa veramente disgustosa di Sarah Palin non è che non ha nessuna qualifica, o che è una fanatica religiosa, o è sposata ad un secessionista, o incapace di fornire un minimo di educazione sessuale alla sua stessa figlia, o che è una finta conservatrice che ha alzato le tasse e si è pappata milioni di dollari di bilancio federale ogni volta che ne ha avuto l'occasione. No, la cosa più disgustosa di lei è quello che dice di noi: che ci potete inculare a sangue per otto anni filati, e non solo vi ringrazieremo per il disturbo, metteremo firma per farvi continuare per altri otto, a patto che ci carezziate nel punto giusto per qualche ora in periodo elettorale.

Vale comunque la pena di leggere l'articolo per intero.

Per converso, questo è quello che dice ad un complottivendolo dell'11 Settembre, il famigerato David Ray Griffin, esperto di crollo degli edifici in quanto professore universitario (di teologia).

Esattamente, quale significato attribuisce allo scadente curriculum di pilota di Hanj Hanjour? Crede che qualcun altro stesse pilotando l'aereo? Crede che non ci fosse affatto un aereo? Perchè non lo dice apertamente? Perchè una cosa la sappiamo: qualcuno ha pilotato un aereo di linea fino al Pentagono, e quel qualcuno ha fatto tutto sommato un buon lavoro. Ha qualche importanza che il supposto pilota abbia un cattivo curriculum? Cosa importa? Perchè a meno che lei abbia prove concrete che qualcos'altro è successo quel giorno, che non erano fondamentalisti musulmani ma qualche altro terrorista suicida (perchè chiunque fosse, doveva essere suicida) il dettaglio è irrilevante. Ma lei non ha neanche una teoria su quel che è successo quel giorno. O ce l'ha? (Nota: mi aspetto che lei risponda "non sta a noi rivelare quel che è accaduto, noi ci limitiamo a fare domande". Che è un modo molto conveniente di dire una di queste due cose: o che le sue supposte prove non portano a nessuna storia coerente, o che lei non ha il coraggio di dire in pubblico quale ricostruzione le sue prove supportano. La prego, mi contraddica)

e in un diverso articolo

Non ho dubbi che ogni volta che una testa di caxxo che ha visto troppe volte Loose Change apre la bocca, un candidato repubblicano da qualche parte si mette in tasca altri cinque voti.

Anche qui, val la pena di leggere tutto. Il modo in cui Griffin cerca di svicolare è a tratti irritante ma spesso esilarante, come anche la descrizione della seduta di pianificazione del complotto nell'altro articolo.

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I think I've just become a fan of Matt Taibbi, Rolling Stone's political editor.

This is what he says of Sarah Palin:

Sarah Palin is a symbol of everything that is wrong with the modern United States. As a representative of our political system, she’s a new low in reptilian villainy, the ultimate cynical masterwork of puppeteers like Karl Rove. But more than that, she is a horrifying symbol of how little we ask for in return for the total surrender of our political power. Not only is Sarah Palin a fraud, she’s the tawdriest, most half-assed fraud imaginable, 20 floors below the lowest common denominator, a character too dumb even for daytime TV — and this country is going to eat her up, cheering her every step of the way. All because most Americans no longer have the energy to do anything but lie back and allow ourselves to be jacked off by the calculating thieves who run this grasping consumer paradise we call a nation.

and, further down

The truly disgusting thing about Sarah Palin isn’t that she’s totally unqualified, or a religious zealot, or married to a secessionist, or unable to educate her own daughter about sex, or a fake conservative who raised taxes and horked up earmark millions every chance she got. No, the most disgusting thing about her is what she says about us: that you can ram us in the ass for eight solid years, and we’ll not only thank you for your trouble, we’ll sign you up for eight more years, if only you promise to stroke us in the right spot for a few hours around election time.

The entire article is worth reading.

On the other hand, this is what he had to say to David Ray Griffin, nutjob-in-chief of the 9/11 trooferforce and expert of building collapse by virtue of being a university professor (of theology)

Exactly what do you believe is the significance of Hani Hanjour's record of poor piloting? Do you believe someone else was flying the plane? Do you believe it wasn't a plane at all? Why don't you just come out and say what you think? Because we know this much: somebody piloted a jet liner into the Pentagon, and that somebody did a pretty good job of it. What does it matter if the ostensible pilot had a poor flying record? Who cares? Because unless you've got hard evidence that something else happened that day, that it wasn't Muslim hijackers but some other fanatical suicidal terrorist (for whoever it was was a fanatical suicidal terrorist) the detail is irrelevant. But you don't even have a theory about that day. Or do you? (Note: I fully expect you to respond by saying, "It's not our job to reveal what happened, it's only our job to raise questions." Which is a very convenient way of saying one of two things: either your evidence doesn't add up to any kind of coherent story, or you don't have the nerve to say in public what you really think the evidence suggests. Please, please disappoint me!).

and in a different article:

I have no doubt that every time one of those Loose Change dickwads opens his mouth, a Republican somewhere picks up five votes.

Both articles are worth reading. The way Griffin tries to weasel out of each question goes from irritating to hilarious, and the description of the original conspiracy planning session is priceless.

08 ottobre 2008

Senza parole



Hat tip: the Trots

06 ottobre 2008

Incidenti felini




Feline accidents