23 gennaio 2006

Pentitevi: la fine e' vicina

Prepariamoci: anche nel 2006 il mondo finira' - ma attenzione: questa volta e' sul serio, non come nel 1975, 1976, 1977, 1978...

No, sul serio: il mondo sta per finire, stiamo raggiungendo il peak oil, punto passato il quale sara' impossibile soddisfare la domanda mondiale di petrolio: si spegneranno impianti di riscaldamento e centrali elettriche, si fermeranno auto, treni e aerei, avremo black-out, carestie determinate dall'impossibilita' di portare a destinazione derrate alimentari, sommosse popolari, guerre per accaparrarsi gli ultimi bidoni di benzina, cani e gatti che vivono insieme, e Tina Turner e' stata vista tirar fuori dall'armadio quel vestitino supersexy dall'aria vagamente metallica che indossava in Mad Max 3 (almeno una buona notizia ci voleva...)

E poi naturalmente c'e' la crisi finanziaria mondiale che distruggera' le economie occidentali e il sistema capitalista, azzerera' le risorse monetarie, portera' al collasso l'industria (dice, ma ha collassato 5 minuti fa per il peak oil... ri-collassa?) e spingera' George Bush Jr. a mettersi a suonare una fuga di Bach sull'organo nascosto nei sotterranei della Casa Bianca, mentre da' l'ordine di lanciare i missili nucleari su tutto il pianeta perche', come spieghera' ridendo satanicamente, "Se non posso dominare io il pianeta non lo dominera' nessuno! Hahahahahahaha!"

La prima volta che ho sentito queste storie e' stato che ero in prima elementare, un po' troppi anni fa, e a fare queste previsioni era il Club di Roma. Vale appena la pena di notare che le previsioni erano vagamente errate, o meglio, erano estremamente accurate, ma come capita con tutte le estrapolazioni, non tenevano conto di tutti i fattori.

Fisici, matematici e informatici si sentono raccontare spesso dai naturalisti una vecchia storia, interessante e assolutamente autentica, quella dello scienziato che costrui' una simulazione al computer di un maggiolino e ne concluse che il maggiolino, per il suo peso, massa muscolare e forma, non poteva volare. La storia si conclude con un divertito "ma il maggiolino, non sapendo niente di fisica, aerodinamica e computer, se ne infischia e continua a volare lo stesso". La morale di questa storia sarebbe, par di capire, che l'umile maggiolino si dimostra piu' "furbo" dei computer, e che la vita e' di gran lunga piu' "intelligente" di quelle stupide regole che fisici e matematici vorrebbero farle seguire. Naturalmente, la morale reale di questa storia e' ben diversa, e potrebbe servire di lezione a chi ritiene certe estrapolazioni degne di fede assoluta: quando si esegue una simulazione di un sistema sufficientemente complesso, e' bene tenere a mente che molto probabilmente non si e' tenuto conto di tutti i possibili aspetti del sistema reale - come era il caso per il maggiolino, per cui la simulazione era incompleta; se la simulazione serve esclusivamente allo scopo di estrapolare delle previsioni, e non c'e' modo di verificarla su eventi gia' noti, allora ci sono buone probabilita' che le estrapolazioni abbiano lo stesso valore della carta su cui vengono stampate.

Le previsioni catastrofiche del Club di Roma, come anche quelle piu' recenti che ogni 3-4 anni danno l'umanita' per spacciata, tendono di solito a non tener conto di tutti i fattori: della scoperta di nuove risorse, della notevole adattabilita' degli esseri umani, dei progressi scientifici che diluiscono nel tempo l'esaurimento di risorse critiche.

Ora, capiamoci; personalmente non credo che tutto vada bene. L'estinzione di massa a cui stiamo assistendo e' un fatto, il riscaldamento globale e' un fatto, i massicci cambiamenti climatici sono un fatto, la nostra eccessiva dipendenza dal petrolio e' un fatto, l'esplosione demografica e' un fatto. Sono tutte questioni a cui dovremo trovare una risposta, e rapidamente, prima di ritrovarci in braghe di tela. Quello che non mi va giu' sono i penitenziagite urlati a contorno di ciascuno di questi fatti. Il petrolio non durera' in eterno: dovremo trovare, e senza aspettare troppo, soluzioni alternative. Una riduzione dell'approvvigionamento di petrolio non causera' la fine del mondo, solo molto malcontento, un aumento dei prezzi e probabilmente una recessione economica come quella degli anni '70. Il sistema economico occidentale va soggetto a crisi periodiche, molte delle quali evitabili, e senza ammortizzatori sociali e finanziari intere economie, e decine di milioni di persone, ne pagano le conseguenze sulla propria pelle. Una nuova crisi finanziaria, possibile, o addirittura probabile, nei prossimi 5 anni, non portera' al crollo della societa' occidentale, come non l'hanno fatto le precedenti - vale appena la pena di ricordare che in ognuno dei recenti crash di Wall Street, a partire da quello dell'ottobre 1987, sono stati bruciati piu' soldi che nella famigerata crisi del '29, ma gli effetti sono stati di gran lunga meno disastrosi grazie appunto ad una serie di ammortizzatori finanziari.

Ribadisco, perche' mi sembra necessario, che non mi sembra affatto che vada tutto bene. Per citare un esempio diventato tristemente famoso su it.politica, io non sono una di quelle persone che ritengono che la fame nel mondo non esista perche' i lettori di DVD sono scesi a 70 Euro. Ritengo solo che gridare continuamente "Al lupo!" e descrivere come segni della fine del mondo eventi magari gravi ma certamente non catastrofici - e magari farlo ripetutamente, com'e' il caso delle periodiche crisi finanziarie - non fa altro che rendere la gente insensibile ai problemi che stanno dietro a quei catastrofici annunci.

Quand'ero bambino mio padre, durante le nostre passeggiate/arrampicate in montagna, mi faceva descrizioni assolutamente agghiaccianti di cosa mi sarebbe successo se mi fossi azzardato a fare anche solo un passo di corsa: sarei caduto e mi sarei spezzato il collo, o nella migliore delle ipotesi sarei caduto in un crepaccio, spezzandomi tutt'e due le gambe, e sarei morto quella notte, assiderato o divorato dagli animali selvatici. Poi una volta, per sbaglio, feci un passo di corsa. Non mi successe niente. Ho continuato a fare pezzi di discesa in corsa fino a 16 anni, quando una caduta spettacolare m'ha sfasciato una caviglia e costretto a letto per due settimane...

Quanto c'e' voluto, dopo il tonfo delle previsioni di sventura del Club di Roma, per far entrare in testa alla gente che anche se non e' vero che il mondo sta finendo, il petrolio e' una risorsa limitata e bisogna cominciare a ridurne almeno l'abuso, se non l'uso? Se continuiamo a dire che a causa del riscaldamento globale il mondo finira' quest'anno o il prossimo, possiamo aspettarci che nel 2008 un sacco di gente si convinca che il riscaldamento globale in se' e' una bufala. Se continuiamo a ripetere che l'economia mondiale sta per crollare perche' la prossima crisi finanziaria sara' quella finale (come abbiamo gia' detto per le precedenti 18), finisce che un sacco di gente si convince che il capitalismo selvaggio e' in effetti in grado di resistere a tutto ed e' la soluzione di tutti i mali. Sara' il caso di tenerlo a mente, se vogliamo evitare che preoccuparsi dell'ambiente, criticare il sistema capitalista, razionalizzare l'uso delle risorse, diventino posizioni credibili come i discorsi dei predicatori millenaristi e dei testimoni di Geova.

2 commenti:

Halley Fire ha detto...

È evidente che sei vittima delle informazioni di terza, quarta, quinta, etc. mano. Ma non ti preoccupare, a proposito delle "previsioni" del Club di Roma sei in numerosa compagnia. Se ne hai il tempo dovresti leggere la fonte primaria "I limiti dello sviluppo - Rapporto del SDG MIT per il progetto del Club di Roma sui dilemmi dell'umanità", 1972 (in inglese The limits of growth). È un libricino di 150 pagine, molto scorrevole, i capitoli cruciali sono gli ultimi tre.

Sopra ho messo previsioni tra virgolette perché i ricercatori del MIT non fecero previsioni, ma proposero dieci scenari possibili variando alcuni parametri nel modello matematico; le variazioni tenevano conto delle differenti risposte che avrebbe preso l'umanità, prendevano in considerazione stime differenti per le risorse, etc. Da notare che anche nel peggiore scenario, quello in cui l'umanità avrebbe seguito a comportarsi secondo gli schemi fino ad allora adottati e tenendo in conto le stime delle risorse ritenute valide allora, la crescita sarebbe continuata fino al primo decennio del XXI secolo. Quindi parlare di fallimento delle previsioni è per lo meno prematuro. Tra l'altro gli autori per tutto il testo tengono un atteggiamento molto cauto, sottolieando che gli aspetti più importanti del lavoro sono a livello qualitativo, mentre per avere dati quantitativi più accurati sarebbero stati necessari nuovi studi.

La leggenda del fallimento delle previsioni del Club di Roma dev'essere probabilmente nata nel modo seguente:

1972: pubblicazione de I limiti dello sviluppo in cui si sottolinea l'insostenibilità a lungo termine della crescita esponenziale.

1972: reazione della stampa mainstream: "allarmi!! allarmi!! moriremo tutti!!"

1973: crisi petrolifera; reazione della stampa mainstream: "ecco lo avevano detto!! ci siamo!! è arrivata l'apocalisse!!"

metà anni '80: superamento dell'empasse energetica; reazione della stampa mainstream: "i catastrofisti ciarlatani si erano sbagliati di grosso, fanculo gli uccellacci del malaugurio, ascoltiamo Micheal Jackson e non pensiamoci più, ci attende un'era di prosperità e goduria senza fine"

primi anni '90: fine della guerra fredda; SM: "anche la guerra fredda è finita, ora nulla ci può fermare, tra qualche anno colonizzeremo il sistema solare ed esploreremo strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, là dove nessun uomo era mai giunto prima"

primi anni 2000: terrorismo, guerre in MO, presa di coscienza del degrado ambientale: SM: "allarmi!! allarmi!! siamo allo scontro di civilità!! le risorse finiranno!! la Terra si sta vendicando!! Questa volta ci siamo, anche se l'altra volta i catastrofisti avevano torto ora la fine è vicina!!"

P.S. l'insetto che secondo i modelli non poteva volare io ricordavo fosse il calabrone.

Sandro kensan ha detto...

Come ha detto Halley mi pare che tu abbia fonti poco attendibili.

Comunque sia ti avviso che il petrolio è a quasi 130 dollari al barile e che mentre in molte nazioni si ragiona in dollari in europa si ragiona in euro ma comunque 130 sono tanti.

Ma sei uscito e non hai visto il prezzo della benzina? Sai quanto costa un pieno e quanto va via al mese? Hai mai visto il prezzo dei generi alimentari?

Molti economisti non si fermano a 130$/barile ma parlano esplicitamente di 150-200 dollari al barile e tu mi vieni a dire che il Club di Roma nei limiti della crescita (growth vuol dire crescita) si è sbagliato?

Saluti. Sandro kensan.