18 dicembre 2005

Intollerabile aggressione

L'europarlamentare Mauro Borghezio e' stato aggredito in treno da qualcosa come 55 manifestanti anti-TAV e pestato come una zampogna.



Per quanto io non condivida le sue posizioni politiche, e' necessario affermare che la violenza non dovrebbe mai fare parte del dibattito pffffffftttttUAUAHAHAHAHAHA

ehm...

Personalmente trovo gravissimo quello che e' successo all' On. Borghezio, si e' trattato di un'aggressione gratuita e ingiustificaaaahahahahAHAHAHAHAHAHAHA!!!

cioe'...

Quando viene aggredito un parlamentare, ad essere colpito non e' l'uomo ma il rappresentante delle istituzioni. Sono le istituzioni democratiche ad essere danneggiate da queste forme di violenza ingiustificatUAUAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!

Niente, non ce la faccio. Vabbe'.

01 dicembre 2005

La differenza

La differenza fondamentale fra l'Italia e la maggior parte del resto d'Europa e' che in Europa rubare e imbrogliare e' immorale; in Italia e' immorale solo essere beccati: meta' di quelli che tiravano le monetine a Craxi un mese prima lo consideravano un eroe.
Se/quando Berlusconi finira' (meritatamente) in galera, meta' di quelli che adesso lo considerano un eroe perche' e' "uno furbo", perche' "si fa le leggi e ai giudici glielo mette in culo", saranno in prima fila ad invocare forche e ghigliottine e a dirsi sgomenti che fosse un simile delinquente. In realta', l'unica cosa che non sapranno perdonargli sara' di essersi fatto beccare.

21 novembre 2005

Io non riesco piu' a vedere la differenza

Dice che sono diventato di destra (dice chi? Mia moglie, tanto per cominciare). Puo' pure essere, eh, pare che la crisi di mezz'eta' faccia anche di questi effetti e io ci sto piu' o meno arrivando, mi manca solo di comprare una macchina sportiva rossa e scappare ai caraibi con la cameriera ventenne del pub.

Insomma, dice che sto diventando di destra, ma il mio vero problema non e' quello - e' che passato un certo limite, io non riesco piu' a vedere la differenza fra destra e sinistra.
Un esempio? Oggi fa circa due anni che credevo che John Kleeves fosse di sinistra, e quasi esattamente quattro anni che leggo osanna a merde antropomorfe del calibro di Maurizio Blondet su siti del calibro di Indymedia Italia e Informationguerrilla. Leggo comunicati del Campo Antimperialista pubblicati sul "Resto del Siclo", che e', per chi e' abbastanza fortunato da non saperlo, "una rivista divenuta trimestrale dedicata al revisionismo delle guerre mondiali, delle odierne guerre coloniali in Afghanistan, in Iraq e in Palestina, ed anche delle guerre future preparate dai pazzi della Casa Bianca", pubblicata da "AAARGH, Associazione degli Anziani Amatori dei Racconti di Guerra e (H)Olocausto: il revisionismo olocaustico in italiano". Rivista che pubblica, appunto, comunicati del Campo Antimperialista, articoli di Giulietto Chiesa, John Kleeves, Maurizio Blondet, del "compagno Cobra Jihad" (da Comedonchisciotte), di John Pilger dell'Independent e naturalmente di Robert Faurisson. Date un'occhiata al numero 18 e ditemi se si riesce a distinguere la differenza da Indymedia o Uruknet (soprattutto le parti di Fulvio Grimaldi e di/su George Galloway).

I discorsi che leggo su vho.org e su uruknet.info sono praticamente gli stessi; le argomentazioni sono identiche; l'antisemitismo mascherato da antisionismo e' praticamente uguale; l'orrore per la democrazia laica e liberale e' esattamente lo stesso, entrambe le parti la identificano come unica fonte di ogni male nel mondo, gli uni per convinzione mistico/idealistica, gli altri in base ad astrusi e generalmente autoreferenziali ragionamenti pseudoeconomici e teorie cospirazioniste.

E non si tratta solo dell'Iraq: era lo stesso in Kosovo, e in Bosnia, dove da una parte, se intervenivano gli americani e la NATO non potevano che essere i cattivi della situazione, e dall'altra, chiunque intervenisse a fermare un massacro di musulmani e/o albanesi non poteva che essere, di nuovo, un agente del Male - e cosi' nazisti e "antimperialisti" facevano a gara a inventarsi incredibili cospirazioni in cui ponti aerei della CIA trasportavano mujahideen e Talebani dall'Afghanistan alla Bosnia e al Kosovo, col risultato che leghisti e rifondaroli si trovavano fianco a fianco a protestare "contro la guerra" e a negare la pulizia etnica.

Sara' una mia impressione, ma io tutta 'sta differenza veramente non ce la vedo. Adesso che pure la teocrazia e' diventata di sinistra, a giudicare dalle sviolinate per Ahmadinejad e i suoi degni compari, mi rimane solo la speranza di crepare di vecchiaia prima di leggere una difesa di Faurisson o Irving su Liberazione.

16 novembre 2005

Falluja, Giuliana Sgrena, il pacifismo e altro

In questi giorni ho l'impressione sempre piu' forte che la sinistra pacifista italiana ed europea (ma soprattutto italiana, se non altro perche' e' quella che seguo piu' da vicino e a cui appartengo culturalmente) stia perdendo un'occasione dietro l'altra per chiudere il becco.

L'ultima, in ordine di tempo, e' la bagarre su Falluja e il fosforo bianco. Adesso tralasciamo la questione di come la battaglia sia stata condotta; lasciamo anche perdere la contraddizione di accusare gli americani di aver lasciato scappare Al Zarkawi grazie alle aperture nel cordone per far sfollare i civili, e all'attesa di giorni prima di iniziare l'attacco, e contemporaneamente di non aver lasciato tempo e modo ai civili di evacuare la citta' perche' si voleva colpire la popolazione - personalmente, sono ormai abituato a gente che crede che A, non-A e pizza margherita siano affermazioni equivalenti ed equivalentemente vere, e ho smesso da tempo di sorprendermi quando la stessa persona, nella stessa discussione, giustifica le bombe nella metropolitana di Londra e contemporaneamente accusa gli americani di aver complottato per mettercele. No, quello di cui vorrei parlare e' un problema che mi sembra abbastanza piu' fondamentale.

Per l'ennesima volta stiamo assistendo allo spettacolo (sempre imbarazzante, quando i protagonisti sono quelli della "tua parte") di gente che si mostra disposta a credere a quelle che sembrano sempre piu' chiaramente bufale, prima ancora di averle esaminate e ponderate, semplicemente perche' gli americani vi figurano come, una volta di piu', il Grande Satana, e spesso per andar dietro a queste bufale, che di solito si presentano inizialmente come una sorta di pallottola magica in grado di porre termine una volta per tutte alle diatribe e provare che il Grande Satana e' appunto fonte di ogni male, si perde di vista il quadro generale, spostando l'attenzione da questioni spesso ben piu' serie e ben piu' gravi.

L'esempio di Falluja e' in questo senso lampante: si sta dando credito a filmati spesso manipolati o comunque falsi, che non mostrano quello che dicono di mostrare (ho visto almeno un flare antimissili ed un normale proiettile di artiglieria spacciati per armi al fosforo), ci si attacca a dichiarazioni di seconda o terza mano, si fa anche mostra di una certa malafede confondendo ad arte proiettili illuminanti con bombe al fosforo, o citando ad arte pezzetti fuori contesto di comunicati del Pentagono, rimescolando dichiarazioni sull'uso di armi incendiarie contro le truppe di Saddam nel 2003 con dichiarazioni su Falluja, e m'e' persino capitato di leggere un emerito cretino che ha tirato fuori la mirabolante affermazione che il fumo e' un'arma chimica, perche' per esempio una "cortina fumogena di gas nervino" lo sarebbe - se gli fosse rimasta un minimo di onesta' intellettuale, credo si sarebbe slogato i lobi frontali per produrre questa stronzata. Tutto questo succede perche' bisogna accusare gli americani di crimini di guerra - e gli americani, intendo Bush e complici, ringraziano, perche' si sposta sempre di piu' l'attenzione dal fatto che il crimine di guerra e' l'invasione dell'Iraq. Questo tipo di ondata emotiva e' il piu' grosso favore che si possa fare ai neocon americani e nostrani: perche' prestando fede a queste bufale si finisce per avvalorare la tesi che la discriminante crimine/non crimine sia l'uso di questa o quell'arma vietata - e quando viene, puntualmente, dimostrato che non si e' usato il fosforo su Falluja, lo stesso baccano fatto in precedenza, il puntare tutto, tutta l'attenzione, tutte le energie, su quella discriminante tende in qualche modo a legittimare la conduzione delle operazioni belliche - come se non fossero le operazioni belliche il crimine in se'.

Tutto questo m'e' venuto in mente anche leggendo un commento di una persona che sono ormai arrivato a disprezzare profondamente, Giuliana Sgrena, che se n'e' uscita a dire che ecco, il motivo per cui l'avevano rapita era che non volevano che raccontasse la "sua" verita'.

M'e' venuto in mente prima di tutto perche' mi sembra veramente lesivo della dignita' dei lettori che la signora Sgrena se n'esca con quest'ennesima bufala: no, voglio dire, signora, l'hanno rapita non so quanti mesi fa, e mi par di ricordare che a rapimento terminato lei l'ha menata non poco sul fatto che l'hanno trattata benissimo, sono stati tanto gentili, capivano che lei e' di sinistra, femminista e tante belle cose che ad un integralista islamico non possono che far piacere e le hanno offerto te' e pasticcini, che quando piangeva e strillava in TV stava facendo, e cito, una "drammatizzazione estrema" perche' gliel'avevano chiesto per favore ed erano stati tanto gentili e pareva brutto rifiutare, poi l'avevano pure avvertita che gli amerikani brutti e cattivi la volevano assassinare, e adesso mi viene a raccontare che l'hanno rapita per impedirle di raccontare la "sua verita'"? Pure loro facevano parte del Megacomplotto Galattico Amerikano? E poi, mi scusi, eh, ma quanti mesi fa l'hanno rapita? Da allora non e' tornata in Italia, protetta e riverita? E cos'e' successo alla "sua verita'"? E' passata la data di scadenza quando era prigioniera, e adesso non la puo' piu' dire?

No, voglio dire, a me sembrano domande addirittura ovvie, ma a quanto pare certe bufale, come certi "documentari" di RaiNews, vanno mandate giu' senza neanche un sorso d'acqua per aiutarsi. E quando qualcuno dice che il re e' nudo, che questa e' una bufala con ampia facolta' di prova, ci si ritrova tutti senza piu' argomenti, perche' abbiamo, di nuovo, fatto di una puttanata una discriminante fondamentale.

Poi c'e' anche un secondo elemento che mi ha dato fastidio per mesi, che e' tornato alla ribalta assieme a Giuliana Sgrena, ossia la morte di Nicola Calipari e la famosa Cospirazione Amerikana per assassinare Giuliana Sgrena.

Quando e' morto Nicola Calipari, guai ai sacrileghi che, come il sottoscritto, si azzardavano a dire che Giuliana Sgrena NON POTEVA aver raccolto "manciate di proiettili" dal sedile dove si trovava - se non altro perche' i proiettli si comportano in quella maniera, cadendo a terra dopo aver attraversato un finestrino, solo nei cartoni animati; che se gli americani avessero sparato "3 o 400 colpi" con M-16, mitragliatrici M240 e un cannone Bushmaster, con l'intenzione di uccidere Giuliana Sgrena, si sarebbe dovuto ricorrere al DNA per identificare i cadaveri; che se avessero avuto intenzione di ucciderli, per finire, adesso sarebbero morti, e non avrebbero chiamato certo un medevac appena scoperto che non erano iracheni.

A quanto pare, gli americani dovevano star cospirando per assassinare Giuliana Sgrena, per impedirle di rivelare la "sua verita'" (che pero', come abbiamo visto, aveva passato la data di scadenza e non si poteva piu' raccontare). Ovviamente, questa ipotesi di complotto fa sembrare realistiche quelle del Pentagono e delle torri gemelle, ma non si poteva parlare d'altro: e cosi' si e' persa un'occasione perche' la morte di Nicola Calipari avesse un senso e servisse a qualcosa, per esempio a denunciare il fatto che dal 2003 gli americani, a Baghdad, sparano a tutto quello che si muove, in base a RoE segrete di cui la stessa popolazione civile non e' a conoscenza; il fatto che i posti di blocco americani hanno fatto centinaia di morti prima che ad un povero stronzo di sergente venisse in mente di controllare, e scoprisse che il gesto che avevano usato fino a quel momento per dare l'alt era un gesto che per gli iracheni significava "avvicinatevi" (il pugno alzato e spinto verso l'alto). Questi sono i veri crimini, questi sono i reati che gli americani stanno commettendo da due anni in Iraq, non complotti da B-movie dei miei corbelli; ma parlare di cospirazioni per uccidere una sgallettata di mezz'eta' che non aveva capito la differenza fra un indiano metropolitano e un fondamentalista islamico fa piu' scena ed e' piu' romantico, e fa sembrare il Grande Satana ancora piu' satanico - e quindi il massacro quotidiano dei civili iracheni passa sotto silenzio, quando non viene, come e' successo piu' di una volta in quei giorni, negato perche' contrasta con la cospirazione della settimana.

Ho aperto questo blog parlando di come sia pericoloso tollerare gli imbecilli in nome di una malintesa forma di politically correct. Vorrei che fosse chiaro che, dal mio punto di vista, imbecille e' anche chi crede agli Imperi del Male, alle cospirazioni planetarie, e a tutta la fuffa in circolazione a patto che punti in una direzione politicamente accettabile. I creazionisti scientifici hanno eletto Bush; tremo al pensiero di chi potrebbero eleggere gli imbecilli nostrani.

09 novembre 2005

Fine di un'epoca (per me)

Per sette o otto anni, ogni mattina, col caffe' (da quando ho smesso di fumare, col te'), ho seguito invariabilmente il rituale di far partire il newsreader e leggermi it.politica. Non era facile star dietro a un newsgroup da 500-1000 e piu' messaggi al giorno, non era facile, in mezzo ad una vera e propria corte dei miracoli, pescare i 20-30 messaggi interessanti di ogni giorno; pero' non mancavo mai di farlo. A volte mi sono incazzato seriamente, a volte ho perso la pazienza con gente che, tutto sommato, non lo meritava, a volte, spesso, ho sopravvalutato gente a cui, in tutta onesta', sarebbe pericoloso persino affidare l'alimentazione del gatto per un weekend. Adesso basta. Chiuso. Ho raggiunto il limite, e non leggero' piu' it.politica for the foreseeable future, come si dice qui. Che poi magari fra tre-quattro anni mi torna il pallino e ricomincio, io ho problemi a dire cosa mangero' domani a pranzo, figuriamoci; ma per un tempo che mi aspetto lungo, non tornero' in quel letamaio.

Molto tempo fa ho promesso a me stesso che non avrei mai votato per una parte politica i cui militanti alimentavano i miei complessi di superiorita'. Dopo tutti questi anni di frequentazione di it.politica, m'e' rimasto da votare solo il Partito Comunista d'Italia (Marxista-Leninista), e solo perche' a) nessuno dei suoi 4 attivisti scrive su it.politica e b) non si presenta comunque alle elezioni.

Intendiamoci, ci sono li' in mezzo (poche) persone che rispetto, che ho il sospetto che rimangano a confondersi con la feccia in nome di una sorta di "fedelta' di parte" che non riesco proprio a condividere, oppure perche' semplicemente hanno posizioni politiche un pochino piu' estreme (o meno moderate, poi dipende dai punti di vista) delle mie. Il resto e', francamente, feccia: da quelli che giustificano gli attentati contro i civili in Europa o in Israele perche', a quanto pare, per gli occidentali vale il principio di responsabilita' collettiva, a quelli che festeggiano per le Torri Gemelle; da quelli che Ahmadinejad e' stato frainteso dal complotto internazionale dei media (dove l'ho gia' sentita questa?) al fatto che voler "cancellare Israele" non e' una cosa cosi' terribile, perche' si tratta di antisionismo (che e' bene), non di antisemitismo (che e' male) - e io ingenuo che credevo che voler ammazzare cinque milioni di persone comunque non e' bello, quali che siano le premesse ideologiche; da quelli che Bertinotti ha detto che l'obiettivo e' cancellare la proprieta' privata, ma non e' lui un colossale minchione, sono gli italiani bestie ignoranti che non hanno capito le implicazioni a lungo termine di questa politica e il significato preciso dell'affermazione, che si riferiva ovviamente alla proprieta' privata dei mezzi di produzione (come se, pure quella... vabbe', lasciamo stare), a quelli che gli si chiede "ma la sinistra, come risponde al timore che Prodi venga un'altra volta estromesso dopo 6 mesi da un'azione di Bertinotti?" e rispondono "ma magari a Cristo". Ecco, tutta questa gente, e uso il termine nell'accezione piu' generosa possibile, stava alimentando i miei complessi di superiorita' in maniera allarmante, al punto che ormai non partecipavo piu' alle discussioni perche' l'unica domanda che mi veniva da fare, in generale ad ambo le parti, era da quanto tempo non si contavano i cromosomi, e se erano proprio sicuri di averne 46 ciascuno e non fra tutti loro.

02 novembre 2005

Lo metto qui...

...senno' mi scordo.

Linux SuSE 10 non support
erebbe monitor multipli. Bisogna andare a configurare a manina /etc/X11/xorg.conf nella maniera seguente, dopo essersi assicurati di aver scaricato eventuali driver proprietari (Nvidia Quadro 280, nel mio caso):

creare un secondo "Device" clonandolo dal primo:


Section "Device"
BoardName "Quadro NVS 280 PCI-E/Quadro FX 330"

BusID "5:0:0"

Driver "nvidia"

Identifier "Device[0]"

VendorName "NVidia"

Screen 0

EndSection


Section "Device"

BoardName "Quadro NVS 280 PCI-E/Quadro FX 330"

BusID "5:0:0"

Driver "nvidia"

Identifier "Device[1]"

VendorName "NVidia"

Screen 1

EndSection


Commentare le righe "Screen" in "ServerLayout" e inserire queste:


Screen 0 "Screen[0]" 0 0
Screen 1 "Screen[1]" RightOf "Screen[0]"


(Nei "Device" assicurarsi che ci sia "nvidia" e non "nv", ca va sans dire, che il driver opensource non supporta il dual-head)


Andare a linea di comando, diventare root, init 3, init 5, fatto - si spera.


Un piccolo appunto personale, pero', ci vuole. Uno dei motivi per cui uso SuSE e' perche', come sanno quelli che mi conoscono, sono mortalmente pigro. Non che non sia capace di passare un pomeriggio a spulciare file di configurazione, ma sulla mia macchina desktop, o sul computer di casa, preferisco non doverlo fare ogni volta che modifico qualcosa: se non altro, perche' ho di meglio, o di piu' urgente, da fare. SuSE mi offre degli strumenti di configurazione semplici e intuitivi, che mi permettono di portare una macchina da vergine a perfettamente funzionante nel giro di un paio d'ore (e il grosso del tempo va via per installare in automatico un paio di GB di software, sia chiaro); per questo, sul mio desktop preferisco usare SuSE.


Alla luce di questo, amerei sapere, chi e' il cretino che ha deciso che "per semplificare le cose", da SaX2 (il tool di configurazione di X Windows/Xorg) e' stata rimossa l'opzione dual-head? Chi e' il marketroid che ha deciso che la possibilita' di avere uno o due monitor poteva confondere gli utenti?


L'informatica e' l'unico settore al mondo in cui qualche imbecille stellare riesce a farsi venire idee del genere senza essere immediatamente rinchiuso in una cella imbottita o linciato da una folla inferocita. Pensate un attimo ad una situazione analoga nel mercato dell'auto, per dire. Andate a ritirare la vostra nuova Alfa xxx e vi trovate questo avviso lasciato sul sedile del guidatore:


Gentile utente, da oggi, per evitare confusione negli automobilisti, abbiamo deciso di rimuovere la retromarcia dalle nostre auto. Abbiamo stabilito che la possibilita' di andare sia in avanti che indietro poneva un serio rischio di confusione nel guidatore, col risultato che le nostre auto venivano scartate in favore di altre perche' "troppo complesse".
Naturalmente, e' ancora possibile far andare indietro l'automobile, se per qualche oscuro motivo questo dovesse rivelarsi irrinunciabile per una ristretta minoranza di automobilisti: e' sufficiente mettere il cambio in folle, scendere dall'auto e spingerla nella direzione voluta, assicurandosi che qualcuno al posto di guida mantenga il controllo dello sterzo.


Ditemi quanto durerebbe il concessionario prima di essere impalato...

03 ottobre 2005

Le "sedicenti Brigate Rosse"

Se c'e' una cosa certa, a sinistra (almeno in Italia), e' la fede cieca in una concezione manichea del mondo: e' la piu' rassicurante di tutte, e con un po' di opportune contorsioni mentali la si puo' mantenere anche davanti alla prova dei fatti piu' scomodi.

Abbiamo avuto "sedicenti Brigate Rosse" per vent'anni, e dopo un breve periodo in cui s'e' ammesso, faticosamente, laboriosamente, fra mille distinguo, che forse, puo' darsi, uno mi ha detto che, a me sembra proprio, ma non saranno mica compagni che sbagliano, s'e' tornati al grande complotto in cui le BR non esistono se non come emanazione dei servizi segreti. L'idea delle Brigate Rosse come cellula impazzita di un certo pensiero di sinistra doveva sparire subito, perche' faceva a pugni con la concezione manichea che ci accompagna da sempre; una concezione secondo la quale il Male stava tutto dall'altra parte, e chiunque non stesse da quella parte (e dei terroristi, per quanto terroristi, se erano di sinistra non potevano certo starci) non poteva fare porcate come ammazzare Moro prima che il PCI entrasse al governo. Gia', perche' mai le BR avrebbero dovuto osteggiare il progetto di cooptare il piu' grande partito operaio d'Europa, il polarizzatore delle speranze e delle aspirazioni di un'intera classe di potenziali rivoluzionari, in un governo con la DC e i partiti filo-atlantici? Ma le BR non l'avrebbero mai fatto, loro, come ogni rispettabile simpatizzante di sinistra in Italia, volevano il PCI al governo in un contesto di socialdemocrazia borghese, ci mancherebbe altro. Ad ammazzare Moro devono essere stati gli americani, non c'e' altra spiegazione possibile.

Oggi e' il terrorismo islamico che non esiste: e' necessario che non esista, perche' la sua esistenza sconvolgerebbe la ripartizione manichea fra Grande e Piccolo Satana (USA e UK) e Resto del Mondo; per questo, quando il governo italiano fa una delle 2-3 cose sensate dal 2001 a oggi, ossia un paio di esercitazioni antiterrorismo, tutti a strillare e strapparsi le vesti: non serve a niente, non bisogna parlarne, non esiste la minaccia, abbiamo altre priorita', bisognerebbe farlo piu' realistico, meno realistico, hanno bloccato il traffico, e' solo propaganda, non bisogna parlare di terrorismo. Non deve esistere.

P.S. Sia chiara una cosa, non e' che stia dicendo che nel caso Moro non ci siano state commistioni e collusioni di servizi segreti italiani e non, o di organizzazioni non proprio limpide come la P2 del famigerato comitato di crisi di Cossiga. Ma c'e' una differenza precisa fra "commistioni" e "sedicenti Brigate Rosse". Una differenza che spesso si tende, per comodita' o pigrizia, a cercare in tutti i modi di sfumare.

22 settembre 2005

Campagna elettorale

Ho gia' menzionato il fatto che alle primarie, se ce la faccio a votare, votero' per Ivan Scalfarotto. Sul suo sito sono stati pubblicati i manifesti elettorali. Il primo mi piace particolarmente, ma anche il secondo non e' male.

Se avete una stampante a colori, magari, stampatene una copia e appendetela dove la gente puo' vederla. E speriamo di poter andare a votare senza tapparci il naso, stavolta...

15 settembre 2005

Lettera all'Home Office

Questo e' il testo della lettera che ho inviato tempo fa all'Home Office - il ministero degli Interni inglese, che si occupa anche di questioni come immigrazione e cittadinanza; l'ho anche mandata per conoscenza al Times.

Sir,

as a foreign citizen, is there any chance that, if I promise to blow up a few Tube carriages in the next few years, I could receive the same benefits that were accorded to the 7/7 and 21/7 bombers?
One of the bombers - Mohammed Sidiqe Khan, i believe, but I might be wrong - received a handsome lump sum to buy a house, and frankly, my wife has her eyes on a very nice property in Finchley and is giving me hell - you know women. A lump sum to use as a deposit would be a real Godsend. Uh, Allahsend. Whatever.
I should add that I feel heavily discriminated against only because I am mostly sane, and I might decide to sue if my request is refused.
In case you should decide to accept my request, i have a few questions on the conditions for the benefits. Does it have to be a SUICIDE bombing? Does it have to be successful? I mean, the bombers of 21/7 won't have to give their benefits back only because it was a dud, will they?

Thank you in advance

Eugenio Mastroviti
XXX Xxxxx Road
London N2 XXX
Tel. 020XXXXXXXX

P.S. In case you should decide to send SO19 to the above address, PLEASE mind the mountain bike in the corridor.
L'SO19 citato nella lettera e' il reparto speciale antiterrorismo di Scotland Yard, quei tizi che si vedono in TV con caschi neri in kevlar, passamontagna e mitragliette.
Per il momento non ho ricevuto risposta. Peccato. Quelle 23.000 sterline mi avrebbero fatto davvero comodo.

Sono stupido al 5%

Poteva andar peggio...

The Stupid Quiz said I am "Totally Smart!" How stupid are you? Click here to find out!

Ma sono anche un Supreme Nerd :)

I am nerdier than 93% of all people. Are you nerdier? Click here to find out!

09 settembre 2005

08 settembre 2005

"Inaccettabile"

Questa e' la definizione data dal capogruppo repubblicano al Senato USA, Bill Frist, ieri sera, della gestione della crisi Katrina da parte del governo federale. Definizione che ha dato durante una conferenza stampa e poi ribadito in due separate occasioni, in interviste a Sky e alla BBC.

Chi mi conosce sa che non ho grande amore per cio' che gli USA sono diventati negli ultimi 10 anni o giu' di li'; ma mi chiedo quale capogruppo di Forza Italia (o anche dei DS, se e' per questo) alla Camera o al Senato avrebbe usato la stessa definizione per una cazzata fatta da un governo formato dal proprio partito.

02 settembre 2005

Weekend librario

Per quello dei miei due lettori che ha l'opportunita' di comprare libri in inglese, consiglio vivissimamente due libri, The Dark Heart of Italy di Tobias Jones, e Midnight in Sicily di Peter Robb.

Jones e' inglese, Robb australiano, entrambi hanno vissuto in Italia per molti anni, uno a Siena e l'altro un po' a Napoli, un po' a Bari e un po' a Palermo. Il libro di Jones e' un tipico libro da espatriato inglese, inizia con un resoconto di abitudini, stranezze e particolarita' degli italiani, getta un occhio divertito sulla lingua e sulla cucina - le due cose che gli inglesi trovano piu' affascinanti - ma man mano che si procede nella lettura, il tono diventa meno divertito e scanzonato, e sempre piu' appassionato - e l'argomento cambia, passando dalla nostra passione per tipi di pasta dai nomi poetici come i capelli d'angelo, alla politica, al terrorismo, alla mafia, a Berlusconi; e man mano che Jones si integra, assume atteggiamenti e modi di pensare italiani, comincia a sentire Siena come casa sua, una passione tipicamente italiana comincia a filtrare nella sua descrizione dell'anomalia politica italiana, fino alla descrizione della vittoria elettorale di Berlusconi, per la quale sembra aver provato piu' rabbia e sconforto di tanti italiani che pure ne hanno subito danni ben peggiori.

Il libro di Robb e' piu' diretto, si apre con una meravigliosa descrizione dei colori e degli odori del mercato della Vucciria a Palermo ma diventa entro poche pagine un libro-inchiesta, una specie di Bignami di storia della mafia, dall'alleanza fra Lucky Luciano e Patton fino a Toto' Riina.
Anche Robb, come tutti gli anglosassoni, non riesce a parlare di Italia senza parlare di cibo, ma mentre Jones accomuna nei suoi racconti il piacere della tavola ad altri piaceri piu' carnali, Robb gioca sul contrasto con la violenza e la morte, i ristoranti che visita sono quelli, a Palermo, dove l'eliminazione dei giudici veniva decisa e pianificata, o a Bari, dove la Sacra Corona Unita organizzava i meeting col clan Parisi e con gli inviati siciliani e calabresi.

E' specialmente affascinante vedere come scrittori stranieri danno per scontati certi fatti che da noi si possono appena sussurrare - Robb non ha problemi a parlare di Corrado Carnevale, Giulio Andreotti, Salvo Lima, con gli stessi toni con cui si parla di Al Capone; e puo' raccontare cose che in Italia sono state passate, di comune accordo, sotto silenzio - come il rifiuto da parte del governo italiano, alla fine degli anni '80, di garantire la sicurezza dell'ambasciatore australiano durante una visita ufficiale in Calabria, dopo che il governo australiano aveva distrutto piantagioni di canapa indiana impiantate dalla 'ndrangheta nel Nuovo Galles del Sud (so che almeno uno dei miei due lettori dovra' rileggere quello che ho scritto per rendersi conto della gravita' del fatto - e della gravita' del fatto che sia stato passato sotto silenzio in Italia)

Entrambi i libri hanno suscitato polemiche in Italia, mi dicono, soprattutto quello di Jones, che riporta orgogliosamente in quarta di copertina il commento di un austero esponente del governo italiano, Francesco Storace, a proposito del fatto che un libro del genere poteva essere scritto solo da un cittadino di un Paese dove i giudici portano la parrucca - geniale battuta di spirito che, temo, potra' essere apprezzata in pieno solo da quelli che condividono le stesse tare genetiche di Storace.

23 agosto 2005

Errata scelta di termini

Immagino sia il caso di scrivere due righe a commento di un post apparso esattamente un mese fa su questo blog, quando accusavo Jean Charles de Menezes di essersi piu' o meno suicidato mettendosi a correre quando la polizia gli aveva intimato l'alt.

Le cose, pare, non sono andate cosi'; su quasi tutto c'e' il segreto istruttorio, ma quel poco che e' trapelato sembra indicare che la polizia ha mentito su piu' di un punto. De Menezes non indossava un giubbotto imbottito; i testimoni non sono cosi' concordi come era sembrato quel giorno, quando la polizia (intenzionalmente?) lascio' trapelare solo le parole di quelli che davano loro ragione; le telecamere forse hanno ripreso qualcosa e forse no, e adesso il personale dell'Underground accusa la polizia di aver cancellato i nastri.

Come dicevo, su tutta la vicenda c'e' il segreto istruttorio (che qui prendono abbastanza sul serio), ed e' presto per dare un giudizio definitivo, ma una cosa e' certa: non si e' suicidato, e' stato ammazzato come un cane da poliziotti, o soldati dell'SAS, in conseguenza di una paurosa successione di errori, leggerezze e facilonerie.

Nel '99, per un errore analogo, due poliziotti finirono in galera. Per ora, si puo' solo sperare che i colpevoli di quest'atto criminale paghino almeno altrettanto duramente.

22 agosto 2005

Preferenze sessuali e politiche

Ho scoperto durante il fine settimana, con una punta di disagio, che il candidato alle primarie a cui ho dato il mio appoggio personale (per quello che conta) e' gay.

Dice, perche' disagio? Per il modo in cui l'ho scoperto: attraverso un messaggio su un gruppo di discussione di Usenet, in cui si prendeva in giro la sinistra italiana perche' ci sono gay fra le sue fila.

E' il 2005, santamadonna, ventunesimo secolo, siamo nell'Europa figlia della cultura greco-romana, del cristianesimo ma anche dell'illuminismo, l'Italia e' stata la culla del Rinascimento, l'Europa ha vissuto, sta vivendo, la piu' colossale rivoluzione scientifica della storia del genere umano, e c'e' gente che cerca di giudicare le capacita' di una persona in base a quello che fa a letto, a come vive la propria sessualita' e i propri affetti.

La cosa terribile e' che nessuno, NESSUNO riesce a darmi un motivo credibile che non sia il fatto che "c'e' scritto cosi' su un libro sacro di una tribu' di nomadi del deserto di 2-3000 anni fa" - e anche cosi', ci vogliono quei 5-6 centimetri di pelo sullo stomaco.

Dice, "la famiglia e' il fondamento della societa'" (balle, ma lasciamo perdere): una coppia omosessuale non e' una famiglia, un omosessuale non e' un role model accettabile e sicuramente non operera' nell'interesse delle famiglie. Perche' invece un puttaniere divorziato con moglie-trofeo al seguito, per citare un nano pelato a caso, offre garanzie di protezione della famiglia che levati, e soprattutto e' un modello da presentare alle educande.

Dice anche, ma l'Italia e' un Paese cattolico e la dottrina cattolica e' chiara su questo punto - dicono sempre gli stessi che votano per il suddetto puttaniere divorziato, che hanno fatto crescere il fatturato del porno fino a superare il bilancio di difesa e sanita', che frequentano le decine di migliaia di prostitute - schiave del sesso, in realta' - allineate sul ciglio di tutte le tangenziali e strade statali italiane.

Molti di quelli che storcono il naso davanti alle preferenze sessuali e affettive altrui lo fanno, come dicevamo, in nome dei "valori cristiani" - e fa rabbia, persino ad un ateo mangiapreti come me, che molta di questa gente non riuscirebbe a riconoscere i valori cristiani se sbucassero fuori dalla tazza del cesso e gli mordessero il culo. Questa gente si scandalizza per due uomini che vivono assieme, ma poi non fa una piega davanti a barconi carichi di immigrati che affondano; parla dei sacri valori della famiglia e di proteggere i bambini, e poi va a leccare le scarpe a un Papa che ha protetto preti pedofili in mezzo mondo. Questa gente la Bibbia non l'ha mai letta, spero, o senno' non si spiega perche' ancora non si sono tirati un colpo in bocca arrivati alla menzione dei sepolcri imbiancati.

Altro che Berlusconi. Alvaro Vitali, si meritano.

Quanto a me, se Ivan Scalfarotto si degnera' di spiegare a noi poveri emigranti con la valigia di cartone (ahem) come possiamo fare a firmare per la sua candidatura, lo sosterro' e lo votero', per gli stessi motivi per cui Citibank ne ha fatto un manager: perche' e' una persona onesta, intelligente, capace e competente.

P.S. Mentre scrivevo quest'entry, Ivan ha scritto un articolo sul suo blog che in qualche modo c'entra con quello che scrivevo qui.

10 agosto 2005

Livello di allerta

Questo post e' intraducibile, e verra' capito da uno solo dei miei due lettori, che vive qui pure lui:

Alert levels

Be aware that the French government announced yesterday that it has raised its terror alert level from RUN to HIDE. The only two higher levels in France are Surrender and Collaborate. The rise was precipitated by a recent fire that destroyed France's white flag factory, effectively paralyzing their military capability.

It's not only the French that are on a heightened level of alert, The Italians have increased their alert level from "shouting excitedly" to "elaborate military posturing". Two more levels remain, "ineffective combat operations" and "change sides".

The Germans also increased their alert state from "disdainful arrogance" to "dress in uniform and sing marching songs". They have two higher levels, "invade a neighbor" and "lose".

Seeing this reaction in continental Europe the Americans have gone from "isolationism" to "find somewhere else in the Middle East ripe for regime change". Their remaining higher alert states are "take on the world" and "ask the British for help".

Finally here in GB we've gone from "pretend nothing's happening" to "make another cup of tea". Our higher levels are "chin up and remain cheerful" and "win".

Caso mai qualcuno avesse dei dubbi...

Il primo post su questo blog riguardava il fatto che "tollerare" l'imbecillita' e l'ignoranza, in un mondo sempre piu' strettamente interconnesso, in nome di una malintesa forma di political correctness, e' pericoloso e alla lunga autolesionistico, perche' prima o poi ci si ritrova imbecilli ignoranti in posizioni di potere, eletti da altri imbecilli ignoranti.

Certe volte odio avere ragione.

08 agosto 2005

Io partecipo

Faccio il tifo per gli outsider, per principio.

06 agosto 2005

La societa' laica

Mi vado rendendo conto sempre di piu' in questi ultimi tempi che fra i problemi che la Chiesa Cattolica ha causato all'Italia ce n'e' uno assolutamente misconosciuto - l'assenza del concetto stesso di laicismo. Oh, per carita', lo so anch'io che in Italia ci si riempie la bocca con la societa' laica, e il crocifisso nelle scuole e il divorzio e i referendum e via discorrendo. Il problema e' che il laicismo come e' sempre stato inteso in Italia e' un concetto falso e artificioso, che deriva dalle meccaniche dello scontro politico.

Cerco di spiegarmi: in Italia essere "laici" significa essenzialmente contrastare l'ingerenza della Chiesa Cattolica in tutti gli aspetti della vita politica e sociale. Questo perche', in pratica, in Italia c'e' sempre stata una sola religione -il 99% dei cittadini italiani si dichiarano, dopotutto, cattolici, e anche quelli che farebbero venire un infarto a San Francesco d'Assisi sono per quanto possibile attenti nel rispettare le forme esteriori e artificiose della religiosita'- e quella religione era apertamente schierata col potere. La divisione era insomma semplice, avversare il potere costituito significava anche spingere per una indipendenza delle regole sociali e politiche dal dettato religioso. La religione era quasi danno collaterale.

Il risultato e' che noi italiani non siamo abituati ad una societa' laica. Siamo abituati ad una societa' che ha dovuto lottare strenuamente per liberarsi dell'indebita influenza di una sola religione che si identificava col potere costituito. Non dico che veniamo fuori da una teocrazia, ma poco ci manca. In sostanza, non siamo abituati a rispondere alle domande piu' complesse che una societa' laica pone.

Cosa succede quando le religioni sono molte? Cosa succede quando le religioni offrono una rivendicazione di identita', un collegamento alle radici culturali, una prospettiva di riscatto sociale per una minoranza magari finora oppressa e sfruttata? E' facile vietare il crocifisso nelle scuole e negli edifici pubblici: provate ad andare dove ci sono anche religioni che non sono un'estensione ed uno strumento del potere costituito, in Francia a vietare lo hijab, o in Gran Bretagna il turbante dei Sikh. E' difesa della laicita' dello Stato, o e' razzismo? E' separazione fra Stato e Chiesa (ChiesE) o oppressione delle minoranze?

E che succede quando quella stessa religione, simbolo di riscatto sociale e politico, diventa, per una minoranza all'interno della minoranza, simbolo di oppressione e prevaricazione - o strumento di potere? Come ci si assicura che solo le donne che lo vogliono portare mettano l'hijab? O il burqa? Come ci si regola con le donne che ritengono peccaminoso il fatto stesso di chiedersi se lo vogliono portare o meno?

Non c'e' una risposta precisa, valida in ogni occasione, per queste domande. Bisogna esaminare ogni caso e regolarsi di conseguenza, e procedere sulla base dell'esperienza, del buon senso, della conoscenza delle culture e delle tradizioni. Il problema non e' questo: sono tutte cose che si imparano, dolorosamente, magari, sbagliando, commettendo errori anche gravi, sopportando tensioni e attriti che a volte durano anni. No, il problema e' che nella cultura italiana, che viene da secoli in cui, appunto, "laico" coincideva con "non asservito al dettato cattolico", non si sa neanche che quelle sono domande da farsi. Il problema per noi non e' la separazione fra Stato e Chiesa, si direbbe, ma fra religione e potere costituito: se manca quella connessione, tendiamo a perdere interesse e a considerarla una questione di poco conto, senza neanche renderci conto che la societa' si sta evolvendo in una direzione che ci costringera', prima o poi, ad affrontare il problema - probabilmente quando avra' assunto proporzioni ingestibili.

05 agosto 2005

La cospirazione della settimana

Questa settimana abbiamo la Madre di Tutte le Cospirazioni: l'11 Settembre.

Per farla breve: non c'e' stato nessun attentato terroristico l'11 settembre (del resto, Al Qaeda non esiste, e' una facciata della CIA). Due aerei telecomandati, o pilotati da arabi sotto controllo mentale, o pilotati da veri terroristi arabi che pero' prendevano ordini dalla CIA, si sono schiantati sulle torri gemelle, ma solo per fare scena, perche' in realta' le torri gemelle erano state gia' minate con tonnellate di esplosivo nei giorni precedenti, infatti vengono giu' esattamente come in una demolizione controllata, ma ovviamente non c'erano dentro tonnellate di esplosivo, perche' sarebbe stato impossibile portarcelo dentro, e poi sarebbe stato visibile, e infatti non vengono giu' come in una demolizione controllata, perche' sarebbe stato troppo ovvio, vengono giu' proprio come se una piccola carica di esplosivo fosse stata piazzata per simulare l'effetto dell'impatto di due aerei, che in effetti hanno impattato, ma non hanno avuto l'effetto sperato ed e' stato necessario far detonare le cariche installate prima per prudenza... (ad libitum).

E se anche si provasse che non c'era esplosivo, rimangono le stranezze. Tipo, che il tizio che aveva comprato il lease rimanente delle torri doveva spendere una fortuna in manutenzione, ed era ebreo, guarda un po', quindi un agente del Mossad e forse pure dei Savi di Sion, quindi gli hanno fatto un favore e gliele hanno tirate giu' (che fra l'altro e' la cosa che facciamo un po' tutti: chi, dovendo fare una ristrutturazione o avendo le tubature da riparare, non s'e' tirato giu' casa con un'autobomba per risparmiare?).

E poi c'era anche un'esercitazione in corso quel giorno, pare, si dice, forse, in cui si ipotizzava, per misurare la capacita' di stretching del controllo nazionale del traffico aereo, che una decina di aerei fossero stati dirottati. Ed ecco che il povero cervellino del complottista si immagina dieci aerei in giro per i cieli d'America con su dipinto "siamo stati dirottati, aiuto!", e i caccia della difesa aerea che si confondono e non sanno piu' a chi sparare; ipso facto, l'esercitazione doveva essere stata organizzata a bella posta per confondere la difesa aerea e proteggere gli aerei fino al bersaglio. A uno con una testa funzionante, e che abbia letto due libri in croce non scritti da Maurizio Blondet, a questo punto gli cascano le braccia, e manco se la sente di spiegare che non e' che quando si fanno queste esercitazioni si fanno veramente decollare dieci aerei e si paralizzano le torri di controllo d'America giocando a Passenger 57 con Wesley Snipes; perche' insomma, e' imbarazzante spiegare le cose come ai bambini, dicendogli che per fare una cosa del genere bisognerebbe bloccare il traffico aereo sugli Stati Uniti, perche' i controllori di volo O guardano gli schermi finti con gli aerei immaginari, O guardano gli schermi veri con gli aerei veri che cercano di atterrare, e far volare dieci aerei alla cacchio per fargli fare finta di essere stati dirottati e', oltre che inutile, troppo costoso - soprattutto visto che queste esercitazioni si fanno con una certa regolarita'. Uno, dicevo, si sente anche in imbarazzo, e' come se qualcuno ti dicesse "sai, io faccio la doccia vestito", da dove cominci per spiegargli i fatti della vita? Non glieli spieghi, ti sforzi di sorridere, magari gli dici chissa' che risparmio di lavanderia, e da quel giorno cerchi di evitarlo, soprattutto quando ha oggetti acuminati per le mani.

E' appena il caso di notare che il solito Maurizio Blondet ha "scoperto" che un'esercitazione analoga era in corso il 7 luglio a Londra, e poverino, lui e i complottisti par suo si sono immaginati gente dall'aria equivoca che andava in giro per la metropolitana di Londra a mettere finte bombe (l'esercitazione non era di London Underground, era un'esercitazione di business continuity di alcune compagnie della City, che stavano misurando la propria capacita' di continuare a operare dopo un attacco terroristico al sistema di trasporto londinese - se ne fa una a settimana).

Per una disamina un po' piu' dettagliata di alcune delle castronerie sull'11 settembre consiglio il sito antibufala di Paolo Attivissimo.

Alla prossima, e datevi una lucidata al cappellino di stagnola

04 agosto 2005

Se non fossi sposato...

Proclamerei apertamente al mondo che sono innamorato di Zoe Williams:

The problem is, everyone is ashamed of this stamp of vanity, apart from sociopaths. Silvio Berlusconi was openly delighted with his facial surgery. The juxtaposition of those two sentences might lead some to suppose that I'm calling Berlusconi a sociopath. For legal reasons, I'd like to stress that that definitely isn't what I'm saying.

Il brano viene da questo articolo sul Guardian.

03 agosto 2005

Se invece di Blair...

...la Gran Bretagna avesse un Primo Ministro con un po' di spina dorsale, dopo di questo starebbero scoppiando incidenti diplomatici a raffica.

Divertente, fra l'altro, l'allusione del giornalista al fatto che la colpa grave di Indymedia (un'organizzazione con la quale, sia detto per inciso, condivido ben poco) era in realta' di non essere proprieta' di un certo primo ministro italiano...

01 agosto 2005

Pace in Ulster

Sto guardando in questo momento le immagini dello smantellamento dei posti di sorveglianza in County Armagh. Sono immagini che passeranno alla storia, per molti motivi, e costituiscono anche lo spunto per un paio di osservazioni che vale la pena di fare.

Il primo punto - la gente che mi chiedeva perche' Blair e' stato rieletto. Ecco, questo e' uno dei motivi. Blair ha fatto le sue cazzate, per carita'; ma ha gestito l'economia come la Thatcher e Major non sono mai stati capaci di fare, ed ha lavorato, costantemente e ottenendo risultati, per la pace in Ulster. Gli accordi del venerdi' santo hanno fatto scandalo, da un lato perche' riconoscevano Sinn Fein e IRA come interlocutori politici (Bobby Sands ha vinto la sua battaglia, alla fine), dall'altro perche' ponevano dei limiti a cio' che l'IRA poteva chiedere e stabilivano dei do ut des intermedi che l'IRA doveva rispettare. Molta gente che avrebbe dovuto essere in galera, da una parte e dall'altra, e' rimasta a piede libero o e' stata fatta uscire di galera, ci sono state amnistie e il governo inglese ha deciso di dimenticare il passato e i nomi di chi avrebbe dovuto essere punito, e in cambio, i militanti dell'Ira liberati o "dimenticati" dalla polizia hanno smesso di sparare.

Adesso, se a Blair spuntasse una spina dorsale e applicasse lo stesso tipo di intelligenza politica invece che militare in Iraq... vabbe', ma qui siamo alla fantascienza.

Il secondo punto interessante e' un po' piu' complesso, e implica la conoscenza del NORAID e la storia delle sorelle McCarthy.

E' un fatto poco noto in Europa, soprattutto nei Paesi cattolici, che l'IRA non e' esattamente un esercito di eroi senza macchia e senza paura, e il fatto che si finanzia anche con attivita' criminali di basso livello (estorsione, traffico di droga) e' un segreto di Pulcinella - oh, non fidatevi di me, chiedete agli irlandesi del sud. Questo, purtroppo, ne ha influenzato i metodi, ed ha attirato fra le sue fila personaggi che con la lotta politica hanno veramente poco da spartire.

Per esempio, una sera del gennaio di quest'anno, un tale Robert McCarthy stava bevendo una birra con un amico in un pub di Belfast, quando i due vennero aggrediti e pestati a sangue da un gruppo di membri dell'IRA, fra cui un comandante di unita'. McCarthy venne pugnalato allo stomaco e mori' il giorno seguente in ospedale. La lite era stata causata da un preesistente scazzo personale del comandante con l'amico di McCarthy (che ebbe la gola tagliata, ma piuttosto maldestramente, e sopravvisse), nulla di politico - del resto, McCarthy faceva parte della comunita' cattolica; ma la cosa grave e' che i militanti tornarono indietro per "ripulire" dalle tracce il pub e vietare ai presenti di chiamare la polizia o un'ambulanza, e l'IRA protesse i suoi uomini fino al punto di identificare e minacciare di ritorsioni ognuno dei 70 avventori del pub se avessero fornito qualunque informazione alla polizia. L'appartenenza all'IRA metteva al di sopra della legge, e garantiva l'impunita' assoluta.

Furono le sorelle di Robert McCarthy, sfidando minacce e intimidazioni, a ricostruire le modalita' e le circostanze del delitto, e a lanciare una campagna per ottenere giustizia. Ovviamente, l'IRA fece orecchie da mercante (dopo aver tentato di metterle a tacere un paio di volte), fino al momento in cui le sorelle McCarthy iniziarono il loro viaggio in USA.

Cosa c'entrano gli USA? C'entrano, perche', sorprendentemente, l'IRA ottiene la stragrande maggioranza dei propri fondi dagli USA, attraverso soprattutto l'organizzazione che ho menzionato piu' sopra, il NORAID.

Si', avete letto bene: un'organizzazione terroristica europea era finanziata da un'associazione nordamericana, alla luce del sole; di piu': esponenti dell'IRA si recavano regolarmente a Boston e nel New England per organizzare cene ed altri eventi per la raccolta di fondi (esentasse: era un'associazione con scopi benefici, dopotutto), ottenendo persino, in alcuni casi, la protezione dell'FBI, nel caso qualche irlandese esaltato volesse, per dire, vendicarsi per aver perso la famiglia quando l'IRA aveva scambiato la sua Land Rover per un veicolo dell'esercito e l'aveva presa a colpi di bazooka. Ma come, dice, e la War On Terror (tm)? E l'impegno sacrosanto a Combattere Il Male (tm)? E la lotta per la giustizia?

Eh, son tutte cose tanto belle, ma disgraziatamente, il problema e' che mentre i musulmani americani, in massima parte, non votano, gli irlandesi-americani votano eccome, e da bravi irlandesi sono vendicativi e hanno la memoria lunga, e nessun politico che desideri avere un futuro desidera metterseli contro: quindi, il NORAID non si tocca, cascasse il mondo. O cascassero i pub di Birmingham. O i palazzi nei Docklands. Insomma, ci siamo capiti. Per inciso, questo spiega anche il commento "what goes around comes around" che ho sentito fare, piuttosto cinicamente, da molti inglesi l'11 settembre 2001.

Insomma, questa era la gallina dalle uova d'oro che le sorelle McCarthy sono andate a disturbare col loro viaggio e le loro conferenze stampa in USA la scorsa primavera, con l'effetto immediato che l'IRA ha visto assottigliarsi fino quasi a sparire il contributo dei "fratelli d'oltreoceano". Niente piu' soldi dai pub di Boston, niente piu' accoglienza col tappeto rosso al loro arrivo in USA, seri problemi di immagine per il governo USA, e quindi molta meno tolleranza per i ricevimenti per la raccolta di fondi (grazie soprattutto a Hillary Clinton, che ha usato la cosa per mettere in imbarazzo Bush)... l'IRA s'e' vista mancare il terreno sotto i piedi e non solo s'e' buttata a corpo morto nel processo di pace, smettendo di trascinare i piedi, ma s'e' addirittura sforzata di accelerare i tempi. Ah, e ha anche offerto alle sorelle McCarthy di sparare in testa ai colpevoli e consegnare i cadaveri alla polizia. Per fortuna hanno rifiutato.

Anche in questa seconda osservazione, mi sembra, c'e' nascosta qualche lezione che si potrebbe applicare all'Iraq, la cui identificazione e' lasciata come utile esercizio per il lettore.

31 luglio 2005

Qualcuno mi spieghi

Di questa cosa ne volevo parlare da prima delle vacanze, veramente, ma m'e' tornata in mente grazie a questa vignetta. Grand Theft Auto e' un gioco che nella migliore delle ipotesi potrebbe essere definito aberrante: il protagonista deve, sostanzialmente, rubare auto, picchiare prostitute con una mazza da baseball (per tenerle in riga), ammazzare poliziotti e far saltare in aria componenti di bande rivali; il gioco e' vietato ai minori di 14 anni in USA. Adesso si scopre che esiste una patch per rendere visibile una scena di sesso che invece e' censurata nella versione originale, e l'America insorge all'idea che i suoi pargoli vengano esposti alla visione di una tetta prima dei 18 anni: interrogazioni parlamentari, scandalo, multe ai negozi, messa fuorilegge della patch, innalzamento del divieto ai minori di 18 anni per l'acquisto del gioco.

Poi dice, ma perche' ogni tanto un ragazzino flippa, si porta a scuola le 3-4 pistole che i genitori magari gli hanno regalato (eh, sono pistole, mica foto di ragazze nude) e fa una strage? Mah, mistero.

22 luglio 2005

Corretta scelta di termini

Se due settimane fa degli attentati suicidi in metropolitana hanno causato una strage
Se ieri ci hanno riprovato, con altre quattro bombe che solo per un caso non sono esplose
Se indossi un cappotto voluminoso e rigonfio, nonostante sia una giornata molto calda
Se una ventina di agenti di polizia ti circondano gridando "Armed police, freeze!"
Se invece di fermarti immediatamente ti metti a correre
Se, in corsa, vedi che ti inseguono armi in pugno
Se, inseguito, ti infili in una stazione della metropolitana
Se, una volta nella stazione, cerchi di buttarti su un treno pieno di gente

Allora, quando ti piazzano cinque proiettili in testa, non e' "brutalita' della polizia", non e' "eccessivo uso della forza", non e' "reazione esagerata delle forze dell'ordine"

E' suicidio.

Eccheccaxxo.

"Perche' non vuoi andare a vivere in America?"

Ecco perche'.

21 luglio 2005

Stavolta hanno fatto cilecca

(copia di un post inviato su Usenet)

Aspetto speranzoso le prove che pure questo e' un complotto della CIA.

Qualche suggerimento:

Mentre l'altra volta era un complotto perche' sospettavano che fosse un attentato ma non l'hanno detto subito, stavolta e' un complotto perche' sospettavano che fosse un attentato e l'hanno detto subito.

E' un complotto perche' non ha fatto vittime (forse). Se dovesse morire qualcuno, e' un complotto perche' ha fatto vittime civili, che era proprio l'obiettivo della CIA.

E' un complotto perche' hanno aspettato che finisse il G8.

E' un complotto perche' stavolta non e' stato un kamikaze. Nel caso fosse stato un kamikaze, e' un complotto perche' era un insospettabile, che la CIA ha rapito, drogato e fatto passare per un kamikaze. Nel caso fosse stato un kamikaze membro di gruppi integralisti gia' noto alla polizia, e' un complotto perche' e' troppo ovvio, la CIA dirigeva questi kamikaze e li ha fatti arrivare al luogo dell'attentato senza toccarli.

E' un complotto perche' e' giovedi', e di giovedi' tutte le bombe sono frutto di un complotto.

E' un complotto perche' domani e' venerdi' e un vero musulmano integralista non si sarebbe mai ammazzato prima delle preghiere del venerdi'.

E' un complotto perche' l'hanno detto i nazisti dell'Illinois.

E' un complotto perche' la notizia ha fatto dire "Oh cazzo" a Bertinotti, e i resistenti non avrebbero mai fatto uno sgarbo simile alla sinistra italiana.

E' un complotto perche' io la bomba l'avrei messa da un'altra parte.

E' un complotto perche' me ne sto andando in ferie.

A proposito, buone vacanze.

(se dovessi sembrare troppo cinico a uno dei miei due lettori, mi spiace, ma onestamente, ne ho le scatole piene dei complottisti da quattro soldi che prosperano da qualche tempo a sinistra, e ho deciso che piu' che un trattamento come questo non meritano, gli sciacalli)

20 luglio 2005

Consigli per un ciclista londinese

Londra e' una magnifica citta', con un magnifico sistema di trasporto pubblico che non le rende giustizia.
Spostarsi con la metropolitana e' rapido ed efficiente (checche' ne dicano i londinesi che amano lamentarsene), ma con la metropolitana non vedi Londra: vedi un certo numero di aree, piu' o meno circolari, centrate ognuna sulla stazione della metropolitana da cui sei sceso - per quanto ne sai, potrebbe essere (e spesso sembra) un'altra nazione rispetto alla stazione da cui arrivi. Un sacco di gente passa anni a Londra senza avere la minima idea di cosa ci sia fra una stazione della metropolitana e l'altra.
Spostarsi con l'autobus permette di vedere di piu'. I miei, quando vengono a trovarmi, adorano prendere un autobus per una direzione a caso e farsi chilometri sul piano superiore, guardandosi la citta': un giro turistico al prezzo di una travelcard. Il problema dell'autobus e' che e' lento. I miei sono in pensione, ma io ho bisogno di arrivare al lavoro prima dell'ora di pranzo, e con l'autobus l'ora di partenza e' piu' o meno garantita (a patto che non si tratti del 263), l'ora di arrivo, insomma, un po' meno.
Rimane l'auto: a parte i costi associati, che sono mica da ridere, c'e' lo stress di guidare, la congestion charge, l'incubo del parcheggio. Sicuro sicuro che ne valga la pena?

Se vuoi vedere la citta', e sperare di arrivare dal punto A al punto B in tempi ragionevoli, rimangono bicicletta e motorino/motocicletta. Personalmente, ho scelto la bicicletta, vuoi perche' come motociclista sono una pippa, vuoi perche' sono tirchio, vuoi perche' andare in bicicletta mi e' sempre piaciuto.

Cose da ricordare andando in bicicletta:

  1. Londra e' grande. Ma sul serio. Da East Finchley (casa) al West End sono 12-13 Km a seconda della strada che faccio. Per il cetriolo della City sono 15 Km. Per andare in bicicletta a Londra e spostarsi non-localmente, bisogna essere un minimo in forma, o espandere lentamente e gradualmente il proprio raggio d'azione, tenendo presente che l'Inghilterra e' piatta, Londra no - e appena si esce dal centro e dalla piana del Tamigi cominciano le colline
  2. Le strade di Londra hanno ispirato le geometrie non-euclidee. In generale, uno sa che prendendo 4 volte la prima a destra, si ritrova al punto di partenza. A Londra, ci sono buone probabilita' che ci si ritrovi a Marble Arch. Qualunque fosse il punto di partenza. Non chiedetemi perche'. Non c'e' una strada che vada dritta per piu' di 100 metri, e molte delle strade formano intrecci a mezzaluna, ad anello, a nodo a bocca di lupo, a barcollamento di papero ubriaco. Sul serio. Controllate da voi.
  3. I pedoni sono ciechi. No, sul serio, e' un fatto poco noto ma scientificamente provato. Diventano ciechi appena cominciano a camminare per strada, e si aiutano solo con l'udito. I ciclisti piu' previdenti si portano dietro un grosso radioregistratore portatile che emette continuamente il suono di una Jaguar XJS12 spinta a tavoletta, unico rumore che riesca a convincere il povero pedone che qualcosa sta effettivamente arrivando. Evitate di suonare campanello o tromba: il pedone credera' che ci sia da quelle parti una banda che sta cominciando a suonare, e si incamminera' con un sorriso ebete nella direzione del rumore. Evitate come la peste di gridare cose come "Get out of my f***ing way!" (la tentazione e' forte, lo so). Se lo fate, il pedone si fermera' in mezzo alla strada e comincera' a chiedersi, incuriosito, quale strana automobile abbia un motore che fa quel suono. In conclusione, adattatevi all'idea che i pedoni, se non fate casino, non vi vedono, e regolatevi di conseguenza. Attenzione soprattutto alle madri con passeggino kamikaze.
  4. Utilizzate le risorse a disposizione. TfL, Transport for London, ha un sito con una sezione dedicata esclusivamente ai ciclisti. In particolare, offrono mappe ottimizzate per i ciclisti - ordinate quelle che volete e in generale le recapitano a casa entro 3-4 giorni. Anche la London Cycle Campaign, LCC, ha un sito ricco di consigli, e non e' una cattiva idea iscriversi, soprattutto per via dell'assistenza legale offerta in caso di incidenti. Fra l'altro, LCC ha gruppi locali, uno per borough, che organizzano serate, incontri settimanali, workshop per imparare a far da se' la manutenzione della bici, e soprattutto uscite in gruppo, per chi all'inizio non si sente molto in confidenza. Per finire, London Cycle Network e' l'organizzazione che sta dietro al tentativo di rendere Londra una citta' piu' a misura di ciclista. Anche il loro sito ha consigli pratici, informazioni, mappe (non molto dettagliate) in formato pdf, e una "web map" che per ora e' praticamente solo un demo, ma che si spera diventera', in futuro, una mappa interattiva della citta' in grado di consigliare percorsi, evidenziare aree "sicure" per andare in bicicletta e cosi' via.
  5. Non andate sui marciapiedi con la bici. Lo so, la strada e' intasata e non si riesce a passare. Se proprio volete andare sul marciapiedi, smontate dalla bici e spingetela. I ciclisti sui marciapiedi sono una delle cause piu' frequenti di attrito con gli altri utenti della strada, le lamentele sono continue (e a volte giustificate). Just don't do it, ok?
  6. Non passate col rosso. Anche qui, la tentazione e' forte. La strada e' vuota, non ho la targa, anche se qualcuno mi vede non e' che mi possa fare niente. Fra l'altro, passare col rosso e' l'unico modo per essere visti dagli automobilisti. E' famoso, infatti, che anche gli automobilisti non vedono praticamente mai i ciclisti, tanto da considerare una buona scusa la frase "mi spiace, non l'avevo visto" dopo aver travolto un cristone di 1 metro e 80, con un giaccone rosso, in sella ad una mountain bike XL rossa, in pieno sole, che veniva in direzione opposta - eppure queste stesse persone riescono a vedere un ciclista che passa col rosso a distanze di svariati Km, spesso attraverso ostacoli solidi come case, palazzi e camion. Il record mondiale e' attualmente detenuto da Mr. Stephen Smith-Clarke, di Cricklewood, che durante una vacanza a Marbella e' riuscito a vedere distintamente un ciclista passare col rosso al semaforo all'angolo fra Archway Road e Muswell Hill Road, Highgate, lamentandosene poi con i compagni di vacanze per tutto il tempo in cui la polizia spagnola l'ha tenuto in cella per guida in stato di ebbrezza. Comunque, sul serio, non passate col rosso. Se non volete farlo per la sicurezza stradale, Ken Livingstone o i pedoni che si spaventano, fatelo per me, che ogni mattina mi tocca sentire almeno un collega con il ritornello del "eh, ma voi ciclisti passate col rosso, io ne ho visto uno proprio stamattina..."
  7. Comprate una buona bici. Se decidete di farci parecchia strada, vi pentirete non poco di aver voluto risparmiare 50 sterline per comprare un mostro pesantissimo fatto di travi d'acciaio con la maneggevolezza di una mucca gravida. Girate per negozi - ce ne sono di ottimi, iniziate con quelli locali, spesso gestiti da entusiasti del ciclismo, poi magari provate con le grosse catene, Evans e Decathlon, ed evitate Halfords, che vende quasi solo trappole che valgono esattamente quello che costano. Chiedete di provare le bici - quasi tutti lo lasciano fare, previo deposito di un documento: la bici migliore del mondo puo' avere un disegno completamente sbagliato per il vostro fisico - a me e' capitato con le Scott, per esempio.
  8. Non comprate una bici rubata. Il fiorente mercato londinese delle bici rubate e' la prova che P.T. Barnum, tutto sommato, aveva ragione: nasce un pollo ogni minuto. Io mi chiedo, sinceramente, come sia possibile che esistano sul pianeta cosi' tanti imbecilli disposti a finanziare i ladri di biciclette, comprandosi una bicicletta che poi gli verra' di nuovo rubata entro tre o quattro mesi - e in secondo luogo, mi chiedo perche' cosi' tanti di questi imbecilli dovessero per forza venire a vivere a Londra. Oddio, e' vero che io vengo da una citta' dove al mercato ci sono intere bancarelle di autoradio rubate, e la gente se le compra e s'incazza pure quando due mesi dopo gliele fregano di nuovo - c'e' gente che ha ricomprato la stessa autoradio tre o quattro volte, e sono convinti di essere furbissimi, perche' l'hanno pagata molto meno che in negozio! Beam me up, Scotty, there is no intelligent life here.
  9. Non e' una gara. Cioe', la mattina magari si': bene o male, alle 9 bisogna essere alla scrivania; ma la sera ce la si puo' prendere un po' piu' comoda. Ci si puo' fermare a dare un'occhiata a quel piccolo parco che si fiancheggia passato Stoke Newington. E domani, magari, fermarsi a dare un'occhiata dentro a quel pub dall'aria strana, che se e' carino come sembra una sera ci porto Lisa; oppure legare la bici e fare due passi in quella strada dove tutti i negozi hanno le insegne in turco, e se va bene un sottotitolo piccino in inglese, e bisogna tenerlo a mente, che siamo ancora a Londra, perche' non e' cosi' evidente (e il kebab e' vero kebab, non scarti industriali). Se non lo fate, vi perdete il 50% del gusto di andare per Londra in bicicletta.
Credevo di essermi innamorato di Londra quando sono arrivato qui quasi letteralmente con la valigia di cartone; ma ho scoperto Londra, ho cominciato a conoscerla veramente, e me ne sono davvero innamorato, quando ho cominciato a vederne le parti che non mette in mostra, andando in giro con la bicicletta. Spero sinceramente che capiti anche a voi.

19 luglio 2005

Mi sono viziato

A forza di stare qui mi sono decisamente viziato. Ci sono cose che ho imparato, ormai, a dare per scontate - un po' di tutto, veramente, dai negozi che ti danno i buoni sconto perche' ti sei lamentato di un disservizio, agli Internet provider che ti dicono che l'ADSL ti verra' attivata domani pomeriggio fra le 15 e le 15.30, o preferiresti un altro orario?

Una cosa che all'inizio non mancava di stupirmi, per esempio, e' la professionalita' di giornali e televisioni. Oh, intendiamoci, fanno le loro porcate - e del resto, se "tabloid" e' diventato di fatto una parola sconcia, il merito e' della stampa inglese; eppure quando un giornale spara una bufala, il suo direttore si dimette. Quando una commissione d'inchiesta dice che Kelly si e' suicidato per colpa della BBC, il direttore generale della BBC, pur insistendo che non e' vero, e che la colpa dovrebbe quantomeno essere spartita fra lui e Blair, si dimette. Da che sono qui, due o tre direttori di grossi quotidiani si sono dovuti cercare un altro lavoro, come anche un direttore generale della BBC, un ex-parlamentare conduttore di talk-show di grande successo, e non so piu' quanti giornalisti. Tutti dimessi: perche' se una bufala e' grossa, coinvolge altre persone, le danneggia, o causa scompiglio nell'opinione pubblica, allora non si tratta piu' di un errore in buona fede: qualcuno deve pagare, e paga chi ha dato la notizia senza controllarla con la dovuta cura.

E in Italia? Oh, beh, in Italia c'e' Telepadania. C'e' Calderoli. C'e' Borghezio. C'e' un giornalista che intervista lo scemo del villaggio, il quale gli racconta di essere amico di Schwartzenegger, e che l'altra sera in piazza c'erano i musulmani che festeggiavano le bombe di Londra, brindando e ballando.
E che fa il bravo giornalista di Telepadania? Si chiede per caso con che cacchio brindano dei musulmani osservanti? Ma no, i dubbi sono roba da comunisti. Lui pubblica, lui. Pubblica e fa scandalo; e Telepadania manda pure i filmati.

A questo punto, persino una delle amebe che vivono e prosperano nello spazio vuoto fra le orecchie di Borghezio comincerebbe a sentir puzza di bruciato: perche' insomma, va bene i musulmani che brindano a prosecco, ma come fa Telepadania ad avere i filmati dei festeggiamenti, se la notizia l'ha avuta di seconda mano dallo scemo del villaggio?
Per fortuna, Calderoli non e' un pericoloso intellettuale pieno di dubbi, e si lancia subito in un'appassionata difesa della democrazia e dello stile di vita occidentale, inveendo contro TV e giornali che "coprono" la notizia - e per fortuna che c'e' un'emittente coraggiosa come Telepadania, che altrimenti la denuncia dello scemo del villaggio sarebbe caduta nell'indifferenza generale. C'e' da capirlo, Castelli, ha da difendere la categoria.

Quando poi e' saltato fuori che lo scemo del villaggio s'era inventato tutto, e che Telepadania, non avendo la macchina del tempo, s'e' limitata a montare filmati che aveva in magazzino dall'11 Settembre 2001 (bufala anche quella, visto che i festeggiamenti dei palestinesi erano falsi pure allora, ma non e' il caso di stare a sottilizzare, adesso), per un momento mi sono sorpreso a chiedermi chi sarebbe stato il nuovo direttore di Telepadania.

Si', buonanotte.

Vilipendio della religione

Ci sono delle volte che mi ritrovo dalla parte di persone che disprezzo profondamente. Come quando D'Alema querelo' Forattini, e uno si ritrova a dover prendere le difese di un vignettista fra i piu' beceri della storia italiana - perche' il diritto di satira e' fondamentale, anche quando la satira fa cagare.

Adesso Oriana Fallaci, la pasionaria della pulizia etnica, la staffetta partigiana che vuole le deportazioni di massa, l'antifascista che difende gli amici di Pinochet, si ritrova sotto processo per "vilipendio della religione".

Signora Fallaci, capiamoci: i suoi libri, con la possibile eccezione della prima meta' di Un Uomo, fanno cagare; le idee che fa mostra di propugnare sono rivoltanti; le sue uscite in difesa dell'integralismo cattolico metterebbero vergogna a Nazinger; e oso pensare che se Alekos Panagulis fosse vivo, le sputerebbe in faccia per la sua propaganda in favore dei suoi assassini, e dei capi dei suoi assassini. Ciononostante, mi tocca offrirle la mia piu' totale solidarieta' davanti alle accuse mossele dalla giustizia italiana.

Il "vilipendio della religione", come il "vilipendio delle istituzioni", e' un'aberrazione: e' la lesa maesta' che rientra dalla finestra, e' il tentativo di chiudere la bocca a chi grida fuori dal coro. Certo, molti di quelli che gridano fuori dal coro, com'e' il caso della signora Fallaci, hanno una vociaccia stridula e livorosa che preferirei non sentire. Ma se non la voglio sentire, non compro i suoi libri o cambio canale quando viene a starnazzare in televisione, non la denuncio per aver vilipeso qualcosa che e' sacrosanto vilipendere.

Signora Fallaci, onestamente, lei mi stava sulle scatole quando diceva che i vietcong e i khmer rossi facevano bene ad ammazzare preti e occidentali perche' gli inquinavano la cultura; mi sta altrettanto antipatica adesso che dice che gli occidentali dovrebbero ammazzare arabi e imam perche' gli inquinano la cultura. Nonostante questo, un processo per "vilipendio della religione" e' una porcata e costituisce un precedente pericolosissimo, inaccettabile. Per quello che vale, in questo specifico caso, ha tutta la mia solidarieta'.

P.S. I suoi libri continuano a far pena, in particolare Insciallah. E la sua propaganda filoamericana continua ad essere rivoltante.

18 luglio 2005

Competitivita'

Ieri c'era la London Bikeathon, una maratona in bicicletta per raccogliere fondi per la ricerca sulle leucemie - ne ho parlato qualche giorno fa.
Purtroppo, ho commesso il grave errore di mettere insieme una squadra: ho reclutato dei colleghi e abbiamo formato un company team, come si usa qui. La cosa sarebbe stata anche carina - ci ha permesso di mettere insieme circa 350 sterline di sponsorizzazioni da colleghi e dirigenti - non fosse stato per un piccolo problema: lavoro nella City.

E che sara' mai, direte voi. Insomma, non e' che se lavori nella City ti fanno andare alla maratona in giacca e cravatta, no?
No, niente giacca e cravatta. Il problema e' che se dici a uno che lavora nella City "maratona non competitiva", quello sente "maratona", ma "non competitiva" gli entra da un orecchio e gli esce dall'altro senza aver minimamente interagito con il cervello. Siamo fatti cosi', credo sia una caratteristica naturale, necessaria, per sopravvivere qui; ricordo un amico che ci scherzava su, diceva di essere diventato un eiaculatore precoce a forza di lavorare per una banca d'investimento, perche' doveva arrivare prima degli altri. Io non sono ancora stato contagiato del tutto, anche se sono piuttosto competitivo di mio, soprattutto in bicicletta - gareggio regolarmente con autobus e automobili nei 15 Km fra casa e lavoro; ma i colleghi che erano con me ieri lavorano qui da un pezzo, con tutto quello che ne consegue.

Insomma, la maratona "non-competitiva" e' diventata una gara all'ultimo sangue. Ieri ho fatto in tutto 82 Km in bicicletta, 20 per arrivare al Chelsea Royal Hospital, 42 di maratona, 20 per tornare a casa; di questi, i 42Km di maratona e oltre meta' del tragitto di ritorno (compresa la salita di Hampstead/Fitzroy Park) sono stati fatti in gara, ad una media di oltre 30 Km/h, e ovviamente sorridendo, perche' questa cosa sembrera' faticosa a voi femminucce, ma io mi sto divertendo, sia chiaro, ci vuole altro per affaticarmi, anzi, dopo mi cambio e vado a fare un po' di sollevamento pesi...

Sospetto di aver perso l'uso delle gambe.

16 luglio 2005

La cospirazione della settimana

Questa settimana, da una fonte autorevole come Indymedia, abbiamo personaggi del calibro della buonanima di Giuseppe Cosco (quello che in tutta la vita non ha mai scoperto che quelli di HP Lovecraft non erano saggi ne' storie vere), Giorgio Bongiovanni (l'unico uomo al mondo che parla con la Madonna, gli Alieni e Gesu' e non e' riuscito a farsi fare delle stimmate credibili da nessuno dei tre) e Bill Cooper (gli alieni esistono e io ci ho parlato; gli alieni esistono e c'e' una cospirazione del governo USA per nascondervelo; gli alieni non esistono e la cospirazione del governo USA e' finta e serve a distogliere l'attenzione dalla vera cospirazione che coinvolge l'11 Settembre, gli Illuminati, i Rosacroce e i venditori di bibite della metropolitana di New York) che descrivono come nulla di quello che sappiamo e che la storia ricorda sia vero, e che tutto, ma proprio tutto, sia frutto di una cospirazione millenaria degli Illuminati, discendenti della Massoneria, discendenti dei progettisti delle piramidi, discendenti... vabbe', ci siamo capiti.

La cospirazione che descrivono e' cosi' vasta e totale che e' impossibile provarla falsa: e quindi deve essere vera. Ci sono dentro i Bildeberger, e voglio dire, dire Bildeberger e' come dire cospirazione, e la minima incredulita' puo' costarvi l'ostracismo morale di tutta la sinistra italiana - anche dell'estrema destra americana, ma questo e' un altro discorso - e ci sono dentro gli Illuminati e i Rosacroce, anche se, onestamente, non ho capito come ci siano arrivati. Comunque e' un dato di fatto, stanno lavorando tutti insieme per instaurare un governo mondiale sotto l'egida dell'ONU, e voglio dire, si vede anche da quanta importanza gli americani, i capi di questo complotto, stiano dando all'ONU in questo periodo, come si stiano strenuamente impegnando per incrementare il suo potere.

No, non ridete, c'e' gente che ci crede. Ora, capisco che ci credano gli ultranazionalisti americani: voglio dire, quelli sono gente che ritiene sinceramente che ammazzare un non-americano non sia reato, figuriamoci con che occhio vedono organismi sovranazionali - e ovviamente, sono dispostissimi a credere che il loro stesso governo sia culo e camicia con gli autori di questo complotto: del resto, per il nazionalista americano medio, George W. Bush Jr. e' un pacifista no-global. La cosa sinceramente patetica e' che la sinistra europea, e soprattutto italiana, accetti automaticamente queste teorie per il solo motivo che vanno contro il governo USA (e mica per la prima volta: a leggere il manifesto qualche anno fa, si aveva l'impressione che Unabomber, dico l'originale, quello americano, fosse il Che redivivo), e cosi' tocca inventarsi spiegazioni supplementari sul perche' un governo dell'ONU, e la fine dei nazionalismi, sarebbe una cosa cattiva; e si tira su un pot-pourri di complotti, sette segrete, massonerie, ogni cazzata giustificata da una cazzata ancora piu' grossa, il complotto americano per farsi gli attentati da soli in modo da avere la scusa per ritirarsi dall'Iraq e dare tutto il potere in mano all'ONU, Bush che sta lavorando per screditarsi in modo che ad un certo punto l'ONU possa prendere in mano le redini e dichiarare un governo mondiale, che e' una cosa bruttissima perche'... uh, gia', perche'? No, voglio dire, capisco che sia una cosa bruttissima per i fanatici americani, che lo vedono come la realizzazione delle profezie dell'Apocalisse sull'Anticristo; ma trasformarlo in una mega-cospirazione strettamente politica allo scopo di giustificare l'adozione a sinistra di queste teorie da Milizia del Michigan va al di la' del ridicolo.

Mah. Probabilmente mi sbaglio io: si sa, il pensiero razionale e' di destra.

Alla prossima settimana, e mi raccomando: sempre col cappellino di stagnola in testa!

15 luglio 2005

Test: sei leghista?

E' estate: arrivano i test, possibilmente da spiaggia, con la stessa infallibilita' con cui piove quando lavi la macchina (o la mountain bike, nel mio caso). Non potevo mica sottrarmi, quindi andiamo a scoprire se i miei due lettori sono leghisti, magari senza saperlo.

  1. Umberto Bossi sta molto meglio in:

    1. camicia verde

    2. giacca e cravatta

    3. terapia intensiva

  2. Le coccole dopo il sesso sono

    1. la parte migliore

    2. un obbligo irrinunciabile

    3. 20 Euro extra

  3. La cultura occidentale e':

    1. laica e tollerante

    2. superiore

    3. roba da comunisti

  4. Il sesso e' veramente sicuro solo con:

    1. un preservativo

    2. un certificato medico

    3. un essere umano

  5. Il politico italiano piu' intelligente e'

    1. Prodi

    2. Fini

    3. Borghezio

  6. Il mio animale preferito e'

    1. il cane

    2. il gatto

    3. Borghezio

  7. Ma avrai mica una fissazione per Borghezio?

    1. Chi, io?

    2. Non cominciamo a offendere

    3. Borghezio


RISPOSTE:

Non c'e' bisogno di contare punti o altra roba noiosa del genere. Se avete fatto il test, e l'avete preso sul serio, siete leghisti. Mi spiace per voi.

Ognuno ha gli avversari che si merita

Una volta la Chiesa metteva all'indice il Dialogo sopra i massimi sistemi e incarcerava Galileo. Oggi, Nazinger mette all'indice Harry Potter.

O tempora, o mores...

Il Grande Vecchio che non c'e'

Anche Umberto Eco, viene da pensare a leggere il Corriere della Sera, e' stato assoldato dalla CIA, o e' diventato fascista: osa addirittura negare la necessita' di un complotto. Ma si puo'?

E' ovvio che dietro agli attentati del 7 luglio c'e' qualcosa. Cosa sia, non si sa, ma ci sono delle stranezze, dei particolari inspiegabili: e come tutti sanno, solo dietro agli eventi umani assolutamente e completamente spiegati non ci sono complotti.

Come e' possibile che i servizi di sicurezza, che pure avevano ricevuto una soffiata, non abbiano detto immediatamente, appena saputo di un possibile incidente, che era un attentato? Ovviamente stavano cercando di coprire qualcosa. D'altra parte, come e' possibile che gli stessi servizi di sicurezza, dopo solo qualche giorno passato a esaminare i film delle telecamere a circuito chiuso, i cadaveri, le tracce degli esplosivi, le scene del crimine - traduzione letterale di crime scenes, se uno dei miei due lettori ha un'idea migliore, sono aperto a suggerimenti - abbiano gia' i nomi degli attentatori? Evidentemente sapevano gia' tutto da prima, e hanno lasciato correre perche' gli faceva comodo (per analogia, sarei tentato di portare le prove del complotto della polizia stradale alla base degli incidenti: avete notato come non riescono praticamente mai a prevenire un incidente, eppure dieci minuti dopo sanno gia' di chi e' la colpa?). Ma se l'attentato gli faceva comodo, viene da obiettare, perche' avrebbero cercato di coprirlo? E io che ne so, e' la risposta standard, l'importante e' che ci sia qualcosa di poco chiaro, che prova che stanno cercando di coprire un complotto.

Questo e' importante: se c'e' qualcosa di poco chiaro, qualcosa di non immediatamente spiegabile al 100%, dietro c'e' qualche tipo di cospirazione. Il che, fra l'altro, dimostra che dietro alla meccanica quantistica, ai meccanismi di autenticazione di Windows NT/2000/XP (pre- o post-Active Directory, non fa gran differenza) e al comportamento femminile c'e' una cospirazione planetaria.
No? OK, provate a spiegare in maniera completa e soddisfacente uno dei tre, se siete capaci.

14 luglio 2005

13 luglio 2005

Il kamikaze della porta accanto

Erano inglesi. Di Leeds. Di origine pakistana, si', ma inglesi, appassionati di calcio e di cricket, nati qui, cresciuti qui, educati qui, emarginati qui, irretiti qui da qualche predicatore fondamentalista, mentre la polizia inglese spendeva milioni di sterline per proteggere uno come Abu Hamza quando predicava per strada. Proteggerlo da cosa? Da frotte di musulmani che volevano dirgli dove si poteva mettere l'uncino, l'occhio di vetro e l'esortazione alla guerra santa.

Il nemico e' fra noi, e' vero: ma non e' il ragazzo di 19 anni che si fa saltare in aria nella metropolitana. Il nemico e' l'emarginazione di quel ragazzo. Il nemico e' la nostra indiferenza ai segnali d'allarme - perche' 4 anni fa dei ragazzi di Luton sono stati reclutati e mandati a farsi ammazzare in Afghanistan, e il padre di uno di loro ha chiesto, ha implorato il governo inglese di fermare chi aveva mandato suo figlio a morire, e quella gente e' ancora li' a Luton, fa proseliti e predica la guerra santa nei locali del community centre, perche' prendere provvedimenti avrebbe potuto essere considerato offensivo nei confronti della comunita' musulmana.

Quali che siano i rischi per il futuro, quali che siano i provvedimenti che verranno presi, rimane il fatto che quei ragazzi si sono suicidati per nulla - non solo non hanno terrorizzato Londra (non nel senso in cui un terrorista lo intende, almeno), ma c'e' il caso che non siano riusciti neanche a instillare nelle nostre teste la paranoia nei confronti della comunita' musulmana: siamo, si direbbe, abbastanza maturi da aver capito di chi e' la colpa. Mi spiace - mi spiace sinceramente - per il loro sacrificio, ancora di piu' mi spiace che il coraggio che hanno mostrato nell'uccidersi per una causa in cui credevano sia stato cosi' disastrosamente sprecato.

12 luglio 2005

Ma che e' successo a Repubblica?

In questi giorni ho poca pazienza con le cose che trovo stupide o ipocrite. Se mia moglie fosse qui, probabilmente parlerebbe di sindrome da stress post-traumatico o qualcos'altro di ugualmente enorme (e' fatta cosi', si preoccupa).

In questo periodo sto rapidamente perdendo la pazienza con Repubblica. Non capisco quale sia il loro problema, ma il giornale sembra determinato a dare la peggiore descrizione possibile della stampa inglese, della reazione dei londinesi, e in generale di come la situazione e' stata gestita.

Comincia il 7/7 dando i numeri al lotto per i morti e i feriti: qualcuno gli spieghi, per favore, che "casualty" non significa "morto". E' un termine originariamente militare che indica tutti quelli resi inabili al combattimento, la somma di morti, feriti e dispersi. Il ministero dell'interno dava la cifra di 150 casualties, e i media italiani, puntuali, riportavano 150 morti. E almeno una delle 3 I ce la siamo giocata...

Poi si rende conto della fesseria fatta, e pubblica questo articolo: i media inglesi sono schizofrenici, perche' non hanno dato cifre piu' o meno inventate su morti e feriti. Repubblica finge prima di tutto di ignorare che, per impedire lo sciacallaggio dei tabloid, una legge impone agli organi di informazione di dare notizie solo sui morti confermati dalla polizia - ossia sui cadaveri recuperati e di cui un medico legale abbia certificato la morte; e a parte questo, sembra scordarsi che i media italiani non hanno fatto di molto meglio, continuando a fornire numeri gonfiati e/o inventati. Non sono l'unico ad essersi scazzato per questa uscita, peggiore dell'errore iniziale.

Allo stesso tempo, Repubblica pubblica un articolo di cui ho parlato in Strategia della tensione, che sembra dipingere Londra come una citta' occupata dal BNP e dal KKK: una citta' in cui le "autorita' musulmane" devono inviare un comunicato per invitare i fedeli a chiudersi in casa, che senno' li linciano. Mi spiace, Repubblica, questa e' un'altra stronzata, e mica da ridere.

E siccome non c'e' due senza tre, ecco l'articolo sul coro di polemiche contro le autorita' e il dispositivo di sicurezza. Sicurezza inefficiente e distratta, dice Repubblica, attribuendo l'accusa alla stampa inglese. Tanto inefficiente e tanto distratta da aver sventato almeno un attentato chimico in passato, da aver trovato settimane fa il materiale per una bomba ANFO della stessa potenza di quella di Oklahoma City; ma chi lancia queste accuse ha buon gioco: perche' gli arresti eseguiti in passato erano solo "brutalita' della polizia" e "persecuzione delle minoranze" - anche quando uno degli arrestati aveva appena ucciso un poliziotto; quegli arresti, anche quando si sono trovate prove della preparazione di un attentato, erano dovuti semplicemente al fatto che bisognava fare un po' di scena e far credere che ci fosse una minaccia. Poi, quando arriva il botto, la sicurezza era inefficiente e distratta: l'unico tipo di sicurezza che puo' esistere, per Repubblica, perche' se l'intelligence e' infallibile, allora vuol dire che non c'era una vera minaccia; e se non e' infallibile, e ha successo solo 99 volte su 100, allora e' "inefficiente". E anche qui, il merito per aver messo in evidenza questo fatto non e' mio.

Comunque, ognuno ha diritto alle proprie opinioni: quello che da' fastidio non e' tanto che Repubblica lanci accuse piu' o meno infondate a destra e a sinistra, e' che si nasconda dietro il paravento di star riportando quello che scrive la stampa inglese. La quale stampa inglese, davanti ad una tragedia, invece, ha la sorprendente (per un italiano) reazione di sospendere per un attimo il desiderio di portare acqua al proprio mulino; e cosi' anche la stampa ferocemente anti-Blair, per qualche giorno, non ha pensato a come presentare i fatti nella luce giusta per mettere il governo in cattiva luce; non ha dedicato 10 pagine ad elencare tutti i motivi per cui era tutta colpa del governo, e una a descrivere i fatti. Impensabile, per l'informazione italiana, per la quale, specialmente da qualche anno a questa parte, la domanda-chiave, il filtro per interpretare qualunque evento e', ma questa cosa, porta acqua al mulino di destra o di sinistra? In che maniera possiamo dare la colpa della tsunami a Prodi? Come dimostriamo che il terremoto in Iran avrebbe fatto meno morti se Berlusconi fosse stato all'opposizione?

Non mi pronuncio sull'iniziativa di riportare, praticamente senza filtro, i commenti dei lettori. Messaggi struggenti si sono mescolati a uscite francamente irritanti, mi ha lasciato senza parole leggere di gente che vive qui da anni e sembra non aver capito un tubo di come la gente si comporta e di come si possano avere manifestazioni diverse della stessa paura, dello stesso dolore. M'e' sembrato che l'unico modo lecito per esprimere dolore sia il corteo funebre con le prefiche che strillano e si strappano i capelli, se non c'e' quello sono dei bastardi insensibili.

I londinesi hanno subito un colpo duro, e hanno reagito come sanno fare: dimostrando che non e' andato a segno, almeno non quanto i terroristi avrebbero voluto. E non so se l'orgia di lacrime da 11 settembre, l'insopportabile, continua, narcisistica esposizione del proprio dolore, sarebbe stata piu' "umana" o solo piu' ostentata.