14 luglio 2009

Sciopero


Che si sappia, per protesta contro il decreto Alfano per una settimana salterò cappuccino e cornetto.

10 luglio 2009

È venerdì, e si vede


Certe volte le mie discussioni col management hanno del surreale, soprattutto quando coinvolgono il Gentile Concessore Francese e, per qualche motivo, specialmente di venerdì.

Gentile Concessore Francese: Eugenio, per quando possiamo avere questi blade server pronti all'installazione?

Io: Guarda, c'è solo da avviarli da CD e puntare ogni blade al kickstart server, il resto dell'installazione è automatica

GCF: Ah, forse non te l'ho detto, ho modificato l'ordine all'ultimo momento ed ho ordinato tutti i Blade Center senza CD, abbiamo risparmiato quasi 120 sterline [su un ordine da quasi 100.000 sterline, NdE]

Io: Ah, vabbe', non c'è problema, infilo i loro indirizzi MAC nel server DHCP e li installiamo via tftp.

GCF: No, mi spiace, non possiamo, quando ho cambiato l'ordine ho anche deciso di ordinare separatamente i moduli switch per ragioni fiscali e arrivano la prossima settimana, poi con la consegna ritardata Dell ci fa anche uno sconto - tanto non ci servono fino a quando abbiamo bisogno di attaccarli alla rete di produzione.

Io: Vabbè, hai una calamita da frigo? Mi metto lì ed edito a mano gli inode dei dischi rigidi...

GCF: Non scherzare! Com'è possibile che ci abbiano venduto delle macchine su cui non si può installare un sistema operativo?

Io: Posso sempre provare a installare CentOS su una chiavetta USB ed avviare ogni blade in successione da lì. Ci copio sopra anche i file kickstart o magari seleziono i pacchetti a mano uno per uno e faccio anche a mano le modifiche NIST a tutti i file di configurazione...

GCF: Davvero?

Io: No.

GCF: Ma abbiamo bisogno di quei server pronti e in produzione entro venerdì prossimo!

Io: Quando arrivano gli switch?

GCF: Venerdì prossimo.

Io: Allora uno di noi due ha delle spiegazioni da dare.

Ahh, che relax, quando la tua giornata lavorativa è terminata da 4 minuti e 30 secondi, è venerdì e un managerone due livelli sopra il tuo si affanna a cercare di darti la colpa di non averlo protetto dalla sua stupidità di fronte ad un pubblico sempre più incredulo.

29 giugno 2009

Skynet si avvicina


I ricercatori dell'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia hanno infilato dei robot in una stanza in cui zone illuminate rappresentavano cibo e morte (punti in cui le batterie si caricavano/scaricavano), li hanno programmati con algoritmi genetici per regolarne il comportamento e li hanno lasciati liberi di muoversi.

Entro 50 generazioni i robot si aiutavano fra loro a raggiungere il cibo, alcuni sceglievano il martirio, mettendosi sui punti "mortali" e tenendo lontani gli altri, alcuni attiravano i propri simili nelle zone velenose per poi andare a mangiare da soli e senza competizione.

Mrs Inminoranza propone di spegnere i robot, cancellare i loro algoritmi e rinchiudere i ricercatori da qualche parte prima che uno di quei robot sviluppi un accento austriaco.

28 giugno 2009

Veterans' Day


Ieri, quando con Mrs. Inminoranza siamo andati a fare la solita spesa del sabato al mercatino ortofrutticolo di The Spires, a Barnet, m'ero completamente scordato del Veterans' Day, la giornata delle forze armate/dei veterani; me l'ha ricordato una tenda coperta da un telo mimetico, eretta davanti alla biblioteca pubblica, con due arzilli vecchietti in uniforme che si fumavano il tipo di sigarette arrotolate a mano che da queste parti si chiamano, piuttosto espressivamente, dogends.

Non ero mai stato ad uno di questi eventi, in cui anziani veterani cercano di raccontare alle successive generazioni cosa sono stati quegli anni, e devo dire che è stata un'esperienza illuminante. Mi ha fatto uno strano effetto, parlare con un signore che è arrivato a Gold Beach intorno alle 7.30 del 6 giugno 1944, con una signora di novant'anni che, fatta prigioniera nell'ospedale di Singapore dove era infermiera, è sopravvissuta alla prigione di Changi e alla Burma Railway, con un anziano signore ebreo scappato con la famiglia dalla Germania nazista a 13 anni, e arruolatosi a 16 nell'esercito inglese, che si è trovato a dover fare da interprete quando gli inglesi occuparono Bergen-Belsen e negli interrogatori dei criminali di guerra preliminari al processo di Norimberga.

Sono molto onorato di averli incontrati, tutti quanti.


27 giugno 2009

Responsabilità


Un bellissimo post sul blog dell'Austriaco, a proposito della generazione che crede che la realtà sia adattabile ai nostri desideri, e che la responsabilità personale sia una convenzione che si può ignorare a piacere.

We Shall Overcome - Maa Pirooz Mishim


Joan Baez, We Shall Overcome in farsi



Hat tip: Harry's Place e Palmiro.

26 giugno 2009

Stupid Jedi mind trick


Adoro il fatto che il venerdì, a partire dalle 17:15, ogni domanda/richiesta/lamentela degli sviluppatori e del management riceve la risposta "These are not the droids you are looking for. Move along"

25 giugno 2009

Più realisti del re


C'è una piccola ma interessante fetta della sinistra italiana e inglese che sembra non riuscire ad incontrare un clericofascista senza innamorarsene - una specie di alternativa speculare agli atei devoti alla Giuliano Ferrara, gente che ritiene che avere i preti al governo sia la cosa migliore che possa capitare agli altri (e poi, a quanto pare, il governo iraniano tiene pulite le strade e, suppongo, fa arrivare i treni in orario).

Però a tutto c'è un limite e a volte chi lo supera si rende ridicolo, ad esempio gridando al complotto e al fotomontaggio sul filmato che mostra la morte di Neda Soltan, quando persino i giornali governativi iraniani ne ammettono la morte - e subito accusano la BBC di aver assunto degli assassini prezzolati per ucciderla davanti alle telecamere e mettere in cattiva luce il governo.

Se conosco i compagni antimperialisti solidali con l'esperienza rivoluzionaria iraniana, sono certo che non avranno difficoltà a sostenere entrambe le tesi contemporaneamente non appena verranno a sapere della nuova versione ufficiale.

Flippin' hell


Questa signora qui


si chiama Kitty Ussher e fino a pochi giorni fa faceva la "junior minister" (praticamente una sottosegretaria) al Tesoro. Come molti ministri e parlamentari inglesi, ha approfittato a man bassa dei rimborsi spese, fino a 24.000 sterline l'anno, graziosamente messi a disposizione dei parlamentari dai contribuenti. In particolare, dal momento che molti parlamentari devono risiedere a Londra e passare almeno parte della settimana nel distretto in cui vengono eletti, essi godono di un rimborso speciale per l'affitto di una casa a Londra - o, nel caso di londinesi eletti altrove, di una seconda casa nel distretto di elezione. Alcuni, con quel rimborso, comprano casa con un mutuo "interest only": in pratica fanno un mutuo ma pagano solo gli interessi sul prestito; l'idea è che allo scadere del mutuo venderanno la casa estinguendo il debito e magari realizzando anche un certo guadagno - una scommessa, in altre parole, sull'andamento del mercato immobiliare.

E questo già pone un problema morale: perchè la signora Ussher, ad esempio, quando alla fine del suo mandato parlamentare rivende la casa, realizza un guadagno utilizzando i soldi delle mie tasse, e non si capisce perchè quei soldi debbano restare in tasca a lei e non andare all'erario. Ma c'è un problema più grosso: perchè un cavillo nella normativa sulla seconda casa dei parlamentari permette loro di scambiare di ruolo prima e seconda casa (pratica nota come flipping)con estrema facilità, no questions asked, come si dice qui, mentre per un comune mortale un cambiamento di residenza comporta comunque delle scartoffie e dei tempi d'attesa, col risultato di permettere ai parlamentari di non pagare le tasse sui capital gains: perchè quando rivendi la seconda casa, il guadagno realizzato viene tassato, cosa che non è in caso di vendita della prima casa. Ora, se io scambiassi prima e seconda casa un mese prima di vendere, l'ufficio delle tasse mi arriverebbe addosso con la simpatia e l'affabilità di una tarantola in sindrome premestruale, mentre non può nulla nel caso dei parlamentari.

E così la signora Ussher ha scambiato prima e seconda casa, ha venduto la "prima" (con gli interessi del mutuo pagati con le mie tasse) e aggiungendo la beffa al danno non ha neanche pagato le svariate migliaia di sterline di tasse dovute - e per tutta punizione ha perso il posto da sottosegretario al Tesoro, mentre se io avessi fatto lo stesso giochetto adesso sarei rinchiuso a Belmarsh, serving at Her Majesty's pleasure, come dice la formula tradizionale, per cinque-sei anni buoni. Ho come la desolante sensazione che i laburisti stiano diventando craxiani senza neanche accorgersene.

You can't have too much of a good thing


Linux è figlio della New Economy, e si vede. Nessun altro pezzo dell'Information Technology è così stracolmo di ritardati, sociopatici, farlocchi, teste di cazzo che si sono inventate un mestiere in un momento particolare di ubriacatura collettiva in cui l'unica qualifica necessaria per essere un manager, un tecnico, un esperto di qualsiasi cosa era di riuscire a mantenere una faccia seria mentre affermavi di esserlo.

Il motivo per cui lavorando su Linux riesco a farmi pagare bene è semplicissimo: a differenza del 99% dei cosiddetti "esperti", non mi invento cazzate, non millanto fantasmagorici risultati inesistenti, ma, semplicemente, se mi chiedono di fare una cosa dico che si può fare solo se so di poterla fare fottendomene di quello che dice la documentazione (che tanto è in buona parte frutto di fantasia) e di quel che si dice sui forum degli "esperti", e se non si può fare lo dico, prendo la borsa, me ne vado ignorando le accuse di incompetenza e disfattismo, e torno due settimane dopo per riparare ai danni causati da un farlocco che sosteneva che si poteva fare perchè l'ha letto su Ubuntuforum.

Incidentalmente, neanche Microsoft è mai riuscita nell'impresa di prendere un prodotto che funziona su un certo hardware, farne una nuova versione dedicata a quell'hardware e introdurre un bug che lo rende inutilizzabile, come ha fatto Ubuntu con il suo "netbook remix".

19 giugno 2009

Quando si dice l'entusiasmo


A quanto pare in Iran la popolazione ha un tale entusiasmo per la democrazia che in alcune regioni ha votato più del 100% della popolazione. E poi le solite malelingue dicono che non erano elezioni libere.

15 giugno 2009

Deficit di democrazia


Certo che ci vuole una bella faccia tosta a definirsi una "democrazia" quando all'atto pratico un consiglio di preti decide chi può o non può essere eletto e come si deve governare.

E se guardiamo all'estero, anche in Iran le cose non è che vadano tanto bene.

12 giugno 2009

Piccoli berlusconi crescono


Se c'era bisogno di altre prove del fatto che prima appendono Gordon Brown per i piedi a un distributore di benzina, prima cominciamo a ripigliarci, una è arrivata qualche giorno fa.

Sir Alan Sugar è il fondatore di Amstrad, nome non nuovo ai vecchietti dell'informatica, e ne è stato CEO e proprietario per 40 anni prima di venderla a Sky lo scorso anno. Da cinque anni conduce un programma televisivo, The Apprentice, una specie di reality show di quelli a eliminazione: praticamente un Grande Fratello per aspiranti manager, in cui un gruppo di laureati della LSE, o MBA particolarmente ambiziosi, competono fra di loro lavorando per/con lui - lui fissa degli obiettivi e chi non riesce a raggiungerli viene licenziato. Il format del programma lo rende, se non ho capito male (non ne ho mai visto una puntata - sono allergico ai reality), una specie di incrocio con un documentario, in cui Sugar spesso spiega le pratiche di management di una grande azienda.

Adesso, Gordon Brown ha reclutato Sir Alan come enterprise czar - consulente speciale del governo per le imprese. Non una cattiva scelta, tutto sommato: Sugar ha esperienza, conosce l'ambiente, e non si pone il problema del conflitto di interessi dal momento che ha venduto la sua azienda.

Umm...

Dunque, questo signore verrà pagato dal governo per fare da interfaccia col mondo dell'impresa privata, per portare la voce dell'esperienza nelle riunioni di pianificazione, e per spiegare al pubblico le politiche industriali e d'impresa del governo Brown.

Spiegare al pubblico le politiche d'impresa del governo. Mentre conduce la trasmissione televisiva più seguita in assoluto sullo stesso argomento. Che sarà a metà della sesta stagione durante la campagna elettorale del prossimo anno.

E quando hanno chiesto a Brown se non vedeva un conflitto di interessi nella cosa, lui ha risposto che era un problema della BBC. Quando hanno chiesto alla BBC, ha risposto che era un problema del governo. E quando hanno chiesto alla vice di Brown, ha risposto che non c'era niente di male, perchè dopotutto anche il cancelliere-ombra Tory ha un programma alla radio in cui parla di musica jazz, e nessuno gli ha mai detto niente.

Viene da chiedersi quanto, esattamente, si debba avere la faccia come il culo per diventare un parlamentare laburista sotto Gordon Brown.

11 giugno 2009

La mafia è bella


Dice, Eugenio, ma non dici niente sul risultato delle elezioni?

No, che devo dire? È stata la cronaca di una morte annunciata, sia in Italia, sia qui, dove gli elettori laburisti sono rimasti a casa in decine di migliaia fino a far eleggere due fascisti del BNP, e dove però il giorno dopo il disastro i parlamentari Labour hanno talmente tanta faccia come il culo da andare a dire a BBC Today, a viso scoperto, che d'accordo, la base non ha più fiducia in Brown e non lo vede come un leader credibile, ma noi invece sì, e quindi ve lo tenete, cicca.

E voi vi lamentate di Franceschini.

Ma vabbe', non era di questo che volevo parlare. Volevo parlare del razzismo della polizia, e del farsi i cazzi propri che è recentemente assurto a valore progressista, e anche un po' del perchè farsi i cazzi propri fino a un certo punto è come essere incinta ma solo un pochino: una pia illusione.

Suppongo sia arrivata in Italia la notizia che da un annetto qui a Londra i ragazzini si accoltellano con grande entusiasmo. Probabilmente non è arrivata la notizia che i ragazzini che si accoltellano sono quasi sempre appartenenti allo stesso gruppo etnico, e che gli accoltellamenti sono in generale il risultato di scontri fra gang locali o "punizioni" contro chi ad esempio si è rifiutato di entrare in questa o quella banda, più l'occasionale vittima innocente presa in mezzo per sbaglio.

Dice, i ragazzini sono quasi tutti neri, e la polizia non fa niente, perchè è razzista e finchè s'ammazzano fra di loro non gliene frega molto. Dice anche, e sono spesso gli stessi a dirlo, che la polizia è razzista perchè quando fa i controlli a tappeto per sequestrare coltelli e armi da fuoco ferma e perquisisce in notevole maggioranza maschi adolescenti e post-adolescenti neri, in quartieri neri come Tottenham e Brixton, e non abbastanza vecchiette inglesi a Kensington, il che dimostra che opera una politica di racial profiling. E dice anche, sempre gli stessi attivisti, e non solo, che criticare il rap e l'hip-hop è una critica implicitamente razzista alla cultura urbana nera.

Se andiamo dall'ultima critica alla prima, troviamo che quel che si chiede alla polizia, e in generale alla società, è di farsi i cazzi propri fino al punto in cui il ragazzino tira fuori il coltello e poi materializzarsi dal nulla col teletrasporto di Star Trek per levarglielo di mano in maniera non-repressiva - il che è, chiaramente, impossibile.

Mi spiego.

Una gang, qui o in USA, è un'associazione criminale dedita al tipo di attività che hanno reso la mafia, la camorra e la 'ndrangheta grandi testimonial del Made in Italy: traffico di droga, racket della protezione, prostituzione, lotterie clandestine, insomma un po' di tutto. Si chiameranno Bloods, Crips, Yardies, Dem Africans, quel che volete, avranno vestiti faighi, scarpe da ginnastica da 150 sterline e jeans col cavallo sotto le ginocchia, magliette da basket e cappellini da baseball, piuttosto che gessati neri e Borsalino, ma non c'è differenza nell'uso sistematico della violenza, nel degrado sociale e morale che causano, nelle regole omertose imposte ai loro membri come ai residenti di tutto il territorio che pretendono di controllare. Epperò per qualche motivo l'idea di Totò Riina che diventa una popstar, di fare la coda per comprare il CD di Bernardo Provenzano con la descrizione in musica di come torturare un pentito, di appendere in camera il poster di Giovanni Brusca che fa saltare in aria Falcone ci sembra ripugnante, mentre i critici progressisti fanno a gara nel tessere le lodi di questo o quel rapper morto ammazzato in un regolamento di conti fra gang, della vivacià e vitalità della cultura hip-hop, del razzismo dei suoi detrattori. Immaginate per un attimo una cosa del genere con la mafia e/o la camorra. Immaginate che sia impossibile - non vietata per legge, eh, ma culturalmente inaccettabile, il che è molto peggio - ogni critica ad una produzione culturale che glorifica la mafia; immaginate che ai ragazzini venga passato ogni giorno il messaggio che la mafia fa parte della loro cultura, ne è un elemento irrinunciabile, e chi la critica lo fa per un pregiudizio moralmente riprovevole che lo rende loro nemico: sarebbe veramente colpa loro, poi, quando a 18 anni diventano picciotti?

E poi ovviamente c'è la spinosa questione del racial profiling. È vero - più o meno - che un nero alla guida di un'auto costosa ha qualcosa come 10 volte le probabilità che ha un bianco di essere fermato dalla polizia. È vero che la polizia inglese tende a trattare diversamente un omicidio a seconda del colore della pelle della vittima. È vero che se chiami la polizia a Brixton arriva dopo un'ora, se la chiami a Highgate arriva in 5 minuti (li ho cronometrati). Però è anche vero che se il 90% degli accoltellamenti vengono commessi da adolescenti neri a Tottenham e a Brixton, forse è anche lecito essere un po' più sospettosi di adolescenti neri vestiti con i colori di gang in quei due quartieri piuttosto che, poniamo, di una casalinga di Ilford; va bene accusare di razzismo la polizia, ma accusare di razzismo la realtà dei fatti è idiota e, alla lunga, controproducente.

Così alla fine i ragazzini si accoltellano, e la colpa è ovviamente della polizia e della società. Di cosa sono colpevoli? Essenzialmente, di aver fatto quello che i leader delle comunità chiedevano: di essersi fatte i cazzi loro finchè i ragazzini erano immersi in una cultura che diceva loro com'è bello essere mafiosi; di essersi fatte i cazzi loro finchè i ragazzini si vestivano in maniera che li identificava come mafiosi; di essersi fatte i cazzi loro finchè i ragazzini portavano in tasca un coltello ma non lo usavano, perchè controllarli a tappeto era razzista.

So che quel che ho scritto fino ad ora mi varrà un commento ormai stereotipato e standardizzato: ah, ma tu vuoi censurare l'hip-hop, repressione, razzismo, anatema e brioscia. Lo so, è una reazione che fra noi progressisti è diventata naturale da trent'anni a questa parte - avendo perso la capacità di combattere una vera battaglia culturale, riusciamo a pensare solo in termini di qualcosa che va approvato o censurato: l'idea che una musica e una cultura che glorificano quella che è oggettivamente una mafia abbiano diritto a esistere ma vadano combattute culturalmente è persa, ed essendo quella cultura, quella musica, quella mafia, non nostre ma di una minoranza etnica, rifuggiamo dall'idea della censura e ci rimane solo il sostegno incondizionato - ricordo ancora con un certo imbarazzato disagio le prime pagine del manifesto all'epoca delle rivolte di Los Angeles, le interviste genuflesse ai "responsabili politici" di Bloods e Crips, una linea editoriale volta esclusivamente a giustificare la violenza delle gang, perchè a chiamarle gang e a parlare di contropotere e sottrazione del territorio alla repressione poliziesca si riusciva a mascherare il fatto che si stava parlando di un branco di Luciano Liggio e Bernardo Provenzano afroamericani.

Qui, d'altra parte, il problema è diverso ma produce risultati analoghi - il senso di colpa, giustificatissimo, dovuto al peccato originale dell'Impero, rende gli intellettuali progressisti impotenti davanti all'accusa di razzismo, che ormai è diventata l'asso di briscola, l'opzione nucleare contro cui non c'è difesa. Nessun intellettuale o giornalista, davanti all'accusa "mi critichi perchè sono nero" può rispondere "no, ti critico perchè sei un pezzo di merda mafioso": qualunque risposta che non sia un'appassionata difesa delle proprie credenziali antirazziste e l'abbandono immediato di qualsiasi velleità di critica costituisce conferma, agli occhi di tutti gli altri intellettuali e giornalisti, dell'accusa implicita di razzismo.

Esiste un'altra via oltre alla censura e all'approvazione, una via che comporta probabilmente più coraggio di quello che può mettere in campo oggi il giornalista medio del Guardian, ed è quella di dire chiaro e tondo che una cultura che glorifica il comportamento mafioso è una merda quale che sia il colore della tua pelle, intervenire culturalmente piuttosto che con la repressione, e colpire il problema alla radice.

(per inciso: non mi venite a dire che sì, però la povertà, il degrado, la disoccupazione: lo so. Ci sono anche in Sicilia, ma continuiamo tutti a trovare ripugnante l'idea di Giovanni Brusca che diventa una popstar e va al Grande Fratello)

Farsi i cazzi propri sarà anche un valore progressista, non discuto: ma se lo è, allora chiedo rispettosamente che continui ad esserlo anche dopo che il ragazzino ha tirato fuori il coltello - se non altro perchè essendoceli fatti fino a quel momento, abbiamo reso perfettamente inutile qualunque intervento, e le notizie di ammazzamenti al telegiornale mi deprimono. Facciamoci coerentemente i cazzi nostri fino alla fine, e lasciamoli a scannarsi in quel di Tottenham.

(per Rachel Barnacle: io non voglio che alla signora di 50 anni di Whitechapel venga vietato per legge il burqa. Io voglio che la gente che ha intorno non ceda al ricatto morale del "sei razzista", quando il burqa lo impongono, lei e il marito, alla figlioletta di 10 anni, come fanno dei miei vicini: perchè in quella maniera, e con cento altri interventi repressivi tutti perfettamente legali, dal divieto di parlare inglese alla finta scuola dove impara a memoria il Corano e niente altro, stanno negando a quella bambina la possibilità di essere mai una cittadina a pieno titolo, che un po' dispiace)

08 giugno 2009

Vergognamoci per loro


Per festeggiare l'anniversario dello sbarco in Normandia, la Gran Bretagna elegge un paio di fascisti a Bruxelles.

29 maggio 2009

Tutto sommato...


È da qualche tempo che va di moda l'equazione "sinistra=fighetti che bevono Chablis, mangiano tartine alla crema di melanzane boliviane biologiche eque e solidali, vivono in attici con vista su Piazza di Spagna/Belgravia/Times Square, praticano il rebirthing omeopatico carico di energie vibrazionali positive"; è una cosa che mi dà profondamente sui nervi per diversi motivi, primo fra tutti il fatto che io mi considero politicamente "a sinistra" senza rientrare assolutamente in quella descrizione (con la possibile eccezione dello Chablis), e non sono certo un caso unico; ma ancora di più perchè da qualche tempo alcune parti, per così dire, in vista della sinistra fanno il possibile per alimentare quella descrizione, dando spazio, credibilità e voce a quei pochi a cui effettivamente si adatta.

Per questo sono particolarmente contento quando il Guardian presenta, nella sua rubrica You ask, they answer, dei perfetti venditori di piscio di serpente come Neal's Yard, catena di negozi di prodotti omeopatici equi, solidali, sostenibili ed etici per la salute e la bellezza, e succede il casino.

You ask, they answer è una rubrica curata dal redattore responsabile per la fuffa il consumo etico e sostenibile; ogni settimana viene presentata una ditta o catena di negozi che produce qualcosa di relativamente inutile che però ci fa sentire tanto buoni e probabilmente fa sorridere i cuccioli di San Bernardo (con la possibile eccezione di Divine Chocolate, che è veramente buona ed è al 45% proprietà di una cooperativa di coltivatori africani, e infatti i farlocchi si scazzano perchè non costringe i contadini del Ghana ad adottare coltivazioni biologiche a basso rendimento): l'idea è che i lettori fanno domande nei commenti, e i responsabili della ditta rispondono. Ora, la vulgata corrente vuole che essendo lo zoccolo duro dei lettori del Guardian spostato decisamente a sinistra, fuffologi come Neal's Yard ricevano una calorosa accoglienza e la sessione di domande e risposte sia poco più che una masturbazione collettiva della durata di una settimana.

E qui casca l'asino. Perchè presentando un negozio che vende alternative omeopatiche ai pericolosissimi vaccini, libri sul riallineamento dei chakra, rimedi omeopatici alternativi alla profilassi antimalarica (questo, per fortuna, hanno dovuto ritirarlo dal mercato dopo che qualcuno ci ha quasi rimesso la pelle per non aver letto l'avvertimento in caratteri piccoli che diceva che è efficace se non ti fai pungere dalle zanzare), il Guardian si aspettava una specie di Woodstock telematica, e invece si sono ritrovati in mezzo a Desert Storm. Con Neal's Yard nella parte dell'esercito iracheno.

I commenti vanno dal velenoso all'esilarante, le domande, in buona parte retoriche, sono brucianti ("cos'è l'energia di guarigione? In che unità viene misurata?"), gli incaricati di Neal's Yard non hanno pubblicato neanche una risposta, e dopo due soli giorni la redazione ha chiuso i commenti.

Per chi parla inglese, vale veramente la pena di andare a dare una scorsa al thread dei commenti, ce n'è per tutti i gusti, da quello che chiede se sbriciolando una pillola di Extasy nella vasca da bagno può produrre Extasy omeopatica per tutto il vicinato, e se riuscirebbero tutti a sballarsi - o, se no, perchè - a quello che, considerando che il corpo umano è composto d'acqua per oltre il 60% ed è stato in contatto con un sacco di sostanze, chiede se lui stesso non sia diventato un medicinale omeopatico e se dovrebbe farsi pagare da chi magari accidentalmente lo tocca o dalle donne che lo baciano. Il mio preferito, comunque, è quello che fa sapere che la certificazione di omeopata professionale non ti viene consegnata come i normali diplomi: la seppelliscono sotto una montagna di carta da macero e ti chiedono di credere intensamente che sia lì; però anche quello che protesta perchè ha cercato di suicidarsi col paracetamolo omeopatico non è male.

Seriamente, due considerazioni. La prima è che bisogna chiedersi cosa gli sia preso, al redattore, per proporre una cosa del genere, soprattutto con una ditta come Neal's Yard che, insomma, ha anche avuto i suoi guai con la giustizia (il rimedio contro la malaria che dicevamo sopra). Possibile che ci sia gente che l'equazione di cui parlavo ad inizio di post non solo la considera vera, ma la prende come un complimento? Quanto bisogna essere staccati dalla realtà per credere che i lettori più affezionati del giornale per cui scrivono Ben Goldacre e Charlie Brooker si bevano questa fuffa senza protestare, e si limitino a chiedere se per la polmonite è più efficace un farmaco omeopatico o la cristalloterapia?

La seconda considerazione, comunque, è che la base sembra ancora messa bene: basta confrontare i commenti sul Guardian con i commenti agli articoli della Oriana Fallaci inglese, Melanie Phillips, che da qualche anno ha lanciato la sua personale crociata contro la laicità e la scienza, e in particolare contro le vaccinazioni e in favore dell'Intelligent Design. Da questa parte rimane abbastanza spirito critico da riconoscere la fuffa per quello che è, da quella si spellano le mani per applaudire una demente che col giornale per cui scrive è responsabile della prima epidemia di morbillo in vent'anni - col normale strascico di morti e danni cerebrali permanenti.

Al di là dei luoghi comuni, insomma, si direbbe che non siamo noi Guardianistas quelli con un rapporto difficile con la realtà, chiusi nella torre d'avorio delle nostre illusioni e via sbroccando...

Cose che non sopporto degli inglesi, n. 345


I condizionatori d'aria a propulsione nucleare spinti a tutta potenza, che ti costringono a stare alla scrivania con un maglione in Polartec quando fuori ci sono 25 gradi.

25 maggio 2009

Clubbing baby seals


"Clubbing baby seals", ammazzare (a bastonate) cuccioli di foca, è un orribile modo di dire americano che indica attività crudeli fra le più disparate, tutte caratterizzate dal fare qualcosa di sadico a chi non è in grado di difendersi: attività come sbugiardare un fuffologo celtico mistico e magico, contraddire un complottista, far sbroccare il troll fascista di Soho in un'esplosione di rabbia incoerente, mettersi a leggere davanti a un leghista, o mettere in ridicolo i creazionisti.

A questo proposito, segnalo a tutti e tre i miei lettori che capiscono l'inglese una magnifica playlist di Youtube intitolata Why do people laugh at creationists. Sono 29 episodi fino ad ora e sinceramente vale la pena di guardarseli tutti.

22 maggio 2009

Una ne fa e cento ne pensa


A quanto pare vuole trasformare quest'aula sorda e grigia in un bivacco di veline. Suppongo che i sottotoni vagamente omoerotici della versione originale gli creassero qualche problema col Vaticano.

Quanto è stupido Gordon Brown?


C'è una cosa che dalle guerre coloniali del XIX secolo in poi tutti, dico tutti hanno imparato: l'esercito privato della Compagnia delle Indie, i sikh, i montanari pashtun, i sepoy ribelli, i cosacchi russi di Crimea, i tedeschi (due volte), i giapponesi, gli argentini, tutti: you do not fuck with the Gurkhas.

E lui che ti va a fare?

21 maggio 2009

Appello


Cerco di usare il meno possibile il blog per fatti miei, ma in questo caso è necessario: sono alla ricerca, piuttosto disperata, di uno sviluppatore Java o Python/PHP, possibilmente, ma non necessariamente, residente in UK, possibilmente anche con un'infarinatura di C/C++, con un po' di tempo da perdere nei weekend per un mese o due e attratto dalla prospettiva relativamente remota di diventare ricchi e famosi. O almeno ricchi. Insomma, benestanti.

Fatemi sapere, il mio indirizzo di posta lo trovate qui a destra (a sinistra per voi dall'altro lato del monitor)

14 maggio 2009

Hanno riso di Einstein


I miei tre lettori mi perdoneranno se la prendo un po' alla lontana, ma mi è capitato di recente di notare come un sacco di gente confonda, per ignoranza o malafede, fra condizioni necessarie e condizioni sufficienti. I fuffivendoli che abbondano in rete come nel mondo reale, ad esempio, quando vedono che un coro di risate risponde all'offerta di contatto con gli alieni, cura del cancro mediante cartilagine di squalo, pipì di gatto o clisteri di infuso di peperoncino o di comunicazione telepatica con le zucchine, ribattono subito "Ah, sì, ridete, ridete! Hanno riso anche di Einstein e Newton, lo sapete?". Ma, faceva notare Carl Sagan, hanno riso anche di Bozo il Clown.

Questo non vale solo fra i venditori di fuffa, per dire. Molta gente è convinta che siccome le grandi verità fanno incazzare la gente, far incazzare qualcuno è condizione sufficiente per aver detto una grande verità. Non lo è: è una condizione (semmai) necessaria. Dire che la mamma di Gianfranco Fini va con i marinai per pochi soldi, e dà spesso il resto, magari lo farà incazzare, ma non è per questo una verità - e anche se lo fosse, non sarebbe particolarmente profonda o importante.

Per dire, il mio collega C. è vivo grazie alla sua passione per l'alpinismo e nonostante gli sforzi che la BBC ha fatto per ammazzarlo, sforzi derivanti proprio da questa confusione fra condizioni necessarie e sufficienti.

C. ha qualche anno più di me, è un nerd inguaribile, adora il dottor Who e Star Trek, ha una tazza da caffè a forma di Dalek e sullo sfondo del desktop un collage delle assistenti del dottor Who, vota Tory, adora Margaret Thatcher e legge il Sun. Per oltre vent'anni ha fatto il soldato, arruolandosi a 17 anni e congedandosi verso la fine degli anni '90, ed è uno di quei tipi che sono stati più o meno dovunque le forze armate inglesi abbiano avuto basi o teatri operativi, dalla Germania al Kosovo, dalla Bosnia all'Iraq.

Nel 1982 è stato alle Falkland, e non in vacanza. Quando gli argentini invasero le isole, lui era a fare alpinismo, in un'epoca in cui non esistevano i telefoni cellulari, con il risultato che l'unità a cui apparteneva partì senza di lui. C. partì in aereo per Ascension e da lì raggiunse il convoglio in elicottero con altri ritardatari, ma venne aggregato ad una differente unità. Il risultato fu che non era a bordo della Sir Galahad quando fu colpita e incendiata dalle bombe argentine (il suo sostituto fu uno dei 48 morti di quel bombardamento), ma si ritrovò ad attaccare Goose Green con i Parà - una delle due battaglie di quella guerra abbastanza disperate da far meritare ad uno dei partecipanti la Victoria Cross (alla memoria).

Dice, e che c'entra la BBC?

Eh, c'entra. Perchè i giornalisti della BBC erano dei coraggiosi cronisti alla ricerca della verità ad ogni costo, anche quando quella verità non aveva, alla fine dei conti, alcuna importanza per il pubblico: dava fastidio a qualcuno, quindi doveva essere importante.

Durante un briefing riservato, la BBC ricevette delle informazioni che dovevano servire, nelle intenzioni del Ministero della Difesa, ad aiutare i giornalisti a preparare storie e resoconti a guerra finita. Disgraziatamente, i funzionari del MoD si fidarono di un gentlemen's agreement con i giornalisti e non pensarono fosse necessario far loro firmare l'Official Secrets Act - anche per evitare accuse di aver censurato i giornalisti con la minaccia di azioni giudiziarie; durante questo briefing i giornalisti vennero informati che gli aerei argentini stavano causando seri problemi alla flotta, arrivando a bassissima quota da terra, coperti dalle asperità del terreno che disperdevano le onde radar, e sbucando sul mare ad una distanza dalla flotta così ridotta che non c'era letteralmente il tempo di aprire il fuoco contro di loro prima dello sgancio delle bombe - ma che per fortuna, a causa dello sgancio a bassissima quota, la spoletta delle bombe non faceva in tempo ad armarsi, col risultato che tredici bombe da mezza tonnellata avevano colpito le navi inglesi per poi rimbalzare in mare senza esplodere.

Il BBC World Service diffuse la notizia quel giorno stesso, e gli argentini montarono immediatamente sistemi di ritardo sulle bombe, che da un lato prolungavano il tempo di caduta, e dall'altro "frenavano" le bombe permettendo agli aerei di uscire dall'area interessata dall'esplosione, e quindi rendendo possibile un tempo di innesco minore. Dopo questi cambiamenti, gli inglesi persero HMS Ardent, HMS Antelope, HMS Coventry, RFA Sir Tristram e RFA Sir Galahad. HMS Argonaut e HMS Brilliant vennero gravemente danneggiate.

Identicamente, un giornalista embedded comunicò a Londra che i Parà si stavano preparando ad attaccare Goose Green, e di preparare spazio nei prossimi notiziari per un reportage speciale. E il BBC World Service lo fece - annunciando al mondo con qualche ora di anticipo che i Parà stavano per attaccare e permettendo alle truppe argentine di preparare un'accoglienza particolarmente calorosa per C. e i Parà.

(nota per i complottisti: H. Jones, comandante del 2 Para, promise che avrebbe fatto il possibile per far incriminare i giornalisti coinvolti per alto tradimento; fu ucciso poche ore dopo nell'attacco a Goose Green, e in seguito insignito della Victoria Cross alla memoria).

In entrambi i casi, la difesa della BBC fu la stessa: era la verità, i giornalisti non avevano un obbligo legale al silenzio, e pertanto dovevano riportare i fatti così com'erano - qualunque deviazione da questo principio sarebbe stato una forma di censura o per lo meno di autocensura. Il fatto che abbia causato tanti problemi dimostra che si trattava di una verità importante che non potevano fare a meno di divulgare.

In tempi più recenti, dopo che lo scorso anno il principe Harry ha prestato servizio in Afghanistan, alti lamenti si sono levati, soprattutto da parte della stampa progressista, contro l'esecrabile autocensura che aveva fatto sprofondare i giornali inglesi ad un livello di degradazione morale mai visto neanche con la Pravda dei tempi staliniani: mantenere segreta la notizia, solo perchè divulgarla avrebbe causato sicuramente un'enorme ondata di attacchi contro tutte le basi e posizioni della Household Cavalry era un episodio gravissimo, una censura peggiore di qualsiasi cosa mai vista in Unione Sovietica o sotto il maccartismo, un imperdonabile episodio di servilismo. Era una notizia, era vera, andava pubblicata subito, proprio perchè la si voleva tenere segreta - indipendentemente dai motivi o dalle conseguenze.

Quando Bob Quick si è fatto fotografare mentre entrava a Downing Street e portava sotto il braccio dei documenti riservati aperti alla pagina sbagliata, lui si è dovuto dimettere, ma nessuno ha pensato neanche per un istante di chiedere ai giornalisti di ritardare di qualche ora la pubblicazione di quelle foto: sapevano che sarebbe stato inutile, anzi il solo tentativo avrebbe suscitato grida di "censura". Le foto andavano pubblicate subito, anzi mettendo in evidenza che quelli lì erano proprio i piani per una vasta operazione antiterrorismo, anche se la notizia in sè non avrebbe avuto alcuna conseguenza se non quella di far fallire la medesima operazione: per il fatto stesso di essere stata pubblicata la notizia annullava tutto il proprio contenuto informativo, facendo riferimento ad un'operazione che essendo stata portata all'attenzione del pubblico veniva cancellata. La notizia avrebbe dovuto essere, semmai, "Giornalisti fanno fallire vasta operazione antiterrorismo. Cazzo se siamo bravi, eh".

Sia chiaro che non sto, qui, invocando alcuna forma di censura o di autocensura: mi limito a chiedermi se abbia un senso pubblicare delle non-notizie, nel senso di fatti veri il cui contenuto informativo è nullo per il pubblico, col solo risultato di danneggiare, spesso pesantemente, il pubblico interesse. La risposta che dà la stampa, qui, è sì per default, ma nessuno, finora, è stato in grado di spiegarmene il motivo. Magari uno dei miei tre lettori ci riesce.

11 maggio 2009

Tignoserie


Prima tignoseria:

il Gentile Concessore Francese ha scoperto che il software di aggregazione dei log che usiamo ha una simpatica feature che permette di monitorare dei file critici in modo che un log separato riporti ogni occasione in cui sono stati modificati; volendo, può inviare e-mail periodiche con l'elenco dei file modificati. Sentito ciò, ha deciso che vuole essere informato via email, in tempo reale, ogni volta che un qualsiasi file viene modificato su uno qualsiasi dei nostri oltre 500 server di produzione. Io quasi quasi lo accontento.

Seconda tignoseria:

Mrs. Inminoranza deve registrarsi presso un prestigioso ente accademico britannico, e le hanno mandato dettagliate istruzioni sulle caratteristiche della foto che gli deve mandare: faccia seria, sfondo bianco, primo piano, capo scoperto a meno che lo si debba coprire per ragioni religiose. È una settimana che sto cercando di convincerla a mandargli una foto con un cappello da pirata adducendo come ragione la sua adesione al pastafarianesimo.

08 maggio 2009

Il gioco delle parti


Divertente quello che sta succedendo in UK, con i principali partiti politici che si scambiano i ruoli sulla questione dei Gurkha.

I Gurkha sono, per il mio lettore che non lo sa, soldati nepalesi inquadrati nell'esercito britannico in base ad un accordo stipulato dopo che la Compagnia delle Indie ebbe conquistato il Nepal - non senza aver subito prima una serie di umilianti e brucianti sconfitte per mano di montanari incredibilmente disciplinati, organizzati, combattivi e generalmente tosti.

I Gurkha sono da allora una componente fondamentale delle forze armate britanniche ed hanno combattuto in ogni teatro di guerra in cui l'UK si sia trovata coinvolta: sul Khyber Pass, ad Ypres, a Gallipoli, nella penisola araba con Lawrence d'Arabia, a Loos (dove un battaglione, caso quasi unico nella storia delle guerre moderne, riportò il 100% di perdite), e poi in Birmania, a Montecassino (avevi ragione tu Yossarian, scusa) e a Singapore. Hanno servito in 200.000 nella Prima Guerra Mondiale, riportando 20.000 perdite e collezionando in totale circa 2.000 decorazioni al valore; la Seconda Guerra Mondiale ha visto la partecipazione di circa 250.000 Gurkha, con 32.000 perdite e oltre 2.700 decorazioni al valore. In totale i Gurkha hanno ricevuto 26 Victoria Cross e due George Cross - nessun'altra formazione combattente delle forze armate britanniche può vantarne altrettante.

L'ultima volta in cui i Gurkha sono stati lanciati all'attacco è stato nel 1982, alle Falkland, con la presa di Mount William - in cui non hanno quasi sparato un colpo: alla notizia che due compagnie di Gurkha stavano per attaccarli, i soldati del battaglione di fanteria argentino che difendeva Mount William preferirono prendere armi e bagagli e defilarsi. Non che si possa fargliene una colpa - io avrei lasciato sia le armi che i bagagli, per essere sicuro di poter correre abbastanza veloce.

Ora, quel che succede è che dal 1997, con la perdita della loro storica base di Hong Kong, i Gurkha sono in massima parte stanziati in UK (a Folkestone), e pertanto possono dimostrare una "significativa connessione col Regno Unito", per usare le parole del Servizio Immigrazione, e quindi richiedere la residenza qui una volta terminato il servizio. Eh sì, perchè fino ad allora i Gurkha, che sono morti in 50.000 sotto la bandiera inglese in due guerre mondiali, che nella loro storia hanno ricevuto 26 Victoria Cross e due George Cross (quasi tutte alla memoria) ed un totale di qualcosa come 7-8.000 altre decorazioni al valore, non potevano dimostrare una connessione sufficiente con questo Paese e a servizio terminato dovevano tornarsene in Nepal. Se, come Gyanendra Rai, venivano gravemente feriti in servizio, non avevano diritto ad alcuna assistenza sanitaria ed anzi, essendosi congedati (per sopravvenuta invalidità) prima del compimento dei 15 anni di servizio, non avevano neanche diritto ad una pensione ed erano costretti a chiedere l'elemosina per strada (in Nepal) per mangiare - non parliamo poi di pagare gli antidolorifici e le cure mediche di cui ha bisogno dopo che una cannonata argentina gli ha piantato una scheggia da 15 centimetri nel fianco. A quanto pare, essere inchiodati al suolo britannico da una scheggia di proiettile di cannone non è una connessione sufficiente per il servizio immigrazione.

Più d'uno trova questa situazione scandalosa, col risultato che la pressione dell'opinione pubblica ha spinto il Parlamento almeno a dibattere la questione: e lì la tragedia si è trasformata, grazie all'innata abilità di Gordon Brown, in commedia surreale.

Abbiamo i laburisti che, nel tentativo di riguadagnare il voto dei tassisti e delle casalinghe dell'Essex, giocano a ripetere le argomentazioni dei più beceri fra i titoli del Sun e del Daily Mail: ci sono decine di migliaia di Gurkha che hanno terminato il servizio prima del 1997, se permettiamo loro di stabilirsi qui si porteranno dietro le famiglie, le vecchie zie, i nipoti, occuperanno tutte le case popolari, scroccheranno tutti il sussidio di disoccupazione e costeranno all'erario miliardi e miliardi di sterline (nota: quasi nessuno dei Gurkha stabilitisi finora in questo Paese vive di sussidio, tranne gli invalidi per cause di servizio), peseranno sul sistema sanitario, e così via. Roba che veramente il Daily Mail si vergognerebbe di scrivere (beh, no, probabilmente no). A questo si aggiunge poi la prevenzione di fette del Labour nei confronti di armi e uniformi: i Gurkha sono montanari violenti, barbari semianalfabeti che portano ancora alla cintura un lungo pugnale ricurvo, il khukri, disegnato allo sopo preciso di mozzare le teste dei nemici - come i giapponesi in Birmania sapevano molto bene. Se li facciamo entrare, era il sottotesto di molti esponenti del governo in TV e alla radio in questi giorni, cominceranno a usare il khukri ogni volta che la cassiera del supermercato sbaglia a dargli il resto, ammazzeranno il gatto dei vicini per arrostirlo su un barbecue improvvisato e insegneranno ai loro bambini a decapitare i compagni di classe.

La Grande Guida Kim Il Brown, insomma, le ha tentate tutte, raggiungendo vette da Totò quando ha presentato una proposta di legge per permettere a tutti i Gurkha che abbiano servito per più di vent'anni di stabilirsi in UK. Una proposta perfetta - non fosse che non è permesso ai Gurkha di prestar servizio per più di quindici anni: credo che nessun altro evento nella storia della democrazia britannica abbia mai fatto fare una figura più da peracottaro ad un Primo Ministro.

D'atra parte i conservatori, un po' perchè bisogna comunque fare opposizione, un po' perchè i Gurkha sono soldati e quindi istintivamente il Tory medio si mette dalla loro parte, improvvisamente hanno scoperto che no one is illegal e i Gurkha, le loro famiglie e persino i loro yak domestici, se ne hanno, devono tutti venire a vivere in Berkshire. Sì, sono gli stessi Tories che, se quelli fossero guidatori di autobus, invece che soldati, nepalesi, farebbero schierare l'esercito (i Gurkha, magari) con le baionette inastate, per farli rimandare a casa. La coerenza, del resto, non è mai stata fra i loro difetti: a sentire oggi William Hague, l'uomo che una volta ha pubblicamente ammesso che l'unico poster che aveva in camera da adolescente era quello di Margaret Thatcher, i Tories avrebbero sempre criticato la socialdemocrazia da sinistra e lamentato la mancanza di sufficienti regolamentazioni del mercato. E sono, del resto, sempre stati in guerra con l'Estasia.

Ho spesso detto di ammirare molto Louis Renault di Casablanca - e sinceramente in questi giorni vorrei essere un po' più cinico, per poter fragorosamente ridere di tutti i partecipanti a questa vergognosa tragicommedia, ma non ci riesco perchè mi torna sempre in mente che questo gioco lo stanno facendo sulla pelle di decine di migliaia di esseri umani, esseri umani che hanno letteralmente dato il proprio sangue per questo Paese.

Cose di cui essere orgogliosi


Noi italiani siamo sempre bravi a flagellarci: all'estero è meglio, all'estero fanno così, e i francesi di qua, e i tedeschi di là... una lagna continua, e non siamo mai, dico mai, capaci di vedere il buono che c'è da noi.

Ci lamentiamo delle barriere architettoniche, del disagio, della mancanza di assistenza agli anziani, dell'emarginazione dei diversamente abili, ma io vorrei chiedere a queste prefiche a senso unico, in quale altra nazione del mondo si prende uno con le sinapsi diversamente connesse e gli si fa fare il vice-segretario di partito? In quale altro Paese del mondo l'intera struttura cittadina di un partito (peraltro bollato, paradossalmente, come intollerante) avrebbe preso un attivista con un QI leggermente più basso della temperatura ambiente e l'avrebbe amorevolmente aiutato a superare i limiti impostigli dalla natura matrigna, fino a far pubblicare i suoi indistinti gorgoglii su giornali nazionali?

Questa è integrazione, altrochè.