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09 agosto 2011

Post preventivo

Premessa necessaria: nel corso del post, ed eventualmente nei commenti, non intendo lasciarmi coinvolgere in pippe sulla morte di Ian Tomlinson o Mark Duggan, o sulla presunta natura etnica dei disordini di Londra. Ian Tomlinson, perché trovo che sia stato un grimaldello politico per rendere impossibile alla polizia l'esercizio delle proprie funzioni. Mark Duggan, perché non essere riuscito a sparare per primo non ti rende innocente. Gli "scontri etnici" perché, Jesus effing Christ on a pogo stick, se non siete in grado di riconoscere il colore della pelle della gente ripresa nelle centinaia di video su YouTube e sulla BBC, non siete in grado di discutere di nulla di più complesso che i Teletubbies. E anche lì, col sostegno e il supporto di un adulto.


A quanto pare, dopo tre notti di saccheggi e incendi, stasera la polizia londinese dovrebbe essere presente in forze e, auspicabilmente, cambiare tattica, passando dal contenimento alla dispersione attiva dei gruppi di vandali e delle gang.

E qui casca l'asino, quindi ci tengo a fare un post a freddo, prima che succeda il casino.

Qui casca l'asino, dico, perché i razziatori e membri di gang che hanno imperversato per le ultime tre notti hanno commesso un errore di valutazione relativamente comune (ad esempio lo commisero i contrabbandieri pugliesi di sigarette nei confronti della Guardia di Finanza verso la fine degli anni '90): hanno confuso controllo con debolezza.

I tizi incappucciati che sono andati in giro a dar fuoco a case con gente dentro sono, all'atto pratico, animali: non hanno la fase, fondamentale per gli esseri umani, della riflessione fra impulso e azione. Se vogliono sprangarti, ti sprangano. Non sono in grado di considerare conseguenze e alternative, perché non sono mai stati abituati/educati a farlo. Se non ti sprangano, può essere solo perché hanno paura di te: il timore di conseguenze immediate ed automatiche é l'unica cosa che possa fermarli, perché la reazione di altri animali come loro ha lentamente instillato l'appropriato riflesso pavloviano in quelli che, per mancanza di termini adeguati, chiameremo i loro cervelli. Sono, per usare l'appropriata definizione di una tizia di Ealing che si é vista bruciare il negozio intorno ieri pomeriggio, ratti ferali.

Ora, questi ratti ferali hanno visto per tre sere la polizia arretrare davanti a loro, o contenerli piuttosto che sfondarli di manganellate. Questo é dovuto in parte ad una scelta dottrinale della polizia inglese, che tende a contenere passivamente i disordini piuttosto che attaccarne le cause - in altre parole, forma una linea, se ha numeri sufficienti, e lascia che i manifestanti, i razziatori o chiunque abbiano davanti si stanchino a dar manganellate e mattonate agli scudi. E' il motivo fondamentale per cui, quando da queste parti  le manifestazioni sfociano in violenza, il numero di poliziotti che finiscono in ospedale é generalmente di gran lunga più alto di quello dei manifestanti. D'altra parte, quando i numeri non lo permettono, la polizia preferisce, ancora, indirizzare per quanto possibile i violenti in certe direzioni dove o hanno meno occasioni per fare danno, o almeno possono far danno a cose piuttosto che a persone. Fra un condominio ed un supermercato, i poliziotti spingono i ratti verso il supermercato e lasciano che venga saccheggiato e dato alle fiamme. Questo generalmente succede anche quando i poliziotti, pur non avendo i numeri per la resistenza passiva, potrebbero ancora (come nelle notti passate) disperdere i ratti o almeno interferire con le loro attività caricandoli. La carica, o in generale l'uso dei manganelli, é considerata un'autentica extrema ratio, da adottare ad esempio quando vi siano vite umane in pericolo. Questo, oltre che alla dottrina operativa standard, é dovuto al fatto che (come accadde con Ian Tomlinson) qualunque manifestante che dovesse morire di infarto due ore dopo aver ricevuto una manganellata sarà motivo sufficiente perché il poliziotto che ha dato la manganellata finisca sotto processo per omicidio.(*)

Avendo i ratti visto i poliziotti arretrare, hanno concluso che avevano paura: la loro visione del mondo non ha spazio per una interpretazione alternativa. Da tre giorni BBM, Twitter, Facebook, sono pieni di traffico che descrive come "stiamo facendo vedere alla polizia che facciamo quello che vogliamo", come dicevano le due ragazzine che, bevendo vino razziato dall'off-licence di un immigrato pakistano, spiegavano al cronista della BBC anche che loro razziavano perché "é tutta colpa dei ricchi, quelli che hanno i negozi e le macchine". I ratti sono veramente convinti di essere più forti, più aggressivi, più capaci di far danno ai propri avversari dei poliziotti. Confondono controllo con debolezza.

Si tratta di un errore di valutazione, come ho detto, comune, commesso dalla banda Baader-Meinhof davanti alle forze speciali tedesche, dai contrabbandieri pugliesi di sigarette davanti alla Guardia di Finanza, dalle milizie serbo-bosniache davanti alla NATO... i miei tre lettori non faranno fatica a notare che chi ha commesso quest'errore ha anche un'altra caratteristica in comune: hanno tutti smesso di esistere.

Ora, quello che é successo é che oggi, temporaneamente, un sacco di gente si é rotta i coglioni. Anche i tradizionali alleati di chiunque scenda in strada a dar fuoco a cassonetti - gente come Diane Abbott, per dire, o il Guardian, o parti della BBC - sta dicendo che, insomma, va bene la rivolta, ma dar fuoco ai negozi con la gente che ci abita sopra e' un po' un'esagerazione - e soprattutto, i ratti hanno commesso il madornale errore di aggredire diversi giornalisti, menargli e fregarsi telecamere e macchine fotografiche. Dar fuoco al negozio all'angolo dopo essersi fregati due casse di whisky può ancora passare per lotta di classe, ma se mi fregate la Nikon D5 siete praticamente amici personali di Bush e Netanyahu.

La gente, dicevamo, si é un po' rotta i coglioni di andare a cena fuori ed essere derubata da "manifestanti", e la polizia ha ricevuto abbastanza rinforzi da poter garantire una presenza robusta, come si dice qui, in tutte le zone calde, e l'autorizzazione del governo a usare proiettili di gomma e altri tipi di baton rounds. Le cose, in altre parole, stasera saranno un po' diverse, e i ratti non lo capiranno, perché non hanno gli strumenti per interpretare una situazione che va al di là della dicotomia "ti sfondo di botte/ho paura di te".

E' possibile, anzi probabile, che tutto si risolva pacificamente: che ci siano un paio di cariche della polizia, che il diritto umano di qualche ratto a sfondare una vetrina o dar fuoco ad un'auto venga violato, che ne venga fuori qualche testa insanguinata, ma che tutto sommato le cose finiscano lì.

E' anche possibile che i ratti non capiscano abbastanza rapidamente che il gioco é cambiato. E' possibile che qualcuno, stasera, creda veramente di poter affrontare la Met in campo aperto con le risorse di una gang di Hackney o Tottenham e vincere. E' possibile, in altre parole, che stasera ci scappi il morto. Molto improbabile (per fortuna) ma possibile.

Nel caso questo dovesse succedere, mi levo il pensiero ora della disamina delle reazioni

1) "Era un angelo, un'anima innocente che ogni domenica dopo la messa pisciava arcobaleni di ostie che indicavano la strada di casa ai cuccioli di sanbernardo" (la mamma) ((c) Bucknasty)

No, signora, non era un angelo. Era un delinquente che ha dato fuoco a case in cui viveva della gente, fra l'altro le case sopra ai negozi, dove in questo Paese abitano in generale i più poveri e i più deboli, o gli studenti più squattrinati. Era uno che ha creduto che la polizia fosse una gang rivale (sì signora, era in una gang, o se non c'era probabilmente l'avevano buttato fuori per indegnità morale) ed ha di conseguenza vinto un premio Darwin. Era uno che ha fatto il possibile per distruggere la comunità in cui viveva, spargendo il terrore e distruggendo piccole attività che davano lavoro a gente del posto. Era una merda. Lo so che non si parla male dei morti, cara signora, quindi per non offenderla questa roba la scrivo mentre é ancora vivo.

2) "Era innocente, era lì per caso, eravamo andati a vedere, i razziatori erano altri" (gli amici)

Non era innocente. Era in mezzo ad una folla che sfondava saracinesche e dava fuoco a palazzine. Anche a voler essere buoni e pensare che ci si fosse infilato per caso, era comunque troppo stupido per vivere: se pure fosse sopravvissuto, probabilmente domani avrebbe cercato di attraversare a piedi, e bendato, la M25, spalmandosi contro l'auto di Mrs. Inminoranza e costandomi una fortuna di carrozziere. Quindi a pensarci m'é andata pure bene.

Ma la cosa importante é che questo non é vero: non era innocente e non era lì per caso. O stava razziando e caricando la polizia e dando fuoco a case e negozi, oppure si era mescolato con chi lo faceva e stava fungendo effettivamente da scudo umano: faceva, oggettivamente, da complice.

Per qualche strano motivo da un po' di tempo é invalsa l'idea che dal momento che io sono un cittadino e non ho commesso alcun reato, é mio diritto inalienabile stare letteralmente dove cacchio mi pare. Alle manifestazioni, per esempio, é sempre più normale sentire gente scandalizzata che dice che la polizia ha caricato quelli che stavano dando fuoco all'ambasciata israeliana e hanno dato una manganellata anche a me che non stavo facendo niente, solo perché stavo in mezzo a quegli altri! Anche i media, in generale, trattano questo tipo di lamentela come se fosse giustificata, ed anzi chiedono ai poliziotti di giustificare il fatto che non si siano premurati di controllare se in mezzo alla folla che cercava di dar fuoco all'ambasciata per caso ci fosse qualcuno che era lì per caso.

Allo stesso modo, nelle sere passate era normale vedere gruppi di razziatori e vandali operare in mezzo ad una folla che li guardava incuriositi, parlava con zia Emma al telefonino, indicava i poliziotti e si chiedeva perché non intervenivano, e così via, e a nulla sono valsi gli appelli della Met perché la gente smettesse di fare da scudo ai razziatori. Queste persone sono convinte che sia un loro diritto inalienabile stare dove cazzo gli pare, anche a costo di impedire alla polizia di proteggere i diritti altrui (ad esempio, a non vedersi bruciare casa e/o negozio); sono oggettivamente complici e o non se ne rendono conto (e rientriamo nel caso di sopra: M25 a piedi, occhi bendati, carrozziere, grazie Met per averli eliminati) o sono in malafede e sono effettivamente dalla parte dei razziatori. Quindi, ancora, non sono innocenti - a quei livelli di stupidità é lecito parlare di colpevolezza.

3) "Era un ragazzo di 17 anni, é morto tragicamente sotto i proiettili di gomma, gli occhi dei bambini di Gaza ci guardano da Hackney: cosa diremo alla sua mamma?" (il Guardian)

Cara Madeleine (se non lo scrive Madeleine Bunting sentitevi liberi di leggere ad alta voce sostituendo il nome con quello giusto, ed eventualmente il genere), mi permetto di darle un suggerimento su cosa dire alla mamma:

"Gentile signora, suo figlio é cresciuto per 17 anni senza che lei facesse il minimo sforzo per allontanarlo dalle gang, per insegnargli l'importanza dell'appartenere ad una comunità locale, l'orgoglio di essere parte di un tessuto sociale che sostiene e fa crescere. Lo so che lei se ne é fottuta per 17 anni, l'ha lasciato preda delle gang, ha permesso che diventasse un animale selvatico incapace di qualunque interazione sociale che non fosse predatoria; si é rifiutata di parlare con la gang task force della scuola dove lo ha parcheggiato, ogni volta che la contattavano per informarla di un episodio di bullismo lei dava la risposta che é diventata il motto di una certa Gran Bretagna, "it's got nowt to do wiv me"; e sa come lo so? Lo so perché avantieri sera suo figlio é tornato a casa con un paio di Nike AirMax che costano quanto un mese di sussidio, e ieri mattina l'ha passata in casa, a parlare al telefono con i suoi "homies" di come la polizia gli scappava davanti, e ieri sera é tornato a casa con una Xbox360 + Kinect, una cassa di videogiochi ed un televisore LED da 42 pollici, e lei non gli ha chiesto niente, non ha fatto la minima obiezione, ha lasciato che uscisse anche stanotte, ha continuato a fottersene come negli ultimi 17 anni pur sapendo benissimo quello che stava succedendo. Signora, it's your fucking fault. Se c'é qualcosa di cui dispiacersi, é che il proiettile successivo non abbia preso lei."

Ecco Madeleine, provi così. Non sarà gentile, ma ancora, non sto parlando male dei morti: la mamma é viva, e per ora, pure il pargolo.

E visto che siamo in modalità mago del Tuscolano, azzardo anche qualche altra previsione: tutti quelli, come Diane Abbott, che oggi chiedono a gran voce il coprifuoco in tutto il Paese e poteri straordinari alla polizia, semplicemente perché diverse delle case date alle fiamme sono nel suo distretto elettorale, domani, a cose fatte, torneranno a lamentare gli eccessi di violenza poliziesca e a chiedere che ai reparti antisommossa vengano tolti scudi e manganelli che sono troppo provocatori; la feccia Tory che ci governa, o almeno che taglia servizi pubblici e assegna contratti di outsourcing ai suoi vecchi compagni di scuola mentre occupa parassiticamente Downing Street e Westminster, si scorderà dell'accaduto entro una settimana o due e non cambierà una virgola della propria intenzione di tagliare 2000 poliziotti dall'organico della Met, o di mettere sul lastrico, con i tagli simultanei alle forze armate e ai sussidi di disoccupazione, circa 14000 persone la cui unica qualifica professionale consiste nell'essere molto bravi a sparare in testa alla gente; almeno un imbecille (probabilmente sul Daily Mail) proporrà di censurare Twitter o Facebook o Internet o vaccapi' cosa perché senza i social network queste cose non succederebbero. Infatti i disordini di Brixton dell'85 furono proprio il trampolino di lancio di Twitter.


(*) In realtà anche la tecnica di contenimento é messa pesantemente in discussione: dopo le manifestazioni studentesche di quest'inverno diversi parlamentari hanno obiettato che contenere dei manifestanti violenti e impedire anche per ore che si muovano a loro piacimento é una violazione dei loro diritti umani, soprattutto laddove é impossibile dimostrare incontrovertibilmente che ognuno dei contenuti ha partecipato ad azioni criminose.

21 giugno 2010

...e uno alla botte


E siccome gli dei mi odiano, mi mettono sulla strada almeno un tube nutter o due all'anno, e l'ultima mi é piombata in testa la scorsa settimana. Anche se, devo dire, questa volta é stata colpa mia, nel senso che il mio comportamento, aspetto ed abbigliamento davano luogo ad equivoci.

Prima di tutto, indossavo un gessato nero. Il che, bisogna dire, é colpa mia solo in parte: la banca ha un dress code piuttosto stretto e bisogna adattarcisi, quindi un gessato uno prima o poi se lo compra, se non altro perché tutti i colleghi ne hanno uno. Poi leggevo il Times - ma anche lì non era del tutto colpa mia, l'edicola della stazione della metropolitana aveva finito il Guardian. Cos'altro? Ah, sì, i capelli a spazzola che tendo a tagliare quando superano gli 8 mm di lunghezza, ma quello é perché sono pigro - il taglio a spazzola ultracorto non necessita di essere pettinato ogni mattina, il che mi fa risparmiare quei buoni 25-30 secondi. Infine, e quella era colpa grave, il braccialetto di Help for Heroes: a quanto pare, dare 5 sterline per contribuire alla costruzione di un ospedale per la riabilitazione di feriti e mutilati in combattimento é una Brutta Cosa.

Insomma io ero in metropolitana - semivuota perche' cominciavo tardi (un "volontario" ogni settimana deve cominciare tardi e uscire dal lavoro alle 19), leggevo per i fatti miei e stavo in piedi perché, da bravo maschilista, avevo ceduto il posto a sedere ad una signora, quando a Camden Town una tipa mi si para davanti, e giuro, dai calzerotti equi e solidali al giubbino cruelty-free, dalla borsa di canapa biologica alla gioielleria etnica, sembrava una caricatura della manifestante no-global, le mancava giusto un libro di Naomi Klein in mano per essere perfetta - e mi apostrofa, in un inglese impeccabile da public school, con una litania di accuse che purtroppo non posso riportare letteralmente perche' era bella lunga e la pulzella parlava anche veloce - il succo, comunque, era che quelli come me hanno reso questo Paese una merda, noi capitalisti thatcheriani privi di cuore tranne quando ci commuoviamo se i mercenari assassini e massacratori dei bambini di Falluja vengono feriti o mutilati dalla resistenza, noi sostenitori dei Tories, noi elettori di Cameron, noi...

Insomma, che potevo fare? Ho aspettato - a lungo, eh, da Camden Town a King's Cross - che riprendesse fiato, e soprattutto che arrivasse al punto in cui proclamava che la Gran Bretagna non sara' mai una nazione civile finche' non si sara' liberata di quelli come me che votano Tory e sostengono Cameron, e ho dispiegato l'opzione nucleare, calcando un tantino sull'accento straniero:

"I'm sorry, but I am not sure I understand, I am an immigrant, I cannot vote in Britain. Are you saying that I should be deported back to my country?"

E' finita che quasi dovevo soccorrerla, e' impallidita cosi' repentinamente che temevo mi svenisse davanti. Non ha detto una parola ed é scesa di fretta a Euston senza più guardarmi in faccia.

Un colpo al cerchio...


Ogni tanto mi capitano delle cose che mi fanno pensare che ci sono, dopotutto, pochi altri posti al mondo dove mi troverei bene come qui a Londra.

Venerdì, andando al supermercato per un po' di late shopping, ho incrociato una di quelle famiglie che si vedono solo a Londra, evidentemente di ritorno dalla visione della deludente partita dell'Inghilterra in qualche locale pubblico. Padre nero, non saprei se africano o afro-caraibico, madre orientale, forse indonesiana, forse del sud-est asiatico, bambina dell'età apparente di una delle mie nipotine, 4-5 anni, bellissima da levare il fiato (suo padre farà bene a procurarsi una collezione di mazze da cricket prima che la piccina raggiunga i 14 anni), che correva e zompava avanti e indietro sul marciapiedi - ad un certo punto mi é atterrata su un piede - sventolava una delle onnipresenti bandiere rossocrociate dell'Inghilterra e strillava "En-gland! En-gland! En-gland".

Era bellissima, davvero - anche perché la sua stessa presenza rappresentava uno sputo in faccia sia alle Leghe Nord di questo mondo, con la sua etnicità due volte disdicevole, "meticcia" e doppiamente non-bianca, sia ai cretini multiculturalisti e al loro sogno di tanti piccoli ghetti segregati, di tante identità senza possibile integrazione, di apartheid in salsa guardianista - mi immagino l'orrore di Polly Toynbee a vedere una bimba che sventola l'odiata croce di San Giorgio con i genitori che invece di spiegarle che lei quella bandiera, e ciò che rappresenta, la deve odiare per le colpe pregresse del colonialismo e via sbroccando, sorridono e la aiutano a saltare più in alto e, orrore degli orrori, papà addirittura fa coro con lei tradendo la sua cultura ancestrale.

Dopo la miserabile prestazione dei parassiti strapagati allenati da Capello, quella bimba m'ha aggiustato la giornata. E se per qualche tipo di miracolo l'Inghilterra dovesse mai vincere, probabilmente immeritatamente, un mondiale, almeno ne sarei contento per lei.

09 settembre 2009

Abito a Filthy Seance


Internet è, ogni giorno di più, il paradiso degli ossessivo-compulsivi. Qualcuno ha preso la famosa mappa della metropolitana di Londra ed ha fatto l'anagramma del nome di ogni singola stazione. Questo è il risultato (cliccare per ingrandire):



Hat tip: Norm.

23 settembre 2008

Le 10 cose che odio di te


Premetto che qui mi sono sempre trovato bene. Londra mi piace, gli inglesi mi sono tutto sommato simpatici e riesco persino a mangiar bene nel 90% dei casi, che per un italiano in UK non è un risultato da ridere. Ciononostante, ispirato da Edipeo Enciclopedico, provo anch'io a fare l'elenco delle cose che non mi mancherebbero se domani mattina me ne andassi a vivere da un'altra parte.

10) Marcia o muori: i distributori di benzina.

Gli inglesi sono, credo, gli unici europei che si preparano ad un viaggio in autostrada come i soldati della Legione Straniera si preparavano a marciare attraverso il deserto algerino: acqua, cibo, benzina, tutte le scorte devono essere accuratamente controllate e inventariate. A seconda dell'autostrada, la prima stazione di servizio potrebbe essere a Manchester - o a Edimburgo. Non so esattamente perchè lo facciano, ma gli inglesi sembrano trovare immorale l'idea di separare due stazioni di servizio con meno di 150 chilometri di strada. Nei casi estremi, come l'autostrada che porta a Dover e ai traghetti per la Francia, o a Folkestone e al tunnel sotto la Manica, una volta passato l'anello delle tangenziali londinesi, la prima stazione di servizio è a Calais. Gli inglesi lo trovano normale.

9) Le tecnologie mancanti: i miscelatori

Lentamente, nel corso dei secoli, molti aspetti di quella che amiamo chiamare civiltà hanno raggiunto le incontaminate sponde britanniche: il riscaldamento domestico, la pasta, persino il vino, sono a livelli che non sfigurerebbero in qualsiasi campo profughi italiano o francese. Una cosa che ancora manca, disgraziatamente, è il miscelatore. Tutti i bagni (tranne, dicono voci non confermate, quello privato di Elisabetta a Balmoral) hanno i due rubinetti regolamentari, quello dell'acqua calda e quello dell'acqua fredda. Mi spiegano che questo accade perchè i circuiti dell'acqua calda e dell'acqua fredda sono a pressioni diverse, e se gli si permettesse di comunicare tutto quel che avverrebbe sarebbe un rimescolamento. Ora, non so se questo sia vero anche in Europa continentale, e i miscelatori europei compensino in qualche modo questo fatto, o se (come sospetto) i circuiti di acqua calda e acqua fredda, in Europa, siano alla stessa pressione. Magari il rumore dello scaldabagno, di notte, dava fastidio alla Regina Vittoria e fu lei a dare ordine di alterarne la pressione; il primo ministro Lord Smythe-Fuckwit capì male e fece votare al Parlamento una legge che impose di mantenere lo scaldabagno ad una pressione diversa in tutto l'Impero. Gli inglesi lo trovano normale.

8) Le tecnologie mancanti 2: i numeri delle case

Di una cosa bisogna dare atto agli inglesi: ci provano. Voglio dire, la Gran Bretagna non è il tipo di nazione i cui genitori sentono dire dagli insegnanti "è brava, ma proprio non si impegna", nono. Tipo, hanno sentito parlare di questa diavoleria moderna chiamata "numeri civici", e si sono veramente impegnati ad applicarla. Ognuno, ovviamente, alla sua maniera. Intanto, hanno esteso il concetto: perchè limitarsi ai numeri? Una casa può essere, è vero, identificata univocamente da un numero progressivo - ma può anche essere identificata univocamente da un nome, dopotutto. Così nelle strade inglesi alcune case sono numerate, altre hanno un nome. Alcune strade hanno i numeri pari da un lato e quelli dispari dall'altro. Alcune hanno i numeri che crescono in una direzione e decrescono nell'altra. Altre ancora hanno numeri che crescono un po' alla rinfusa, a destra e a sinistra. Quando un signore è arrivato dalla Francia a spiegare che i numeri civici servono a trovare le case, non a identificarle, il danno era già fatto, e poi comunque era un cazzo di mangiarane e l'hanno ricacciato indietro con torce e forconi. L'incidenza di stress post-traumatico fra i postini inglesi è comparabile con quella dei reduci dall'Iraq. Gli inglesi lo trovano normale.

7) I nomi stranieri

Vabbe', io mi chiamo Eugenio, che è un nome obiettivamente complicato. Ma come si fa a sbagliare un nome come "Luca"? "Lica" - "Laca" - "Lucy" - "Mind if I call you Lou?". Gli inglesi lo trovano normale.

6) mumble mumble nuclear mumble mumble attack mumble (Radio 4)

Ho uno strano rapporto di amore-odio con BBC Radio 4, il canale radio di politica e approfondimento della BBC. Produce programmi di qualità eccelsa, che ascolto quando guido, e ottimi podcast, che ascolto in bicicletta. Mi ha anche portato ad apprezzare maggiormente il conforto che alcuni derivano dalla religione. Se fossi religioso, penso che deriverei, appunto, grande conforto dall'immaginare lo speciale girone dell'inferno a cui sono destinati gli speaker di R4 - con centinaia di diavoli che li torturano incessantemente, mentre un diavolo legge, circa due dB sotto la soglia di udibilità, dettagliate istruzioni su come fare per smettere di essere torturati. Gli speaker di Radio 4 non parlano. Gli speaker di Radio 4 bofonchiano, borbottano, occasionalmente mormorano. Non c'è niente di più irritante che attraversare Hyde Park nel silenzio di una domenica mattina, in bicicletta, e non riuscire a seguire il podcast, a volume massimo, perchè coperto dal frullo d'ali dei passeri e dalla flatulenza dei lombrichi. Peggio ancora, poi, se uno, come me, inframmezza i podcast con musica: perchè Today finisce, parte Bruce Springsteen, e alla terza nota i miei timpani si incontrano in mezzo al mio cranio e si danno un bacetto. Gli inglesi lo trovano normale.

5) Il terzo grado da Starbucks (o da Caffè nero)

Com'era bello, in Italia, entrare in un bar e ordinare "Un caffè". Piattino, cucchiaino, tazzina, zucchero. Tranquillo, efficiente, rapido, rilassante, persino. Qui non è così. Già ho dovuto imparare presto a non chiamarlo caffè, che sennò ti danno un tazzone da mezzo litro pieno di filter coffee; ma vabbè - chiamiamolo espresso, vah, non fa tutta questa differenza. "An espresso, please" - piattino, cucchiaino, tazzina, zucchero? Sì, magari.
"Un espresso"
"Normale o decaffeinato?"
Ma ti pare che se volevo un decaffeinato non te lo chiedevo? Ma vabbe' "Normale"
"Da bere qui o da portar via?"
Voglio un caffè. Voglio un semplice caffè. Non mi sembra difficile, un caffè. Se volevo degli extra te li chiedevo. "Da bere qui"
"Singolo o doppio?"
VOGLIO UN FOTTUTO CAFFÈ! VOGLIO UN CAFFÈ ESPRESSO DEL BAR! VOGLIO UN CAFFÈ CHE BEVI DAL TIPO DI TAZZINA CHE NON A CASO SI CHIAMA TAZZINA DA CAFFÈ! VOGLIO UN CAFFÈ ESPRESSO DI QUELLI CHE ESCONO DALLA MACCHINETTA DELL'ESPRESSO! COSA CAZZO MI FAI 'STE DOMANDE? SE VOLEVO QUALCOSA DI DIVERSO DA UN NORMALE CAFFÈ TI CHIEDEVO QUALCOSA DI DIVERSO DA UNO STRAFOTTUTO CAFFÈ! "Singolo, grazie"
Gli inglesi lo trovano normale.

4) La North Circular

La North Circular è una specie di tangenziale interna a Londra. Assieme alla South Circular descrive un anello che taglia Londra in due aree concentriche. La North Circular è stata progettata, sospetto, in un'epoca in cui il cavallo era il mezzo di propulsione più comune e la velocità media degli spostamenti non superava gli 8 Km/h - velocità che, curiosamente, corrisponde alla velocità media odierna del traffico sulla medesima strada. È una strada progettata da qualcuno che odiava sia gli automobilisti che i pedoni, un'arteria che nelle intenzioni sarebbe di grande scorrimento, con diversi tratti a tre corsie, diversi a due corsie, e alcune strozzature su una sola corsia, attentamente progettate per assicurarsi che almeno una parte degli automobilisti muoia di vecchiaia al volante. La North Circular è essenzialmente un generatore automatico di code: l'innata educazione degli automobilisti inglesi porta alla generazione di code per i motivi più futili. C'è un restringimento di corsia? Lavori in corso? Ma prego signora, passi prima lei. Ma non mi permetterei mai, ragioniere. Ma insisto. Ma prego. Ma su. Ma dai. MA VAFFANCULO MUOVETEVI, urla un automobilista nella nebbia circa un chilometro più indietro, conscio del fatto che anche stamattina ci metterà venti minuti a fare quel cazzo di chilometro che lo separa dall'imboccatura della M1, solo perchè c'è un'auto ferma nella fottuta corsia di emergenza, mica in mezzo alla strada. Gli inglesi lo trovano normale.

3) I Chelsea Tank: the puttanon

Tecnicamente dovrebbe essere "the big whore", ma "the puttanon" rende meglio l'idea per i miei tre lettori, che se non hanno mai letto Cuore dovrebbero vergognarsi. Gino e Michele avevano il Puttanone a bordo della Cherokee Limited 4x4; qui abbiamo i Chelsea Tanks - gli enormi SUV, BMW X5 soprattutto, ma anche Range Rover, Land Cruiser, Pajero (che qui si chiama Warrior) usati dalle signore-bene per portare a scuola i pargoletti. La scena mattutina dietro casa mia, dove c'è una scuola elementare privata della Church of England, è grottesca - file e file di fuoristrada lucidissimi, le cui proprietarie considerano un'avventura, probabilmente, guidare su Archway Road perchè ci sono i lavori in corso, in coda davanti all'ingresso per le auto della scuola. Uno alla volta questi carri armati entrano, scaricano un coso di sette anni che scoprirà solo a diciannove anni, per caso, che per strada si può anche camminare, e ripartono affrontando il pericoloso viaggio di ritorno ad Hampstead Garden Suburb, circa trecento metri più in là. Ogni tanto, fra andata e ritorno, ammazzano un ciclista o un pedone, ma è un prezzo accettabile da pagare: chissà quanti pedofili (ooooohhh!) ci sono in quei trecento metri fra casa e scuola, l'ha detto il Daily Telegraph. Gli inglesi lo trovano normale.

2) Lester

L'inglese, dicono, è una lingua molto ricca. Concordo in pieno. È una lingua talmente ricca che si può permettere di sprecare sillabe a destra e sinistra. Come pronuncereste, voi, "Leicester"? Sbagliato: si pronuncia "Lester". Gloucester? "Gloster" (nessuno, da queste parti, trova ironico che un fabbricante di aerei basato a Gloucester si chiamasse "Gloster"). Marylebone? "Mawlybone". Southwark? "Souwok". Gli inglesi non lo trovano normale, ne vanno orgogliosi.

1) Health and safety

Esiste in Europa la diffusa, ed errata, credenza che la religione di Stato britannica sia quella anglicana. Niente di più falso. Forse era così una volta, ma da diversi anni la Chiesa d'Inghilterra è stata soppiantata come religione ufficiale dalla Health & Safety - il miscugli di leggi, leggine e regolamenti che in Italia andrebbero sotto il nome di prevenzine degli incidenti, sicurezza sui luoghi di lavoro, sicurezza domestica e così via.
Volete asciugarvi i capelli in bagno? Impossibile, per ragioni di Health & Safety non ci possono essere prese di corrente in bagno - per impedire corti circuiti, asciugacapelli che cadono nella vasca da bagno e così via. Questo, se siete in affitto, significa che tocca asciugarsi i capelli in camera da letto; se comprate casa, tocca passare 50 sterline sottobanco all'elettricista per farsi installare una presa di corrente illegale, e poi altre 50 per farsela togliere prima di rivendere casa, perchè la casa non è vendibile se contravviene ai regolamenti di, indovinato, Health & Safety.
State girando un film e il protagonista, poniamo, si deve sganciare la cintura di sicurezza per baciare la moglie che guida? Impossibile: il responsabile di Health & Safety sul set lo vieta - non si possono sganciare le cinture di sicurezza di un'auto in movimento. Uno dei personaggi fuma? Ma siamo matti? E i danni da fumo passivo al personale sul set, dove li mettiamo?
Avete finito il latte e dovete fare un salto al negozio all'angolo? Impossibile: il pargolo di 13 anni sta guardando il suo cartone animato preferito, morirebbe piuttosto che schiodarsi dalla TV, ed è illegale lasciare minori di 14 anni soli in casa.
Gli inglesi (avete indovinato) lo trovano normale.

No, davvero, mi trovo bene qui.

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I must say first of all that I like it here, the English are all in all nice people and I can even eat decently 90% of the time, which, for an Italian in UK, is no mean feat. Nevertheless, inspired by Edipeo Enciclopedico's list of 10 things she won't miss of Southern France (only in Italian, sorry), I'll try to list a few things I wouldn't miss if I left the country tomorrow.

10) March or die: services on the motorway

The English are, I believe, the only people in Europe who prepare themselves to a motorway trip the way Foreign Legion soldiers prepared for a desert crossing: water, food, petrol, all stores must be carefully checked. Depending on the specific motorway, the first petrol station could be near Manchester - or in Edimburgh. I'm not sure why, but the English (or possibly the British) seem to find immoral a distance of less than 100 miles between two successive petrol stations. In extreme cases, like the motorway that goes to Dover and the ferries, or to Folkestone for the Chunnel, once you're past the M25 the first petrol station is, I believe, in Calais. The English find all this normal.

9) Missing technologies: the water mixer.

Slowly, over the centuries, many aspects of what we like to call civilisation have landed on the proverbial white cliffs: central heating, pasta, even wine nowadays, reach levels of quality that wouldn't look out of place in any French or Italian refugee camp. One item that's still missing is, sadly, the water mixer. Every bathroom (except, someone says, the Queen's private bathroom in Balmoral) sports two separate taps for hot and cold water. I'm told this happens because the cold and hot water circuits have different pressures and if they were linked by a mixer they would mix inside the plumbing rather than outside of the tap. Now, I'm not sure whether this is the case in continental Europe as well, and we've developed a secret different-pressure-mixer technology that still baffles Blighty's boffins or whether (as I suspect) on the continent hot and cold water come out at the same pressure. I like to think that the boiler noise annoyed Queen Victoria, who ordered its pressure altered. Her Prime Minister at the time, Lord Smythe-Fuckwit, misunderstood, and had Parliament pass a bill (the famous Royal Annoyance and Separation of Taps Bill of 1879) which imposed a different hot water pressure throughout the Empire. The English find all this normal.

8) Missing technologies 2: the house numbers.

There's one thing one must give credit to the English for. They try. Hard. I mean, Britan's not the kind of country whose teachers complain to the parents that "well, she's smart but she doesn't even try". Not at all. Like, they've heard of this amazing new deviltry called "house numbers" and they've taken to it like a house on fire. Which was burnt to the ground because the Fire Brigade couldn't find the bloody address. They've taken to it, you see, each according to their own personal preference. First of all, they extended the concept: why stop at numbers? A house can be, admittedly, uniquely identified by a number; but it can equally be identified by a name; so in English streets some houses have a number, others have a name. Some streets have even numbers on one side and odd on the other, like in the rest of the world. Some streets have number that increase on one side and decrease on the other. And some streets have numbers that grow a little haphazardly, sort of "come as you are" streets. When a gentleman came from France to try and explain that the function of house numbers is not to uniquely identify houses, but to find them, the damage was already done - and anyway, what's a frog's business to come and tell us how to do things? They chased him off with torches and pitchforks, the bloody Eurocrat. All this might explain why the incidence of post-traumatic stress disorder among British postmen is comparable to that of Iraq veterans. The English find all this normal.

7) Foreign names

Granted, "Eugenio" is a complicated name. But how the hell can you get "Luca" wrong? "Lica" - "Laca" - "Lucy" - "Mind if I call you Lou?". The English find all this normal.

6) mumble mumble nuclear mumble mumble attack mumble (BBC Radio 4)

I have this strange love-hate relationship with BBC Radio 4. They produce the highest quality programs, which I listen to while driving, and excellent podcasts, which I listen to when I cycle. It has also brought me to better appreciate the comfort that some derive from religion. If i was religious, i think it would be a great comfort to me imagining the special Hell designed for the BBC Radio 4 speakers, in which hundreds of devils torture them unceasingly, in new and inventive ways, while one single devil reads, about 2 dB below the audibility threshold, clear and detailed instructions on how to stop being tortured. Radio 4 speakers do not talk as such. Radio 4 speakers mutter, mumble, they occasionally grumble. There is nothing more irritating than cycling across Hyde park in the silence of a Sunday morning and not being able to follow the podcast, even at maximum volume, because it's occasionally covered by the flap of a sparrow's wings or by the flatulence of an earthworm. It's even worse if you intersperse the (short) podcasts with music: because Today ends, Bruce Springsteen starts, and at the third note my eardrums meet and kiss in the middle of my skull. The English find all this normal.

5) Starbuck's (or Caffè Nero's) third degree questioning

Ah, for the bliss of entering a bar in Italy and ordering "a coffee". Saucer, teaspoon, espresso cup, sugar. Simple, smooth, quick - relaxing, even. Not so in Blighty. First of all, i had to get used to calling it "espresso" - if you order a coffee you'll get half a litre of the filter stuff. Whatever, espresso it is. "An espresso, please" - saucer, teaspoon, espresso cup, sugar? I wish.
"An espresso please"
"Normal or decaf?"
Darling, if I wanted it decaf I would have asked for a decaf, now wouldn't I? Oh well. "Normal please"
"Drink here or take away?"
Look, i want an espresso. A perfectly normal espresso, no frills. Doesn't sound difficult, an espresso. If I wanted extras I'd ask for extras. "Drink in"
"Single or double?"
I WANT A FUCKING COFFEE! I WANT AN ESPRESSO COFFEE LIKE THOSE YOU GET IN AN ESPRESSO BAR! I WANT A COFFEE YOU CAN DRINK FROM WHAT IS NOT COINCIDENTALLY CALLED AN ESPRESSO CUP! WHAT THE FUCK ARE ALL THESE QUESTIONS? IF I WANTED SOMETHING DIFFERENT FROM A STANDARD, REGULAR ESPRESSO I WOULDN'T ASK FOR A SODDING ESPRESSO! "Single, thank you"
The English find all this normal.

4) The North Circular

The North Circular/South Circular ring was, I suspect, designed in an age in which propulsion was provided by horses rather than horsepower, and average speed didn't go over 5 mph. Curiously enough, the average speed on the North Circular doesn't often go over 5 mph. It's a road designed by someone who hated both motorists and pedestrians, with three-lane bits, two-lane bits, and one-lane chokepoints accurately designed to ensure that at least part of the motorists trapped will die of old age at the wheel. It is in practice a giant queue generator: the genetic politeness of English motorists causes queues at the slightest provocation. Is there an obstruction? Oh please madam, you go first. Oh I couldn't possibly, Major. I insist. Please. After you. No, after you. Ladies first. GET A FUCKING MOVE ON, is the half-heard shout of a motorist lost in the mist about one km away, aware of the fact that today, as usual, it'll take him twenty minutes to negotiate that fucking kilometre that leads to the M1, only because a car stopped on the sodding hard shoulder, not even on a lane. The English find all this normal.

3) The Chelsea Tanks

My Italian readers are familiar with the "puttanone", literally "the big whore", the rich lady made famous by two satyrical writers (again, link in Italian only, sorry), Gino & Michele, as she caused everyone to queue up behind her Jeep Cherokee Limited 4x4 TD during the school run. They had Il Puttanone, we have hordes of lawyers' and stockbrokers' wives on BMW X5s, Range Rovers, Land Cruisers, Warriors, driving their offspring to school. The morning view behind my house, towards the local CoE primary school, is appalling: an endless queue of shiny SUVs whose owners find it "adventurous" to drive down Archway Road because of the roadworks, queuing before the school's car entrance, going in one at a time and offloading a minuscule seven-years-old that'll have to wait until they're 19 to find out, by sheer chance, that you can actually walk down the road, and then speeding off, the perilous journey to Hampstead Garden Suburb, 300 yards away, stretching before them. They occasionally kill a pedestrian or cyclist in those 300 yards, but it's an acceptable price to pay: there could be a paedophile (boo! hiss!) behind every corner, waiting to ambush their precious children. They read it on the Telegraph.
The English find all this normal.

2) Lester

English is, they say, a very rich language. I can't but concur. It's so rich it can afford to waste syllables everywhere. How would an unsuspecting foreigner pronounce "Leicester"? "Gloucester"? (Is is any wonder that the aircraft manifacturer was called "Gloster"? Hint, anyone?) "Marylebone"? "Southwark"?
The English don't just find it normal, they're proud of it.

1) Health & Safety

There is in Europe the common misconception that the country's established church is the CoE. Nothing could be more wrong. I'm not sure it wasn't so in the past, but it is quite clear that the Church of England has been thoroughly supplanted by the Church of Health and Safety.
You can't dry your hair in the bathroom: no sockets there, too much risk of a short circuit because of the moisture. So if you rent, you have to dry your hair in the bedroom, if you buy a house you have to pay cash to have an electrician install an illegal socket - and then pay cash again to have it removed before you can sell the house.
Are you shooting a film and the protagonist should unfasten his seatbelt to kiss his wife in the driver's seat? Are you crazy? The H&S representative will be on your case like... like a self-important, power-crazy little bureaucrat - you can't sit in a vehicle without seatbelts! One of the characters smokes? Smokes? Are you mad? What about the dangers of passive smoking for everyone around?
Are you out of milk and you need to nip out to the corner shop? Impossible: your 13 years old is watching his favourite cartoon and you have no chance to pry him from the sofa, and it's against H&S - it's a crime, in fact - to leave an under-14 home alone.
The English (you guessed) find all this normal.

No, really, I like it here.

09 settembre 2008

Perchè perdiamo le elezioni?


Per molte ragioni. Una, ottima, è Lee Jasper, il consigliere speciale di Ken Livingstone per le minoranze etniche, licenziato per aver tenuto nascosta una relazione con una donna alla cui compagnia aveva assegnato dei fondi pubblici; Red Ken aveva promesso che se avesse vinto le elezioni l'avrebbe rimesso in sella - il che significa che se Ken avesse vinto le elezioni adesso questo signore starebbe promuovendo l'apartheid a Londra da una posizione di potere.

A quanto pare la soluzione a tutti i problemi, dice il buon Lee, è creare scuole solo per ragazzi neri, con insegnanti neri, personale nero, e che promuovano un'istruzione nera diversa da quella dei bianchi, e valori specifici della comunità nera. Dopotutto, ragiona Mr. Jasper, i grandi leader della consapevolezza nera, da Nelson Mandela a Martin Luther King, sono usciti proprio da scuole per soli neri, e guarda quanto bene gli ha fatto.

Lee Jasper non è solo una buona ragione per perdere le elezioni - viene da pensare che sia una buona ragione per esserne contenti. Se solo i Tories avessero candidato un essere umano, invece del pagliaccio assassino di It...

Hati tip: Harry's Place. Interessanti i commenti che estendono la proposta fino alla creazione di un sistema di quote sul trasporto pubblico - posti riservati ai neri su ogni autobus.

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There are many reasons why we on the left lose elections. A good one is Lee Jasper, former race relations advisor to Ken Livingstone, fired for hiding a relationship with a woman whose company his office was funding; Red Ken had promised that he'd bring him back in the saddle if he won - meaning that if Ken had won the mayoral race, now we'd have this bloke promoting apartheid in London from a position of power.

It appears that, according to the good Lee, a solution to all the problems afflicting the black community could be creating blacks-only schools, with black teachers and black staff, promoting a black education (as in "different from that of the whites") and specifically black values. After all, Mr. Jasper muses, the great black consciousness leaders, from Nelson Mandela to Martin Luther King Jr., came from black-only schools and look where it got them!

Lee Jasper isn't just a good reason to lose an election - he's a good reason to be glad we lost. If only the Tories had let a human being run instead of the murderous clown from It...

Hat tip: Harry's Place. Check out the comments that extend the proposal with the creation of a quota/affirmative action system on public transport - blacks-only seats on every bus.

28 agosto 2008

Consigli sparsi...


...per chi volesse trovarsi un lavoro da queste parti.

Consigli e note in ordine sparso, in base all'esperienza (ripetuta) che ho accumulato negli ultimi 8 anni - soprattutto sulle differenze fra come le cose funzionano qui e in Italia.

  • Il salario: la paga qui, nelle offerte di lavoro e nei contratti, viene sempre espressa al lordo di tasse e contributi. Per i lavori permanenti viene espressa in generale come paga annua, per i lavori a contratto come paga giornaliera. Per sapere quanto ci si porterà a casa, al netto di tutto, ogni settimana o o gni mese, questo calcolatore online è molto comodo.
  • Gli extra: il salario, nel settore privato, è solo uno degli aspetti da considerare. Molti impieghi, soprattutto nel settore finanziario o informatico, prevedono un bonus, spesso legato alle prestazioni della compagnia e/o della business unit, e a volte almeno in parte garantito. È importante avere le idee chiare fin dall'inizio sull'entità e sulle condizioni per il bonus: ci sono datori di lavoro che offrono un salario inferiore alla media del mercato promettendo un bonus molto cospicuo - tranne poi scoprire che le clausole scritte in piccolo legavano quel bonus al raggiungimento di profitti superiori al PIL dell'Olanda. Anche l'entità del bonus, ovviamente, viene sempre espressa al lordo delle tasse (ma qui è facile: il bonus va generalmente tutto sull'aliquota massima, quindi basta tagliare il 40%)
  • I benefit: occhi aperti anche su questi. La questione dei benefit è spinosissima, ed aggravata dal fatto che in questo Paese vengono tassati spietatamente (essenzialmente per impedire l'evasione IVA sulla Lotus Elise regalata all'amante dal CEO). Ogni datore di lavoro che si rispetti offre una serie di benefit, soprattutto pensione privata, assicurazione sanitaria e childcare benefits. Conviene esaminarli uno per uno.
  • Pensione privata: ne esistono di tre tipi, uno dei quali non è un benefit. Un non-contributory pension scheme è un sistema per cui il datore di lavoro, sic et simpliciter, paga i contributi pensionistici privati per il dipendente: il dipendente paga comunque tasse sul valore dei contributi, ma non vi sono altri aggravi sulla busta paga. Per converso, un contributory pension scheme è un sistema in cui una parte dei contributi vengono versati dal dipendente ed una parte dal datore di lavoro. Generalmente lo schema è matching, nel senso che il datore di lavoro versa la stessa cifra che il dipendente decide di versare, fino ad un massimo fissato per contratto, generalmente il 5 o il 10% dello stipendio lordo. Il terzo tipo non è un benefit: il datore di lavoro conclude una convenzione con un pension provider, ma non versa nulla: il dipendente ottiene semplicemente delle condizioni marginalmente più favorevoli per il proprio fondo pensione.
  • Assicurazione sanitaria: sempre tassata, spesso è una mezza truffa. Oggi nessun datore di lavoro privato può permettersi di non offrire una assicurazione sanitaria, quindi molti offrono sì un'assicurazione, ma con dei massimali irrisori, tipo 300 sterline/anno, e spesso non estesa neanche ai familiari del dipendente. Per capirci, una visita ginecologica privata al Portland Hospital di Londra per accertare la causa di stranezze in un test arriva a costare 450 sterline. Il problema è che spesso i dettagli sui massimali non vengono neanche discussi durante il colloquio, e le informazioni dettagliate arrivano solo alla fine del periodo di prova, dopo 3 mesi, quando l'assicurazione viene attivata. Informarsi sulle condizioni dell'assicurazione sanitaria non è cattiva educazione.
  • Childcare benefits: la Gran Bretagna è l'unica nazione che continua a piccarsi di appartenere alla civiltà occidentale e ancora non ha asili-nido (e neanche asili, credo) statali; la retta di un asilo o di un nido privato può arrivare alle 1000-1200 sterline al mese, una bambinaia non costa molto meno (ma conviene perchè almeno non la fai venire quando stai a casa, e non paghi asilo + bambinaia di emergenza quando il pargolo è ammalato). I childcare benefits possono essere vari sistemi con cui il datore di lavoro si fa carico di parte di queste spese: ad esempio fornendo ai dipendenti buoni-asilo o buoni-bambinaia spendibili in particolari catene di asili-nido o con particolari agenzie di bambinaie in cambio di uno sconto più o meno sostanzioso. Nei casi più estremi le grandi compagnie, soprattutto nel settore finanziario, aprono asili-nido annessi ai propri uffici, per permettere alle dipendenti di tornare al lavoro senza interrompere l'allattamento.
  • Altri benefits: c'è di tutto, dall'assicurazione sui viaggi (che copre sia i viaggi d'affari che le vacanze) alla palestra interna, dal Cycle to Work Scheme (che permette fra le altre cose di comprare una bicicletta anche di lusso a circa metà del prezzo di mercato e pagarla a rate senza interessi) all'auto aziendale o al car allowance (un supplemento di paga mensile che copre spese di benzina, manutenzione, bollo, assicurazione e deprezzamento dell'auto usata per fare il pendolare). Molti di questi benefits sono tassati/tassabili, quindi conviene all'assunzione, o durante il colloquio finale, informarsi se sia possibile non usufruirne (un esempio classico è l'assicurazione sui viaggi per chi ne ha già una offerta ad esempio dalla propria banca).
  • Benefit non ufficiali: uscite con i colleghi, gite, viaggi. Nel mio vecchio lavoro avevamo un budget di 4000 sterline al mese (in tutto, eh, non per ciascuno) per sbevazzare dopo il lavoro il giovedì sera. Di solito vengono esposti con dovizia di particolari dopo che il primo colloquio è andato bene.
  • Non ci sono solo i benefit e lo stipendio: la località è importante. Non è una cattiva idea controllare con cura la raggiungibilità del posto di lavoro: un posto raggiungibile in metropolitana è infinitamente preferibile ad uno raggiungibile solo in auto o, peggio, col treno. Andare dal punto A al punto B in auto può portar via il triplo del tempo che in metropolitana, in città; se il punto B è fuori città e raggiungibile col treno, le spese di trasporto possono lievitare fino a 3-4 volte quel che costa percorrere distanze comparabili in metropolitana: nel mio caso, andare al lavoro in treno mi costerebbe quasi 400 sterline al mese per arrivare in un posto a 30 Km da casa; un percorso di simile lunghezza in metropolitana mi costerebbe meno di 150 sterline/mese.

Un errore che si commette spesso, soprattutto ai primissimi colloqui, è non rendersi conto che più o meno tutto è negoziabile. Nei settori, come l'informatica e la finanza, in cui un contratto collettivo di lavoro semplicemente non esiste, lo spazio per la trattativa è ampio e i datori di lavoro sono generalmente ragionevoli e flessibili - spesso rinunciare, per dire, al car allowance e in cambio ottenere di lavorare da casa un terzo del tempo può andare a vantaggio di entrambe le parti (dove è possibile, è ovvio); in generale, non è un'eresia pensare di menzionare idee del genere in uno degli ultimi colloqui o magari al primo meeting semestrale di revisione.


08 luglio 2008

Antropologia da supermercato


Sei in coda alla cassa del supermercato, la cassiera è un po' imbranata e davanti a te ci sono un paio di famiglie working-class che stanno comprando l'intera produzione di patate e salsicce del Northumberland. Improvvisamente una voce di fianco a te chiede "You're European, right?" - laddove, in inglese colloquiale, "European" sta a significare "dal continente", come direbbero i nostri compatrioti siculi o sardi. Mi è capitato qualche tempo fa, mentre Mrs. Inminoranza era ancora in Italia, ed era una signora inglese in coda alla cassa di fianco, che mi ha spiegato una interessante teoria sui maschi soli al supermercato. Ne esistono, pare, tre categorie:

  1. Gli inglesi single. Sono facili da riconoscere perchè riempiono il carrello di precotti indiani e, nei casi di massima sofisticazione, di precotti italiani o francesi, due cartoni da 24 lattine da una pinta e, sempre i più sofisticati, due-tre bottiglie di vino poco costoso ma dal nome francese o italiano. Si vede subito se stanno organizzando un party per il weekend (o se hanno comprato la playstation, aggiungerei) perchè hanno un altro carrello a rimorchio, carico interamente di sacchetti di patatine.
  2. Gli inglesi sposati mandati dalla moglie. Hanno una lista della spesa vergata in grafia femminile, che seguono con la stessa religiosa precisione con cui Jesse Helms (good fucking riddance) sosteneva di seguire le istruzioni del Levitico. Se la moglie gli ha scritto "1 libbra" di cavoletti di Bruxelles, ne taglieranno uno a metà perchè col cavoletto intero facevano 457 grammi. Sono particolarmente facili da identificare davanti agli scaffali della pasta, quando confrontano i nomi dei vari tipi di pasta con quelli scritti dalla moglie. Essendo la moglie anche lei anglofona e quindi incapace di scrivere correttamente nomi stranieri, il risultato è che i mariti tornano sempre a casa senza pasta.
  3. Gli europei. Non comprano mai precotti, usano ingredienti freschi, verdura sfusa e mai preconfezionata, generalmente biologica, uova free range, pasta, legumi, di surgelato prendono giusto i piselli, non hanno una lista della spesa (o nei casi più nerd, e non faccio nomi, ce l'hanno sul palmare), e, cito l'antropologa da supermercato, "ti fanno venir fame solo a vedere quello che mettono sul nastro trasportatore della cassa"
Devo dire che dopo quella conversazione ho provato ad osservare i miei vicini di supermercato e, tutto sommato, la signora ci azzeccava in ben più del 50% dei casi.

05 luglio 2008

Cari londinesi...


...poi non dite che non ve l'avevo detto.

Cristo, Lee Jasper ci hanno messo sette anni a sgamarlo. Questi qui non sono solo disonesti, che glielo si potrebbe anche perdonare: sono degli incompetenti rubagalline - come quasi tutti avevano già capito solo guardando in faccia LOLboris...

(a proposito, quelli che i laburisti vogliono controllare la nostra vita con leggi, leggine, divieti e norme di sicurezza e i tories ci libereranno - vorrei incontrarli tutti in metropolitana. Con una bella bottiglia di birra)

09 giugno 2008

Let's have a conservative party


Premetto subito che Boris Johnson mi sta antipatico quanto qualunque altro parassita raccomandato e impaccato di soldi. Ciò detto, credo che quelli che in quest'ultima settimana l'hanno attaccato per i fatti del 31 maggio siano, se non cretini, almeno in colossale malafede.

Un breve antefatto per coloro che vivono fuori dall'anello delle tangenziali londinesi: il giorno dopo aver vinto le elezioni, Boris ha annunciato che la sua prima misura sarebbe stata vietare il consumo di alcolici nell'intero sistema di trasporto pubblico londinese; la misura entrava in vigore a mezzanotte e un minuto del primo giugno, e allineava Londra alla maggior parte delle metropoli europee e americane.

Essendo i londinesi londinesi, hanno immediatamente organizzato un gigantesco party da tenersi la sera del 31 a bordo dei treni della metropolitana, con copioso consumo di alcolici, per inaugurare degnamente la nuova era di proibizionismo Tory.

E fin qui, tutto normale.

Purtroppo, essendo i londinesi londinesi, dopo qualche ora di party e consumo smodato di alcolici è successo di tutto: alcune carrozze della metropolitana sono state inondate di vomito, sono stati concepiti bambini in quantità, molti in pubblico e fra l'incoraggiamento dei presenti, ci sono state risse fra passeggeri e passeggeri, fra passeggeri e personale della metropolitana, fra passeggeri e poliziotti, qualcuno è finito in ospedale in coma etilico, qualcuno è finito in commissariato, qualcuno (il personale della metropolitana) è finito per tutto il weekend a pulire e disinfettare carrozze ridotte come fogne di Calcutta.

E fin qui, ancora, tutto normale.

Finito il party, sono arrivati i postumi, sotto forma di una richiesta dei sindacati (a cui la stampa, soprattutto progressista, ha dato vasta eco) che Boris Johnson presenti le sue scuse ai lavoratori della metropolitana di Londra per il caos "creato dal suo provvedimento".

Il caos non è stato creato dal provvedimento di Boris Johnson. Il caos è stato creato da una mandria di deficienti che sembrano ritenere l'ubriachezza molesta un diritto sacrosanto e, se devo dirla tutta, il tentativo di certa stampa di esimerli da ogni colpa per segnare qualche punto propagandistico potrebbe persino, in un universo parallelo, rendermi meno che rivoltante l'idea dell'esistenza in vita di Boris Johnson.

Arrivati ad un certo punto, il tentativo tipicamente progressista di addossare le colpe di ogni cosa a chiunque tranne che ai colpevoli diventa nauseante. L'idea, per esempio, che gli autovelox (speedcam, in questo Paese) siano causa di incidenti perchè la gente che viaggia a 3 volte il limite di velocità li vede, inchioda ed esce di strada è ai limiti del grottesco, eppure ha diritto di cittadinanza su ITV e sulla BBC; o l'idea che l'afflusso di martiri palestinesi che si fanno saltare in aria in Giordania, Egitto e Iraq sia colpa del muro israeliano, perchè i poverini non possono andare a farsi esplodere a Tel Aviv e insomma, da qualche parte devono pur farlo, che sinceramente mi sembra dovrebbe trovar spazio, al più, in un cartone animato di Bugs Bunny, viene espressa da una baronessa lib-dem, pubblicata sull'Independent ("il Daily Mail di chi fa raccolta differenziata") e quel che è peggio, presa sul serio.

E adesso abbiamo qualche migliaio di idioti che, a sentire i sindacati e il Guardian, sarebbero stati costretti da Boris The Wonder Toff a salire sulla metropolitana, sbronzarsi da bestie, vomitare dappertutto ed aggredire chi stava lavorando per loro di sabato sera. E quella svergognata, Vostro Onore, mi ha costretto a violentarla: portava la minigonna.

21 maggio 2008

Era inevitabile

Lolboris, il sito:


Hat tip: Harry's Place

06 maggio 2008

Segnalazione: femminismo, multiculturalismo, diritti


Segnalazione breve perchè sono oberato di lavoro. Un vecchio argomento di discussione di questo blog è che il multiculturalismo forte (come propugnato, fra gli altri, da Ken Livingstone contro i fautori dell'integrazione come Trevor Phillips) con la sua attenzione ai diritti delle comunità, più o meno arbitrariamente definiti, cancella i diritti degli individui più deboli all'interno di quelle comunità. Una voce non tacciabile di razzismo come Pragna Patel, da 15 anni nel direttivo delle Southall Black Sisters, pubblica un articolo su Feminist Legal Studies che mette in evidenza proprio questo fatto, soprattutto dove i "diritti" riconosciuti sono diritti religiosi - in altre parole una garanzia di maggiore libertà di azione per un sistema repressivo interno alla comunità. Uno dei tanti motivi per cui Ken non ha avuto il mio primo voto (e, sospetto, quello di molti altri).

Hat Tip: Harry's Place, anche se dovrei boicottarlo per l'esecrabile campagna pro-Johnson.

04 maggio 2008

Comunque


Sì, lo so, Boris ha vinto, siamo in democrazia, adesso ce lo teniamo. Vorrei solo mettere in chiaro che tutti i londinesi che negli ultimi 8 anni hanno fatto una passeggiata sulla South Bank, preso un autobus, attraversato il centro di Londra in taxi senza raggiungere l'età della pensione in coda a un semaforo, trovato lavoro in qualcuna delle piccole imprese nate grazie alla LDA, e poi hanno votato per Boris, a mio modestissimo parere non brillano per astuzia. E temo che non ci metteranno molto ad accorgersene pure loro...

02 maggio 2008

Magre consolazioni


Dando prova delle mie proverbiali capacità di analista politico internazionale, grazie alle quali ho già infallibilmente previsto in passato la nomination repubblicana a Mitt Romney, prevedo che Boris sarà stasera sindaco di Londra e che David Cameron sarà fra due anni primo ministro.

Alla disperata ricerca di aspetti positivi del disastro, qualcosina salta all'occhio.

OK, Boris è stato licenziato per incompetenza da tutti i lavori che ha fatto finora, tranne, forse, i brevi contratti televisivi per i quali era perfettamente qualificato - doveva fare il buffone - e tutto sommato sta lì giusto perchè è andato a Eton con David Cameron. Ciononostante, ha una indiscutibile caratteristica positiva: non è Gianni Alemanno, e stasera a Trafalgar Square non ci saranno folle di giovani e democraticissimi attivisti di una destra moderna e liberale a fare il saluto romano e a gridare "Duce duce" (e neanche "Mosley Mosley", si spera - non quello che si fa frustare dalle squillo, suo nonno). Non è molto, lo riconosco, ma è qualcosa. E poi va in bicicletta. Nessuno che vada in bicicletta a Londra può essere interamente cattivo.

Allo stesso modo, David Cameron essenzialmente sta lì perchè è parente alla lontana della Regina, è andato a Eton, poi a Oxford, è telegenico ed ha una voce simpatica; in fin dei conti, le sue qualifiche consistono nel sembrare credibile e vagamente progressista rispetto alla vecchia guardia Tory - il che non è particolarmente difficile, è come cercare di sembrare meno bizzoca della Binetti, alla maggioranza della popolazione riesce naturale. Tocca consolarci, le cose potrebbero essere peggiori: non fosse per la Glorious Revolution, Cameron adesso sarebbe Principe di Galles (e anche quello, poi, non sarebbe il peggio: il principe Carlo sarebbe comunque un parassita dotato di titolo, ma almeno non sarebbe pagato con le mie tasse, e potrebbe fare molta meno pubblicità all'omeopatia, al feng-shui e a tutto il resto della fuffa che gli sta tanto a cuore). E poi, se David Cameron non avesse guidato la scalata al potere di quelli che vengono chiamati piuttosto pateticamente i New Tories (tutto sommato, un tributo alle capacità politiche blairiane), adesso grazie ai disastri di Mao-Tze-Brown il suo partito sarebbe comunque in testa, e solo Manitù sa chi sarebbe stato eletto segretario dalla vecchia guardia: la mummia di Gengis Khan, probabilmente.

Come si dice a Roma, credo, ariconzolamoce co l'ajetto.


22 aprile 2008

Un Berlusconi di sinistra


Su Comment is Free qualche giorno fa c'era un bell'articolo di Sunny Hundal, che spiegava con più chiarezza di quel che potrei fare io perchè non solo io darò il mio secondo voto a Ken Livingstone (1), ma trovo che un Livingstone italiano sia la miglior cosa che potrebbe mai capitare alla sinistra.

Ken Livingstone è, alla base, un Berlusconi di sinistra. Non nel senso che è un ladro, un mafioso e un corruttore che usa metodi spesso illegali per arrivare al potere attraverso l'istupidimento degli elettori, ma nel senso che è riuscito a compiere, a Londra, un operazione uguale ed opposta a quella compiuta da Berlusconi in Italia: ha spostato a sinistra la mentalità, la percezione, la dialettica politica, ad un punto tale che oggi qui vince il candidato che si propone come più progressista.

Ken Livingstone non avrà il mio primo voto, perchè onestamente non sono d'accordo con lui semplicemente su troppe cose (che Sunny elenca sapientemente nel suo articolo): l'amicizia con Al Qaradawi e Tamimi, la diffamazione sistematica di attivisti come Peter Thatchell, il malaffare rappresentato da Lee Jasper, la campagna di diffamazione, pagata oltretutto con fondi pubblici, ai danni di Trevor Philips. Ciononostante, Ken ha causato una rivoluzione copernicana nel pensiero dei londinesi, fino a costringere Boris Johnson a rimangiarsi, nel corso della campagna elettorale, praticamente ognuna delle posizioni espresse in passato come parlamentare e giornalista: sullo Spectator ha scritto e commissionato i soliti articoli paraleghisti sulla "minaccia" dell'immigrazione, per poi dichiarare in campagna elettorale una sanatoria per tutti gli immigrati irregolari nel territorio della Greater London; ha scritto dopo il 7/7 che "l'Islam è il problema" per poi rimangiarsi tutto e proclamare di avere un nonno musulmano; il multiculturalismo era uno dei problemi di Londra e magicamente è diventato un punto chiave del suo programma.

Red Ken ha in meno di dieci anni alterato radicalmente il panorama politico londinese, spostando l'intera discussione a sinistra in una maniera che in Italia, ad esempio, sarebbe inconcepibile: perchè in Italia è successo l'esatto opposto, il discorso si è spostato a destra in maniera visibilissima, i progressisti sono paralizzati e da almeno dieci anni a questa parte non fanno che concedere alla detsra la scelta del terreno dello scontro, legittimandone implicitamente le campagne in maniera inconcepibile in altri Paesi, dove chi ci prova viene esposto sistematicamente al pubblico ludibrio. Quando un immigrato commette un reato la stampa conservatrice e quella progressista non discutono di emarginazione, di abbandono del territorio, di povertà: discutono se elettrificare (Lega) o no (PD) il filo spinato intorno ai CPT; e poi Vartere si stupisce che si perdano le elezioni. Caro Vartere, se fai a gara con i leghisti a chi è più razzista, vincono loro: perchè sono più bravi e c'hanno più esperienza, e se convinci la gente che il razzismo e la chiusura contro gli immigrati è la risposta, quelli voteranno per i professionisti, non per gli ultimi arrivati.

P.S. Il troll che alligna da queste parti può consolarsi col fatto che probabilmente i suoi camerati del BNP prenderanno un consigliere a Barking. Con un po' di culo gli mandano due skin a casa a sprangarlo, così lo fanno felice.

(1) La scheda elettorale per il sindaco della Greater London permette di esprimere due voti. Se nessun candidato (contando solo il primo voto espresso sulle schede) raggiunge il 50%+1, i due candidati più votati ricevono i secondi voti espressi dagli elettori degli altri candidati (che a questo punto vengono esclusi dalla corsa). In questa maniera è possibile votare per un candidato con poche possibilità di successo senza il timore di sprecare il proprio voto.

10 aprile 2008

Comunicazione di servizio


Per chi si stesse preoccupando per l'improvvisa scomparsa del troll paralegaiolo dai commenti, posso annunciare che lo staff del Royal Free Hospital ha annunciato che è fuori pericolo e si è ripreso dal collasso cardiocircolatorio riportato dopo aver appreso la ferale notizia che persino il suo adorato candidato sindaco, Boris Johnson, ha in programma una sanatoria gratuita e generalizzata per tutti gli immigrati illegali nel territorio della Greater London. Il troll è stato visto allontanarsi dall'ospedale in compagnia di due skinheads che continuavano a sprangarlo, mentre ripeteva di voler essere accompagnato alla sede locale del BNP per aiutare con la campagna elettorale.

18 marzo 2008

Save da sistas


Southall è un'anomalia in molti sensi, un'oasi al contrario di povertà e immigrazione nella ricca Londra sudoccidentale, uno di quegli strani borghi londinesi definiti dai burocrati "majority-minority" - un borgo in cui la maggioranza della popolazione appartiene a minoranze etniche. Da trent'anni a questa parte un gruppo di volontarie, le Southall Black Sisters, gestiscono un rifugio per donne maltrattate. Il rifugio è nato in un'epoca in cui i servizi sociali erano meno che attenti alle realtà della violenza familiare, e in cui, soprattutto, le donne immigrate, nere, indiane o asiatiche, erano più o meno invisibili per la pubblica amministrazione.

Per trent'anni le SBS hanno lottato contro e collaborato con la polizia, si sono battute nei tribunali, hanno offerto rifugio a donne di ogni colore, religione e gruppo etnico, hanno probabilmente salvato centinaia di vite, sono protagoniste di una importante campagna contro i matrimoni forzati, e in generale sono diventate un punto di riferimento per la comunità di Southall. Adesso il consiglio comunale ha deciso di tagliare i fondi pubblici erogati all'associazione, eliminando un terzo di un budget che paga, oltre alle spese di gestione, lo stipendio di un magrissimo staff di cinque operatrici a tempo pieno, chiamate ad occuparsi di oltre 1500 casi di violenza domestica all'anno. La ragione ufficiale è il "black" nel nome: punta, secondo il consiglio, a divisioni etniche e puzza di razzismo. Poco importa che il nome nasca da un tempo in cui il razzismo istituzionale costringeva le donne nere ad organizzarsi da sè, poco importa che molte delle donne soccorse dalle SBS siano bianche: il consiglio di Ealing, da cui Southall dipende, è Tory, e la banale realtà è che preferisce che non si ricordi troppo che nell'area da loro amministrata esistono anche persone di colore disdicevole. Alla prova dei fatti, i cosiddetti New Tories di David Cameron non ci mettono molto a scrollarsi di dosso la sottile patina di compassione e sensibilità sociale e a rimettersi a urlare "There's no such thing as society" mentre recintano i quartieri poveri con un cordone di poliziotti e li abbandonano a sè stessi.

Per i miei due lettori da Londra, solo un paio di esortazioni.

Primo, sul sito delle SBS, linkato qui sopra, ci sono suggerimenti su cosa fare per dare una mano ed impedire la chiusura del rifugio.

Secondo, fra due mesi qui si vota, e a quanto pare il buffone ossigenato che i Tory hanno candidato a sindaco è in vantaggio nei sondaggi. Finora sulla propaganda anti-Tory ho scherzato, ma stavolta è vero: ogni volta che voti Tory, lasci che una donna venga ammazzata di botte.

31 agosto 2007

E spegni 'sta candela...


In questo Paese c'è un anniversario al cui avvicinarsi guardo con la stessa commistione di noia e fastidio suscitata in me, quando ero in Italia, dall'arrivo del Festival di Sanremo: un evento che per quanto mi sprema le meningi non riesco a capire come accidenti possa interessare a qualcuno, e che nonostante la completa idiozia che ne colora ogni aspetto, riesce a paralizzare il Paese.

Muore un soldato al giorno in Iraq? Il medico del pronto soccorso non parla inglese? I nostri insegnanti sono pagati meno (e qualificati meno) dei nostri spazzini? Londra sarà sott'acqua fra trent'anni se non schiodiamo il culo dai SUV? Ma chissenefrega, ci sono cose ben più importanti a cui pensare:

And it seems to me you lived your life
Like a candle in the wind
Never fading with the sunset
When the rain set in
And your footsteps will always fall here
Along England's greenest hills
Your candle's burned out long before
Your legend ever will

Eh sì ragazzi: dieci anni fa moriva Lady Diana Spencer, Principessa di Galles. Mica cazzi.

Ogni volta che arriva quest'anniversario provo lo stesso imbarazzo che si prova quando un amico che abbiamo sempre stimato e considerato ammirevolmente intelligente e razionale comincia a rendersi ridicolo in pubblico, per esempio diventando un avido fan dei film dei Vanzina o frequentando corsi di reiki e naturopatia.

Guardo le pubbliche espressioni di dolore e rimpianto che non stonerebbero in un funerale calabrese vecchio stile, mi faccio strada attraverso il metro abbondante di melassa al caramello dolcificato che ricopre, e ricoprirà fino a lunedì, le pagine dei quotidiani, mi dedico alla pratica, normalmente odiata, dello zapping per schivare i documentari sulla vita di Diana, sugli amori di Diana, sulla tragedia di Diana, sul filo interdentale di Diana, non vado al pub dove probabilmente per questo weekend si serviranno half-pint, normal-pint e Diana-pint (allungata con lacrime), e mi meraviglio.

Il fatto che una donna non particolarmente intelligente, non particolarmente bella, con uno spirito ed un carattere non particolarmente forti sia diventata un'icona da far concorrenza alla madonna di Lourdes è un eterno, sfavillante tributo al potere dei professionisti del marketing. Questa ragazza, rampolla di una famiglia il cui ultimo membro che ha dovuto lavorare per vivere è morto intorno al XVI secolo, verrà ricordata come "the People's Princess": io non so se nel marketing si danno onorificenze, ma questo fatto, per i consulenti di immagine che le sono sopravvissuti, vale la Victoria Cross.

Diana Spencer veniva dalla vecchia nobiltà inglese, quella che si è arricchita con le colonie e il traffico di schiavi e in tempi più recenti con i commerci con Rhodesia e Sudafrica (dove suo fratello vive tuttora) in spregio delle sanzioni ONU; per la maggior parte della sua vita, i suoi interessi hanno consistito nel mettere a frutto, in maniera relativamente inoffensiva, i privilegi derivanti dalla sua nascita e dal suo matrimonio, incontrando di persona i cantanti pop che le piacevano di più e gli stilisti che avevano firmato i suoi abiti preferiti. Poi un giorno un consulente di marketing assunto per darle qualche vantaggio in una causa di divorzio che sembrava persa in partenza le ha suggerito di farsi fotografare con in braccio un bambino mutilato e BAM, altro che Amnesty, i diritti umani non esisterebbero se non ci fosse stata Diana, la campagna contro le mine antiuomo l'ha inventata lei, e dalla tomba ha personalmente ridotto la povertà infantile in questo Paese del 20%.

(per inciso: quanto ho scritto potrebbe essere interpretato come una difesa di Carlo. Niente di più falso. Il mio unico rimpianto per quella fatidica notte è che l'auto di Carlo non stesse arrivando dalla direzione opposta)

Il potere del marketing a volte mi spaventa. Pensate cosa succederebbe se ad un certo punto si mettessero a cercare di vendere un Paese mediorientale messo in ginocchio da 10 anni di sanzioni come la maggior minaccia alla pace mondiale.

Whoops.

War is peace; freedom is slavery; ignorance is strength; Diana is the People's Princess.

14 agosto 2007

Io gli stranieri li deporterei tutti


M. é il responsabile principale del fatto che io e Mrs. Inminoranza abitiamo a East Finchley. Quando siamo venuti a farci un giro da queste parti, stanchi dei prezzi esorbitanti (e ingiustificati) di Highgate, ci siamo fermati in un deli shop dal nome italiano sulla via principale, ed M. ci ha salutati in italiano, preparato un caffé espresso impeccabile, mostrato le rarissime merci in vendita, dalle mozzarelle di bufala alla pastina all'uovo per il brodo del sabato, dai sottoli Saclà ai panettoni Bauli (ok, era luglio, ma non sottilizziamo). Quello che ci ha veramente colpiti era il fatto che un quartiere di Londra avesse conservato abbastanza identità da villaggio di campagna da avere una collezione di posti del genere, dove i clienti entravano chiamando il proprietario per nome, attaccavano discorso con i nuovi arrivati, dove il bobby di pattuglia si affacciava per salutare. Questa é tuttora la cosa che mi piace di più di East Finchley - l'atmosfera vagamente da paese in un sobborgo della metropoli più tentacolare d'Europa.

Naturalmente il negozio di M. era una tappa obbligata ogni mattina, di strada verso la stazione della metropolitana (o in bicicletta verso la City); e con la frequentazione ho scoperto una tipologia di italiano all'estero che ho creduto per lungo tempo, fino ad una discussione sul blog di Restodelmondo, essere un caso unico: quella del leghista all'estero.

Io non lo sapevo, ma la Lega Nord, movimento anti-immigrati per eccellenza, ha una sezione londinese. Una sezione di italiani immigrati a Londra. Giuro. L'ha fondata M.

Da bravo leghista, M. ha le sue simpatie ed antipatie. Tipo, apprezza la maggior parte degli abitanti di Rovigo. Odia tutti gli altri. Odia gli inglesi, colpevoli di non essere padani prima di tutto, e poi di non essere abbastanza razzisti: Londra era una città meravigliosa e vivibile quando la polizia massacrava di botte gli immigrati, negli anni '60 e '70, ma da allora é andato tutto in malora per colpa del multiculturalismo e dei socialisti nella polizia.

Come buona parte della stampa di destra e di estrema destra inglese (fedelmente riportata da Repubblica e dall'Unità) M. odia Tony Blair, socialistadimerda che ha estromesso quel sant'uomo di John Major, che invece M. adora per aver causato il crollo del mercato immobiliare e l'ondata degli sfratti: e sì, perché M ha venduto casa per 100.000 sterline qualche mese prima del crollo, poi al crollo il nuovo proprietario, come decine di migliaia di inglesi incoraggiati fino al giorno prima dal governo, s'é trovato un mutuo che non era più garantito dal valore della casa, la banca gli ha imposto di rientrare, lui non ce l'ha fatta e s'é trovato in mezzo a una strada, e M. ha ricomprato la casa dalla banca a ventimila sterline in meno di quel che l'aveva venduta. Gli vengono ancora i lucciconi di commozione quando ci ripensa, credo più per il pensiero dell'altro tizio messo in mezzo a una strada che per le ventimila sterline in sé.

Poi odia Blair perché ha reso Londra una città cosmopolita: una volta qui "ristorante di lusso" voleva dire che per antipasto invece dei baked beans on toast ti davano il cocktail di scampi; adesso i pub fanno la serata thailandese e Asda, il supermarket dei poveri, vende olio d'oliva greco e pasta da coltivazioni biologiche di grano duro prodotta sulla Murgia barese o nel napoletano; il bravo leghista sente cosmopolita e pensa lobby mondialiste con tutto quel che ne consegue - e soprattutto, da quando i londinesi hanno cominciato ad apprezzare Chablis e Barbera d'Asti, vendere Tavernello a prezzi da orefice é diventato virtualmente impossibile.

M., dicevamo, odia gli immigrati. Uno penserebbe, e certo, é cittadino europeo, lui non si considera un vero immigrato, ce l'ha con quelli che vengono dal Pakistan o dall'Uganda. Magari! Il mistero del leghista all'estero é che lui non odia solo pakistani e ucraini e albanesi, odia pure gli europei. Vuole l'uscita dell'UK dall'Unione, odia Blair perché é europeista e con l'apertura delle frontiere ha riempito Londra di gentaglia, francesi, tedeschi, spagnoli e persino terroni! M. da bravo leghista si considera appartenente alla razza superiore per antonomasia, e quindi é consapevole di avere pieno diritto a vivere dove vuole: lui non é un immigrato, é padano - sono certo che se veramente il governo inglese mettesse in pratica i provvedimenti che a lui piacerebbero tanto, M. sarebbe assolutamente esterrefatto di dover essere risbattuto a Rovigo.

Il 7 luglio 2005, dopo svariate peripezie, sono riuscito a rifugiarmi nel suo deli shop per un caffé, e mi son dovuto sorbire un'estenuante tirata a due fra M. e un anzianissimo lettore del Daily Telegraph, probabilmente, come dice Palmiro, un colonnello in pensione con baffi a manubrio - un dolce duetto in cui ognuno rincarava la dose dell'altro a proposito di come la colpa delle bombe fosse (ovviamente) di Tony Blair che avrebbe dovuto essere in galera - ma mica per via dell'Iraq, che insomma, se ne potrebbe pure discutere: no, era colpa sua perché trent'anni fa i negri se ne stavano al posto loro, la polizia non faceva tanti complimenti, se solo vedevano uno di quelli qui sulla High Road intanto lo portavano in stazione di polizia e usciva domani mattina con qualche osso rotto, così imparava a stare al suo posto. Poi sono arrivati i laburisti e hanno rovinato tutto, e allora le bombe se le meritano, così magari imparano di nuovo a fare un po' di pulizia per le strade.

A volte ho il sospetto che M. torni a casa, la sera, e si bastoni da solo davanti allo specchio. Un po' mi preoccupa - se si manda in ospedale, io poi la pastina all'uovo da dove la compro?

29 luglio 2007

La flessibilità (reprise). Ovvero: Mitte pecuniam tuam ubi bucca est

Premessa e disclaimer: questo é un post pieno di bestemmie ed affermazioni contro la morale, quindi le persone impressionabili si astengano.

Premessa numero due: la frase a sottotitolo di questo post é quella che un giorno, quando mi faranno nobile, apparirà sullo stemma del mio casato (un monitor con un pinguino, un Barrett M82 e la testa di un utonto, su campo di BSOD). Spero di spiegare il perché nel corso di questo post.

Il post che ho scritto sulla flessibilità, la mia in particolare, credo abbia dato luogo a qualche fraintendimento. Intanto l’incipit, ci tengo a dirlo subito, era ironico: non è che fino a quando sentivo parlare di downsizing e flessibilità al telegiornale mi stava bene e quando poi è toccato a me ho avuto la conversione sulla via di Damasco. Le cose sono un po’ più complicate di così. Intanto non credo che la flessibilità vada bene per tutti; va bene per me, perché ho scelto così e perché sul lungo termine mi conviene; non va bene se sei un operaio della Rover e ti ritrovi in mezzo a una strada perché il governo inglese non vuole cacciare una cifra per salvare l’azienda pari al costo di un giorno di guerra in Iraq; va ancora meno bene in Italia, dove il concetto di ammortizzatore sociale è la stanza da letto degli ospiti di papà e mamma.

Quando sono venuto qui a Londra a fare questo lavoro, l’ho fatto perché si guadagnava bene e perché le soddisfazioni e le opportunità erano molte. A fronte di questo c’era un prezzo da pagare, ed era quello di accettare una forma forte di flessibilità sul lavoro. Certo è un gioco pericoloso, e ti tocca scommettere di essere abbastanza in gamba da poter trovare subito qualcos’altro se, come mi è appena capitato, la tua ditta decide di non avere più bisogno di te; nessuno ti obbliga a fare questa scommessa – c’è un milione di lavori più garantiti e sindacalizzati di questo. Meno pagati, certo, con minori opportunità di carriera, ma di gran lunga più sicuri. Se sei un operaio della Rover, comunque, la compagnia chiude solo dopo che per 10 anni si sono esplorate tutte le vie, e chiude solo in presenza, appunto, di forti ammortizzatori sociali e di un impegno pubblico forte a creare soluzioni alternative (non è un caso che oggi praticamente nessuno di quegli operai sia disoccupato, non solo, nessuno è un precario alla maniera italiana); se sei un informatico della City, nessuno muove un dito per te, ed è giusto così, perché guadagnare due o tre volte quel che guadagna l’operaio suddetto non può venire senza contropartite. Non solo: guadagni quel che guadagni anche grazie all’assenza di certe garanzie. Ancora, nessuno è obbligato ad accettare, non stiamo parlando di soggetti deboli e ricattabili.

La frase che fa da sottotitolo al post é ovviamente la traduzione latina (a braccio, e sono arrugginito: astenersi puristi) del modo di dire inglese (e americano) put your money where your mouth is, che ha sempre rappresentato per me un principio di fondamentale importanza. Non ho una grande opinione di chi tesse le lodi di un sistema solo finché a fare le spese delle conseguenze negative sono gli altri; l’esempio negativo classico, per me, sono i negozianti baresi che andavano a manifestare in piazza contro i supposti “privilegi” dei dipendenti pubblici, come ad esempio la pensione, e in nome del liberismo, tranne poi aspettarsi che l’intera città insorgesse in loro difesa quando Auchan e Oviesse e Carrefour cominciarono a fare loro “concorrenza sleale” (i.e. applicare ricarichi sotto il 150%). Se non altro per questo motivo, al di là di ogni altra considerazione, troverei immorale levare adesso alti lamenti contro i mali della flessibilità applicata al sottoscritto in questo contesto.

In fin della fiera, non sono mai stato un tifoso arrabbiato di un mercato del lavoro interamente flessibile: in Italia, per esempio, l’introduzione della flessibilità spinta in un mercato del lavoro malato ha creato un disastro, da un lato una generazione di servi della gleba senza possibilità di crescita, dall’altra imprenditori incapaci che hanno creduto di aver trovato il Santo Graal in una forza-lavoro a basso costo, intercambiabile, poco qualificata e poco remunerata, col risultato facilmente prevedibile di farsi surclassare da Cina e India. Quello che ho sempre pensato è che in un mercato del lavoro sano possano esistere ed esistano settori in cui si possa scegliere di essere flessibili con vantaggi reciproci per lavoratori e datori di lavoro; e questa realtà non cambia neanche se resto a casa a fare coccole al mio gatto e manutenzione straordinaria alla mountain bike e alla rete di casa per un paio di settimane. Per la precisione, questa realtà non cambia proprio perché resto a casa per non più di un paio di settimane.

P.S. Una nota a margine per Miguel Martinez, dovesse ripassare per questo blog. Nel tuo post definisci ironicamente Londra come "il migliore dei mondi"; c'é della meta-ironia in questo, perché tutto sommato ti avvicini molto a dire la verità. Londra é il migliore dei mondi per chi, come me, crede che il liberismo selvaggio sia un'aberrazione mostruosa; l'Italia, col suo precariato, con la disperazione della disoccupazione, con la lotta fra poveri per la difesa di pochi, miseri privilegi, é il migliore dei mondi per il capitalismo più beceramente sfruttatore. Un mondo in cui il precariato viene scelto, e compensato profumatamente, non é il paradiso degli sfruttatori; quello lo trovi dove il precariato viene imposto e sfruttato.

P.P.S. Grazie comunque del complimento. Superciuk da una parte e Bob Rock dall'altra sono sempre stati i miei eroi.