14 agosto 2007

Io gli stranieri li deporterei tutti


M. é il responsabile principale del fatto che io e Mrs. Inminoranza abitiamo a East Finchley. Quando siamo venuti a farci un giro da queste parti, stanchi dei prezzi esorbitanti (e ingiustificati) di Highgate, ci siamo fermati in un deli shop dal nome italiano sulla via principale, ed M. ci ha salutati in italiano, preparato un caffé espresso impeccabile, mostrato le rarissime merci in vendita, dalle mozzarelle di bufala alla pastina all'uovo per il brodo del sabato, dai sottoli Saclà ai panettoni Bauli (ok, era luglio, ma non sottilizziamo). Quello che ci ha veramente colpiti era il fatto che un quartiere di Londra avesse conservato abbastanza identità da villaggio di campagna da avere una collezione di posti del genere, dove i clienti entravano chiamando il proprietario per nome, attaccavano discorso con i nuovi arrivati, dove il bobby di pattuglia si affacciava per salutare. Questa é tuttora la cosa che mi piace di più di East Finchley - l'atmosfera vagamente da paese in un sobborgo della metropoli più tentacolare d'Europa.

Naturalmente il negozio di M. era una tappa obbligata ogni mattina, di strada verso la stazione della metropolitana (o in bicicletta verso la City); e con la frequentazione ho scoperto una tipologia di italiano all'estero che ho creduto per lungo tempo, fino ad una discussione sul blog di Restodelmondo, essere un caso unico: quella del leghista all'estero.

Io non lo sapevo, ma la Lega Nord, movimento anti-immigrati per eccellenza, ha una sezione londinese. Una sezione di italiani immigrati a Londra. Giuro. L'ha fondata M.

Da bravo leghista, M. ha le sue simpatie ed antipatie. Tipo, apprezza la maggior parte degli abitanti di Rovigo. Odia tutti gli altri. Odia gli inglesi, colpevoli di non essere padani prima di tutto, e poi di non essere abbastanza razzisti: Londra era una città meravigliosa e vivibile quando la polizia massacrava di botte gli immigrati, negli anni '60 e '70, ma da allora é andato tutto in malora per colpa del multiculturalismo e dei socialisti nella polizia.

Come buona parte della stampa di destra e di estrema destra inglese (fedelmente riportata da Repubblica e dall'Unità) M. odia Tony Blair, socialistadimerda che ha estromesso quel sant'uomo di John Major, che invece M. adora per aver causato il crollo del mercato immobiliare e l'ondata degli sfratti: e sì, perché M ha venduto casa per 100.000 sterline qualche mese prima del crollo, poi al crollo il nuovo proprietario, come decine di migliaia di inglesi incoraggiati fino al giorno prima dal governo, s'é trovato un mutuo che non era più garantito dal valore della casa, la banca gli ha imposto di rientrare, lui non ce l'ha fatta e s'é trovato in mezzo a una strada, e M. ha ricomprato la casa dalla banca a ventimila sterline in meno di quel che l'aveva venduta. Gli vengono ancora i lucciconi di commozione quando ci ripensa, credo più per il pensiero dell'altro tizio messo in mezzo a una strada che per le ventimila sterline in sé.

Poi odia Blair perché ha reso Londra una città cosmopolita: una volta qui "ristorante di lusso" voleva dire che per antipasto invece dei baked beans on toast ti davano il cocktail di scampi; adesso i pub fanno la serata thailandese e Asda, il supermarket dei poveri, vende olio d'oliva greco e pasta da coltivazioni biologiche di grano duro prodotta sulla Murgia barese o nel napoletano; il bravo leghista sente cosmopolita e pensa lobby mondialiste con tutto quel che ne consegue - e soprattutto, da quando i londinesi hanno cominciato ad apprezzare Chablis e Barbera d'Asti, vendere Tavernello a prezzi da orefice é diventato virtualmente impossibile.

M., dicevamo, odia gli immigrati. Uno penserebbe, e certo, é cittadino europeo, lui non si considera un vero immigrato, ce l'ha con quelli che vengono dal Pakistan o dall'Uganda. Magari! Il mistero del leghista all'estero é che lui non odia solo pakistani e ucraini e albanesi, odia pure gli europei. Vuole l'uscita dell'UK dall'Unione, odia Blair perché é europeista e con l'apertura delle frontiere ha riempito Londra di gentaglia, francesi, tedeschi, spagnoli e persino terroni! M. da bravo leghista si considera appartenente alla razza superiore per antonomasia, e quindi é consapevole di avere pieno diritto a vivere dove vuole: lui non é un immigrato, é padano - sono certo che se veramente il governo inglese mettesse in pratica i provvedimenti che a lui piacerebbero tanto, M. sarebbe assolutamente esterrefatto di dover essere risbattuto a Rovigo.

Il 7 luglio 2005, dopo svariate peripezie, sono riuscito a rifugiarmi nel suo deli shop per un caffé, e mi son dovuto sorbire un'estenuante tirata a due fra M. e un anzianissimo lettore del Daily Telegraph, probabilmente, come dice Palmiro, un colonnello in pensione con baffi a manubrio - un dolce duetto in cui ognuno rincarava la dose dell'altro a proposito di come la colpa delle bombe fosse (ovviamente) di Tony Blair che avrebbe dovuto essere in galera - ma mica per via dell'Iraq, che insomma, se ne potrebbe pure discutere: no, era colpa sua perché trent'anni fa i negri se ne stavano al posto loro, la polizia non faceva tanti complimenti, se solo vedevano uno di quelli qui sulla High Road intanto lo portavano in stazione di polizia e usciva domani mattina con qualche osso rotto, così imparava a stare al suo posto. Poi sono arrivati i laburisti e hanno rovinato tutto, e allora le bombe se le meritano, così magari imparano di nuovo a fare un po' di pulizia per le strade.

A volte ho il sospetto che M. torni a casa, la sera, e si bastoni da solo davanti allo specchio. Un po' mi preoccupa - se si manda in ospedale, io poi la pastina all'uovo da dove la compro?

16 commenti:

Palmiro Pangloss ha detto...

Mi chiedo perche' continui a frequentare quel negozio, a chi mi sta sulle palle per qualsiasi motivo i miei soldi non li do. BTW, il lettore del Telegraph probabilmente ha servito nella British Indian Army, quelli sono i peggiori.

restodelmondo ha detto...

da quando i londinesi hanno cominciato ad apprezzare Chablis e Barbera d'Asti, vendere Tavernello a prezzi da orefice é diventato virtualmente impossibile.
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Ecco, appunto. Secondo me questo spiega molte cose (compreso il troll del mio post - a proposito, Palmiro, c'è un bel rissone in corso, se vuoi entrarci anche tu sei il benvenuto, secondo me ti ci trovi bene - mi spiace solo che non si vedano gli avatar).

Con il multiculturalismo non puoi far più il servo furbetto del padrone di pura razza nordica che dipende da te per aver contatti col mondo. Il padrone prende e va alla degustazione di Shiraz californiano, e quando torna col Tavernello puoi innaffiarci le piante. E di colpo ti senti come il cicisbeo di un Duca scemo di Versailles il giorno dopo la Fuga a Varennes.

Eugenio Mastroviti ha detto...

Palmiro: in effetti Mrs. Inminoranza già da tempo boicotta il negozio. Io ci passo ogni tanto più che altro per ragioni di curiosità scientifica. E per la pastina all'uovo.

Restodelmondo: non potresti avere più ragione. E a proposito, verso i primi di settembre dovremmo considerare l'opportunità di un giro in quel di Vinopolis per una serata di degustazioni.

Claudio ha detto...

eugenio: seguira' contatto in mail per info su estate agencies etc Dici che il troll del rissone e' davvero in uk? sto iniziando a dubitare..

commento sul rissone: 72 post. No,dico, 72!! centocentocento...

Tra l'altro, una cosa che ho iniziato ad apprezzare stando qua, son proprio i vini sudafricani ed australiani, che mi han spesso stupito (piacevolmente)
Ma il tappo a vite ancora no, non riesco a digerirlo....

Domanda: Vinopolis?

restodelmondo ha detto...

Vinopolis! Non appena consegno la dissertation: Vinopolis!

E grazie al troll, con i commenti siamo a 80. Secondo me è in UK, anche se vive in una sua LittleItaly personale da circa trent'anni. Se Eugenio (a proposito, la tua casella di gmail non va - ma una mail dovrebbe esserti arrivata) e PaoloB riescono a trovarsi in tutto quel bailamme, e addirittura a fare una micro-agenzia di collocamento per bofh italiani in esilio, abbiamo di che fare buon brindisi.

Palmiro Pangloss ha detto...

@Restodelmondo: arrivo.

Eugenio Mastroviti ha detto...

Claudio: Vinopolis

RdM: sei un angelo. Speriamo bene, sarebbe carino fare da testa di ponte BOFHesca. Oh, se conoscete qualcuno in cerca, mandatemelo in questa direzione. La mia casella di gmail non va perché é emastroviti, non eugenio

Claudio ha detto...

ehm, mi spiegate BOFH?....

eugenio et alter: vinopolis molto interessante :)

Eugenio Mastroviti ha detto...

Claudio: BOFH: Bastard Operator From Hell. Il sysadmin satanico per definizione, i cui strumenti di lavoro sono una tastiera, una potentissima elettrocalamita ed un pungolo elettrico per il bestiame.

Vedi qui per i brani originali e qui per la saga moderna (comincia dal basso con gli archivi)

Allora per Vinopolis conti di essere dei nostri?

Palmiro Pangloss ha detto...

@Claudio: Da mediterraneo tradizionalista, quindi ormonalmente legato al sughero, il tappo Stelvin cosi' come i tappi in silicone mi lasciano mooolto perplesso. Se pero' il vino non e' destinato all'invecchiamento non c'e' sulla di male. Anche perche', insomma, tecnicamente il tappo migliore sarebbe il tappo a corona...

Yoshi ha detto...

rovigo = la provincia sfigata economicamente depressa del veneto
i rovigoti (i rodigini) = i tamarri terroni del veneto

un veronese ha parlato :)

Claudio ha detto...

@Eugenio: scemo io, l'ho letta e riletta, chissa' dove avevo la testa

@Palmiro: e' fisiologico. Riesco ad accettare i tappi in silicone per i vini giovani, come dici giustamente, ma vite o corona proprio no. Perche' corona sarebbe migliore?

@vinopolis: certo che si, io saro' assente solo da domani a domenica, causa breve visita in terra natia

Shylock ha detto...

Una mia mezza-parente, napoletana emigrata a Long Island, ha piantato un casino senza precedenti col suo datore di lavoro, un supermarket dove lei fa la cassiera o qualcosa del genere, perché l'azienda aveva assunto lo spagnolo come "lingua ufficiale", dato che l'unica non ispanica è lei.

Alla fine, dopo aver messo in mezzo i sindacati (e dopo averci rotto le palle 20 anni con la storia "in Italia siete nella merda perché avete i sindacati, fate sempre sciopero e non lavorate") e tutta l'iconografia "proud to be American" in bumper stickers, matita, bandierine da scrivania e spilline... a fatto sì che l'azienda capitolasse e ritornasse ad utilizzare l'inglese (da lei parlato nella variante "scugnizza del Queens") come zio Sam comanda.

Saluti,
A.

Palmiro Pangloss ha detto...

@Claudio: e' migliore perche' sperimentalmente s'e' dimostrato migliore. Non conosco ragione migliore :-D

claudio ha detto...

@Palmiro: e quando la logica si fa stringente, la gola ti si strozza. Mo' cerco, son proprio curioso. Poi dicon che sui blog non si impara, giuro che pensavo fosse tipo il silicone...

Uriel ha detto...

Il suo discorso e' semplicemente: "Londra l'ho vista prima io, e' tutta mia".

Uriel