08 gennaio 2008

W i caucus


A ragionarci a mente fredda, sono assolutamente esterrefatto, ammirato, basito (inserire altri verbi esprimenti stupefatta ammirazione) dell'istituzione americana dei caucus - non che ne caldeggi l'adozione da qualche altra parte, beninteso, visto che esportati quasi in qualunque Paese europeo produrrebbero solo disastri, brogli e probabilmente tumulti di piazza; ma dove sono, per così dire, incistati nella tradizione democratica sono un fenomeno assolutamente stupefacente.

I caucus sono, fondamentalmente, riunioni più o meno informali di sostenitori e attivisti di un partito, indette per il giorno della selezione del candidato presidenziale o congressuale del partito. La riunione deve iniziare per regolamento un'ora prima del momento in cui effettivamente i voti vengono contati: un'ora durante la quale attivisti e rappresentanti dei vari candidati cercano di convincere i convenuti a votare per questo o quel candidato. La discussione è aperta ed accesa, il voto è palese e vincolante (democratici) o segreto e consultivo (repubblicani, anche se raramente il partito osa ignorare il risultato), e i risultati sono spesso, rispetto alle elezioni tradizionali, molto sorprendenti.

Il caucus esprime il voto degli elettori più motivati, lo zoccolo duro di un partito, disposti ad andare nella sala della parrocchia, o nella biblioteca pubblica, e a passarci un'ora ascoltando e spesso partecipando a discussioni; un impegno molto maggiore che fermarsi al seggio elettorale tornando dal lavoro; così, un'elezione tradizionale di solito va a chi ha investito di più in propaganda, in spot accattivanti, in manifesti sulla strada che porta al seggio, mentre la vittoria nei caucus va al candidato che riesce ad essere (o a mostrarsi) più vicino a quelli che dovrebbero essere gli ideali fondativi del partito: e così Mike Huckabee, fondamentalista cristiano, praticamente un Bush onesto - e pertanto ancora più pericoloso, come i fanatici sono sempre più pericolosi dei corrotti - vince la nomination in Iowa contro Mitt Romney, telegenico e straricco, che aveva speso venti volte più di lui, e contro Giuliani, repubblicano liberal e pro-choice, e Barack Obama (che, Uriel, non è esattamente un imbecille - almeno non più di quanto lo siano gli altri candidati, e per lo meno, a differenza di Ron Paul, non vuole mettere fuorilegge l'aborto e l'omosessualità, non prende soldi dai nazisti e non considera il Far West l'età dell'oro degli USA) vince contro l'invincibile Hillary Clinton contrapponendo un messaggio kennediano al centrismo esasperato di Hillary che data per scontata l'eredità del marito, che avrebbe dovuto consegnarle senza sforzo lo zoccolo duro del partito democratico, si è gettata alla caccia del corrispettivo USA del voto mastelliano.

Ai caucus, insomma, sembra vincere il candidato più vicino, nel bene e nel male, all'anima di un partito piuttosto che a quella dei finanziatori.

Peccato che i caucus si tengano solo, mi pare, in due o tre Stati. In altre parole, prepariamoci ad un'elezione Clinton contro Romney.

P.S. L'ho detto, il giorno che importano i caucus in Europa io me ne vado a vivere in Mongolia. Il voto palese, per alzata di mano, in duemila chiesette e biblioteche e scuole elementari sparse per tutto lo Stato  può andare dove la tradizione di rispetto della democraticità di quest'atto ha un valore più forte di quello di una legge, un valore conferitole da duecento anni di storia. Tremo al solo pensiero di cosa sarebbe un caucus del piddì italiano a Foggia o a Busto Arstizio: truppe cammellate mastelliane, imbecilli dei centri sociali, candidati senza volto, rifiuto di votare finchè non si risolve il problema della Palestina o degli uscieri alla Regione (a seconda di chi si rifiuta), cazzotti, risse, matrimoni falliti perchè quella stronza mi aveva promesso che votava per mio cognato e poi ha alzato la mano quando hanno detto il nome del cugino del lattaio... perlamordiddio. Tanto vale decidere i candidati direttamente a Porta a Porta.


3 commenti:

restodelmondo ha detto...

Anche in UK e - a occhio - in Germania potrebbe funzionare, dài, non sarei così pessimista sull'Europa. (Sempre che l'UK sia Europa, ovviamente.)

Uriel ha detto...

Eugenio: che BarackObama sia o meno un imbecille e che Hillary Clinton sia o meno una cretina e' irrilevante, visto che il loro principale contenuto informativo e' di essere una donna ed un negro.

Ed e' qui il problema: Barack e' imbecille per il fatto di venire visto e votato come un il primo negro presidente e non come il primo a dare una sanita' pubblica universale, e Hillary Clinton e' una cretina perche' non e' la presidente che vuole continuare con la politica classica del clan Kennedy , ma e' la prima donna presidente.

Se anche dovessimo scegliere tra Einstein e Sen, sarebbero un imbecille ed un cretino nel momento in cui il criterio mediatico fosse "il primo ebreo presidente USA" contro "il primo presidente USA che ama il Basmati".

Onestamente penso che entrambi (Barack e la Clinton) abbiano un programma obsoleto che elude alcune sfide importanti, ma questo non importa nulla, perche' il dato di fatto che ha la maggior magnitudo sui media e' che Obama e' nero e la Clinton e' una donna, cosa che di fatto copre lo spettro politico dei commentatori politici.

Quindi, Obama e' un imbecille e la Clinton e' una cretina, nella misura in cui si tratta di un dato che pochissimi misurano, preferendo constatare le gonadi della Clinton e la pelle di Obama. Di fatto , un dibattito politico che tiene conto della pelle o del sesso non fa altro che azzerare lo spessore dei politici.

Per questo ho scritto che trovo interessante come tutti notino che un negro sfidi una donna e nessuno faccia caso al fatto che un imbecille sfidi una cretina: il senso della frase e' quello che alle informazioni estetiche viene dato un peso tale da soverchiare o affiancare le altre. Il resto e' linguaggio, e a me piace molto Twain.

Per il resto, a governare sara' uno staff, il programma dei partiti si forma in maniera non monarchica, Obama e' la faccia di uno schieramento e la Clinton e' la faccia del clan Kennedy. I loro programmi vengono da un estabilishment, non certo da loro.

Magari Obama e' davvero un imbecille e la Clinton una cretina, che ne sai.Un po' come Bush: magari si sente donna, ma lui e' la faccia di uno schieramento teocon e non puo' dirlo.

Uriel

Uriel ha detto...

non vuole mettere fuorilegge l'aborto e l'omosessualità,
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Solo una precisazione: Ron Paul vuole delegare questa cosa alle amministrazioni dei singoli stati, non metterle fuorilegge.

Per quanto riguarda la cosa dell'eta' dell'oro, siamo la nazione che considera ancora una nazione su base tribale , a cultura animista, fondata su un mix di schiavismo e militarismo come uno dei massimi della civilta' umana, solo perche' ci hanno lasciato un vecchio stadio nel centro di Roma.

Ti consiglio di leggere Henry David Thoreau prima di sparare su Ron Paul, lui viene da quel mondo li'.