18 agosto 2008

Pace in Georgia


Avete notato una impressionante particolarità del conflitto in Georgia? Per la prima volta forse nella storia un'invasione militare di enormi proporzioni come quella russa, con scontri di mezzi corazzati e l'uso di bombardieri strategici non ha causato neanche una vittima civile.

Almeno, questo è quello che si può capire seguendo gli eventi sulle principali fonti di informazione "pacifiste": Peacereporter, STWC, CND e simili. Quando si parla di vittime civili, si fa sempre e solo riferimento a quelle presumibilmente causate dall'esercito georgiano: la Russia ha bombardato a tappeto con i Tu-22 i concentramenti di truppe georgiane nelle città di frontiera, ma sembra aver usato bombe superintelligenti le cui schegge girano attorno ai civili per colpire solo militari.

Che i pacifisti occidentali fossero in larga maggioranza alla bancarotta morale non è, purtroppo, una novità. Pronti a correre in difesa di fascisti di ogni sottospecie, attenti a difendere l'inviolabile diritto delle ragazzine afghane ad essere bruciate nelle scuole o a vedere i loro insegnanti assassinati, entusiasti nel negare pulizie etniche e genocidi a patto che i loro autori siano disposti a fare qualche rumorino anti-occidentale, sono tutto sommato pacifisti quanto Donald Rumsfeld, con cui condividono la propensione a definire "vittime civili" solo quelle causate da quella che hanno deciso di identificare come l'altra parte; e adesso, per qualche motivo, hanno preso posizione più o meno apertamente in favore della Russia di Vladimir Putin. Alcuni l'hanno fatto perchè Shaakashvili è filo-occidentale, con tutto il solito contorno di diffamazione ai danni di Human Rights Watch e delle altre ONG che hanno commesso l'imperdonabile crimine di appoggiare la rivolta da lui capeggiata; altri perchè Putin sarebbe un vero comunista - a quanto pare ci sono militanti che si dicono di sinistra quando non addirittura marxisti duri e puri, che credono che imporre limitazioni autocratiche alla democrazia, fare fuori qualche giornalista o dissidente espatriato, esercitare un controllo statale/personale sulle attività produttive strategiche e perseguire una politica estera vagamente antioccidentale (poco importa che l'antioccidentalismo sia semplicemente conseguenza dello scontro fra opposti imperialismi) equivalga a "comunismo". Quale che sia la ragione, la compattezza della sinistra radicale e dei gruppi pacifisti è impressionante, di gran lunga superiore a quella dei media mainstream alla vigilia dell'invasione dell'Iraq nel 2003. In ultima analisi, le differenze fra la Stop The War Coalition e Sean Hannity di Fox News si riducono a quali modelli di carro armato sono disposti a salutare festosamente quando li vedono passare.

P.S. Mi sembra il caso di precisare che quanto sopra prescinde dalle ragioni e dai torti di questa guerra: l'esercito georgiano ha aperto il fuoco su una forza di interposizione che aveva un mandato internazionale, e la reazione russa è niente di più di quel che si dovrebbe fare, che si sarebbe dovuto fare, in ogni simile occasione: in Bosnia, in Ruanda, in Darfur. Il messaggio dovrebbe essere, sempre e comunque, che chi apre il fuoco su una forza di interposizione, o viola un accordo di cessate il fuoco, deve aspettarsi una reazione, una rappresaglia da parte di forze soverchianti. Aprite il fuoco sulle forze di pace e verremo a prendervi, dovunque siate, usando 10 volte la forza necessaria. Come hanno fatto i russi. Il problema non è se i russi abbiano ragione o torto, ma la profonda disonestà intellettuale di chi sul Kosovo riportava testimonianze false ed oggi sulla Georgia riporta notizie identicamente false, ma nell'altra direzione.

P.P.S. Sempre su Peacereporter: qualcuno legga questa cosa qui e mi dica, per carità, che l'articolo è ironico ma in maniera troppo sottile per me.

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Did anyone notice an interesting detail of the conflict in Georgia? Possibly for the first time in history, a major military invasion with armoured clashes and carpet bombings by strategic bombers has caused no civilian casualties.

At least, that's what one would assume if the followed the events through the major "pacifist" news sources - Peacereporter, CND, STWC and the like. When they talk about civilian casualties it's only in reference to those allegedly caused by the Georgian Army - Russia has carpet-bombed troop assembly areas in border cities with Tu-22 horizontal supersonic bombers, but it appears they used super-smart bombs whose shrapnel can dodge and weave around civilians and only hit military personnel.

That Western pacifists are in majority morally bankrupt will not strike many as news. Ready to rush to the rescue of all kinds of fascists, careful in their defence of the inalienable right of Afghan schoolgirls to be burned in their schools, or to watch their teachers being gunned down, enthusiastic in their denial of ethnic cleansings and genocides - provided that their authors are willing to make a few anti-western noises - they are all in all as peace-loving as Donald Rumsfeld, with whom they share the propension to label "civilian casualties" only those caused from what they identify as the other side; and now, for some reason, they have taken position in favour of Vladimir Putin's Russia. Some did it because Shaakashvili appears to be pro-West and therefore must be evil - cue the usual onslaught of ridiculous accusations and conspiracy theories against HRW and the other NGOs guilty of supporting the revolt he headed; others because apparently Putin is a true communist - there seem to be some leftwing, or even through and through Marxist, militants who think that imposing limitations on democracy, murdering the odd journalist or expatriate dissident, maintaining State (or personal) control over strategic industrial sectors and pursuing a generally anti-Western foreign policy (never mind that its anti-westernism is simply the result of a clash of imperialisms) is the essence of communism. Whatever the reason, the uniformity of opinions across the militant left/pacifist front puts to shame the alleged subservience of the mainstream media to the Bush administration on the eve of the 2003 Iraq invasion. Bottom line, the difference between the Stoppers and Fox's Sean Hannity seems reduced to the model of the tanks they are willing to cheer on.

P.S. I should point out that the above does not constitute an argument in favour or against the Russian intervention in Georgia: one could point out that the Georgian Army opened fire on a peacekeeping force with an international mandate, and the Russian reaction was what it should be, what it should have been, in every such occasion: in Bosnia, in Rwanda, in Darfur. The message should be, always, that whoever opens fire on a peacekeeping force, whoever violates a ceasefire, must expect an overwhelming reaction. Open fire on our peacekeepers and we'll come and get you, using 10 times the necessary force. As the Russians did. The problem is not whether the Russians are right or wrong, but the appalling dishonesty of those who, during the Kosovo war, had no qualms reporting absolute falsehoods, and now on Georgia alter the truth the opposite way to score political points. (The article on the Kosovo bombings was all over the place in Italy in '99, the link is the only English translation I could find)

17 commenti:

Miguel Martinez ha detto...

Però, non capisco.

Ci sono tre livelli in questa questione.

Il primo, e fondamentale, è cosa vivono e chi sono gli osseti, gli abkhazi, i kartveli, ma anche gli altri popoli della Transcaucasia.

Il secondo è la speculazione delle varie potenze su quei popoli.

Il terzo è "cosa ne pensa la sinistra".

Che, ricordiamo, è una litigiosa combinazione di iscritti alle bocciofile emiliane, duecento piccoli Lenin di mezza età e qualche brava signora che si lamenta di come si stava meglio una volta.

Una roba che non ha più nemmeno un deputato, ha un piccolo quotidiano a perenne rischio di estinzione, riesce solo a organizzare inutili passeggiate di qualche migliaio di persone che si distribuiscono gli stessi illeggibili volantini a vicenda (con occasionale comparsa di qualche divertente punk).

Senza offesa, ma mi sembra che tu abbia scelto di occuparti dell'aspetto meno interessante di tutta la vicenda.

Yossarian ha detto...

Alcune considerazioni, brevi commenti e una premessa: finalmente un'opinione sensata sui fatti georgiani.Era ora. Passiamo al dunque: Putin al contrario di quanto afferma quel blog nemmeno delirante, ma semplicemente criminale, non e' un comunista. Putin e' un gangster (non a caso pappa e ciccia col Berlusca) e' la Russia del primo scorcio di 21simo secolo e' una cleptocrazia armata fino ai denti che vive dei proventi di gas e petrolio. Perfino la Russia di Nicola II ne esce meglio al confronto. I pacifisti e una parte ragguardevole della sinistra planetaria e qui mi dispiace miguel, ma il fenomeno non e' limitato a qualche bocciofila emiliana, sono ormai apertamente, come dice Nick Cohen, dei fascisti rossi pronti ad appoggiare la schiuma della terra a patto che sia antiamericana, antioccidentale e antisemita. Ergo, sono pericolosi, ergo, li caricherei tutti su una nave comandata da Gianni Vattimo Naomi Klein e Dario Fo che farei silurare al largo del Mar di Giava, notoriamente infestato da squali voracissimi. Staremmo tutti meglio, ci sarebbe meno gente in giro, spiagge meno affollate, e a Ferragosto, parcheggi liberi anche a Capalbio. Ciodetto, la mia opinione sul flashpoint Tblisi e' che un bauscia col cervello di Calderoli ha servito su un piatto d'argento un'occasione d'oro a una cricca di goodfellas che non aspettava altro, contando sull'intervento di un George Armstrong Custer che ha gia' avuto la sua Little Big Horn e che a tre mesi dalle elezioni che lo sloggeranno finalmente dalla Casa Bianca (conteranno l'argenteria quando se ne andra',come diceva Woody Allen a proposito di Nixon nel 'Dormiglione'?) non vuole passare alla storia come il pirla che ha scatenato la terza guerra mondiale. Quanto all'Europa, beh il nuovo Napoleone III (e la sua Poumpadur,dio,lo dico da musicista, tenete quella donna lontano dalle sette note,per carita',vi scongiuro)ha ottenuto una'altra 'peace in our times'che vale quanto quella di Chamberlain a Monaco, e che i russi non hanno la minima intenzione di rispettare. Ergo, l'Europa ha aggiunto un'altra figurina al suo gia' cospicuo album di figure di merda. Infine, ancora una volta m'improvviso Jack Ryan (che bello citare Tom Clancy, fa venire shock anafilattici agli intellettuali di sinistra, io nella mia biblioteca faccio sempre apposta a mettere Gramsci di fianco a Uragano Rosso,dovreste vedere le loro facce quando scoprono che non si tratta delle memorie di Georgi Zhukov.Assolutamente imperdibile)e mi avventuro in una considerazione di carattere militare. Dalle numerose foto del conflitto che mi sono dato la briga di esaminare, salta all'occhio, (almeno per i maiali guerrafondai come il sottoscritto che legge pure Jane's),che le divisioni meccanizzate russe che hanno partecipato all'invasione non sono esattamente formazioni di prima linea. In Giorgia sono entrate colonne corazzate composte da un'accozzaglia di vecchi, e vi assicuro modelli molto vecchi, di carri armati T72, piu' gli immancabili T55, piu' vari IFV BMP2, anch'essi piuttosto obsoleti, piu' i soliti trasporto truppe BTR-70 e 80, decisamente da buttare nel cesso. E i TU22 Blinder che hanno bombardato i concentramenti di truppe georgiane, Eugenio, sono bombardieri degli anni 60. Questo mi fa pensare che i russi avessero pianificato l'invasione da parecchio tempo e sapessero, memori delle botte che le loro divisioni di prima linea hanno preso in Cecenia, che sarebbe stata una passeggiata e che non valeva la pena di utilizzare il meglio del loro arsenale, poiche' non esisteva nemmeno il minimo rischio di un ipotetico confronto con l'occidente. Questo per chi al Pentagono e nelle cancellerie europee sa leggere tra le righe e' un ulteriore messaggio in codice dello zio Vladimir. "Posso permettermi di cancellare dalle mappe una nazione medio-piccola utilizzando un decimo della mia forza militare, io non rimango impantanato in Iraq. E non voglio la Nato oltre Varsavia." Tanto e' vero che quando si e' trattato di minacciare la Polonia,che non e' certo la Georgia, il nostro Don Vladimir Corleoneski ha agitato lo spettro di un attacco nucleare.


PS a proposito dei pacifisti occidentali mi viene in mente una frase di Churchill quando la Redgrave e compagni facevano il diavolo a quattro per impedire all'inghilterra di entrare in guerra contro la Germania sostenendo che alcune richieste tedesche erano tuttavia comprensibili: "I pacifisti applaudono i coccodrilli sperando di essere divorati per ultimi"

Palmiro Pangloss ha detto...

@Eugenio: ne consegue che l'ONU dovrebbe appaltare le operazioni di peacekeeping, peace enforcing et similia alle FFAA russe. Cosa che modestamente sostengo da un po'.

Uriel ha detto...

Ti farei presente che la georgia ha usato i BM-21, che sono artiglieria da saturazione, su una citta'. Il che configura sia il crimine di guerra che quello contro l'umanita', visto che il Bm-21 non puo' inquadrare alcun bersaglio perche' inquadra solo l'area da devastare.

Uriel

Eugenio Mastroviti ha detto...

@Uriel: noterai, infatti, che non ho affatto difeso l'innocenza della Georgia, e del resto i notiziari sono pieni delle vittime civili causate dall'esercito georgiano. Mi chiedevo solo come hanno fatto i russi a non tirar sotto neanche un cane randagio entrando in Georgia.

@Yossarian: strano, credevo che i Blinder li avessero messi in riserva/decommissionati da un pezzo, e che i Tu-22 di cui si parlava fossero Tu-22M.
Ma del resto i russi con l'hardware militare fanno come faccio io con l'hardware informatico, non buttano mai via niente finchè può sparare. Non mi stupirei di vedere qualche colonna di JS-1 alle grandi manovre, uno di questi giorni.

Uriel ha detto...

@Uriel: noterai, infatti, che non ho affatto difeso l'innocenza della Georgia, e del resto i notiziari sono pieni delle vittime civili causate dall'esercito georgiano. Mi chiedevo solo come hanno fatto i russi a non tirar sotto neanche un cane randagio entrando in Georgia.
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Il problema e' che ai russi non interessavano i civili, ma le infrastrutture portuali e mercantili. E poi, interessava l'esercito georgiano, cioe' interessava loro risarticolarlo.

E' verosimile che ci sia stato un bagno di sangue per i militari georgiani, ma difficilmente ammetteranno di non essere capaci neanche di badare a se' stessi, perche' cosi' facendo si giocano l'ingresso nella NATO, o lo allontanano fino al raggiungimento di determinati standard operativi.

Ammesso che la NATO accetti di far entrare un paese parzialmente occupato, si intende, perche' in questo modo sarebbe guerra *automatica*.

Credo che i russi abbiano scoperto come evitare che un paese entri nella nato: occuparne un pezzo.

Uriel

Eugenio Mastroviti ha detto...

Il problema e' che ai russi non interessavano i civili, ma le infrastrutture portuali e mercantili.

Rimane, per quanto ne so, il primo esercito della storia che ha colpito sempre e solo quello a cui mirava. Soprattutto quando si trattava di infrastrutture portuali e mercantili che, per loro natura, fanno parte di città.

Rimango dubbioso.

Yossarian ha detto...

@Eugenio, hai ragione tu, non sono stati affatto decommissionati. Il TU22, nelle varie configurazioni, e' un ottimo 'workhorse', un po' come il B52, nelle varie configurazioni. Del resto, Mr Andrei Tupolev, come Mr Mikhoyan Gurevich era un eccellente ingegnere aeronautico (il Mig 29, anche se non e' farina del suo sacco, e' uno dei design piu'incredibilmente belli della storia dell'aviazione, insieme al Phantom). Quanto all'uso del BM21 Grad, che poi non e' altro che la versione odierna della famosa Katyusha, sei sicuro della fonte? Non c'e'nessuna vis polemica nella mia domanda, e' solo che mi sembra strano.
@Uriel & Eugenio, il sottoscritto quando si tratta di qualsiasi cosa a est di Trieste non e' piu' sicuro di torti e ragioni, ma una cosa e' certa. Invadere una nazione confinante con la scusa che qualche migliaia di cittadini ivi residenti ha il passaporto della tua nazione ed e' vessata ingiustamente dagli 'occupanti'. e' esattamente cio' che ha fatto Hitler con il corridoio di Danzica...fate vobis

Uriel ha detto...

e' esattamente cio' che ha fatto Hitler con il corridoio di Danzica...fate vobis
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Respirare e' cio' che ha fatto Hitler per tutta la seconda guerra mondiale... fate vobis.

Uriel

Yossarian ha detto...

@Uriel: Uhmmm, acuto come una piramide. E che cosa mi significa esattamente?

restodelmondo ha detto...

Leggo ora il pezzo di Peacereporter. Brrrr.

Anonimo ha detto...

faccio solo notare qualcosa che a tutti sembra sfuggire: la guerra d'Ossezia _non è_ iniziata con il 7 agosto, ma almeno dall'inizio dell'anno, con attacchi dei paramilitari osseti alle forze georgiane (una bella fetta dell'Ossezia era sotto controllo del legittimo, e aggiungerei, democratico, governo di Tbilisi fino all'inizio del mese) e incursioni aeree "leggere" russe (in una hanno anche sganciato un missile non armato dalle parti di Gori, da altre parti si usa un bossolo dentro una busta). Ora non so in questo caso chi abbia fatto la prima provocazione del 2008, o chi ha sparato per primo, ma di sicuro non sono stati i georgiani il 7 agosto, quando hanno solo risposto all'ennesimo attacco, e questo particolare i media spesso lo "dimenticano". Infine: i russi sono dei peacekeeper solo pro forma, di fatto sono dei warkeeper, come mi dicevano i miei amici a Tbilisi nel 2002: se non ci fossero avremmo già trovato un compromesso da tempo.
Su washingtonpost.com, datato 22 agosto, c'è un interessante articolo di Richard Holbrooke, che è acqua fresca dopo tutta l'immondizia che mi sono letto sui giornali italiani di tutti i colori politici, il link è:
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/08/21/AR2008082103106.html?hpid=opinionsbox1

Stefano D

falecius ha detto...

Non riesco a capire. L'articolo di Peacereporter, dico. Se non è ironico, è propaganda del regime cinese...

Uriel ha detto...

@Uriel: Uhmmm, acuto come una piramide. E che cosa mi significa esattamente?
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Che la "reductio ad Hitlerum" e' una tecnica dialettica molto debole. Peraltro, imporre il corridoio di Danzica e' stato uno dei piu' grossi errori del dopoguerra della WWI, nonche' l'appiglio che ha permesso ad Hitler di far sembrare ragionevoli le proprie rivendicazioni, in quanto proprio il territorio di Danzica era una rivendicazione legittima.

Uriel

falecius ha detto...

Uriel: "legittima" in base a cosa? Non è una domanda provocatoria, vorrei veramente sapere la tua opinione.
Riassumo, per come me li ricordo, i termini della questione:
1) i 14 punti di Wilson (a mio avviso, una boiata stratosferica) stabilivano che la Polonia dovesse avere "un libero e sicuro accesso al mare" (leggi: Danzica)
2) Danzica NON faceva parte della Polonia. Era uno "stato libero" legato alla Polonia da un trattato, che era l'applicazione del punto di Wilson, per assicurare ai polacchi l'uso di un porto.
3) Il "corridoio" NON comprendeva Danzica. Non era il "corridoio DI Danzica" ma il "corridoio PER Danzica".
Il corridoio era sotto sovranità polacca.
4) il "corridoio" può essere inteso in due sensi: corridoio in direzione nord-sud, tra Danzica e la Polonia, o corridoio in direzione est-ovest, tra la Pomerania e la Prussia Orientale, entrambe tedesche.
5) per la Polonia il problema era l'accesso al mare
6) per la Germania il problema era il collegamento tra la Prussia Orientale ed il resto del paese.
7) i trattati dopo la fine della Grande Guerra risolsero il problema a favore della Polonia, creando un problema per la Germania.
8) il "corridoio" corrisponde a buona parte di una regione storica chiamata in polacco "pomorze" ("regione vicina al mare" cfr. russo, croato e sloveno "primorije") da cui il tedesco "pommern", e in italiano "Pomerelia" "Pomerania Orientale" o "Prussia Occidentale (ted. "Ostpommern" o "Westprussland", mi pare). Storicamente la zona è stata solitamente polacca, eccetto qualche occupazione dell'Ordine Teutonico (specie a Thorn/Torun)
fino alla spartizione della Repubblica polacco-lituana nel 1772. Dopodiché l'area appartenne generalmente alla Prussia.
9)La popolazione della regione era mista di tedeschi e di kasciubi. I kasciubi sono un gruppo etnolinguistico slavo strettamente connesso ai polacchi; per quel che ne so, si percepiscono come polacchi.
10) Hitler rivendicava (inizialmente) solo Danzica, la cui popolazione era in grandissima maggioranza tedesca. Il "corridoio" che voleva era la sovranità sulle connessioni stradali tra Prussia Orientale e il resto della Germania.

Mi fermo qui.

Uriel ha detto...

@Falecius: i confini nazionali , ovvero le risorse che essi racchiudono (i confini senza risorse non servono a nulla) , ivi comprese quelle umane, possono essere in parte dettate dalla politica ed in parte dettate dalla storia. Se una nazione vede nazioni straniere imporre un confine, quel confine sara' comunque percepito come iniquo. Se poi separano genti che hanno in comune la lingua e/o la storia, vengono percepiti come ancora piu' inique.

Sul piano della posizione filosofica possiamo discutere in termini di ragioni e di torti, ma la storia si muove in termini di obiettivi e di mezzi. Se tu disegni i confini di una nazione in modo che modificarli divenga un obiettivo visto come vantaggioso, e ci sono i mezzi per raggiungere quell'obiettivo, la nazione in questione si muovera' in quella direzione.

Se domani arriva una potenza straniera e ci toglie la Sicilia, per dire, un certo numero di politici potra' giocare sulla carta del nazionalismo e arrivare al potere promettendo di riprendersela: basta solo che esista un sentimento popolare che vuole la Sicilia come italiana. Il FATTO che e' il sentimento popolare (che c'e' o non c'e') crea un obiettivo. A quel punto, se arrivano i mezzi otterrai una guerra per la Sicilia.

Era ovvio che la Germania avrebbe avuto sia l'uno che l'altro entro un trentennio al massimo.I torti e le ragioni sono, come sempre, irrilevanti.

Lo stesso vale , per esempio, per la Russia e l' Ukraina. La prima civilta' russa nasce a Kiev e non a Mosca. Li' nasce il primo russo e il primo corpus juris russo. Tutti i bambini russi , a scuola, si sentono dire questo quanto noi italiani ci sentiamo parlare di Roma come inizio della civilta' latina. A quel punto arrivi tu e dici "l' Ukraina deve essere indipendente dalla Russia", e per loro suona come "il lazio non e' italiano". E' ovvio che avrai creato l'obiettivo politico di riprendersi l' Ukraina: il politico che lo promette viene visto bene dal popolo. Non appena i russi avranno i mezzi, ovviamente, lo faranno.

Torto o ragione sono posizioni filosofiche, ma gli eventi della storia non nascono dalle posizioni filosofiche, nascono dai fatti e dal loro impatto.

I ragionamenti storici di cui ti parlavo era proprio questo: hai dato un obiettivo a gente che aveva i mezzi.

Uriel

Uriel ha detto...

I ragionamenti storici di cui ti parlavo era proprio questo:

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si', ok. Scrivere in fretta mentre sei al lavoro.

Uriel