02 novembre 2007

Il cielo sta cadendo


Ogni volta che mi capita di metter mani su un giornale italiano, scopro che il cielo sta cadendo. L'ultima catastrofe in ordine di apparizione è, a quanto pare, l'invasione rumena. Ci sono centomila, no, mezzo milione, no, un milione, no, sette milioni e ottocentomila, no, trentotto milioni di rumeni in Italia, tutti maschi, tutti di età compresa fra i 22 e i 26 anni, tutti con precedenti penali per rapina, stupro, sequestro di persona, traffico di stupefacenti e sevizie ad animali domestici, tutti dediti alla criminalità, tutti (ovviamente) clandestini, tutti entrati in Italia grazie alla politica lassista e mollacciona di questo inutile governo di centrosinistra, tutti arrivati prima grazie all'insipienza del precedente inutile governo di centrodestra, tutti clandestini perchè questo smidollato governo di centrosinistra non li punisce, tutti clandestini perchè il criminale governo di centrodestra li reprimeva.

Mi permetto di nutrire qualche dubbio.

Intanto, perchè questa è la quattrocentesima emergenza criminalità/immigrati da che ho l'età per leggere i giornali. Abbiamo avuto emergenze criminalità marocchine, algerine, somale, tunisine, gli zingari rubavano i bambini (e suor Giulia li usava come deterrente) già ai tempi in cui mi rifiutavo di mangiare la minestra col pomodoro alla refezione dell'asilo, poi le polacche che erano geneticamente predisposte alla prostituzione, presto sostituite dalle nigeriane, poi gli albanesi...

In una nazione in cui lo straniero che delinque, se è di nazionalità disdicevole, viene sempre identificato dai media esclusivamente con la sua appartenenza etnica (il mostro del Circeo, Erika e Omar gli adolescenti assassini, il branco della discoteca, i figli del disagio da una parte ma l'albanese assassino, il marocchino che ha violentato, il somalo accoltellatore, lo zingaro ubriaco alla guida di, dall'altra), è facile accorgersi di picchi, assolutamente casuali, di criminalità. In mezzo ai crimini di una settimana, sui titoloni sparati dai giornali, l'unica ripetizione che è possibile cogliere è la nazionalità: e così mentre non compare 60 volte la parola "italiano" vicino ad "assassino", ci compare 3 volte la parola "albanese" o "marocchino" - e vai col linciaggio.

Poi nutro dubbi anche perchè, essendomi un po' disintossicato dall'amore per il catastrofismo che sembra contraddistinguere i media italiani, quando mi ritrovo davanti certi titoli e certi allarmi tendo a fargli istintivamente la tara; perchè ho scoperto che di tara ce n'è parecchia osservando come riportano certe notizie dall'estero: non avendo vissuto in Francia o in Germania, non sono in grado di dire quanto fedelmente siano riportate le notizie da quelle parti; ma posso dire che i media italiani peccano di un certo catastrofismo quando parlano di Londra.

A volte è difficile far capire a chi legge certi titoli ogni giorno che no, non è vero che le inondazioni hanno sommerso mezza Inghilterra, o che non ci sono gang di adolescenti neri che girano per Londra sparando a tutto quel che si muove (il problema esiste: ma è ristretto quasi interamente ad alcuni quartieri e scontri fra alcune gang all'interno di quei quartieri, e ad ogni modo il numero di casi va rapportato al fatto che Londra ha 7 milioni di abitanti). O, per fare un altro esempio, qualche anno fa mi è capitato di sentirmi commiserare al telefono da mia madre perchè, a guardare i telegiornali, sembrava che i londinesi avessero completamente rinunciato a fare le loro spese natalizie a causa della grave crisi - che aveva colpito, pareva, l'UK ben più che l'Italia. Il giornalista parlava da Bond Street, eppure la strada era vuota, deserta, tolto l'occasionale spazzino, le vetrine erano mezze oscurate, e lo spettacolo era più da Battaglia d'Inghilterra che da spese natalizie nel 2004; ovviamente non si poteva non credere al giornalista quando parlava di paura dei consumatori, di stretta creditizia, di preoccupazione dei negozianti - e non è che mia madre stesse esagerando, qualcuno di quei servizi l'ho visto su Raiclick, qualche altro una volta venuto in Italia per Natale; eppure mi sembrava difficile crederci, dopo aver passato il pomeriggio in un West End letteralmente impaccato di gente, facendomi largo a gomitate per riuscire a comprare una cravatta per mio suocero.

Mi ci volle un po' per capire cosa c'era che non andava in quei servizi - finalmente una volta riuscii a vedere inquadrato l'orologio fuori dalla stazione della metropolitana di Bond Street: il servizio era stato girato alle 18.30, mezz'ora dopo la chiusura dei negozi. Le vetrine erano lasciate, com'è d'uso, illuminate tutta la notte, ma i negozi erano chiusi e la gente aveva già sgombrato quella parte del West End per spostarsi verso i caffè e i ristoranti di Soho.

I miei tre lettori, insomma, capiranno perchè quando sento parlare di "emergenza immigrati" e di "criminalità romena", con tutta l'umana comprensione per quella povera donna uccisa, tendo a scuotere la testa.

Poi quando sento parlare delle coraggiose misure prese per affrontare quest'ennesima emergenza, non riesco a decidere se ridere o piangere. In Italia, e non da ieri, esiste un'emergenza legalità, esiste una situazione in cui il proliferare di leggi, leggine, pacchetti sicurezza, decreti salvaciviltà, ha reso l'applicazione della legge un esercizio arbitrario e casuale, e quindi intrinsecamente ingiusto, e così facendo ha cancellato la barriera morale fra legalità e illegalità; e paradossalmente, proprio in risposta a quest'ennesima "emergenza romeni" si risponde con un'altra applicazione parziale e arbitraria della legge, prendendo cinquemila persone più o meno a caso ed espellendole, prendendo un campo nomadi che ha la sfortuna di aver ospitato un criminale e chiudendolo d'autorità.

Nel caso qualche aspirante giustiziere della notte arrivasse a leggere questo blog, sono sicuro che mi lancerà la classica obiezione, "sei bravo a parlare, vorrei vedere se quella povera donna fosse stata tua moglie cosa avresti detto". Beh, sì, bella obiezione. Se quella povera donna fosse stata mia moglie avrei voluto vedere il colpevole preso e ghigliottinato un pezzo per volta, cominciando dai piedi; avrei voluto vedere la sua famiglia legata a un masso e buttata in mare; e se qualcuno avesse bombardato a tappeto il suo villaggio, non mi sarei certo lamentato. E questo, caro giustiziere della notte, è il motivo per cui quella che ci piace chiamare civiltà toglie ai parenti delle vittime il compito di amministrare la punizione; è quello che i teorici del diritto definiscono il passaggio dalla faida alla giustizia - e se non ci arrivi il problema non è certo mio.

Mi dirà anche, il giustiziere della notte, che quei 5000 sono clandestini e secondo la legge andavano espulsi comunque, quindi cosa ca**o mi lamento?

Non ha tutti i torti, il nostro giustiziere. Quei 5000 sono clandestini, come un'altra milionata di poveracci a spasso per le nostre strade o rinchiusi nei lager di permanenza temporanea (avete notato che non c'è mai nulla di più permanente, in Italia, che le cose definite "temporanee"?). E allora?

E allora, lo ripeto, il problema italiano viene aggravato da questi provvedimenti. L'autentica anomalia italiana, quella che ci impedisce di essere un Paese normale, è l'assenza di quella che gli anglosassoni chiamano rule of law: la regola della legge. Per noi la legge non è una regola, è l'eccezione; la legge è intricata, cavillosa, astrusa e incomprensibile; è impossibile applicarla sempre e costantemente, e la sua funzione non è regolare la vita della società, ma coprire le spalle a qualsiasi esponente del potere decida occasionalmente e arbitrariamente di applicarla perchè così conviene in quel momento ai suoi interessi. Tutte le emergenze legalità italiane si spiegano con la semplice costatazione che in Italia la legalità è un'eccezione, che l'applicazione della legge è semplicemente un altro arbitrio da parte di chi ne ha il potere: la legge è un'arma nelle mani di chi potrebbe un giorno o l'altro aver voglia di farne uso, esattamente come la pietra nelle mani dell'immigrato che ha ucciso quella donna a Roma o la pistola nelle mani del rapinatore. Così come domani un rapinatore potrebbe decidere, del tutto arbitrariamente, di rapinare proprio me fra tutte le migliaia di persone che passano per questa o quella strada, il potere potrebbe decidere, del tutto arbitrariamente, di arrestare proprio me fra tutte le migliaia di persone che non hanno rispettato questa o quella legge.

Certo, quei cinquemila sono da espellere, in base ad una legge per lo più inapplicata e per lo più inapplicabile; ma se vi aspettate che quell'espulsione faccia da deterrente state freschi. Quell'espulsione non è che l'ultimo di una lunga successione di episodi che hanno tolto qualsiasi valore e forza morale alla legge e convinto quel rapinatore (e i mille, italiani e stranieri, che lo seguiranno) di essere moralmente equivalente al poliziotto che l'ha arrestato e, in ultima analisi, alla donna che ha ucciso.

P.S. Identiche considerazioni sulla legalità andrebbero fatte anche riguardo a quell'altra perla che è la nuova legge sui blog e l'editoria internet - altro aborto creato al preciso scopo di avere sottomano una legge applicabile a tutti e a nessuno, utilizzabile arbitrariamente per colpire chiunque dovesse rompere troppo i coglioni.

P.P.S. Chissà poi se sono l'unico a vedere in queste forme di applicazione arbitraria del potere l'anticamera del fascismo propriamente detto.

8 commenti:

Annarella ha detto...

>non avendo vissuto in Francia o in Germania, non sono in grado di dire quanto fedelmente siano riportate le notizie da quelle parti;

Ero in Germania nei giorni della "strage" di Duisburg.
Bild tirava su titoloni in prima pagina su italiani-mafia. Frankfurter Allgemeine un articolo in una pagina interna dove si analizzava la questione.
I giornali italiani ricordano tutti Bild e la citano volentieri, esattamente come preferiscono citare The Sun piuttosto che Guardian.
Non facessero cosi' dove trovano le notizie sensazionali ? :)
Mi stupisce sempre non prendano pure in considerazione "National Enquirer" per gli USA ma citino NY Times ;)

Palmiro Pangloss ha detto...

@Eugenio: quoto e sottoscrivo tutto, salvo l'anticamera del fascismo: quello che descrivi e' solo il normale andamento delle cose in Italia. Basta rileggersi l'unico brano istruttivo de I Promessi Sposi, quello che parla delle grida.

@Annarella: Per gli USA non c'e' bisogno di citare il National Enquirer, gli USA sono gia' esagerati da soli senza bisogno dei tabloid :-D

restodelmondo ha detto...

Oggi Fini spiega (al Corriere, mi pare) che non ci si può integrare con i Rom, che rubano i bambini.

Concordo con Palmiro, non è l'anticamera: è il soggiorno naturale, compreso di offerta del nocino buono che fa la zia Bice.

[La parte in cui la maggior parte delle violenze sulle donne avviene in casa - italiana, se non altro per motivi statistici; e in cui si racconta come spesso una donna maltrattata che va a sporgere denuncia si sente sconsigliare dai Carabinieri perché "poi il divorzio fa male alla famiglia e ai bambini" - facciamo un'altra volta, vero?]

restodelmondo ha detto...

Annarella: i giornali italiani vanno a nozze anche con News of the World - che è come dire Cronaca Vera.

Claudio ha detto...

Mi son permesso di tradurre il pezzo e farlo leggere ai miei amici/compagni di squadra inglesi, preoccupati per la crisi rumena in Italia. Complimenti anche da loro.
claudio

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo ogni parola da te scritta, come al solito ovviamente. Intanto a Roma, non so se hai saputo, dei baldi giovani difensori della moralità italiana e amanti della giustizia hanno preso tre rom a caso e hanno pensato bene di prenderli a sprangate. Evviva la tolleranza!
Tumy

Uriel ha detto...

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Frankfurter Allgemeine un articolo in una pagina interna dove si analizzava la questione.
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Conoscendo il FA, per gli abbonati c'erano anche un numero verde con tre semiologi, due nobel e un team di sociologi e genetisti , al solo scopo di spiegare l'articolo a quei poveri ignoranti che hanno solo due PhD.

Uriel

Annarella ha detto...

@restodelmondo Uhh News of the World :) un altra cosa divertente da leggere ma con l'attendibilita' di Novella2000 :)

Per il resto concordo sul punto della violenza alle donne: quanti casi ci sono stati in cui la donna ha denunciato, successo nulla, e poi e' stata ammazzata ? Dopo,pero', si piange tanto ma la poverina non c'e' piu' e si scopre che erano mesi che c'erano avvisaglie.
A sentire l'italica stampa pare che siano solo gli extracomunitari poi, leggendo i dati un po' piu' seriamente, ci si rende che il 75% dei casi sono signori locali. Pero' quelli non fanno notizia.