13 settembre 2006

Sex and the City


Essere sposato e monogamo nella City offre l'innegabile privilegio di poter osservare in maniera disinteressata il comportamento di un paio di milioni di persone non prese a caso, ma selezionate in base a caratteristiche personali (competitività, ambizione e arroganza sono in cima alla lista), in un ambiente completamente artificiale disegnato per tenerle sotto pressione 24 ore su 24.

Prima osservazione: i single

Single, nella City, è un termine relativo. Oltre a significare, come nel resto del mondo, che uno/a non è sposato/a nè fidanzato/a, può significare che è sposato/a/fidanzato/a ma in questo momento preferisce ignorare la questione. Fedi nuziali e foto coniugali nel portafogli appaiono e scompaiono repentine come una proposta di legge sul conflitto di interessi, e mi aspetto un giorno o l'altro di assistere allo spettacolo, magari nella saletta sotterranea del White Hart, di due persone che si rimorchiano a vicenda nella penombra solo per scoprire, una volta alla luce dei lampioni all'esterno, che sono marito e moglie.

Il caso estremo è quello del multi-single - un uomo sposato che torna single per il rimorchio e, una volta trovata un'amante fissa, inventa scuse anche con lei per poter continuare il gioco del rimorchio nei locali della City (uso solo il maschile perchè conosco un solo caso del genere, ed è un uomo)

Seconda osservazione: ricordati di santificare le feste

Un ingenuo visitatore ignaro delle consuetudini della City si aspetterebbe, entrando in un pub il venerdì sera, di assistere ad un'orgia da far impallidire Messalina; si troverebbe davanti, invece, executive preoccupati, informatici (che notoriamente non hanno una vita sociale), qualche segretaria, gruppi di amici che non lavorano nella City ma hanno deciso di provare a verificare questa leggenda delle torme di segretarie ubriache e arrapate che popolerebbero, appunto, i pub dello Square Mile. Torneranno a casa delusi e ubriachi.

Il venerdì sera i pub della City fanno affari, ma non certo il pienone, e una ragione c'è: quella del venerdì è tradizionalmente la serata dedicata al pub con gli amici/con le amiche, a giocare a freccette, a far tardi cantando (stonati) l'inno della squadra del cuore o "Notti magiche" con un accento ed una pronuncia tali da far morire sul colpo qualunque italiano; ora, nei lavori normali l'intersezione fra l'insieme degli amici e quello dei colleghi raramente è vuota: almeno qualche elemento che sia un collega-amico si trova, e finisce che gli amici si invitano al pub vicino al lavoro, così gli fai conoscere questo collega simpaticissimo anche se tifa per il Chelsea. Nella City, no. L'intersezione fra colleghi ed amici, quasi immancabilmente, è un insieme vuoto, e praticamente nessuno vuole passare il venerdì sera con un branco di bastardi infidi (zoccole senza ritegno) che disprezza profondamente e che sono lì con l'unico scopo di fargli/farle le scarpe. I pub della City sono pieni da scoppiare il giovedì. E sì, ci sono davvero torme di segretarie ubriache.

Terza osservazione: speranza ed esperienza

Il giovedì sera, dunque, orde di executive, manager, segretarie, agenti di borsa, analisti di mercato, uomini, donne, transgender, genderfuck, di ogni orientamento sessuale immaginabile, discendono sui pub dello Square Mile alla ricerca di una o più anime gemelle. A guidarli è la consapevolezza che, mentre nel loro ufficio le donne hanno il sex-appeal di una macchina agricola, o gli uomini di una forchettata di spaghetti scotti, in tutti gli altri uffici della City gli uomini sono evidentemente belli, affascinanti, spiritosi, hanno un personal shopper che va in Italia una volta al mese a comprargli gli abiti e sono maestri dell'arte segreta di trovare, durante la pausa pranzo, un barbiere che sappia effettivamente tenere un paio di forbici in mano senza amputarsi un dito; e le donne sono tutte snelle, sexy, allegre, intellettualmente stimolanti ma non troppo complicate e tifose di calcio.

Ogni giovedì sera nella City è possibile assistere al disarmante spettacolo del trionfo della speranza sull'esperienza; e per chi ha la fortuna di potersi chiamare fuori dal gioco, il rituale è affascinante quanto un documentario di Attenborough.

La prossima volta, magari, parliamo dello speed-dating...

9 commenti:

restodelmondo ha detto...

due persone che si rimorchiano a vicenda nella penombra solo per scoprire, una volta alla luce dei lampioni all'esterno, che sono marito e moglie

Cfr. Beaumarchais-DaPonte-Mozart, Nozze di Figaro, Le.

Anonimo ha detto...

Complimenti post fantastico, non ho mai riso tanto.
Adesso non mi resta che organizzarmi per venire a rimorchiare nella City.
Tumy

marco ha detto...

ben due citazioni dallo stesso film. Piaciuto anche a te?
marco

Eugenio Mastroviti ha detto...

Uh... quale film?

Anonimo ha detto...

Hitch :-) m

Eugenio Mastroviti ha detto...

E adesso mi devi dire quali sono le citazioni, perchè Hitch io non l'ho visto...

Marco ha detto...

La protagonista pronuncia questa frase: "il disarmante spettacolo del trionfo della speranza sull'esperienza" durante un incontro di Speed-dating...

Marco

Eugenio Mastroviti ha detto...

LOL credo che dovrò vederlo...

marco ha detto...

Non è un capolavoro del neorealismo ma due risate te le fai.

http://www.mymovies.it/dizionario/critica.asp?id=21478

p.s. attendo comunque con ansia il prossimo post sullo speed-dating!

:-)

m