2008 o 2009?
Le polemiche infuriano sul passaggio dal 2008 al 2009, alimentate anche dalla crisi finanziaria e dalle voci su un possibile conflitto di interessi berlusconiano.
Ad una prima occhiata sembra un problema di semplice soluzione, ma le posizioni sono troppo diverse e, si teme, incompatibili perchè una soluzione possa essere raggiunta senza scontentare larghe fette della popolazione.
Ricordiamo tutti l'inizio della polemica, con il comunicato stampa del governo italiano che annunciava la sostituzione del 2008 col 2009 il 31 dicembre, in netto anticipo rispetto alle proiezioni degli analisti grazie, diceva Sircana nella conferenza stampa, all'oculata politica fiscale e finanziaria del governo.
Dopo la conferenza, la Lega annunciava un disegno di legge per un "anno a due velocità", con l'introduzione immediata del 2009 per la Padania e l'attesa di condizioni più favorevoli, probabilmente intorno all'estate, per la sua estensione al resto del Paese. Il ministro Maroni faceva notare inoltre che nulla era stato deciso per gli immigrati regolari e clandestini, sostenendo che gli italiani non possono farsi carico di un nuovo anno da regalare a tutti quelli che approdano sulle nostre spiagge, e che gli immigrati possono farsi benissimo inviare un nuovo anno dal loro Paese di origine a meno di metà di quel che costerebbe fornirne loro uno a spese della collettività.
Milly Carlucci e Mara Carfagna, interpellate dopo la conferenza, declinavano di rispondere. L'on. Carlucci negava recisamente di non essere in grado di contare oltre 22, mentre il ministro Carfagna faceva sapere con una nota scritta di non poter uscire di sotto alla scrivania del premier "ancora per una ventina di minuti, se va come al solito"
La reazione dell'opposizione non ha tardato a farsi attendere: il PD denunciava poche ore dopo l'irresponsabilità di un salto nel buio verso un anno di cui ancora si sa poco o nulla, metteva in dubbio l'efficacia delle politiche berlusconiane e faceva notare che all'epoca dell'ultimo governo Prodi gli analisti avevano previsto per questo periodo il passaggio addirittura al 2010.
Grande scandalo causava poi l'articolo sull'Unità di Marco Travaglio, che metteva in luce i poco chiari interessi berlusconiani in alcune delle maggiori fabbriche di calendari del Paese, e chiedeva: abbiamo veramente bisogno del 2009, o è solo un espediente per alzare il fatturato di quelle aziende a spese di un pubblico già stremato dalla crisi?
L'arcipelago della sinistra, pur frammentato come non mai, riusciva a trovare una voce comune nel denunciare l'intollerabile attacco ai diritti dei lavoratori che avrebbero visto ridursi a 12 i mesi di impiego del 2008, e dei precari che col cambio di anno avrebbero rischiato di passare un altro anno, appunto, da precari. Una manifestazione di protesta per la Palestina e l'Afghanistan è prevista per sabato prossimo.
Al coro di polemiche non potevano non aggiungersi i Verdi e le associazioni dell'ambientalismo, dal WWF a Legambiente, che denunciano il criminale spreco consumista insito nel gettare via un intero anno dopo appena dodici mesi, facendo notare che nelle culture indigene l'anno viene utilizzato fino in fondo e fatto durare un minimo di diciotto mesi. Alfonso Pecoraro Scanio citava inoltre un rapporto del Club di Roma, riportando la denuncia della spinta sviluppista insita nel numerare progressivamente gli anni, pratica intrinsecamente insostenibile, e la necessità di giungere ad un momento di riflessione e decrescita pianificata, numerando gli anni all'indietro o meglio ancora, in una società matura e compatibile con le risorse di Madre Terra, fare interamente a meno degli anni e, laddove possibile, del tempo, invenzioni care alla scienza occidentale ma distruttive ed estranee alle culture più vicine alla natura.
L'associazione Megachip e Dario Fo, intanto, hanno annunciato la messa in lavorazione di un documentario di denuncia del coinvolgimento del Mossad e della CIA nel "crollo" del 2008 e nell'introduzione di un anno, il 2009, la cui indipendenza da interessi ebraici e americani è ben lontana dall'essere dimostrata.
P.S. Vaffanculo a tutti, se non ci risentiamo
