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16 settembre 2009

L'idiozia è bipartisan


Secondo un recente sondaggio, fra gli abitanti del New Jersey che si definiscono "conservatori", un terzo è convinto che Barack Obama sia o possa essere l'Anticristo. In compenso, un terzo dei sostenitori del Partito Democratico sono convinti che l'11 Settembre sia il risultato di un complotto dell'amministrazione Bush.

Hat Tip: Harry's Place

19 agosto 2009

Il dono della sintesi


"Per [avere] la sanità pubblica dovevate votare Hillary. Ma non era abbastanza negra per essere di sinistra."

Dal blog di Uriel

20 gennaio 2009

Inaugurazioni


La mia collega L., metà nigeriana e metà giamaicana, si chiede se il servizio segreto permette a Obama di sedersi dove vuole sulla limousine presidenziale.

05 novembre 2008

Confronti


Desidero far presente a commentatori e conoscenti che, alla luce di questo fatto, nonchè del raffronto fra questo qui:


e questo qui:


il prossimo che, sul blog o di persona, mi tira la solita menata pseudoprogressista sugli USA fascisti e razzisti e retrogradi e per fortuna noi in Europa invece siamo colti e tolleranti e beviamo Beaujolais e non cocacola, si prende del cretino, pubblicamente e con ampia facoltà di prova.

Prime reazioni


Berlusconi annuncia: "Ho un nonno negro".

Veltroni telefona a McCain e gli fa i complimenti per la vittoria.

Bossi dichiara guerra all'America.

Mara Carfagna e Gabriella Carlucci lavoreranno alla strategia per "Palin 2012"

24 ottobre 2008

Il mio candidato


È un po' tardi, ma ho appena deciso per chi voterei alle presidenziali USA se fossi cittadino americano:


Fra l'altro, "So say we all" come slogan mi piace di più di "Yes we can"

Hat tip: Grendel

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It's a little late in the run, but I've just decided how I'd cast my vote if I was a US citizen.


"So say we all", too, sounds way cooler than "Yes we can".

21 ottobre 2008

Solo i cretini non cambiano idea


Christopher Hitchens sarà molte cose ma sicuramente non è un cretino. E su Sarah Palin si è reso conto che, dopotutto, i critici non solo non erano mossi da maschilismo e/o misoginia, ma avevano sostanzialmente ragione. (hat tip: the Trots)

P.S. Il porno è il motore del mondo: Who's nailin Paylin? (Non cliccate dal lavoro). Pare che ci siano dentro anche Hillary & Condoleeza. La mente vacilla.

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Only an idiot never changes his mind, and Christopher Hitchens may be a lot of things but he's definitely not an idiot. Regarding Sarah Palin, he's soon realised that not only her critics weren't motivated just by chauvinism and/or misogyny but they were substantially right.
(hat tip: the Trots)

P.S. Porn makes the world go round:
Who's nailin Paylin? (definitely Not Safe For Work). Apparently Hillary & Condoleeza are involved too. It boggles the mind.

09 ottobre 2008

"Un simbolo di tutto quel che c'è di sbagliato"


Ho scoperto di essere un fan di Matt Taibbi, redattore della sezione politica di Rolling Stone, commentatore politico e attivista radicale.

Questo è quello che dice di Sarah Palin:

Sarah Palin è un simbolo di tutto quel che c'è di sbagliato negli Stati Uniti di oggi. Come rappresentante del nostro sistema politico raggiunge livelli inesplorati di malignità rettiliana, l'ultimo, cinico capolavoro di burattinai come Karl Rove. Ma più di questo, è un orrido simbolo di quanto poco siamo disposti a chiedere in cambio della totale rinuncia al nostro potere politico. Sarah Palin non è solo una truffa, è la truffa più scadente e peracottara che si possa immaginare, 20 piani sotto il minimo comune denominatore, un personaggio troppo stupido persino per i talk-show da casalinghe - e questa nazione si berrà tutto, inneggiando al suo successo per tutto il tempo, e tutto perchè la maggioranza degli americani non ha più energia se non per sprofondare sul divano e lasciarsi masturbare dagli astuti delinquenti che gestiscono questo paradiso del consumatore che chiamiamo una nazione.

e più giù

La cosa veramente disgustosa di Sarah Palin non è che non ha nessuna qualifica, o che è una fanatica religiosa, o è sposata ad un secessionista, o incapace di fornire un minimo di educazione sessuale alla sua stessa figlia, o che è una finta conservatrice che ha alzato le tasse e si è pappata milioni di dollari di bilancio federale ogni volta che ne ha avuto l'occasione. No, la cosa più disgustosa di lei è quello che dice di noi: che ci potete inculare a sangue per otto anni filati, e non solo vi ringrazieremo per il disturbo, metteremo firma per farvi continuare per altri otto, a patto che ci carezziate nel punto giusto per qualche ora in periodo elettorale.

Vale comunque la pena di leggere l'articolo per intero.

Per converso, questo è quello che dice ad un complottivendolo dell'11 Settembre, il famigerato David Ray Griffin, esperto di crollo degli edifici in quanto professore universitario (di teologia).

Esattamente, quale significato attribuisce allo scadente curriculum di pilota di Hanj Hanjour? Crede che qualcun altro stesse pilotando l'aereo? Crede che non ci fosse affatto un aereo? Perchè non lo dice apertamente? Perchè una cosa la sappiamo: qualcuno ha pilotato un aereo di linea fino al Pentagono, e quel qualcuno ha fatto tutto sommato un buon lavoro. Ha qualche importanza che il supposto pilota abbia un cattivo curriculum? Cosa importa? Perchè a meno che lei abbia prove concrete che qualcos'altro è successo quel giorno, che non erano fondamentalisti musulmani ma qualche altro terrorista suicida (perchè chiunque fosse, doveva essere suicida) il dettaglio è irrilevante. Ma lei non ha neanche una teoria su quel che è successo quel giorno. O ce l'ha? (Nota: mi aspetto che lei risponda "non sta a noi rivelare quel che è accaduto, noi ci limitiamo a fare domande". Che è un modo molto conveniente di dire una di queste due cose: o che le sue supposte prove non portano a nessuna storia coerente, o che lei non ha il coraggio di dire in pubblico quale ricostruzione le sue prove supportano. La prego, mi contraddica)

e in un diverso articolo

Non ho dubbi che ogni volta che una testa di caxxo che ha visto troppe volte Loose Change apre la bocca, un candidato repubblicano da qualche parte si mette in tasca altri cinque voti.

Anche qui, val la pena di leggere tutto. Il modo in cui Griffin cerca di svicolare è a tratti irritante ma spesso esilarante, come anche la descrizione della seduta di pianificazione del complotto nell'altro articolo.

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I think I've just become a fan of Matt Taibbi, Rolling Stone's political editor.

This is what he says of Sarah Palin:

Sarah Palin is a symbol of everything that is wrong with the modern United States. As a representative of our political system, she’s a new low in reptilian villainy, the ultimate cynical masterwork of puppeteers like Karl Rove. But more than that, she is a horrifying symbol of how little we ask for in return for the total surrender of our political power. Not only is Sarah Palin a fraud, she’s the tawdriest, most half-assed fraud imaginable, 20 floors below the lowest common denominator, a character too dumb even for daytime TV — and this country is going to eat her up, cheering her every step of the way. All because most Americans no longer have the energy to do anything but lie back and allow ourselves to be jacked off by the calculating thieves who run this grasping consumer paradise we call a nation.

and, further down

The truly disgusting thing about Sarah Palin isn’t that she’s totally unqualified, or a religious zealot, or married to a secessionist, or unable to educate her own daughter about sex, or a fake conservative who raised taxes and horked up earmark millions every chance she got. No, the most disgusting thing about her is what she says about us: that you can ram us in the ass for eight solid years, and we’ll not only thank you for your trouble, we’ll sign you up for eight more years, if only you promise to stroke us in the right spot for a few hours around election time.

The entire article is worth reading.

On the other hand, this is what he had to say to David Ray Griffin, nutjob-in-chief of the 9/11 trooferforce and expert of building collapse by virtue of being a university professor (of theology)

Exactly what do you believe is the significance of Hani Hanjour's record of poor piloting? Do you believe someone else was flying the plane? Do you believe it wasn't a plane at all? Why don't you just come out and say what you think? Because we know this much: somebody piloted a jet liner into the Pentagon, and that somebody did a pretty good job of it. What does it matter if the ostensible pilot had a poor flying record? Who cares? Because unless you've got hard evidence that something else happened that day, that it wasn't Muslim hijackers but some other fanatical suicidal terrorist (for whoever it was was a fanatical suicidal terrorist) the detail is irrelevant. But you don't even have a theory about that day. Or do you? (Note: I fully expect you to respond by saying, "It's not our job to reveal what happened, it's only our job to raise questions." Which is a very convenient way of saying one of two things: either your evidence doesn't add up to any kind of coherent story, or you don't have the nerve to say in public what you really think the evidence suggests. Please, please disappoint me!).

and in a different article:

I have no doubt that every time one of those Loose Change dickwads opens his mouth, a Republican somewhere picks up five votes.

Both articles are worth reading. The way Griffin tries to weasel out of each question goes from irritating to hilarious, and the description of the original conspiracy planning session is priceless.

08 ottobre 2008

Senza parole



Hat tip: the Trots

13 settembre 2008

Femminista?


Non riuscirò mai, temo, a capire il motivo di un certo innamoramento di alcuni progressisti e di altre persone per altri versi razionali per Sarah Palin, una fondamentalista religiosa che fa sembrare Nazinger tollerante, La Russa progressista e la Carfagna colta e intelligente, ma tant'è, la gente è strana.

Tocca però lanciare un appello: almeno risparmiatemi le sbrodolate sul presunto "femminismo" della Palin e dei repubblicani. Mica per altro, a sentire il mio medico esiste una dose giornaliera massima consigliata di antiemetici.

Per la brava signora Palin, a quanto pare, quando una donna viene violentata (e il suo Stato ha il record di violenze sessuali negli USA) deve pagarsi da sè il "rape kit", le medicazioni e gli strumenti forensi per raccogliere prove e tracce - un costo variabile fra i 500 e i 1200 dollari.

La Palin nega di aver avuto parte nella faccenda, ma a quanto pare i dati di bilancio del comune di cui era sindaco la smentiscono.

Ma perchè? Forse perchè il kit contiene una pillola del giorno dopo - che non induce l'aborto ma impedisce il concepimento, quindi se la Palin non fosse troppo stupida/ignorante per capire la differenza, non dovrebbe avere neanche niente in contrario - ma la Palin, mi sa, aveva un QI troppo basso persino per passare il provino da velina, il che spiega come mai come sbocco lavorativo le sia rimasto solo fare la token female cutout shape nel partito repubblicano.

Quindi, fate la cortesia: dite che vi piace la Palin perchè rappresenta, a differenza della Clinton, esattamente ciò che una donna dovrebbe essere - graziosa, obbediente, orgogliosa della propria sottomissione e incommensurabilmente stupida; dite che una donna non si tocca neanche con un fiore e quindi McCain deve vincere perchè sennò, poverina, lei piange; ma non venite a parlare di "successo delle donne" o di femminismo, che fate ridere, questa può piacere al massimo al pensionato fascista che continua a cercare di infestare i commenti - e solo perchè è praticamente l'unica figura pubblica di sesso femminile che non lo fa sentire intellettualmente inferiore.

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I'll never be able to understand the infatuation of so many progressive commentators and otherwise rational people for Sarah Palin, a fundamentalist nutter who makes Ratzinger look tolerant, Ignazio "fascism wasn't that bad" La Russa progressive and Mara "blowjob" Carfagna intelligent - but never mind.

I'd like to use this blog for a simple appeal: please, i beg you, spare me the gushing praise for Palin's "feminism". There's a limit, my doctor says, to the anti-emetic pills I can pop in a day.

According to Ms. Palin, it appears, when a woman is raped (and her state holds the current US record for sexual assault on women) she, or if she's not in the poorer 20% of the population, her medical insurance, should be charged the full price of the rape kit, between $500 and $1200.

Palin denies any role in the issuing of the new rules, but apparently the budget papers of the town where she mas mayor say otherwise.

Why charge the victims? Perhaps because the kit contains a morning-after pill - which does not induce an abortion but simply prevents conception, so if she werent too stupid/ignorant to understand the difference she would probably have nothing against it; but it looks like Palin's IQ was too low even for a professional beauty queen, which explains why she ended up working as token cutout female shape in the Republican Party.

So, do me a favour: say that you like Palin because, unlike Hillary Clinton she's exactly what a woman should be, cute, obedient, proud of her submission, unbearably stupid; say that women should be protected so let's vote for McCain, otherwise we'd make her cry, the poor thing; but don't give me any more bullshit about "women's triumph" and feminism, it's getting more and more ridiculous.

09 settembre 2008

Le donne non si toccano


Sto compilando una lista di gente che merita testate in bocca due per volta finchè diventano dispari, composta di tutte le teste di caxxo che hanno ammorbato il mondo con insinuazioni e luoghi comuni di un maschilismo pressochè berlusconiano finchè si parlava di Hillary Clinton, e adesso si strappano le vesti sulla Palin - di cui non si dovrebbe poter dire nulla perchè è donna, anche quando in discussione non sono le sue gonadi ma il fatto che è una demente, una fanatica religiosa e una cretina di un'ignoranza disarmante persino per una reginetta di bellezza americana.

E ci metto alcuni dei miei autori preferiti nella lista, come Christopher Hitchens, e blogger che seguo regolarmente, come il collettivo di Harry's Place (sebbene quest'ultimo, a giudicare dai commenti, stia cominciando a sembrare indistinguibile dalla rubrica delle lettere del Daily Heil).

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I'm compiling a list of people i'd love to headbutt until they grow a nose on the other side - all those d*ckheads who've been regaling us with the most appallingly chauvinistic drivel against Hillary Clinton and now cry foul because we dare (oh, the nerve, the nerve!) say something against Sarah Palin, who is apparently untouchable on account of her gender, in spite of the fact that criticism is not aimed at her gonads but at the fact that she's a god-bothering nutjob whose cretinous ignorance is amazing even for an American beauty queen.

And in that list, I'm sorry to say, there are a few of my favourite authors, like Christopher Hitchens, and bloggers I follow regularly like the Harry's Place collective (although the latter, at least in the comments, is becoming harder and harder to tell apart from the Daily Heil's letters column).

08 maggio 2008

Gordon Obama


Non so perchè, ma ho sempre di più la sensazione che Barack Obama sia una specie di Gordon Brown americano. Bisogna dire che è in gamba, ed ha una macchina propagandistica a prova di bomba. È quello che ha di gran lunga ricevuto più finanziamenti ed è riuscito a dipingere Hillary Clinton come pagata dalle lobby. È quello che vuole lasciare fuori 20 milioni di americani dalla sanità pubblica ed è riuscito a dipingere (almeno sui giornali) Hillary Clinton come la candidata che non si preoccupa dei poveri. È quello che sistematicamente non riesce a catturare il voto operaio - non è un caso che la Clinton abbia stravinto in tutti gli stati operai meno due - ed è riuscito a farsi dipingere come il candidato del popolo contro l'elitaria Hillary. È quello che ha ripetuto e fatto ripetere in tutte le salse che "se sei nero devi votare Obama" ed ha dipinto Hillary come quella che ha giocato la carta proibita delle divisioni razziali.

E a me sembra, sempre di più, un candidato costruito a tavolino, pompato dalla stampa (Olly è sempre esilarante), che non ha mai catturato il voto delle grandi masse operaie eccetto che in Illinois, il suo stato, e North Carolina, dove i predicatori neri hanno polarizzato il voto sulla base di quelle divisioni che sostiene di voler superare, ed ha vinto in massima parte dove l'elezione era affare degli attivisti. Un candidato la cui forza non sta nel sostegno popolare ma nelle simpatie catturate con la stampa e all'interno della macchina elettorale democratica: in altre parole, un Gordon Brown americano, presentato dall'intellighentzia come un uomo nuovo, beniamino dei progressisti, che ci guiderà verso un radioso sol dell'avvenire di cui, purtroppo, abbiamo solo un'immagine estremamente vaga.

Spero di sbagliarmi, perchè se fosse veramente un Gordon Brown americano, l'ipotesi ottimista sarebbe che perdesse contro McCain - e altri 4 o 8 anni di presidenza Bush non li auguro veramente a nessuno.

06 maggio 2008

E ora tocca a McCain


A questo punto, chiunque vinca la nomination democratica, l'elezione di McCain sembra inevitabile.

Come faccio a saperlo? Perchè ascolto Democracy Now, e quindi so delle iniziative della sinistra radicale americana. Sinistra radicale che ha deciso di lanciare un'iniziativa nazionale chiamata Recreate '68, mirante a far convergere sulla convention democratica, che si terrà a Denver, attivisti da tutti gli Stati. Recreate '68 ha un sito, che chiarisce che lo scopo dell'iniziativa è proprio la protesta contro il Partito Democratico, non abbastanza progressista. Il progetto, esplicitato in interviste proprio a Democracy Now qualche giorno fa, è di disturbare e per quanto possibile bloccare i lavori della convention democratica, in una riedizione delle proteste che nel 1968 resero impraticabile la convention di Chicago e misero in stato d'assedio la città. Le proteste del 1968 sono ricordate come uno dei momenti più fulgidi della lotta della sinistra radicale americana, una grande vittoria degli attivisti, un momento di grande visibilità dell'antimperialismo che portò ad un risultato i cui effetti si sentirono per anni e anni a venire...

...um...

...la scomparsa politica dei democratici e l'elezione di Richard Nixon.

Sarà un trionfo, compagni.

04 aprile 2008

Un Paese di Tafazzi


Un Paese di Tafazzi è l'unico immaginabile in cui la maggioranza della popolazione voterebbe per un candidato alla presidenza che ha fra i suoi consulenti economici Carly Fiorina. Ma del resto, stiamo parlando del Paese che ha creduto nella Reaganomics...

13 marzo 2008

Curva nord, curva sud


Se potessi parlare 10 minuti con il direttore di Repubblica (o del Corriere, della Stampa o praticamente di qualunque altro giornale italiano)...

InMinoranza: Stai seguendo la campagna elettorale americana?

Direttore: Ma certo! O-ba-ma! O-ba-ma! O-ba-ma!

InMinoranza: Ah, sostieni Obama?

Direttore: Ma certo! Tutti sostengono Obama! E' il migliore! Obama! Obama! Facci sognare!

IM: Sarà... però non sono convinto. Voglio dire, il piano di sanità nazionale di Obama si basa sempre sull'adesione facoltativa a uno di diversi provider a pagamento, lascia scoperti 20 dei 45 milioni di cittadini che al momento non hanno copertura assicurativa. Il piano della Clinton copre tutti i 45 milioni di persone perchè si basa sul concetto di single provider, non ha bisogno di un'azione deliberata da parte del cittadino ed è sostenuta dalla fiscalità invece che da un pagamento volontario - molto simile ai servizi sanitari nazionali europei, anche se con l'intervento di un soggetto (o di un consorzio di soggetti) privato.

D: Ma questi sono dettagli! O-ba-ma! O-ba-ma!

IM: Sì, però, scusa, il NAFTA? È vero che Bill Clinton l'ha firmato, ma Hillary ha detto chiaro che bisogna correggerlo, ed è l'unica ad aver ricordato che i correttivi possono essere sostenuti dalle tasse di chi grazie al NAFTA ci ha guadagnato - e che cancellarlo completamente porterebbe all'esplosione della disoccupazione ad esempio in Texas (e danneggerebbe non poco il Canada, e ora come ora gli USA hanno bisogno di tutti gli amici possibili). Obama ora dice una cosa, ora un'altra, prima dice che bisogna cancellarlo, poi in Texas si rimangia tutto, poi ci ritorna su, poi manda quell'email al ministro canadese in cui sostanzialmente dice che quelle sono "solo" promesse elettorali e non vanno prese troppo sul serio...

D: Vabbe', la politica si fa così, sei troppo bacchettone, non capisci certe realtà! O-ba-ma! O-ba-ma! E poi l'Iraq? Barak ha votato contro! O-ba-ma! O-ba-ma! Fuori dall'Iraq!

IM: Ecco, proprio lì ti volevo. Hai letto l'intervista del Times a Samantha Power, la donna che doveva diventare Segretario di Stato di Obama? Quella dove diceva che la "promessa" di lasciare l'Iraq entro un anno era solo lo scenario del caso migliore e "ovviamente" le cose potevano cambiare in ogni momento, non c'era un piano ben definito? Quella che subito dopo è stata dimissionata, ufficialmente perchè ha detto una cattiveria su Hillary?

D: O-ba-ma! O-ba-ma! Obama è pacifista! La Clinton è guerrafondaia!

IM: Ma come fai a dire queste cose? Un pacifista che porta nel suo staff falchi della Guerra Fredda come Brzezinsky?

D: Lalalalalalala! Non ti sento! O-ba-ma! O-ba-ma!

IM: Scusa, smetti di gridare un attimo, vogliamo parlare almeno dei mercenari? La Clinton ha già sul tavolo una proposta di legge per impedire che il governo USA usi massicciamente mercenari come ha fatto e sta facendo in Iraq. Quando hanno chiesto a Obama la sua posizione sui contractor ha risposto che continueranno ad avere "un ruolo chiave" nelle operazioni oltremare.

D: O-ba-mà! O-ba-mà! Faccela vede'! Faccela tocca'!

IM: Ma scusa, e la posizione sulla diatriba scienza/religione? La Clinton è l'unica candidata che abbia detto chiaramente che la ricerca scientifica e l'insegnamento della scienza hanno un ruolo chiave nel futuro dell'America, e fra l'altro è l'unica che si sia espressa chiaramente a favore dell'insegnamento dell'evoluzione nelle scuole; nel tentativo di corteggiare il voto nero, Obama sta facendo la questua da tutti i grossi predicatori neri del Sud - molti dei quali si sono spostati visibilmente a destra negli ultimi 10 anni.

D: Hahahaha che figura di merda la Clinton, col sostenitore che va a puttane!

IM: Ma ti rendi conto di quello che dici? Hai un governatore ultra-progressista, fra l'altro uno dei pochissimi, forse l'unico, che ha le palle di partecipare all'Abortion Day, che viene incastrato da un'operazione dell'FBI che puzza di macchinazione politica lontano un chilometro, e voialtri vi ci buttate addosso come neanche Sean Hannity di Fox News solo perchè sosteneva Hillary? Lo dipingete come una specie di mostro, fate una campagna contro di lui, tutte le menate sulla moglie, articoli di un moralismo vomitevole, solo perchè alle primarie
sosteneva la senatrice del suo Stato?

D: O-ba-ma! O-ba-ma! Gli studenti votano per lui! O-ba-ma! O-ba-ma! Non è compromesso col grande capitale! O-ba-ma! O-ba-ma!

IM: Non è compromesso? Ma mi prendi per il culo? In Texas, e non solo, ha speso il doppio di Hillary in pubblicità elettorale - da dove credi che vengano quei soldi?

D: O-ba-ma! O-ba-ma!

IM: No, guarda, non mi hai convinto. Capisco che i progressisti europei abbiano quest'antipatia radicata per Bill Clinton che si trasmette sulla moglie, e che l'immagine di una donna forte e ambiziosa sia allarmante per un uomo, ma qui si esagera.

D: O-ba-ma! O-ba-ma! Ma che sei laziale? O-ba-ma! Chi non vota Obama è laziale! Hahahahahahaha!

16 gennaio 2008

Essere, dire, fare, baciare


Nei commenti di alcuni fra gli ultimi post è venuta fuori una micro-discussione a proposito dei candidati alla presidenza USA. Lasciando da parte Ron Paul per un minuto - non sono un libertarian, non credo nelle soluzioni libertarian, non amo soprattutto le correzioni religiose all'ideologia libertarian che influenzano la politica di Ron Paul, e non gli perdono di essere diventato il portavoce dell'equivalente americano dei signoraggisti - l'obiezione che fa Uriel alla diatriba Obama/Clinton è forte.

Sembra in effetti che molti sostenitori di Hillary Clinton e di Barack Obama sostengano uno/a dei due non per le politiche che propugna, non per le soluzioni che propone ai problemi americani, ma per la quantità di melanina di uno dei due candidati, o per le ovaie dell'altra.

Personalmente, non mi sento particolarmente toccato dall'accusa. Se sostengo Hillary Clinton è perchè credo che Bill Clinton (con tutti gli errori commessi) sia stato uno dei migliori presidenti americani. Ha fatto le sue cazzate, per carità - soprattutto il NAFTA; una discussione sui meriti e demeriti di Bill Clinton esula dagli scopi di quest'articolo: i miei tre lettori probabilmente dissentiranno dal mio giudizio, e non ho problemi ad ammettere che terreno per discutere ce n'è. Ciononostante, basta confrontare le condizioni degli USA sotto Bush padre, sotto Clinton e sotto Bush figlio per notare che qualche differenza c'è. Allo stesso modo, se non mi dispiace troppo Barack Obama, anzi, se il mio dream team è Hillary presidente e Barack vice, per prepararlo alla presidenza fra 8 anni con più esperienza di potere, è perchè un presidente si misura anche (e molto) dalla qualità dei consiglieri che si è scelto e che costituiranno il suo esecutivo, e quelli che lavorano per Barack Obama sono di primissima qualità, gente come Richard Clarke, Zbigniew Brzezinsky, Jeffrey Bader (lo si vede anche dalla quantità di inchiostro che i repubblicani stanno utilizzando per svariati esercizi di character assassination). Certo, avere un presidente competente e donna, un presidente competente e nero, avrebbe un notevole valore simbolico per gli USA, e la cosa mi fa piacere, ma non voterei per Hillary perchè è donna, o per Barack perchè è nero (così come, se Condoleezza Rice, donna nera, si fosse candidata, avrei tifato per quasi chiunque tranne che per lei).

La cosa interessante, però, è che in effetti c'è una corrente d'opinione che ritiene che sia più importante ciò che le persone sono che ciò che dicono o fanno. Il podcast di
Democracy Now di lunedì scorso (14/1/2008) aveva come ospiti una serie di studiose e scrittrici femministe e attiviste delle minoranze, che discutevano proprio di questo fatto. Il femminismo americano, purtroppo, ha seguito la strada del Fronte Popolare di Liberazione di Giudea, con bizantine distinzioni fra femminismo delle minoranze, third wave, fourth wave, femminismo mainstream e così via, e credo che abbia in questo momento più correnti che esponenti. Il dibattito era affascinante, più per le sue caratteristiche surreali che per le argomentazioni in sè delle partecipanti. L'unica cosa su cui concordavano era che nessuno dei candidati democratici era accettabile - l'unica forma di vita per cui avrebbero trovato concepibile votare era una donna nera, nubile e di recente immigrazione. Barack Obama non era accettabile in quanto maschio: i maschi neri contribuiscono ovviamente all'oppressione delle donne nere. Hillary Clinton era doppiamente inaccettabile, in primo luogo in quanto bianca (e quindi, sebbene oppressa dai maschi bianchi, partecipe dell'oppressione dei maschi neri e contemporaneamente complice di questi ultimi nell'oppressione delle donne nere) e in secondo luogo in quanto sposata, e dunque consapevolmente partecipe del meccanismo millenario di schiavitù riproduttiva delle donne. Cynthia McKinney, candidata verde, donna, nera e sufficientemente nutter da credere a tutte le stronzate complottiste venute fuori negli ultimi 20 anni, dal Memorandum 46 all'11 settembre, dagli ebrei che cospirano per lasciare i neri disoccupati all'uragano Katrina creato con HAARP per distruggere le case popolari di New Orleans, sembrerebbe a prima vista accettabile, ma il fatto stesso che sia stata parlamentare mostra che è integrata in una società maschilista e repressiva come quella americana, e quindi è comunque inaccettabile.

Ho ascoltato l'intero dibattito, durato una mezz'ora, e in quella mezz'ora non si è parlato una volta di quello che i candidati proponevano, di politica estera, di assistenza sanitaria, di politiche ambientali, della guerra. Non si è parlato di quello che i candidati dicono o fanno: solo di quello che sono. Personalmente ho trovato agghiacciante che si spacciasse per frontiera ultima del progressismo l'idea che i meriti, le capacità, le azioni di una persona non abbiano peso e che ne abbia invece solo la sua purezza, misurata in questo caso col metro dell'appartenenza etnica e di genere.

Se dovessi fare un'ipotesi cattiva, direi che questa degenerazione del pensiero progressista viene dal bisogno di giustificare preventivamente errori e fallimenti sottraendoli alla prova dei fatti e misurando le politiche solo in base alla purezza ideologica di chi le propone: dalla vecchia idea che la purezza ideologica è l'unico parametro di giudizio accettabile; crollata quella fissazione, la forma mentis rimane, ed ecco saltar fuori, paradossalmente, la purezza etnica e/o di genere come sostituto, con la sola accortezza di invertire i fattori di merito rispetto a quelli che avrebbe potuto dare un patriarca afrikaans del secolo scorso.

Non so, sarò strano io, ma a me l'idea che fra i progressisti ci siano correnti che pretendono di giudicare una persona esclusivamente in base al sesso e al colore della pelle un po' di brividi li mette.

10 gennaio 2008

Change


Massimo supporto per Barack Obama, potenziale primo presidente nero e tutto il resto, ma prometto una cosa: se usa di nuovo la parola "change" trenta volte nello stesso discorso, sarò costretto a considererare seriamente l'opportunità di rapire la figlia di Jack Bauer per farglielo assassinare la notte delle primarie in California. A tutto c'è un limite, Cristo.

08 gennaio 2008

W i caucus


A ragionarci a mente fredda, sono assolutamente esterrefatto, ammirato, basito (inserire altri verbi esprimenti stupefatta ammirazione) dell'istituzione americana dei caucus - non che ne caldeggi l'adozione da qualche altra parte, beninteso, visto che esportati quasi in qualunque Paese europeo produrrebbero solo disastri, brogli e probabilmente tumulti di piazza; ma dove sono, per così dire, incistati nella tradizione democratica sono un fenomeno assolutamente stupefacente.

I caucus sono, fondamentalmente, riunioni più o meno informali di sostenitori e attivisti di un partito, indette per il giorno della selezione del candidato presidenziale o congressuale del partito. La riunione deve iniziare per regolamento un'ora prima del momento in cui effettivamente i voti vengono contati: un'ora durante la quale attivisti e rappresentanti dei vari candidati cercano di convincere i convenuti a votare per questo o quel candidato. La discussione è aperta ed accesa, il voto è palese e vincolante (democratici) o segreto e consultivo (repubblicani, anche se raramente il partito osa ignorare il risultato), e i risultati sono spesso, rispetto alle elezioni tradizionali, molto sorprendenti.

Il caucus esprime il voto degli elettori più motivati, lo zoccolo duro di un partito, disposti ad andare nella sala della parrocchia, o nella biblioteca pubblica, e a passarci un'ora ascoltando e spesso partecipando a discussioni; un impegno molto maggiore che fermarsi al seggio elettorale tornando dal lavoro; così, un'elezione tradizionale di solito va a chi ha investito di più in propaganda, in spot accattivanti, in manifesti sulla strada che porta al seggio, mentre la vittoria nei caucus va al candidato che riesce ad essere (o a mostrarsi) più vicino a quelli che dovrebbero essere gli ideali fondativi del partito: e così Mike Huckabee, fondamentalista cristiano, praticamente un Bush onesto - e pertanto ancora più pericoloso, come i fanatici sono sempre più pericolosi dei corrotti - vince la nomination in Iowa contro Mitt Romney, telegenico e straricco, che aveva speso venti volte più di lui, e contro Giuliani, repubblicano liberal e pro-choice, e Barack Obama (che, Uriel, non è esattamente un imbecille - almeno non più di quanto lo siano gli altri candidati, e per lo meno, a differenza di Ron Paul, non vuole mettere fuorilegge l'aborto e l'omosessualità, non prende soldi dai nazisti e non considera il Far West l'età dell'oro degli USA) vince contro l'invincibile Hillary Clinton contrapponendo un messaggio kennediano al centrismo esasperato di Hillary che data per scontata l'eredità del marito, che avrebbe dovuto consegnarle senza sforzo lo zoccolo duro del partito democratico, si è gettata alla caccia del corrispettivo USA del voto mastelliano.

Ai caucus, insomma, sembra vincere il candidato più vicino, nel bene e nel male, all'anima di un partito piuttosto che a quella dei finanziatori.

Peccato che i caucus si tengano solo, mi pare, in due o tre Stati. In altre parole, prepariamoci ad un'elezione Clinton contro Romney.

P.S. L'ho detto, il giorno che importano i caucus in Europa io me ne vado a vivere in Mongolia. Il voto palese, per alzata di mano, in duemila chiesette e biblioteche e scuole elementari sparse per tutto lo Stato  può andare dove la tradizione di rispetto della democraticità di quest'atto ha un valore più forte di quello di una legge, un valore conferitole da duecento anni di storia. Tremo al solo pensiero di cosa sarebbe un caucus del piddì italiano a Foggia o a Busto Arstizio: truppe cammellate mastelliane, imbecilli dei centri sociali, candidati senza volto, rifiuto di votare finchè non si risolve il problema della Palestina o degli uscieri alla Regione (a seconda di chi si rifiuta), cazzotti, risse, matrimoni falliti perchè quella stronza mi aveva promesso che votava per mio cognato e poi ha alzato la mano quando hanno detto il nome del cugino del lattaio... perlamordiddio. Tanto vale decidere i candidati direttamente a Porta a Porta.


25 maggio 2007

Armi


Una delle cose più esilaranti che mi è capitato di leggere nei giorni immediatamente successivi alla strage nel Virginia Tech è che se gli altri studenti fossero stati armati, la strage non ci sarebbe stata perchè il matto sarebbe stato ammazzato quasi subito.

I feticisti della Colt vorrebbero far credere che una società in cui tutti sono armati è una società più sicura. Il problema è che "società in cui tutti sono armati" non è la definizione esatta: quella di cui parlano è in realtà una società in cui tutti sono armati e intenzionati a sparare per primi, perchè sennò essere armati serve a una sega: nessuno degli studenti del Virginia tech voleva essere la prima vittima del matto, quella che ci sarebbe stata comunque e a seguito della quale gli altri studenti avrebbero tirato fuori le pistole e ammazzato il matto (e un'altra dozzina di passanti, nel fuoco incrociato: che persino i poliziotti, che insomma, s'addestrano, in condizioni reali mettono a segno meno del 10% dei colpi sparati). E siccome nessuno vuole essere la prima vittima, devono stare tutti pronti a sparare per primi - quando vedono uno con una faccia che non gli piace, quando vedono uno che secondo loro ha l'aria di quello che dà di matto e fa una strage, quando vedono uno con l'aria da tossico, quando vedono uno che pare messicano o arabo o comunque straniero, hai visto mai fosse di Al Qaeda.

Una società iperarmata, dicono, è una società più sicura. Purtroppo, la realtà ci mette sempre il becco: il tasso di gun deaths, negli USA, è sceso costantemente dall'introduzione del Brady Bill, sotto Clinton, fino ad un paio d'anni fa, quando le restrizioni sulla vendita di armi da fuoco sono state rilassate dal minus habens che occupa la Casa Bianca, su pressione della NRA. Non solo: gli USA avevano nel 1999 circa 10.5 morti per armi da fuoco ogni 100.000 abitanti, contro gli 0.35 della Gran Bretagna (quasi esattamente 30 volte di più), dove invece le armi da fuoco sono praticamente impossibili da ottenere - anche se bisogna dire che se si contano tutte le cause di morte violenta, il vantaggio degli USA scende a solo 5-10 volte di più a seconda della fonte delle statistiche (parliamo di percentuali, eh, non di numeri assoluti). Insomma, o diciamo che gli americani sono geneticamente delinquenti, o forse c'è qualcosa che non va nell'idea che il Far West fosse il paese di Bengodi.

Un suggerimento ai teorici della Glock nel cestino della merenda: potete magari provare a dar la colpa del tasso di omicidi al fatto che gli USA sono un Paese di immigrati e come tutti sanno, gli immigrati sono tutti delinquenti. Secondo me è il tipo di cosa che il Foglio o Libero non si vergognerebbe a stampare.

11 agosto 2006

Terze vie


O con noi o con loro. O Bush o Bin Laden. O Pat Robertson o Ali Khamenei. O Tsahal o Hezbollah. E se invece non fosse necessariamente così?

(qui il documento in italiano)