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12 febbraio 2008

Riconosciuta la necessità urgente ed assoluta di dettare ulteriori disposizioni per la difesa della razza


Per i due aficionados che mi leggono dall'Inghilterra, un breve riassunto delle puntate precedenti. Un cretino pubblica una lista di "infiltrati ebrei" nella scuola e nell'università, uno degli infiltrati lo denuncia per violazione della privacy (e qui un mezzo sorriso ci sta bene), il blog del cretino viene chiuso, gli antimperialisti insorgono. Tutto normale, siamo in Italia.

Salvo poche, felici eccezioni che il vecchio e saggio Mmax riporta puntualmente, gli antimperialisti, sia chiaro, insorgono in difesa del nazista. Non vorrei che ci fossero dubbi in proposito.



14 luglio 2007

Se fossi di destra


Se fossi di destra, ma della destra peggiore, quella cattiva, razzista, quella destra che in America vota per Bush tappandosi il naso perchè è troppo liberal, ecco, se fossi uno di quelli, le mie idee/proposte in politica estera e interna sarebbero poche e precise - si legga quanto segue come la posizione di un generico cittadino occidentale, non necessariamente italiano o inglese o comunque vincolato a specificità nazionali:

1) Ritiro immediato di tutte le forze militari dalle missioni multinazionali di "pace" o di occupazione: Kosovo, Bosnia, Iraq, Afghanistan, Timor Est. Tutti a casa. Laddove possibile, promulgazione di leggi che vietino in futuro l'utilizzo di forze armate "nostre" per partecipazione a simili missioni. Una parte del denaro risparmiato andrebbe ad un fondo ONU dedicato a finanziare l'assunzione di responsabilità dell'ONU stessa per simili incombenze, sempre facendo uso di truppe di Paesi africani, del Pakistan, dell'Indonesia, di dove si vuole ma comunque non di Paesi occidentali, i quali potrebbero solo, al limite, fornire equipaggiamento e supporto logistico (meglio se con mezzi non militari - navi da carico, voli charter).

2) Eliminazione del programma di embedding dei giornalisti con le forze armate laddove si dovesse rendere necessario inviare truppe, ad esempio per autodifesa o per soccorrere cittadini del nostro Paese in pericolo all'estero. Creazione di un fondo straordinario per pagare immediatamente il riscatto di qualunque giornalista indipendente sequestrato, ed emissione di linee guida specifiche che vietino sempre e comunque l'uso della forza per la liberazione dei giornalisti, vincolando le autorità sul posto alla trattativa.

3) Cessazione immediata di ogni rapporto economico e politico con Israele

Questo per quanto riguarda la politica estera. Per la politica interna, invece:

4) Creazione immediata di scuole coraniche gestite autonomamente dalle comunita islamiche, almeno parzialmente finanziate dallo stato, e contestuale formalizzazione di un percorso educativo parallelo confacente alle specificità sociali e culturali della comunità migrante

5) Creazione di enclavi autonome autogestite, sottoposte laddove lo si reputasse giustificato a legislazione diversa da quella dello stato (p.es. Sharia)

6) Riconoscimento e valorizzazione della diversità politico/culturale delle comunità migranti e del loro diritto a scegliere autonomamente i propri rappresentanti.

Il programma qui sopra avrebbe il non indifferente vantaggio di essere, secondo il pensiero corrente, di gran lunga più di sinistra di quello di qualunque governo di sinistra potrà mai affermarsi in Europa (non parliamo poi degli USA), e si meriterebbe il plauso di tutte le figure-simbolo del pacifismo antagonista, da Cindy Sheehan ad Andrew Murray, dai gentiluomini del Campo Antimperialista all'Islamic Human Rights Conference; spaccherebbe a metà qualunque opposizione democratica/laburista/socialista (a seconda della nazione) e al contempo potrebbe essere facilmente spiegata all'elettorato di destra in termini che questo non avrebbe grandi difficoltà a capire (con la possibile eccezione dell'Italia, ma forse sono io che sono prevenuto; probabilmente pure qui da qualche parte uno stuolo di idioti elegge l'equivalente di Storace).

1) Come dicevano i conservatives vittoriani, la vita di diecimila sand niggers non vale quella di un solo soldato bianco; e come spiegato eloquentemente da Richard Littlejohn già nel 1994, se la tribù Mbongo vuole sterminare la tribù Mbingo, è interamente un loro problema. Quale preciso interesse (inteso come interesse economico o politico) dell'Europa viene protetto nell'impedire un'altra decina di Srebrenica? Quale sarebbe l'impatto negativo dello sterminio degli albanesi in Kosovo, a parte ridurre il numero di quelli che potrebbero saltare su un peschereccio e rimpinguare le fila della criminalità albanese in Puglia?
Rimane l'Iraq, e rimane il problema degli Stati come l'Afghanistan che ospitano il terrorismo; ma si tratta di un falso problema. Il petrolio iracheno è stato venduto col contagocce per 12 anni, e anche adesso gli oleodotti iracheni sembrano avere problemi di prostata per via dell'enorme numero di attacchi e sabotaggi. Andarsene dall'Iraq, abbandonarlo alla guerra civile e rimanere senza approvvigionamenti di petrolio dall'Iraq per due-tre anni non sarebbe una tragedia, anzi, una volta accettata questa realtà e messo in cantiere qualche programma di reale risparmio energetico (e magari rimesso in gioco il nucleare), le cose potrebbero persino migliorare. Una contrazione delle disponibilità di petrolio danneggerebbe a breve termine le economie occidentali, ma danneggerebbe di gran lunga di più la Cina, che come efficienza energetica è in molti settori a livelli che noi ci siamo lasciati indietro negli anni '50. Fra due-tre anni, poi, quando i due terzi circa della popolazione irachena avranno finito di sgozzare il restante terzo, ed avranno nel frattempo obliterato completamente le proprie infrastrutture, i superstiti saranno ben felici di vendere al primo che passa il loro petrolio al conveniente tasso di scambio del contenuto di tre-quattro petroliere per una cisterna di latte rancido o due scatole di antibiotici scaduti.
Quanto all'Afghanistan, ancora, cosa ci guadagnamo a restare? I campi di Al Qaeda sono stati distrutti, ridando il Paese ai Talebani si otterrebbe il duplice vantaggio di stabilizzare il Pakistan e di far scannare in piazza le femministe afghane che vanno a Democracy Now a chiedere il ritiro immediato degli occidentali perchè impediscono una trattativa democratica con i Talebani. Mi rendo conto che questo secondo punto non costituisce esattamente un vantaggio per l'Occidente, ma vuoi mettere lo spasso quando Amy Goodman cercherà di dipingerla come una vittoria per le forze progressiste? Dice, ma che succede se l'Afghanistan ricomincia a ospitare terroristi? Semplice: ogni volta che un attentato terroristico contro bersagli occidentali è in qualche vaga maniera riconducibile ad un villaggio, un campo di addestramento, un pollaio in Afgthanistan, si va su con un comodo B-1 e si caramella l'intera regione col napalm. Dice ancora, e se poi un giornalista va lì e scatta duemila foto strappacore del bambino arrostito dal napalm e della madre in lacrime? Che poi si sa, nel caso mancassero bambini ne può sempre arrostire uno lui, vedi il pellicano pucciato nel petrolio, o inquadrarne uno morto di morte naturale, vedi il fosforo bianco di Falluja o la distruzione di Bint Jbail. E per la soluzione, invero semplice, di questo problema rimando i miei lettori ed elettori al punto 2.

2) In Iraq e Afghanistan, quasi tutti gli scandali scoppiati finora sono stati fatti scoppiare da giornalisti embedded: i bombardamenti sui civili, le famiglie massacrate ai posti di blocco, il ferito ucciso nella moschea mentre cercava di arrendersi. L'unico scandalo che non sia stato fatto scoppiare da giornalisti embedded è quello di Abu Ghraib, che è stato fatto scoppiare dal Pentagono. Persino per la bufala del fosforo bianco a Falluja RaiNews ha dovuto ricorrere a riprese fatte da giornalisti embedded. I giornalisti embedded sono, dopo la regola del don't ask, don't tell, il più grande atto di autolesionismo mai perpetrato dalle forze armate USA/NATO. È divertente notare come la maggior parte dei giornalisti "indipendenti", ossia non-embedded, guardino con severo disprezzo, dalla terrazza del loro albergo a Dubai, al lavoro dei loro colleghi con elmetto e giubbotto antiproiettili sulla linea del fuoco. Dunque, per evitare il rischio che qualche immagine arrivi sulle prime pagine dei giornali occidentali, è sufficiente cancellare il programma di embedding - iniziativa che verrà salutata con applausi e grida di gioia da tutti i media progressisti, e dunque passerà senza opposizione. Quanto ai pochi giornalisti non-embedded che avessero voglia di farsi un giro in zona di guerra, la seconda parte della mia proposta risolve in via definitiva il problema - facendo esattamente ciò che loro vogliono, ossia pagando il riscatto in caso di rapimento senza assolutamente rischiare un'azione di forza. Immaginatevi un attimo, cari lettori/elettori, cosa succederebbe se si andasse in Afghanistan, Iraq, Libano, Gaza, a dire: "Guardate, questi sono i giornalisti occidentali, e queste qui sono le valigie di soldi che vi diamo se li rapite, e croce sul cuore, che possa morire, non vi torciamo un capello, anzi, se qualcuno cerca di liberarli con la forza noi lo sbattiamo in galera. Dunque non vi preoccupate, se li rapite i soldi sono già qui pronti". Tempo tre settimane e non c'è un giornalista a piede libero in tutta la regione. Ci saranno probabilmente famiglie che manderanno i figli a scuola di giornalismo per poterli rapire quando tornano.

3) Affanculo Israele. Affanculo soprattutto i progressisti di Israele, i kibbutzim pacifisti, le università, i giornalisti, quelli che rompono le palle alle forze armate e ai coloni. Tutti sotto boicottaggio. Tanto le armi si comprano e si vendono lo stesso triangolando con le isole Tonga. E visto che i giornalisti si son levati dalle palle (vedi sopra), si può anche risparmiare un po', che l'aviazione non ha più bisogno di bombe a guida laser quando per beccare un capocosca di Hamas può spianare un quartiere senza che giornalisti rompicoglioni vadano a curiosare fra le macerie.

Per la politica interna la questione è ancora più semplice.

4) Ma che, volete davvero manda' a scuola negri e musulmani? Ma siete scemi? E se questi poi si laureano e ve li ritrovate come medici di famiglia o (orrore) capufficio? Nah, non se ne parla. La scuola è per i bianchi. Gli altri, a imparare a memoria il Corano, e poi gli si dà un bel certificato che dice che hanno completato i loro studi col massimo profitto e sanno a memoria tutto il Corano, e buon pro gli faccia. Col vantaggio non secondario che quando si mettono a fare bombe, non conoscono l'aritmetica, non parliamo poi della chimica, e fanno figure da incommensurabili coglioni.

5) Non ce li vorrete mica avere come vicini di casa, no? Li si chiude tutti da una parte, e si facciano le loro leggi da bingobongo, se vogliono venire fra i bianchi devono avere le carte in regola (controfirmate non dal prefetto ma dall'imam/capovillaggio/rappresentante della comunità: che pure lui ha tutto l'interesse a che non si facciano venire idee in testa andando in giro dove non gli compete). Buoni lì e attenti a non farvi contaminare dal capitalismo o dal materialismo occidentale, mi raccomando.

6) Ma allora siete scemi davvero, li volete far votare? Ma per favore, la democrazia è per i bianchi. Quelli là si scelgono, o qualcuno sceglie per loro, dei rappresentanti della comunità, tre-quattro mangiapane a ufo che vanno in televisione e fanno la bella vita. Avete presente quanto costa far fare la bella vita a tre-quattro scrocconi e ai loro "grandi elettori", confrontato con quanto costerebbe riconoscere diritti a tutti quanti? Non c'è storia. E poi la democrazia, l'ho detto, è per i bianchi. Oh pardon, compagno, non credevo stessi ascoltando, volevo dire che la democrazia rappresentativa è tutto sommato un'invenzione occidentale e volerne imporre le procedure a chi viene da culture radicalmente diverse sarebbe un atto di indicibile arroganza e violenza. La democrazia è un processo in divenire, è un percorso di maturazione culturale, non può essere imposta a chi non è pronto.

Se fossi di destra, eh. Per fortuna noi di sinistra non ce le sognamo neanche, uscite del genere.

13 gennaio 2007

Il nemico del nemico del nemico del nemico...


Non invidio gli etologi. Già capire i processi mentali alla base del comportamento umano certe volte mi dà l'emicrania, posso solo immaginare cosa succederebbe se dovessi cercare di interpretare, invece, l'annusarsi le parti basse dei cani, o il rizzare la coda dei gatti, o lo schiaffeggiarsi ripetutamente con un merluzzo delle foche (credo). Prendi l'Etiopia, per esempio.

Un annetto fa il governo etiope ha deciso che voleva imporre il copyright sui nomi delle varietà di caffè originarie del suo territorio ed ottenere il pagamento di diritti sull'uso a qualunque titolo di questi nomi, rivolgendosi per questo alle odiate organizzazioni internazionali per la protezione della proprietà intellettuale, quelle fra l'altro che hanno fatto chiudere Napster e contro cui (giustamente) si scaglia Naomi Klein col "popolo di No Logo" - quelle che brevettano marchi, canzoni, opere d'arte, geni umani e insetti creati in laboratorio. E il popolo di No Logo, prevedibilmente, è insorto. Un po' meno prevedibilmente, è insorto contro Starbucks e gli altri che si erano opposti all'imposizione del copyright, ed in favore del governo etiope e dell'imposizione del copyright. Abbiamo, in quest'anno, scoperto che l'opposizione a loghi, trademark, copyright, non era un'opposizione di principio, filosofica, ma era semplicemente dovuta al fatto che loghi, trademark e copyright sono in generale detenuti da gente che al popolo di No Logo sta un po' sul cazzo: un po' come se io fossi andato a manifestare per la chiusura degli ospedali e l'abolizione della medicina quando Pinochet ha avuto un infarto.

Interessante notare fra l'altro come la cattiveria di Starbucks & Co. venga sottolineata mettendo in evidenza che quest'imposizione del copyright, ed il pagamento di diritti al governo etiope, avrebbe permesso una miglior ridistribuzione dei profitti agli agricoltori, l'introduzione di programmi sociali e via dicendo. Praticamente sembrava che il governo norvegese o svedese fosse andato in vacanza in Etiopia ed avesse assunto il governo del Paese: ma del resto, il governo etiope si opponeva a Starbucks, multinazionale (orrore!) americana (orrore!) globalizzatrice (anatema!), e come tutti sanno, il nemico del mio nemico è mio amico, mio fratello, mio alleato per sempre contro l'Impero del Male.

Spostandoci un attimo più a sud (e qui rischio di attirarmi gli strali di Dacia Valent), in Somalia durante l'ultimo anno ha cominciato ad emergere una cosca vincente nella lotta fra delinquenti assortiti per il controllo del Paese; una cosca non migliore delle altre, diciamolo subito, che stava assumento il controllo per il semplice motivo che, a differenza di tutte le altre, non era organizzata su base tribale/di clan ma religiosa, e quindi non precludeva a nessuno la possibilità di stare dalla parte del vincitore, mentre tutte le altre cosche promettevano, in caso di vittoria, peste, corna e gambizzazioni agli appartenenti ad altri clan.

Certo si trattava di fondamentalisti religiosi, ma, com'è il caso dell'Iran, se alla gente del posto sta bene una teocrazia, che se la godano tutta - e come è successo per i Talebani in Afghanistan, questi qui offrivano almeno la possibilità di un minimo di pace, della fine di una guerra civile atroce quanto insensata, e quindi dovunque arrivassero venivano accolti, se non con entusiasmo, almeno con rassegnazione unita ad un minimo di speranza.

Poi le "Corti islamiche" son state furbe e si sono accattivate le simpatie di tutta l'autoproclamatasi sinistra antagonista occidentale: morte all'America, morte all'Occidente, introduzione immediata della Sharia "dura", un ministro s'è pure vantato di essere stato al comando di quelli che trascinarono i cadaveri dei Rangers americani in giro per Mogadiscio l'altra volta (dice, i Rangers erano lì per arrestare un delinquente che aveva fatto scannare una ventina di caschi blu pachistani disarmati mentre distribuivano cibo ad una fetta di popolazione che lui aveva deciso di far crepare di fame? Il discorso è troppo complicato, ha ammazzato degli americani, è un eroe, e poi gli americani, come m'insegnano Uriel e Amnesty, a Guantanamo fanno di peggio); infine, ciliegina sulla torta, avevano cominciato ad esportare la rivoluzione in Somaliland, che era diventato una repubblica autonoma e (orrore!) democratica, quindi approvata (doppio orrore!) dall'occidente; senza contare che sono riuscite a farsi accusare di ospitare terroristi di Al Qaeda, cosa che li ha resi due volte eroi in occidente, una volta perchè se gli americani accusano qualcuno di terrorismo, quel qualcuno diventa automaticamente innocente di ogni colpa, e due volte perchè comunque anche se era vero, offrivano ospitalità a gente che vede nell'occidente l'Impero del Male. Insomma, anche qui, il nemico del mio nemico è mio amico fraterno.

Le Corti islamiche hanno commesso qualche piccolo errore tattico: si sono inimicate i giovani, vietando fra le altre cose televisione, musica, alcool, e sparando a chi non rispettava il divieto, facendo qualche decina di morti fra la folla che guardava una partita dei Mondiali; hanno vietato il khat, un blando stupefacente universalmente diffuso nel Paese (fra la gioia degli stessi antagonisti europei che alle primarie col candidato senza volto si riempivano la bocca con l'antiproibizionismo) cancellando la principale fonte di reddito di una fetta significativa della popolazione, e senza offrire alcuna alternativa; per finire,
con il tentativo di esportazione della rivoluzione islamica in Kenya e Somaliland si sono inimicate tutti i vicini, e soprattutto hanno messo in allarme l'Etiopia, che si vedeva come il prossimo Paese sulla lista, una volta caduto il cuscinetto sempre più striminzito del "governo legittimo" somalo - e ad Addis Abeba si ricordavano fin troppo bene il conflitto più che decennale con la Somalia di Siad Barre.

Risultato, l'Etiopia è fraternamente intervenuta in soccorso del legittimo governo somalo ed ha invaso la Somalia. E qui, a occidente, sono cazzi. Il nemico del nemico del mio nemico, se è nemico del mio nemico, è mio amico o mio nemico? Quale Etiopia ha invaso la Somalia? Quella con un governo praticamente socialdemocratico che voleva i profitti del logo del caffè per ridistribuire il reddito fra i poveri coltivatori, o quella che ha uno dei peggiori track record di rispetto dei diritti umani, la dittatura brutale in costante conflitto con l'Eritrea e che ha appena invaso ed occupato militarmente la Somalia?

Probabilmente tutt'e due. Anche la coerenza, come la realtà, è un'invenzione del Mossad.

P.S. Tanto per capirci: io non la penso esattamente come Naomi Klein, ma credo che il sistema di brevetti e di protezione della proprietà intellettuale così come è definito adesso vada pesantemente rivisto, e soprattutto vadano rivisti i parametri che ci permettono di decidere cosa sia brevettabile e cosa no. Ed ero contrario al trademark sui caffè etiopi, sia per una questione di principio che perchè non avevo nessuna fiducia che i soldi sarebbero finiti a chi ne aveva bisogno. A chi non è d'accordo faccio solo notare che l'Etiopia è uno dei 10 Paesi più poveri del mondo, ma la sua aviazione ha aerei da combattimento migliori e più moderni di quelli in dotazione alla RAF, alla Luftwaffe e all'Aeronautica Militare Italiana.

P.P.S. No, non lo so che soluzione si potrebbe trovare per la Somalia. Non credo che le Corti islamiche, alla lunga, avrebbero dato stabilità al Paese (che rischiava di trovarsi coinvolto in una guerra su tre fronti) e non credo che i capimafia del cosiddetto "governo legittimo" siano un'opzione migliore. L'ONU è completamente screditata e gli occidentali è meglio che non ci si facciano vedere affatto. Una persona più cinica di me probabilmente direbbe che l'unica soluzione è costruirle un muro attorno e lasciare che se la vedano fra di loro; una persona più ottimista di me proporrebbe l'intervento di una forza super partes dell'Unione Africana, magari finanziata dall'ONU. Personalmente sono scettico su entrambe le opzioni.