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02 maggio 2011

De tu querida presencia...

...comandante Bin Laden

Si, cioè, cazzo, compagni, cazzo, porcoddio, si tratta di disinformazione della CIA, cioè, se Bin Laden era un agente della CIA e le Torri Gemelle sono state un'operazione false flag progettata come Operazione Northwood e Al Qaeda significa "la base" cioè il database della CIA di tutti i falsi terroristi che lavoravano per loro cioè mi sembra evidente che devono averlo ammazzato perchè gli era diventato scomodo.

Cioè in sostanza lo hanno ammazzato come Che Guevara.

Cioè comunque cazzo compagni mi sembra chiaro che le istanze di quella che i servizi hanno bollato come "Al Qaeda" sono istanze di riforma che sono comuni ai popoli musulmani e quindi ammazzando i leader riformisti quello che si ottiene è di rendere impossibile il dialogo che era l'obiettivo degli angloamericani che hanno bisogno di una guerra per uscire dalla crisi e costruire i loro oleodotti e soprattutto prendere possesso delle fonti d'acqua. L'hai visto Beppe Grillo l'altra sera? La terza guerra mondiale si farà per l'acqua.

E voglio dire, poi in sostanza mi sembra un'operazione di facciata, cioè a noi che ce ne frega se Bin Laden è vivo o morto, gli americani pongono tanto l'accento su questo ma poi alla fine cosa cambia degli equilibri politici?

E poi cioè compagni, andiamo, ma non vi sembra strano che l'abbiano "ammazzato" a praticamente una settimana dai referendum per l'acqua e il nucleare?

E poi comunque io non ero d'accordo con molte cose che diceva ma di base si è sempre coerentemente battuto contro l'imperialismo yankee. Io comunque ho comprato il poster.

Certo poi se vogliamo credere che il Mossad non c'entra niente...

P.S. Se credete che stia esagerando, andate a leggere i commenti sul manifesto e sul Guardian. E, mi dicono, su Facebook.

P.S. Tante scuse a tutti quelli che, via posta, Facebook e blog, ho ignorato nelle ultime settimane. È stato un periodo veramente d'inferno

11 gennaio 2011

The little people


Uno degli effetti della forte stratificazione della società inglese, della separazione tuttora esistente – sebbene più a livello culturale che pratico – fra le classi sociali é la nascita di parole e modi di dire che sono difficili da tradurre in lingue di Paesi che non siano altrettanto fortemente stratificati (sospetto di aver appena bestemmiato contro il Beato Chomsky; i credenti possono risparmiarsi correzioni, la mia ignoranza é talmente abissale che probabilmente non le capirei).

Un esempio é la frase “the little people”. The little people sono “piccoli” nel senso che non hanno alcuna importanza, rilevanza sociale, peso economico: talmente inferiori a me da appartenere quasi ad un’altra specie. In italiano tendiamo a rendere l’espressione con “popolino”, ma non é una traduzione precisa: “popolino” ha sempre una connotazione critica, implica l’ignoranza o la scarsa educazione dei suoi appartenenti, mentre the little people sono talmente poco importanti che non fa differenza se siano colti o ignoranti, beneducati o cafoni. Sono privi di importanza per diritto di nascita.

Oggi ovviamente la frase viene usata, almeno in maniera esplicita, solo in senso ironico; ma il comportamento di un sacco di gente, e non solo qui, lascia pensare che il concetto faccia parte della forma mentis di molti.
Yasmin Alibhai-Brown é una giornalista di fama dell’Independent e del Guardian, sposata ad un finanziere della City divenuto superdirigente della FSA (la Consob inglese), opinionista molto seguita e tranzi di punta dell’establishment intellettuale britannico; musulmana, si definisce fautrice della democrazia laica – lodevole, anche se il suo concetto di democrazia é appunto quello tranzi/multiculturalista forte. Qualche settimana fa la signora Alibhai-Brown parlava alla radio di questo e di quello, e ad un certo punto é tornata alla carica su un tema a lei molto caro – sostenendo che gli occidentali, e soprattutto i politici occidentali, non dovrebbero mai interferire o anche solo denunciare apparenti violazioni dei diritti umani in società diverse dalla loro, neanche quando si tratta di lapidazioni o impiccagioni di donne in Iran o Pakistan per “reati” che per noi non sono affatto tali. Ha ripetuto, davanti alla domanda del conduttore, che no, i politici occidentali dovrebbero astenersi dal dire alcunché quando una donna musulmana viene lapidata (*)

Un consigliere comunale di qualche villaggio del sud dell’Inghilterra (se non ricordo male) che stava ascoltando la trasmissione, ha scritto su Twitter “Qualcuno potrebbe per favore lapidare Yasmin Alibhai-Brown? Prometto di non dire niente”.

1)     La signora Alibhai-Brown, letto questo messaggio, ha riso e scosso la testa, ha compreso l’ironia della situazione e deciso che forse, dopotutto, aveva detto un po’ una cazzata.

2)     La signora Alibhai-Brown, informata dalla figlia di questa criminale, oltraggiosa affermazione di un maschio fallocratico che voleva ridurre al silenzio la voce indipendente di una donna, é andata alla polizia, l’ha denunciato, e il consigliere comunale é stato sospeso dal partito (conservatore), arrestato, rimesso in libertà su cauzione, ed é al momento in libertà vigilata in attesa di giudizio. La signora Alibhai-Brown ha anche denunciato con forza il clima di odio contro di lei in quanto donna, musulmana e femminista e il colpevole silenzio della classe politica su questi inqualificabili atti di intimidazione.

Una pinta a chi indovina quale delle due versioni é quella vera.

Vabbé, troppo facile. La signora Alibhai-Brown, io temo, é in perfetta buona fede nel reagire a questa maniera: perché quando si parla di lapidazione, impiccagione o frustrate in piazza per le vittime di violenza sessuale (o anche solo per aver indossato i pantaloni sotto al burqa, come in Sudan) non si parla di lei o delle sue amiche che vanno con lei all’inaugurazione delle gallerie d’arte a Chelsea: si parla di little people, di donne che non sono esseri umani completi come lei, di oggetti che esistono per fare da argomento dei suoi articoli, o attraverso le cui vicende la giustezza delle opinioni espresse nei suoi articoli viene dimostrata. Questo concetto é radicato così profondamente nella sua psiche che il suo sdegno, il suo scandalo, davanti all'idea, per quanto ironica, che la sua augusta ed intellettuale persona venga trattata alla stessa maniera delle non-persone in Iran e Pakistan, é perfettamente genuino e sincero. La reazione scandalizzata, sospetto, non veniva tanto dal suggerimento poco serio che venisse lapidata, quanto piuttosto dalla lesa maestà, dal suo essere accomunata ai little people.

O per fare un altro esempio, prendiamo Diane Abbott – parlamentare laburista di lungo corso e specchiata fede anti-blairiana, attivista antirazzista, recentemente candidata dall’ala sinistra del partito alla segreteria del Labour Party. La signora Abbott predica la chiusura delle grammar school statali, ha recentemente approvato la proposta di chiudere/sanzionare le scuole che offrono il baccalaureato europeo (più difficile/selettivo del GCSE come esame di Stato) ed ha fortemente criticato la decisione dei Blair di mandare i figli ad una scuola statale selettiva (una grammar).

Tutto questo, ovviamente, vale per gli altri, for the little people: perché la signora Abbott ha frequentato lei stessa una grammar statale, ed ha iscritto suo figlio ad una delle public schools più esclusive del regno, la City of London School for Boys – sostenendo che, sì, era ingiusto ma lei voleva il meglio per suo figlio. In altre parole: le public schools e le scuole statali selettive sono effettivamente migliori delle scuole non-selettive a cui lei vorrebbe obbligare per legge the little people a mandare i propri figli: le scuole più qualificate dovrebbero essere riservate a persone importanti, a persone vere come lei e i suoi amici dell’All-Party Parliamentary Group for Tribal Peoples che scrivono editoriali di fuoco sull’Independent contro la barbarie degli esami scolastici e universitari e di un sistema di istruzione che impone lo studio della matematica e della fisica piuttosto che stimolare la capacità creativa con l'analfabetismo. Doptutto, come ha detto anche giustamente la signora, se avesse mandato suo figlio in una di quelle scuole di merda che ha contribuito a creare, il pargolo sarebbe finito in una gang senza che nessuno potesse dir niente (perché combattere le gang che reclutano nelle scuole é razzista. Almeno a sentire l'on. Abbott. Almeno nelle scuole che suo figlio non frequenta)

Insomma, rockstar che vanno a parlare all'ONU contro il fenomeno del nomadismo fiscale mentre il loro avvocato completa le pratiche per spostare la residenza fiscale in Olanda e risparmiare un paio di punti percentuali di capital gain; vice-primi ministri che vogliono chiudere le scuole che vanno troppo bene perché sono divisive mentre loro hanno frequentato (con i soldi di papà) public schools esclusivissime; ambientalisti milionari e figli di milionari che protestano perché le linee aeree a basso costo permettono anche agli operai di andare in vacanza - comincio a sospettare che molti di quelli che il mio amico Yossarian chiama Opliti del Bene abbiano la disdicevole tendenza a dividere il mondo nelle due categorie di "io e i miei amici" e untermenschen. E la cosa mi piace poco.

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(*) In linea di principio, la sua posizione é meno delirante di quell che potrebbe sembrare se si tiene conto delle sue premesse; come detto, la signora Alibhai-Brown é a tutti gli effetti una tranzi, e come tale non dà alcun peso alle posizioni od opinioni degli individui (ad eccezione delle sue, ovviamente). Dal suo punto di vista l’individuo in quanto tale non é affatto depositario/titolare di diritti. Il soggetto di diritto nella sua visione del mondo é il raggruppamento socioculturale a cui gli individui appartengono. Dire “X é americano ed é contro la pena di morte” é per la signora Alibhai-Brown un’affermazione non sbagliata, ma semplicemente priva di senso: quello che si dovrebbe dire é “X é americano, e gli USA hanno la pena di morte”. Questo, ad esempio, spiega perché, nel commentare una lunga lista di firme in calce ad una petizione contro l’esecuzione di non so che condannato/a a morte in Iran, la signora ha commentato che la petizione non aveva alcun valore in quanto conteneva le firme di intellettuali americani. Nella visione del mondo della signora Alibhai-Brown, l’opinione di qualunque individuo che non si chiami Yasmin Alibhai-Brown non ha valore, peso o significato e solo l’espressione della volontà dei vari raggruppamenti etnici/religiosi/sociali é da considerare. In questo senso é giusto dal suo punto di vista dire che per gli “occidentali” (che come raggruppamento contengono gli USA) é ipocrita condannare le esecuzioni capitali in Iran.

21 giugno 2010

...e uno alla botte


E siccome gli dei mi odiano, mi mettono sulla strada almeno un tube nutter o due all'anno, e l'ultima mi é piombata in testa la scorsa settimana. Anche se, devo dire, questa volta é stata colpa mia, nel senso che il mio comportamento, aspetto ed abbigliamento davano luogo ad equivoci.

Prima di tutto, indossavo un gessato nero. Il che, bisogna dire, é colpa mia solo in parte: la banca ha un dress code piuttosto stretto e bisogna adattarcisi, quindi un gessato uno prima o poi se lo compra, se non altro perché tutti i colleghi ne hanno uno. Poi leggevo il Times - ma anche lì non era del tutto colpa mia, l'edicola della stazione della metropolitana aveva finito il Guardian. Cos'altro? Ah, sì, i capelli a spazzola che tendo a tagliare quando superano gli 8 mm di lunghezza, ma quello é perché sono pigro - il taglio a spazzola ultracorto non necessita di essere pettinato ogni mattina, il che mi fa risparmiare quei buoni 25-30 secondi. Infine, e quella era colpa grave, il braccialetto di Help for Heroes: a quanto pare, dare 5 sterline per contribuire alla costruzione di un ospedale per la riabilitazione di feriti e mutilati in combattimento é una Brutta Cosa.

Insomma io ero in metropolitana - semivuota perche' cominciavo tardi (un "volontario" ogni settimana deve cominciare tardi e uscire dal lavoro alle 19), leggevo per i fatti miei e stavo in piedi perché, da bravo maschilista, avevo ceduto il posto a sedere ad una signora, quando a Camden Town una tipa mi si para davanti, e giuro, dai calzerotti equi e solidali al giubbino cruelty-free, dalla borsa di canapa biologica alla gioielleria etnica, sembrava una caricatura della manifestante no-global, le mancava giusto un libro di Naomi Klein in mano per essere perfetta - e mi apostrofa, in un inglese impeccabile da public school, con una litania di accuse che purtroppo non posso riportare letteralmente perche' era bella lunga e la pulzella parlava anche veloce - il succo, comunque, era che quelli come me hanno reso questo Paese una merda, noi capitalisti thatcheriani privi di cuore tranne quando ci commuoviamo se i mercenari assassini e massacratori dei bambini di Falluja vengono feriti o mutilati dalla resistenza, noi sostenitori dei Tories, noi elettori di Cameron, noi...

Insomma, che potevo fare? Ho aspettato - a lungo, eh, da Camden Town a King's Cross - che riprendesse fiato, e soprattutto che arrivasse al punto in cui proclamava che la Gran Bretagna non sara' mai una nazione civile finche' non si sara' liberata di quelli come me che votano Tory e sostengono Cameron, e ho dispiegato l'opzione nucleare, calcando un tantino sull'accento straniero:

"I'm sorry, but I am not sure I understand, I am an immigrant, I cannot vote in Britain. Are you saying that I should be deported back to my country?"

E' finita che quasi dovevo soccorrerla, e' impallidita cosi' repentinamente che temevo mi svenisse davanti. Non ha detto una parola ed é scesa di fretta a Euston senza più guardarmi in faccia.

25 giugno 2009

Più realisti del re


C'è una piccola ma interessante fetta della sinistra italiana e inglese che sembra non riuscire ad incontrare un clericofascista senza innamorarsene - una specie di alternativa speculare agli atei devoti alla Giuliano Ferrara, gente che ritiene che avere i preti al governo sia la cosa migliore che possa capitare agli altri (e poi, a quanto pare, il governo iraniano tiene pulite le strade e, suppongo, fa arrivare i treni in orario).

Però a tutto c'è un limite e a volte chi lo supera si rende ridicolo, ad esempio gridando al complotto e al fotomontaggio sul filmato che mostra la morte di Neda Soltan, quando persino i giornali governativi iraniani ne ammettono la morte - e subito accusano la BBC di aver assunto degli assassini prezzolati per ucciderla davanti alle telecamere e mettere in cattiva luce il governo.

Se conosco i compagni antimperialisti solidali con l'esperienza rivoluzionaria iraniana, sono certo che non avranno difficoltà a sostenere entrambe le tesi contemporaneamente non appena verranno a sapere della nuova versione ufficiale.

12 febbraio 2009

La discriminante


Devo dire che avevo ogni intenzione di festeggiare lo spuntare collettivo di almeno un testicolo al Parlamento inglese - mi riferisco al fatto che, dopo il solenne impegno di Jacqui Smith a impedire l'ingresso nel Paese ad estremisti e propagandisti dell'odio, Geert Wilders, il parlamentare razzista olandese autore di Fitna, fosse stato rimandato indietro alla frontiera. Wilders fa sembrare Pym Fortuyn (possa non riposare in pace) un capolavoro di tolleranza, vuole deportare cittadini del suo stesso Paese in base all'appartenenza religiosa, vuole mettere fuorilegge la pubblicazione e la lettura del Corano, ha realizzato un cortometraggio che sembra la trasposizione cinematografica della collezione degli anni d'oro di Der Stürmer, ed ha portato il suo partito a collaborare con i neofascisti del Vlaams Belang. Personalmente approvo in pieno l'idea di tener fuori i fascisti, o al limite di farli entrare giusto per un giro turistico di Cable Street, un'occhiata ai murales commemorativi, un colpo di Hazet 36 nel cozzetto e via, raus, come amano dire loro.

Poi però ho notato una cosa strana che mi ha lasciato vagamente perplesso. Il signore che ha guidato la rivolta dei Lord contro l'arrivo di Wilders (e la proiezione di Fitna nella Camera dei Lord, evento che personalmente ritengo sarebbe stato motivo di vergogna nazionale) è Lord Nazir Ahmed, Barone Ahmed di Rotherham, Pari a vita e membro del Partito Laburista.

Lord Nazir Ahmed, Barone Ahmed di Rotherham, ha collaborato qualche anno fa alla visita in UK - per lanciare il suo nuovo libro - di un gentiluomo che va sotto il nome d'arte di Israel Shamir, un giornalista russo legato ad ambienti dell'estrema destra russa ed europea e a neonazisti americani del calibro di David Duke, uno che ha addirittura accusato il BNP di non essere abbastanza fascista e di "essersi venduto agli ebrei". Lord Ahmed, presentando il libro del suo "caro amico" Shamir, ha fatto anche una serie di affermazioni sugli ebrei come primo motore e quinta colonna dell'imperialismo britannico e ipso facto dei mali occorsi al mondo musulmano nel corso degli ultimi due secoli.

Insomma, Lord Ahmed guida la protesta contro la visita di un propagandista del razzismo e dell'intolleranza legato ad ambienti dell'estrema destra, pur avendo in passato aiutato e sostenuto un propagandista del razzismo, dell'intolleranza e dell'antisemitismo legato ad ambienti dell'estrema destra. Mi chiedo quale sia la discriminante che gli ha fatto cambiare opinione.

20 novembre 2008

Sostituzione di variabili


Ammettiamolo: il problema di X non ha una soluzione poliziesca/militare. Possiamo mettere soldati ad ogni angolo di strada e in ogni villaggio ma ogni volta che un membro di X viene ucciso, le condizioni economiche e culturali fanno sì - e questo lo sanno tutti - che ne vengano fuori altri due.

Da quanti anni - no, secoli - esiste X? Quanti invasori stranieri hanno cercato di pacificare il territorio? Quanti morti ha fatto il rifiuto di capire che X è connaturato alla cultura della popolazione locale?

La repressione militare, d'altra parte, ottiene il solo risultato di esasperare le tensioni e quindi di inasprire lo scontro ed accrescere il conteggio delle vittime innocenti.

Guardiamo in faccia la realtà: lo stillicidio di morti e feriti, di bombe e massacri, continuerà fintanto che continueremo nell'illusione che X si possa sconfiggere con la forza delle armi. L'unica soluzione è ritirare ogni forza in uniforme e lavorare ad una soluzione negoziata che metta d'accordo le esigenze della popolazione e di X. Dobbiamo finalmente accettare che pretendere di imporre all'intera popolazione un nostro personalissimo concetto di legalità e democrazia è un'idea di un'arroganza spaventosa.

I "compagni" che ripetono quanto sopra sostituendo a X i Talebani e l'Afghanistan dovrebbero provare a fare il semplice esercizio di utilizzare invece nella variabile la Sicilia e la mafia.

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We must admit it: the problems of X have no military/police solution. We could place soldiers at every street corner and in every village, but every time a member of X is killed two more spring out, born out of the local economic and cultural conditions - and everybody knows it.

Fow how many years - no, centuries - has the X problem existed? How many foreign invaders have tried to pacify the territory? How many victims has made the refusal to understand that X is an integral part of the local culture?

Military repression, on the other hand, has the only result of heating up tension and therefore of intensifying the tension and increasing the count of innocent victims.

Let's face it: the trickle of dead and wounded, of bombs and massacres, will continue as long as we will persist in the illusion that X can be defeated through force of weapons. The only solution is to withdraw all uniformed forces and work on a negotiated solution that will take into account the needs and demands of the populace and of X. We must finally accept that imposing to the local populace our personal concept of rule of law and democracy is a frighteningly arrogant idea.

The "comrades" who will enthusiastically repeat the above text replacing the Taliban and Afghanistan for X should try the simple exercise of using in the variable Sicily and the mafia instead.

10 settembre 2008

Cazzari


Sensazionali notizie sull'Unità: la storia degli attentati con gli esplosivi liquidi era tutta una bufala e gli otto aspiranti terroristi sono stati assolti. La cosa giungerà come una sorpresa, probabilmente, ai giudici che hanno condannato sette degli otto imputati, tre per cospirazione finalizzata ad omicidi (il reato di "strage" non esiste nell'ordinamento inglese) e quattro per cospirazione finalizzata a produrre esplosioni. L'accusa non è riuscita a provare che i primi tre intendessero effettivamente far esplodere le bombe a bordo di aerei invece che in un terminal affollato, e gli altri quattro hanno patteggiato un'imputazione minore. Uno è stato assolto.

Non esattamente le condanne che l'accusa aveva chiesto, ma da dove arriva l'impressione dell'Unità che fosse "tutta una bufala"?

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Amazing news on the former Italian Communist Party's house organ, L'Unità: the liquid explosives plot was bogus, and the eight would-be terrorist have been found not guilty. This will probably come as a surprise to the judges and jury who found seven of the eight defendants guilty, three for conspiracy to commit murder and explosions and four for conspiracy to cause explosions. The prosecution could not prove beyond reasonable doubt that the first three meant to blow themselves up inside an airliner rather than in a crowded terminal building, and the other four plead guilty to a lesser charge. One was found not guilty.

Not exactly the level of sentencing sought by the prosecution, of course, but where does L'Unità's conviction that it was all bogus come from?

09 settembre 2008

Perchè perdiamo le elezioni?


Per molte ragioni. Una, ottima, è Lee Jasper, il consigliere speciale di Ken Livingstone per le minoranze etniche, licenziato per aver tenuto nascosta una relazione con una donna alla cui compagnia aveva assegnato dei fondi pubblici; Red Ken aveva promesso che se avesse vinto le elezioni l'avrebbe rimesso in sella - il che significa che se Ken avesse vinto le elezioni adesso questo signore starebbe promuovendo l'apartheid a Londra da una posizione di potere.

A quanto pare la soluzione a tutti i problemi, dice il buon Lee, è creare scuole solo per ragazzi neri, con insegnanti neri, personale nero, e che promuovano un'istruzione nera diversa da quella dei bianchi, e valori specifici della comunità nera. Dopotutto, ragiona Mr. Jasper, i grandi leader della consapevolezza nera, da Nelson Mandela a Martin Luther King, sono usciti proprio da scuole per soli neri, e guarda quanto bene gli ha fatto.

Lee Jasper non è solo una buona ragione per perdere le elezioni - viene da pensare che sia una buona ragione per esserne contenti. Se solo i Tories avessero candidato un essere umano, invece del pagliaccio assassino di It...

Hati tip: Harry's Place. Interessanti i commenti che estendono la proposta fino alla creazione di un sistema di quote sul trasporto pubblico - posti riservati ai neri su ogni autobus.

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There are many reasons why we on the left lose elections. A good one is Lee Jasper, former race relations advisor to Ken Livingstone, fired for hiding a relationship with a woman whose company his office was funding; Red Ken had promised that he'd bring him back in the saddle if he won - meaning that if Ken had won the mayoral race, now we'd have this bloke promoting apartheid in London from a position of power.

It appears that, according to the good Lee, a solution to all the problems afflicting the black community could be creating blacks-only schools, with black teachers and black staff, promoting a black education (as in "different from that of the whites") and specifically black values. After all, Mr. Jasper muses, the great black consciousness leaders, from Nelson Mandela to Martin Luther King Jr., came from black-only schools and look where it got them!

Lee Jasper isn't just a good reason to lose an election - he's a good reason to be glad we lost. If only the Tories had let a human being run instead of the murderous clown from It...

Hat tip: Harry's Place. Check out the comments that extend the proposal with the creation of a quota/affirmative action system on public transport - blacks-only seats on every bus.

18 agosto 2008

Pace in Georgia


Avete notato una impressionante particolarità del conflitto in Georgia? Per la prima volta forse nella storia un'invasione militare di enormi proporzioni come quella russa, con scontri di mezzi corazzati e l'uso di bombardieri strategici non ha causato neanche una vittima civile.

Almeno, questo è quello che si può capire seguendo gli eventi sulle principali fonti di informazione "pacifiste": Peacereporter, STWC, CND e simili. Quando si parla di vittime civili, si fa sempre e solo riferimento a quelle presumibilmente causate dall'esercito georgiano: la Russia ha bombardato a tappeto con i Tu-22 i concentramenti di truppe georgiane nelle città di frontiera, ma sembra aver usato bombe superintelligenti le cui schegge girano attorno ai civili per colpire solo militari.

Che i pacifisti occidentali fossero in larga maggioranza alla bancarotta morale non è, purtroppo, una novità. Pronti a correre in difesa di fascisti di ogni sottospecie, attenti a difendere l'inviolabile diritto delle ragazzine afghane ad essere bruciate nelle scuole o a vedere i loro insegnanti assassinati, entusiasti nel negare pulizie etniche e genocidi a patto che i loro autori siano disposti a fare qualche rumorino anti-occidentale, sono tutto sommato pacifisti quanto Donald Rumsfeld, con cui condividono la propensione a definire "vittime civili" solo quelle causate da quella che hanno deciso di identificare come l'altra parte; e adesso, per qualche motivo, hanno preso posizione più o meno apertamente in favore della Russia di Vladimir Putin. Alcuni l'hanno fatto perchè Shaakashvili è filo-occidentale, con tutto il solito contorno di diffamazione ai danni di Human Rights Watch e delle altre ONG che hanno commesso l'imperdonabile crimine di appoggiare la rivolta da lui capeggiata; altri perchè Putin sarebbe un vero comunista - a quanto pare ci sono militanti che si dicono di sinistra quando non addirittura marxisti duri e puri, che credono che imporre limitazioni autocratiche alla democrazia, fare fuori qualche giornalista o dissidente espatriato, esercitare un controllo statale/personale sulle attività produttive strategiche e perseguire una politica estera vagamente antioccidentale (poco importa che l'antioccidentalismo sia semplicemente conseguenza dello scontro fra opposti imperialismi) equivalga a "comunismo". Quale che sia la ragione, la compattezza della sinistra radicale e dei gruppi pacifisti è impressionante, di gran lunga superiore a quella dei media mainstream alla vigilia dell'invasione dell'Iraq nel 2003. In ultima analisi, le differenze fra la Stop The War Coalition e Sean Hannity di Fox News si riducono a quali modelli di carro armato sono disposti a salutare festosamente quando li vedono passare.

P.S. Mi sembra il caso di precisare che quanto sopra prescinde dalle ragioni e dai torti di questa guerra: l'esercito georgiano ha aperto il fuoco su una forza di interposizione che aveva un mandato internazionale, e la reazione russa è niente di più di quel che si dovrebbe fare, che si sarebbe dovuto fare, in ogni simile occasione: in Bosnia, in Ruanda, in Darfur. Il messaggio dovrebbe essere, sempre e comunque, che chi apre il fuoco su una forza di interposizione, o viola un accordo di cessate il fuoco, deve aspettarsi una reazione, una rappresaglia da parte di forze soverchianti. Aprite il fuoco sulle forze di pace e verremo a prendervi, dovunque siate, usando 10 volte la forza necessaria. Come hanno fatto i russi. Il problema non è se i russi abbiano ragione o torto, ma la profonda disonestà intellettuale di chi sul Kosovo riportava testimonianze false ed oggi sulla Georgia riporta notizie identicamente false, ma nell'altra direzione.

P.P.S. Sempre su Peacereporter: qualcuno legga questa cosa qui e mi dica, per carità, che l'articolo è ironico ma in maniera troppo sottile per me.

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Did anyone notice an interesting detail of the conflict in Georgia? Possibly for the first time in history, a major military invasion with armoured clashes and carpet bombings by strategic bombers has caused no civilian casualties.

At least, that's what one would assume if the followed the events through the major "pacifist" news sources - Peacereporter, CND, STWC and the like. When they talk about civilian casualties it's only in reference to those allegedly caused by the Georgian Army - Russia has carpet-bombed troop assembly areas in border cities with Tu-22 horizontal supersonic bombers, but it appears they used super-smart bombs whose shrapnel can dodge and weave around civilians and only hit military personnel.

That Western pacifists are in majority morally bankrupt will not strike many as news. Ready to rush to the rescue of all kinds of fascists, careful in their defence of the inalienable right of Afghan schoolgirls to be burned in their schools, or to watch their teachers being gunned down, enthusiastic in their denial of ethnic cleansings and genocides - provided that their authors are willing to make a few anti-western noises - they are all in all as peace-loving as Donald Rumsfeld, with whom they share the propension to label "civilian casualties" only those caused from what they identify as the other side; and now, for some reason, they have taken position in favour of Vladimir Putin's Russia. Some did it because Shaakashvili appears to be pro-West and therefore must be evil - cue the usual onslaught of ridiculous accusations and conspiracy theories against HRW and the other NGOs guilty of supporting the revolt he headed; others because apparently Putin is a true communist - there seem to be some leftwing, or even through and through Marxist, militants who think that imposing limitations on democracy, murdering the odd journalist or expatriate dissident, maintaining State (or personal) control over strategic industrial sectors and pursuing a generally anti-Western foreign policy (never mind that its anti-westernism is simply the result of a clash of imperialisms) is the essence of communism. Whatever the reason, the uniformity of opinions across the militant left/pacifist front puts to shame the alleged subservience of the mainstream media to the Bush administration on the eve of the 2003 Iraq invasion. Bottom line, the difference between the Stoppers and Fox's Sean Hannity seems reduced to the model of the tanks they are willing to cheer on.

P.S. I should point out that the above does not constitute an argument in favour or against the Russian intervention in Georgia: one could point out that the Georgian Army opened fire on a peacekeeping force with an international mandate, and the Russian reaction was what it should be, what it should have been, in every such occasion: in Bosnia, in Rwanda, in Darfur. The message should be, always, that whoever opens fire on a peacekeeping force, whoever violates a ceasefire, must expect an overwhelming reaction. Open fire on our peacekeepers and we'll come and get you, using 10 times the necessary force. As the Russians did. The problem is not whether the Russians are right or wrong, but the appalling dishonesty of those who, during the Kosovo war, had no qualms reporting absolute falsehoods, and now on Georgia alter the truth the opposite way to score political points. (The article on the Kosovo bombings was all over the place in Italy in '99, the link is the only English translation I could find)

23 giugno 2008

Gattuso è vivo e lotta insieme a noi

Leggo che il compagno Gattuso ha dichiarato tempo fa che certe usanze e certe leggi non si possono imporre ad una popolazione a cui sono estranee per tradizioni, cultura e religione, che non si può far violenza ad un popolo e alla sua cultura introducendo più o meno a forza certi stravolgimenti dell'ordine sociale per la semplice ragione che fanno così in Nordeuropa o in (bleah) America.

Qualcuno mi spiega perchè

a) se si parla della democrazia e dei diritti umani per gli albanegri in Iran/Afghanistan/Pakistan/Sarcazzistan, quanto sopra è sacrosanto, mentre

b) se si parla del matrimonio omosessuale in Italia, quanto sopra è una porcheria fascista e deve morire impalato ma lentamente, torero, torero, olè?

Insomma, perchè è lecita ed anzi auspicabile l'ingerenza dei preti degli altri (e dei loro sgherri) negli affari degli altri, mentre quella dei preti nostri (e dei loro sgherri) negli affari nostri va combattuta se necessario anche con le armi? O, in generale, da quando è diventato di sinistra fare i froci col culo degli altri?

16 giugno 2008

Trionfale avanzata dell'alleato germanico nel saliente di Kursk


Sabato 14 giugno, verso le quattro del pomeriggio locali, si è verificato un altro imponente attacco delle truppe talebane contro gli uomini della milizia afghana del gueriti [sic] e temuti comandanti dell'esercito afghano. I talebani hanno prima assalito il distretto di Margiah con un imponente attacco che ha coinvolto decine di guerriglieri, tanto che i soldati dell'esercito afghano che difendevano la zona sono stati costretti a chiedere l'ausilio di altri uomini

un imponente attacco che ha coinvolto decine di guerriglieri

un imponente attacco che ha coinvolto decine di guerriglieri

Secondo me pure gli autori dei cinegiornali Luce avrebbero avuto un moto di vergogna a scrivere una cosa del genere.

(da Peacereporter)

20 maggio 2008

Prima vennero per i comunisti...


Dibattito in Italia: per i Rom ci vogliono le camere a gas, o bastano le deportazioni forzate come dicono quegli smidollati del PD?

Non per fare pubblicità in famiglia, ma è il caso di andare a leggere Mrs. Inminoranza.

Anche Restodelmondo e Mmax ne parlano. E io non riesco a togliermi dalla testa una frase di quello che era il candidato preferito degli americani nel 2004, Jed Bartlet: "noi non facciamo appello al minimo denominatore comune, cerchiamo di innalzarlo"


06 maggio 2008

E ora tocca a McCain


A questo punto, chiunque vinca la nomination democratica, l'elezione di McCain sembra inevitabile.

Come faccio a saperlo? Perchè ascolto Democracy Now, e quindi so delle iniziative della sinistra radicale americana. Sinistra radicale che ha deciso di lanciare un'iniziativa nazionale chiamata Recreate '68, mirante a far convergere sulla convention democratica, che si terrà a Denver, attivisti da tutti gli Stati. Recreate '68 ha un sito, che chiarisce che lo scopo dell'iniziativa è proprio la protesta contro il Partito Democratico, non abbastanza progressista. Il progetto, esplicitato in interviste proprio a Democracy Now qualche giorno fa, è di disturbare e per quanto possibile bloccare i lavori della convention democratica, in una riedizione delle proteste che nel 1968 resero impraticabile la convention di Chicago e misero in stato d'assedio la città. Le proteste del 1968 sono ricordate come uno dei momenti più fulgidi della lotta della sinistra radicale americana, una grande vittoria degli attivisti, un momento di grande visibilità dell'antimperialismo che portò ad un risultato i cui effetti si sentirono per anni e anni a venire...

...um...

...la scomparsa politica dei democratici e l'elezione di Richard Nixon.

Sarà un trionfo, compagni.

29 dicembre 2007

Vorrei la pelle nera


...o almeno un po' più scura di come ce l'ho adesso.

Sarebbe di gran lunga più facile, la vita, potrei permettermi più cose che ora proprio mi sono precluse.

Potrei dire che la posizione delle donne nel movimento, nella lotta politica, è una sola, alla pecorina, e nessuno mi direbbe niente, anzi, probabilmente farebbero due-tre film sulla mia vita, di quelli con Danny Glover e/o Denzel Washington, e recensiti da Amy Goodman.

Se Mrs. Inminoranza facesse gli occhi dolci a quello sciupafemmine di Mmax potrei lapidarla, e accademici di mezzo mondo mi farebbero i complimenti per il mio contributo alla dialettica anti-colonialista.

Se mi piacessero le ragazzine potrei violentarne qualcuna ogni tanto senza praticamente conseguenze, perchè è la mia cultura.

Non so, ho l'impressione che a nascere occidentale bianco, maschilista e repressivo ho proprio pescato il biglietto sbagliato della lotteria...

09 giugno 2007

Riflessi pavloviani - nota a margine


In questi giorni c'è maretta all'interno del Partito Conservatore. Secondo i sondaggi hanno superato nelle preferenze i laburisti, e se si votasse domani David Cameron, e non Gordon Brown, sarebbe il nuovo primo ministro. Ciononostante, sono state un paio di settimane di polemiche, liti a porte chiuse e dichiarazioni contrastanti ai giornali, culminate con l'espulsione dal direttivo Tory di Graham Brady, ministro-ombra per l'Europa, colpevole di aver rilasciato alla stampa dichiarazioni in contrasto con la nuova linea di partito delineata da Cameron.

L'oggetto del contendere è la scuola. Per la precisione, sono le grammar school statali, di cui ho parlato poche settimane fa. David Cameron ha annunciato infatti che il Conservative Party non finanzierà l'apertura di nuove grammar school, e concorda con i laburisti sulla necessità di una loro estinzione a breve o medio termine.

Ora, ho parlato nell'altro post di cosa fossero le grammar school e di come avessero contribuito a creare un sistema di istruzione fra i migliori del mondo. Ancor oggi, le poche grammar school statali superstiti formano studenti che ottengono sistematicamente risultati migliori di quelli degli old boys di Eton, di Harrow o della City of London School. La chiusura delle grammar school significa che per un ragazzo capace la cui famiglia non si può permettere di spendere decine di migliaia di sterline in rette scolastiche l'unica possibile scelta sarà una comprehensive, in cui per regolamento le classi sono tenute ad andare al passo del più lento - dove il più lento è spesso funzionalmente analfabeta; mentre le famiglie privilegiate avranno ancora l'opzione delle public schools prestigiose e costosissime. Vale appena la pena di notare che David Cameron, come l'80% del direttivo Tory, è un Old Etonian.

Chiariamo subito che non sono sorpreso: David Cameron è un degno rampollo di una famiglia estremamente privilegiata, e non a caso ad Oxford faceva parte del Bullingdon Club, una associazione di studenti ricchissimi i cui membri giocavano a mettersi nei guai con atti vandalici ed episodi di violenza al solo scopo di mostrare da quali guai i soldi dei genitori potessero tirarli fuori. Che un prodotto di una simile educazione prenda provvedimenti per mantenere per quanto possibile la separazione fra privilegiati e plebei mi sembra solo ovvio. No, la cosa che mi agghiaccia è l'entusiasmo del Guardian e dell'Independent per questa svolta progressista dei Tory.

25 maggio 2007

Evoluzione


La sinistra si evolve, questo l'abbiamo sempre saputo. A volte si evolve in direzioni imprevedibili, ma del resto questo è il bello del fenomeno: guardando un velociraptor, qualcuno si poteva mai immaginare la comparsa del cardellino?

Ultimamente i fenomeni evolutivi stanno subendo un'accelerazione che, non esito ad ammetterlo, mi lascia sconcertato: non a caso Mrs. Inminoranza mi ha da tempo inquadrato ideologicamente nel campo dei vecchiosauri - pensate che davanti ad un corteo di lavoratori e sindacalisti bastonati dalla polizia al servizio dei preti, io faccio il tifo per i lavoratori.

Insomma qui le cose cambiano ad un ritmo accelerato, e mi prendono sempre più di sorpresa. Un giorno scopri che per dirti di sinistra devi essere solidale con un nazista (e con le sue argomentazioni, ca va sans dire). Un altro giorno, che i Protocolli dei Savi di Sion se non sono veri sono verosimili. Poi che le donne devono stare a casa a fare figli (preferibilmente maschi, suppongo)...

Io ho perso il filo. Uno di questi giorni magari scopro che Fini, Rauti e Borghezio sono diventati membri onorari del Leoncavallo e vanno tutti insieme a sprangare chi si fa una canna o a dar fuoco ai campi nomadi - nel caso si arrivasse a questo punto, ho già il testamento biologico bello che pronto, e Mrs. Inminoranza ha istruzioni dettagliate sul funerale con gli onori militari a cui il mio fegato ha diritto. Niente fiori ma una bella sbronza, che le opere di bene sono di destra.