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29 maggio 2007

Elicare mushky forsicalmente


Certe volte ho l'impressione che, come in quella storia di Robert Sheckley, la gente intorno a me parli una lingua un po' troppo fluida e cangiante e che proprio non ci si capisca, che io chieda che ora è e mi venga risposto "pizza margherita", che le cose che dico, e che mi dicono, smettano dopo un po' di avere senso. Ho l'impressione, insomma, di elicare mushky forsicalmente (q.v.).

Mi dà anche un certo fastidio tornare su una storia che era in origine semplice e lineare ed è diventata intricata, sporca e brutta - la storia della mia mail a Kilombo, della censura a Dacia Valent e degli scazzi interni alla redazione.

Primo inciso: una persona di cui ho scarsa stima, ma che è comunque una delle figure storiche di Kilombo, accusa il "vigliacco anonimo" autore dell'email di avere una vendetta personale in corso contro Dacia e di non avere intenzione di smettere finchè non sarà stata espulsa da Kilombo. Non posso che farle presente che lei non è il centro nè il termine di paragone dell'universo, ed esiste una differenza precisa fra le cose che lei non sa e le cose che non sono; ed uno non è anonimo se Tisbe non sa come si chiama. Tisbe, smettila di guardare la pubblicità della Vodafone: "ciuccio inciorno a ce" è una metafora, e le metafore fanno male alle menti deboli.

Chiusa la parentesi personale: non c'è che la mia parola su questo, ovviamente, ma non ho mai avuto la minima intenzione di far allontanare Dacia Valent da Kilombo. Dacia è una di quelle persone che stimo moltissimo pur non essendo quasi mai d'accordo con lei, e il mio problema non era certo con la sua partecipazione a Kilombo - se dovessi aver problemi, sarebbe con cattolici omofobi (i commenti sono la parte peggiore) che veramente non ho capito cosa ci stiano a fare (ma chi ha deciso che la Margherita era di centrosinistra? Ma si scrive centrosinistra, o CENTROsinistra?).

Il mio problema era estremamente puntuale, riferito ad un solo post: quello in cui Dacia esprimeva tutta la sua solidarietà ad un vecchio rottame nazista che s'era preso, o forse no, un paio di schiaffi, e col "professore" che l'aveva invitato, africanista di pregio, pare, col vezzo dell'antisemitismo virulento (non dovete credere a me: chiedete a Rossana Rossanda, che non mi sembra la persona più filoisraeliana del mondo ed è probabilmente in grado di distinguere fra antisemitismo e antisionismo).

Il post era stato pubblicato su Kilombo - un post di solidarietà ad un nazista - e nessuno aveva detto una parola: adesso mi dicono che in redazione si discuteva - di un post di solidarietà ad un nazista - ma sottovoce, perchè i panni sporchi si lavano in famiglia, anche quando i panni sporchi sono un post di solidarietà ad un nazista.

Ho mandato una mail a Kilombo non per chiedere la censura di quel post; non per sottoporre un ultimatum; non per ricattare o condizionare il comportamento di chiunque. Ho mandato una mail alla redazione semplicemente per dire che se su un aggregatore compare un post di solidarietà ad un nazista, io me ne vado. Me ne sarei andato identicamente se fosse comparso un post che chiedeva solidarietà con quel povero vecchio di Priebke, o comprensione per il dolore di Pinochet alla fine della sua vita, o la fine della persecuzione giudiziaria contro Eugene Terreblanche, e nessuno avesse detto niente.

Se devo riconoscere un errore, è stato quello di non andarmente una volta ricevuta la mail di risposta di Costa. Avrei dovuto dire subito che la questione non era certo quella di una discussione in redazione: il problema era che passa un post di solidarietà ad un nazista e nessuno dice niente.

La ciliegina sulla torta, poi, che ha finito di intorbidare le acque, è che, nella più pura linea marxiana (Groucho, ovviamente) viene rimosso un altro post, per una presunta apologia di reato. Stavamo elicando mushky forsicalmente, la solidarietà ad un nazista rimane lì, intatta, e non se ne discute più, e invece viene censurato un post forte come è lo stile di Dacia, ma che tutto sommato non dice nulla di più di quel che si può leggere anche altrove - il commento migliore lo ha fatto Martinez a suo tempo (un pre-commento?) in uno dei pochi post che condivido in pieno.

Secondo inciso - condivido la frase di Dacia? No, per un milione di motivi, non ultimo il fatto che il rispetto per chi fa quelle scelte, in molti (magari non in Dacia) fa presto ad evaporare quando la loro opera si rivela, com'era facile prevedere, controproducente, e da compagni coraggiosi e degni di rispetto vengono declassati a sedicenti Brigate Rosse e infine direttamente a infiltrati dei servizi segreti, agenti della CIA e provocatori di Gladio. Ciò non toglie che quel post avesse, a mio modestissimo parere, pieno diritto di cittadinanza su Kilombo.

In fin della fiera: su Kilombo rimane un post di solidarietà ad un nazista, e nel più puro stile italiano, la questione finisce in caciara.

P.S. Rosa ne parla. Mi critica perchè sembra dal mio precedente post sull'argomento che io bolli il negazionismo solo come fuffa e ciarlataneria; non è così - il problema è che molti di coloro che vorrebbero sdoganare il negazionismo/revisionismo per fini politici si riempiono la bocca della sua pretesa scientificità, e quindi è il caso di ribadire che oltre al resto, è anche un cumulo di merda dal punto di vista accademico - esattamente come è il caso di ribadire ogni tanto che il creazionismo scientifico e il disegno intelligente, oltre ad essere un grimaldello dei fondamentalisti religiosi, dal punto di vista scientifico è un maleodorante cumulo di letame.

P.P.S. Sono l'unico a ricordare che qualche anno fa (probabilmente 10-15), il buon Ratzinger ebbe a commentare che "macchè 6 milioni, gli ebrei sterminati saranno stati al massimo 2 milioni"? Io lo ricordo abbastanza chiaramente, ma non sono riuscito a trovare riferimenti. Confido nella buona memoria dei miei 3 lettori - e hai visto mai che riusciamo a far dire Dacia e Cloro d'accordo con Nazinger?

P.P.P.S. La presente vale come dimissione da Kilombo. Le mie scuse più sincere per aver contribuito a questo casino, good night, and good luck.

27 maggio 2007

Ho fatto un casino?


(e fosse la prima volta)

Dacia mi chiama in causa, anche con ragione, a proposito del piccolo casino scoppiato su Kilombo. Per la precisione mi ci chiama con queste parole:

Un lavoro che suppongo facciano in base anche alle segnalazioni di augusti membri della nostra terremotata gauche sardine, esperti in diritti differenziati a secondo delle idee politiche e/o religiose delle persone. Spero che un giorno l'Eugenio me la spiegherà la diferenza tra la sua visione del godimento dei diritti inalienabili garantito ai pochi e quella di un altrettanto augusto membro del KKK, che sostiene esattamente la stessa cosa per motivi razziali, religiosi o di orientamento sessuale.

Il diritto alla libertà di espressione, per me, è inalienabile, mentre per Dacia, mi par di ricordare, non lo è (lo scandalo per due schiaffi ad un nazista fa un po' a pugni con il giubilo, per esempio, per l'assassinio di uno stronzo che purtroppo per lui non era abbastanza antisemita, o per il rogo delle ambasciate danesi in risposta a un paio di vignette). Quello che Dacia sembra fingere di non capire è che l'inalienabilità del diritto alla libertà di espressione non comporta il diritto ad esercitare questa libertà in ogni contesto (il classico gridare "al fuoco" in un teatro affollato). Faurisson ha il diritto a dire il cazzo che gli pare; come ho detto, non voglio impedirgli di parlare nel teatro più grosso che riesce a riempire, in piazza, dove vuole. Un ciarlatano (dimostrato tale, ricordiamolo, dai suoi pari come da un tribunale a cui si era rivolto) NON ha però il diritto a far lezione ex-cathedra. In alternativa, mi aspetto che Dacia difenda il diritto di qualche professore - probabilmente vicino alle posizioni del suo caro Faurisson - ad adottare The Bell Curve come testo a Sociologia o Biologia, ed a fare lezioni, con tutta l'autorità che questo comporta, sulla predisposizione genetica dei neri ad essere meno intelligenti dei bianchi.

Identicamente, Dacia può solidarizzare, per quel che mi riguarda, con tutti i nazisti di questo mondo, così come Cloro può propagandare finchè vuole i Protocolli dei Savi di Sion. Non credo, in tutta onestà, che post del genere siano però pubblicabili su Kilombo; così come quand'ero in Italia avrei smesso di comprare il manifesto se ci avessi mai trovato su un articolo in difesa dell'apartheid. Non che qualsiasi stronzo di questo mondo non abbia il diritto di difendere l'apartheid; ma se il manifesto avesse mai approvato un articolo simile, si sarebbe allontanato irreparabilmente dalla mia personale opinione di cosa sia un giornale di sinistra, e quindi in coscienza non me la sarei più sentita di supportarlo. Per quello che mi riguarda, un aggregatore O è di sinistra O pubblica post di solidarietà con dei nazisti. Credo che Dacia sia troppo intelligente per non rendersi conto che fra il dire questo e il voler negare diritti alla maniera del KKK ce ne corre; suppongo che fosse semplicemente troppo incazzata per non abbandonarsi a iperboli.

E a proposito di iperboli: non piace neanche a me l'idea di votare per una donna in quanto donna, e credo anch'io che essere donna non sia la stessa cosa che occuparsi di politica della differenza; chi scrive "ma c'erano donne nel consiglio che decise l'occupazione del palazzo d'inverno? C'erano donne tra i dodici apostoli, o tra i grandi maestri yoga, o tra i grandi riformatori religiosi, o tra qualsiasi cazzo di cosa grande che abbia una qualche attinenza con la politica? Ci sono donne tra i filosofi? Lo Yin, l'energia grezza allo stato brado, non è forse riferita al femminile? E prendiamone atto, per dinci" è un cretino che non sta parlando di politiche della differenza, ma sta cercando un modo becero per offendere due persone colpevoli a) di non riconoscere la sua assoluta superiorità intellettuale e morale e b) di non possedere il cazzo. Roba al livello di un Calderoli, altro che "karletto".

A seguire, salta fuori, spero per un errore di battitura in uno dei commenti al blog di Dacia, che la mia è stata l'unica mail di protesta giunta alla redazione di Kilombo (come ha saputo che era mia? Semplice, l'ho scritto qui). Non so esattamente come prendere questa cosa, se pure è vera. Da un lato è impossibile non sentirsi come quel personaggio di Terry Pratchett che si para davanti al drago urlando "El pueblo unido, jamas serà vencido!" e guardando indietro scopre che tutti gli altri hanno fatto tre passi indietro e fanno finta di niente; dall'altra sono genuinamente sorpreso, perchè mi aspettavo che, ripeto, la solidarietà ad un nazista avrebbe incontrato un po' più di opposizione. Ma probabilmente è che, come ho detto in passato, io sono tutto sommato un vecchiosauro, rimasto a quando la discriminante per dirsi di sinistra era l'antifascismo, e non mi adatto alla sua sostituzione con l'antisemitismo. Così come una volta, "piombo al fascio" era uno slogan con cui non si osava discutere, neanche chi magari non credeva che la via alla democrazia passasse per la P38, oggi i discorsi antisemiti vanno accettati, pena l'essere bollati come filosionisti - e non lo dico necessariamente come critica: io, nella prima di queste due posizioni, almeno un po' mi ci riconosco, e quindi non sono del tutto sicuro di poter giudicare la seconda.

E comunque diciamolo, che questo tanto vituperato A. Hitler era un acquarellista di pregio, e si è sempre coerentemente opposto all'imperialismo angloamericano.

P.S. A quanto pare, poi, la censura che sta suscitando tante polemiche non è neanche al post contro cui ho protestato io: la solidarietà ai nazisti, a sinistra, a quanto pare non si mette manco in discussione. Ad essere censurato, e strenuamente difeso da una buona fetta di kilombisti storici, è un altro post in cui Dacia scrive

Così come ritengo sacrosanto sparare alle gambe di un qualsiasi boiardo di stato che sostenesse che la nostra classe lavoratrice può sopportare altre umiliazioni e spoliazioni di diritti

tanto per chiarire che ammazzare un esponente socialdemocratico del sindacato è più che lecito, mica come tirare due schiaffi ad un vecchio maiale nazista.

10 aprile 2007

Domanda non (troppo) provocatoria


Fa comodo avere un blog, puoi fare post ad personam senza dover rendere conto a nessuno.

In mezzo ad una lunga discussione, frammentata in più post, con Rosalux, Dacia Valent lascia un commento interessante, in cui, in mezzo ad una serie di cose con cui sono completamente d'accordo a metà, come al solito, scrive una frasetta che mi lascia perplesso. Dice: "E la laicità dello stato che però non sia a sua volta un dogma", parlando di un minimum set di condizioni irrinunciabili per un Paese civile.

Io questa frase non l'ho capita. Ho sempre considerato l'essere laici un po' come l'essere incinta: non puoi essere "un tantino laico", o lo sei o non lo sei. O la religione sta fuori dalle cose dello stato o ci sta dentro. Se ci sta dentro, lo Stato non è laico, punto. Se tieni il crocifisso in classe lo Stato non è laico. Se tieni, peggio ancora, il crocifisso nell'aula di tribunale lo Stato è tutto meno che laico. Anche se il crocifisso è piccolo.

Se anteponi il principio religioso alle necessità civili, allora lo Stato non è laico, e non è questione di dogmi o altro. Se cominci a dire che io devo presentarmi al lavoro alle nove, ma X può arrivare alle 11 perchè adora il Grande Cocomero, se Y deve mettere le scarpe per guidare l'auto ma Z può farlo con i sandali perchè ha un amico immaginario che vuole così, allora lo Stato non è laico. Sarà rispettoso, sarà multiculturale, sarà quel che vuoi, ma non è laico.

Oh, poi, magari sono io che sono accecato, o almeno reso molto miope, dalla mia antipatia per le religioni organizzate, non dico di no, e vorrei che fosse chiaro che il tono magari un po' aggressivo di quanto scritto qui sopra è sicuramente dovuto ad una serie di miei pregiudizi, ma non è espressione di un intento polemico, e insomma sarei grato a Dacia, in caso dovesse ricapitare qui, se volesse espandere un tantino il concetto che ha espresso.

25 gennaio 2007

Poligamia


Segnalo, dalla nuova consulente co.co.co. di questo blog, un post sui benefici della poligamia.

06 gennaio 2007

Dacia


Un bel post di Dacia Valent, che a quanto pare qualunque mestiere faccia, la poliziotta, l'europarlamentare, la paladina dell'Islam italiano, non riesce ad esimersi dal suo ruolo principe, quello di rompicoglioni, di spina nel fianco di quelli che, dalla sua stessa parte, credono di poter campare di privilegi e sotterfugi.

Vale appena la pena di precisare che non la penso come lei su moltissime cose - per esempio non credo che l'affiliazione religiosa debba diventare necessariamente identità politica principale (sì, lo so, in Italia c'è stata, e all'atto pratico c'è ancora, la Democrazia Cristiana; ma questo, semmai, dovrebbe servire da esempio negativo, non da giustificazione); ciononostante consiglio la lettura dell'articolo ad almeno tre dei miei quattro lettori - il quarto s'incazza solo a sentirla nominare, quindi suppongo non ne valga la pena. Consiglio la lettura dell'articolo anche a quanti pensano all'Islam, in Italia ed altrove, come ad una specie di enorme, monolitica struttura che non prevede possibilità di critica o dissenso.

19 novembre 2006

Dice Mmax


Mmax, l'anziano padre del mio caro amico Matteo, mi accusa di avergli scippato idee ed opinioni nel mio post precedente. Ricambio: questo qui è un post che da diversi giorni avrei voluto scrivere io.

Dacia Valent a volte farebbe incazzare un santo, quando ci si mette si vede che lo fa apposta a scrivere cose da far rizzare i capelli, ma tutta la storia della "rapina" al massimo può far ridere.

10 agosto 2006

Link


Approfitto di una domanda fattami nei commenti per spiegare un paio di cose sui link qui a sinistra.

Quei link non sono qui perchè io condivido al 100% (a volte neanche al 10%) i loro contenuti. Sono qui perchè sono interessanti. Sono qui, spesso, nonostante i loro autori esprimano occasionalmente idee che trovo aberranti. Sono qui soprattutto perchè sono intelligenti, generalmente onesti, e non pensano per slogan ma ragionano su quello che scrivono - anche quando scrivono quelle che a me sembrano cazzate, ed anche quando il loro coinvolgimento emotivo negli eventi diventa così violento da far loro perdere il senso della misura e da far loro scrivere cose di cui, magari, fra un anno o due, si vergogneranno (se non altro perchè assomigliano a traduzioni dei Turner Diaries, Dacia - anche se capisco la rabbia che ti ha fatto scrivere quelle cose).