Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post

27 febbraio 2009

Analisi ineccepibile


Perfetta la descrizione della recessione data dal Daily Mash:

It's a fascinating dynamic. The politicians blame the bankers, the bankers blame the politicians, and the ordinary taxpayer is down on all fours with a confused look on his face, being fucked at both ends

E' una dinamica affascinante: i politici danno la colpa ai banchieri, i banchieri danno la colpa ai politici, e il contribuente sta a quattro zampe con un'espressione confusa mentre viene trombato davanti e didietro

22 settembre 2008

Un comodo modulo da sottoscrivere


Non so se avete notato come lo stesso governo americano che chiede sanzioni contro diversi Paesi europei per via di "indebiti" interventi statali nell'economia e magari per il supporto a questa o quella azienda in difficoltà non si fa problemi a nazionalizzare Fannie Mae e Freddie Mac, o a "prestare" decine di miliardi di dollari ad AIG in cambio di quelle che sono a tutti gli effetti azioni-spazzatura (interessante notare che se a compiere la stessa azione fossero due aziende private, la SEC gli piomberebbe in testa come un camion di mattoni, ma vabbè).

È interessante anche vedere come tutti i supermanager finanziari, gli analisti, i broker, i profeti del libero mercato si stanno spellando le mani ad applaudire - gli stessi che quando la Rover ha chiuso, hanno sentenziato che dopotutto era meglio così e non ci si può certo aspettare che lo Stato si faccia carico degli errori del management o delle inefficienze degli operai. E anche in Italia, tutti quelli che precario è bello, tutti quelli che bisogna tagliare le tasse per stimolare la produttività, davanti a quest'ondata di interventi statali sostenuti dalle tasse improvvisamente non hanno nulla da dire.

Siccome fra due-tre anni questi qui si saranno scordati di tutto e ricominceranno con la solita geremiade sul libero mercato senza controlli che è tanto bello, consiglio ai miei tre lettori di stamparsi la dichiarazione che riporto sotto, e se conoscono qualcuno di questi signori, o qualcuno che di questi signori fa apologia, di farsela firmare, a futura memoria.


Dichiarazione (in carta libera)

Per buona parte degli ultimi trent'anni è stata opinione diffusa che il capitalismo deregolamentato sia in grado di creare una società moralmente giusta, e di promuovere equità, efficienza e progresso sociale.

Io stesso ho in prima persona condiviso e sostenuto questa posizione, mi sono opposto all'introduzione e al potenziamento di ammortizzatori sociali sulla base del fatto che avrebbero interferito con i meccanismi del mercato, ho promosso una forma di meritocrazia in cui tutti godono dei frutti delle proprie iniziative e pagano le conseguenze dei propri errori.

Per decenni sono rimasto a guardare mentre milioni di persone che non erano nate con gli stessi vantaggi materiali toccati a me venivano costrette a piegarsi a 90 gradi e a stringere i denti, quando non anche a ringraziare, mentre io continuavo a godere dei frutti derivati dai privilegi dovuti alla mia nascita. Ho sempre sostenuto che la povertà è, almeno in parte, conseguenza di colpe, irresponsabilità ed errori di giudizio di chi ne soffre, e che ridistribuire le risorse per alleviare la povertà significherebbe premiare quelle colpe, quella irresponsabilità e quegli errori di giudizio. Per decenni mi sono ripetuto che le ferree leggi del mercato sono il modo più giusto ed equo di organizzare le relazioni umane.


Inoltre, ho sempre sostenuto che la tassazione non è altro che una forma di rapina, e che qualsiasi situazione può solo essere peggiorata dall'intervento pubblico.

Alla luce dei recenti eventi, posso convenire che i fari illuminanti del capitalismo mondiale meritano più di chiunque altro l'appellativo di "ladri bastardi". In un mese in cui persone come me hanno ripetutamente beneficiato del genere di salvataggio finanziario a cui mi sono sempre opposto quando andava a vantaggio di chi era meno privilegiato di me, devo convenire di essere, e di essere stato per molti anni - un laido parassita del più infimo ordine.

Se le famiglie di disoccupati e precari hanno dovuto soffrire per quelle che erano solo in minima parte loro colpe ed errori di giudizio, in un mondo con un minimo di giustizia io e quelli come me dovremmo passare il prossimo paio di decenni immersi fino agli occhi in liquami di fogna per la criminale stupidità e irresponsabilità di cui sono stato a lungo paladino.

Se avessi anche solo un grammo di onore residuo, mi chiuderei da qualche parte con una bottiglia di whisky e una pistola, e risparmierei a coloro che ho intorno il fardello di dover in futuro sopportare la mia ipocrita presenza.

In mancanza anche di questo, ora, almeno, mi trovo ad avere la decenza di ammettere che un generoso sistema di ammortizzatori sociali finanziato dalla fiscalità è il minimo che si possa concedere, dopo l'enorme salvagente finanziario che i governi hanno lanciato alle "grandi istituzioni" del capitalismo selvaggio.

In aggiunta, ammetto che il tipo di liberismo selvaggio che ho sostenuto per molti anni è inapplicabile e pernicioso per una democrazia moderna - e che un efficace sistema fiscale (social)democratico è l'unico fattore che ha impedito che l'intera popolazione occidentale si trovasse costretta a soffrire le conseguenze della mia decennale stupidità, avidità e disonestà. Ammetto liberamente e senza costrizioni che sono i governi democraticamente eletti, e non disoneste teste di cazzo come me in nome del "mercato", a dover avere l'ultima parola in termini di politica economica.

Firmato:______________

Nome:_________________ (a stampatello)

Data:_________________

---

No point in translating. Go here.

16 settembre 2008

Salve, sono scioccato


"I'm shocked, shocked to find that gambling is going on here!"
Captain Louis Renault, Casablanca


Un'economia globalizzata, basata su una fede religiosa nel potere salvifico del libero mercato e di una finanza senza restrizioni morali o legali, porta ad un boom economico decennale e ad una spirale di speculazioni in cui denaro sembra produrre altro denaro, fino all'inevitabile quanto inatteso collasso.

Dopo 10 faticosi anni passati a raccogliere le macerie, tutti i governi creano un apparato legislativo per mettere un freno alle speculazioni, allo strapotere della finanza, e a future crisi come quella a cui sono a fatica sopravvissuti.

Dopo altri cinquant'anni o giù di lì, quell'apparato legislativo comincia ad essere lentamente smantellato in nome (ma no?) del libero mercato globalizzato salvatore delle economie mondiali. Dopo una spirale speculativa in cui per anni denaro sembra produrre altro denaro e la finanza, persa ogni restrizione morale e legale, controlla i destini delle nazioni, si giunge all'inatteso quanto inevitabile crollo, il peggiore dai tempi di quell'altro lì. E chi ce lo doveva dire.

---

A globalised economy, based on a quasi-religious faith in the saving power of free markets and of a finance free of any moral or legal checks, brings forth a decade-long economic boom and a spiral of speculation that creates more money out of money, until the inevitable and unexpected collapse.

After 10 years spent picking through the rubble, world governments create a legislative framework to rein in the greed of speculators and the power of financiers, to prevent future crises of this magnitude.

After fifty more years they begin to slowly dismantle that same legislative framework, in the name (would you guess?) of the free globalised market, saviour of the world economies. After a decades-long spiral of speculation and riskier and riskier investments, while money breeds money and finance, lost all moral and legal checks, rules the destinies of nations, we reach the unexpected and inevitable collapse, the worst since that other one. Who'd'a thunk?