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10 marzo 2008

Se non è rotto, aggiustalo


I miei tre lettori ricorderanno che in almeno un paio di occasioni questo blog ha parlato di quello che con una certa dose di humour tipicamente inglese viene chiamato il sistema di istruzione britannico.

Mi è stato fatto notare da più d'uno che avevo dipinto una situazione un po' troppo tragica, ed ignorato completamente lo strano sistema a salti che caratterizza l'istruzione britannica. La scuola superiore inglese è effettivamente al disastro - ma passati gli esami di Stato, che qui si sostengono a 16 anni, comincia la cosiddetta sixth form, due anni (facoltativi) di preparazione all'università, e in questi due anni si studia roba che, a detta di Mrs. Inminoranza, da noi si studia sì e no nei primi due anni di università. Allo stesso modo, i tre anni di università necessari per ottenere il Bachelor sono una mezza barzelletta, ma il Master è una storia diversa - sempre a sentire Mrs. Inminoranza, che all'università era una secchia, non le è mai toccato di studiare intensamente come ha dovuto fare per il Master che ha preso qui.

L'idea che alla sixth form si debba studiare è, ovviamente, classista, nozionista e repressiva, e pertanto si sta lavorando sodo a risolvere il problema. Come diceva un esponente del governo in un'intervista di venerdì scorso a Today, su Radio 4, la situazione attuale è che abbiamo gli studenti bravi che vanno alla sixth form, che è troppo difficile per un grande numero di studenti, e gli altri invece fanno vocational courses, in pratica corsi di specializzazione professionale. Questa situazione, che crea un sistema in cui gli studenti intelligenti vanno all'università e invece gli altri no è ovviamente inaccettabile e causa, come si dice nell'intervista, divisioni fra gli studenti, per cui la sixth form e gli esami associati, gli A-levels, verranno eliminati entro il 2012, come anche i corsi professionali. Li sostituirà un diploma comune raggiunto attraverso un corso comune, che offrirà qualcosa della sixth form (un po' di inglese, un po' di matematica, un po' di altre discipline) e qualche corso pratico, e si concluderà con un esame meno divisive, più realistico e commisurato alle capacità e alle necessità della maggioranza degli studenti.

La ristretta cerchia di coloro che possono permettersi di mandare i figli a scuole private, che continuano ad offrire corsi approfonditi ed esami interni competitivi (illegali, spesso, e quindi formalmente utilizzati solo per "autovalutazione" dello studente), e che garantiscono alla fine l'accesso alle poche superstiti università (private) in grado di offrire un'istruzione degna di questo nome, ringraziano sentitamente. La loro posizione di privilegio ereditario è confermata e rafforzata - in nome, naturalmente, dell'eguaglianza.

Altre notizie, non necessariamente correlate ma non necessariamente disgiunte: Socialist Unity, organo della Socialist Unity Network, rete di attivisti della sinistra radicale inglese, pubblica un articolo di uno dei fondatori, Andy Newman, che difende l'insegnamento del creazionismo nelle scuole in nome del multiculturalismo e del principio anti-repressivo secondo cui lo stato non dovrebbe imporre una verità a scapito di un'altra nelle scuole (2+2? Potrebbe fare 4, ma anche no. Se solo questa scusa fosse venuta in mente a me allo scritto di Analisi II...)

09 giugno 2007

Riflessi pavloviani - nota a margine


In questi giorni c'è maretta all'interno del Partito Conservatore. Secondo i sondaggi hanno superato nelle preferenze i laburisti, e se si votasse domani David Cameron, e non Gordon Brown, sarebbe il nuovo primo ministro. Ciononostante, sono state un paio di settimane di polemiche, liti a porte chiuse e dichiarazioni contrastanti ai giornali, culminate con l'espulsione dal direttivo Tory di Graham Brady, ministro-ombra per l'Europa, colpevole di aver rilasciato alla stampa dichiarazioni in contrasto con la nuova linea di partito delineata da Cameron.

L'oggetto del contendere è la scuola. Per la precisione, sono le grammar school statali, di cui ho parlato poche settimane fa. David Cameron ha annunciato infatti che il Conservative Party non finanzierà l'apertura di nuove grammar school, e concorda con i laburisti sulla necessità di una loro estinzione a breve o medio termine.

Ora, ho parlato nell'altro post di cosa fossero le grammar school e di come avessero contribuito a creare un sistema di istruzione fra i migliori del mondo. Ancor oggi, le poche grammar school statali superstiti formano studenti che ottengono sistematicamente risultati migliori di quelli degli old boys di Eton, di Harrow o della City of London School. La chiusura delle grammar school significa che per un ragazzo capace la cui famiglia non si può permettere di spendere decine di migliaia di sterline in rette scolastiche l'unica possibile scelta sarà una comprehensive, in cui per regolamento le classi sono tenute ad andare al passo del più lento - dove il più lento è spesso funzionalmente analfabeta; mentre le famiglie privilegiate avranno ancora l'opzione delle public schools prestigiose e costosissime. Vale appena la pena di notare che David Cameron, come l'80% del direttivo Tory, è un Old Etonian.

Chiariamo subito che non sono sorpreso: David Cameron è un degno rampollo di una famiglia estremamente privilegiata, e non a caso ad Oxford faceva parte del Bullingdon Club, una associazione di studenti ricchissimi i cui membri giocavano a mettersi nei guai con atti vandalici ed episodi di violenza al solo scopo di mostrare da quali guai i soldi dei genitori potessero tirarli fuori. Che un prodotto di una simile educazione prenda provvedimenti per mantenere per quanto possibile la separazione fra privilegiati e plebei mi sembra solo ovvio. No, la cosa che mi agghiaccia è l'entusiasmo del Guardian e dell'Independent per questa svolta progressista dei Tory.

05 giugno 2007

Madrasse di stato


Da quando ho lasciato l'Italia, ogni volta che apro il sito di Repubblica mi sembra il primo aprile. Stavolta è la proposta di far studiare il Corano, pardon, la Bibbia, nelle scuole - proposta sottoscritta fra gli altri da Umberto Eco (è carnevale?), Margherita Hack (è il primo aprile?), Massimo Cacciari (sono tutti ubriachi?), Gad Lerner (hanno versato l'LSD nelle condotte dell'acqua?).

Io una cosa sola vorrei capire: c'è gente tipo Valerio Pieroni che si scandalizza perchè secondo lui l'esistenza dell'omosessualità non dovrebbe essere resa nota ai bambini - al punto che uno degli argomenti, secondo lui, contro l'adozione per le coppie omosessuali sarebbe proprio che poi gli altri bambini sentono parlare di omosessualità e si confondono (questo signore sta in Kilombo: non mi stupisce che poi accettino anche gente che solidarizza con i nazisti o che scrive dei Protocolli dei Savi di Sion) - insomma, già chiamarlo teodem è un'esagerazione, io direi che piega più verso il teo-bizzoco. Ora, cosa penserà questo signor Pieroni, assieme a tutti i suoi amici teo-bizzochi, della proposta di introdurre nelle scuole di ogni ordine e grado un libro che parla anche in dettaglio di incesti, stupri, poligamia, sterminio etnico, terrorismo suicida ("muoia Sansone e tutti i filistei!"), corna, sodomia e orge?

Poi la gente non mi crede quando dico che l'Italia è la risposta dell'Occidente all'Iran.

15 maggio 2007

Riflessi pavloviani


Come si fa a fregare un progressista? Non è difficile, tutto sommato, basta rivestire la fregatura di parole d'ordine che fanno scattare i riflessi pavloviani desiderati.

Un esempio poco noto di questo è la distruzione del sistema di istruzione pubblica inglese, operata dai governi laburisti degli anni '70 e proseguita dalla signora Thatcher, da John Major e con grande alacrità da Tony Blair, fra gli applausi entusiasti di ogni sincero progressista inglese e i sogghigni soddisfatti della upper class.

Non ero al corrente del problema, sinceramente, perché a sentire i telegiornali, soprattutto della BBC, e a leggere il Guardian, si direbbe che tutto vada per il meglio nel migliore dei mondi possibili; poi però Mrs Inminoranza, per occupare il tempo fra una spedizione nella foresta pluviale e un censimento di scoiattoli, ha cominciato prima a dare lezioni private alle rampolle della buona società londinese e poi a insegnare scienze a bambini dislessici e membri di gang, in una di quelle scuole che se fossimo negli USA avrebbero il metal detector all'ingresso e la SWAT parcheggiata fuori tutto il tempo; e proprio grazie alle affascinanti esperienze di Mrs Inminoranza ho imparato che il sistema di istruzione inglese, ormai, è ridotto considerevolmente peggio di quello della Sierra Leone, e senza neanche la scusa della guerra civile.

Il sistema scolastico inglese era un tempo, assieme al sistema sanitario, uno dei fiori all'occhiello del Paese. Si reggeva fondamentalmente su un sistema di scuole pubbliche di tre tipi, più due diverse tipologie di scuole private. Le scuole pubbliche si dividevano in Secondary Modern, Comprehensive e Grammar. Le secondary modern erano più o meno istituti professionali, per chi non intendeva frequentare l'università; le comprehensive e le grammar erano entrambe comparabili con i nostri istituti tecnici e licei, con la comprehensive che offriva una più vasta gamma di materie tecniche opzionali e la grammar la scelta di latino e filosofia, ed entrambe offrivano la possibilità di accedere alla sixth form (i due anni di scuola post-diploma propedeutici all'accesso all'università) ed erano distinte dal fatto che le grammar erano selective: per accedervi bisognava superare un esame di ammissione. Attenzione - non erano a numero chiuso: chiunque superasse l'esame poteva frequentarle. A queste si aggiungevano le independent e le public schools, due tipi sottilmente diversi, oggi indistinguibili se non per il nome e certe tradizioni, di grammar school private - per inciso, il fatto che le uniche scuole chiamate "pubbliche" in UK siano le più costose fra le scuole private non cessa di divertire o irritare i nuovi arrivati, ma risale a quando l'istruzione statale non esisteva, e la distinzione era fra le scuole delle varie gilde, chiuse ai figli dei non membri, e le public schools, aperte a tutti e spesso con un certo numero di posti riservati ad alunni poveri i cui studi venivano pagati da associazioni caritatevoli.

Il risultato era invidiato in mezzo mondo: le selective schools pubbliche formavano studenti in grado di reggere il confronto con quelli dell'Est europeo, le comprehensive offrivano una possibilità di studiare e frequentare l'università anche a chi non aveva superato la selezione iniziale, e il livello medio degli studenti inglesi era incredibile.

Questo sistema è stato completamente demolito nel corso degli ultimi 20 anni, al punto che oggi un diplomato inglese ha serie difficoltà a trovare Londra su una cartina geografica dell'Inghilterra, e la cosa interessante è che è stato demolito in maniera bipartisan.

Da sinistra era solo naturale lanciare l'assalto contro le selective schools: la selezione puzza di discriminazione, di meritocrazia, di diseguaglianza, e pertanto è Male. Ci sono ancora un po' di grammar schools pubbliche in UK, ma stanno scomparendo molto rapidamente - i laburisti avevano promesso di chiuderle tutte prima delle prossime elezioni politiche, ed è una delle poche promesse che stanno lavorando alacremente per mantenere; d'altra parte le secondary moderns sono praticamente del tutto scomparse, cosicché oggi esiste un solo tipo di scuola pubblica, la comprehensive.

In aggiunta all'eliminazione delle grammar, una vecchia concezione libertarian dell'istruzione è riemersa: l'idea che la scuola deve limitarsi ad offrire gli strumenti e le informazioni, e non costringere nessuno ad imparare alcunché. Lo studente ha il diritto di sedere in classe e di ricevere spiegazioni dai docenti; i docenti, d'altra parte, hanno il solo dovere di impartire spiegazioni comprensibili e chiare, e non devono imporre un'educazione allo studente, minacciarlo con brutti voti, valutare e nel caso "bocciare" la sua preparazione, punirlo o premiarlo: se lo studente arriva a 18 anni analfabeta son fatti suoi, le opportunità le ha avute, se non le sfrutta può sempre fare il bracciante agricolo. È bastato rivestire questa semplice idea di una terminologia un po' più progressista per ottenere una scuola in cui non esistono interrogazioni, e in cui i compiti in classe ricevono sì una valutazione, ma sempre positiva: non esistono voti negativi, in pratica le votazioni possibili vanno da A ad E, che sarebbe come dire da 10 a 6 (più "F" nel caso il compito venisse consegnato completamente in bianco: ma anche se F sta per "failed", non è ancora condizione sufficiente per una bocciatura, concetto che semplicemente non esiste nella scuola inglese). È il 6 o il 18 politico di sessantottina memoria: tutti promossi.

Anche così, gli studenti lamentavano l'eccessiva noiosità di lezioni come quelle di fisica, matematica o chimica, e per contrastare il nozionismo imposto in passato da una concezione borghese della conoscenza, le varie scienze sono state accorpate in "general science", che impartisce una vaga infarinatura di matematica, fisica, chimica e biologia, per fare spazio a materie opzionali come ikebana, tradizioni culturali della minoranza Sufi nelle East Midlands, gestione dei campi da golf o filosofia del vegetarianesimo (nel caso uno dei miei tre lettori se lo stesse chiedendo, nessuno di questi esempi è inventato).

Ancora troppo difficile? Psicologi ed educatori progressisti lamentavano, in effetti, il trauma degli studenti che vedevano i propri elaborati valutati negativamente rispetto a quelli di altri compagni di classe: ricevere una D quando il compagno di banco riceveva una A poteva portare a conseguenze gravi sullo sviluppo psicologico dello studente; la soluzione è stata trovata suddividendo ogni corso in "advanced" e "foundation". Se uno studente riceve regolarmente voti bassi nel corso normale ("advanced"), viene trasferito d'autorità nel corso "foundation" - un corso il cui programma è studiato in modo che sia virtualmente impossibile prendere una votazione scarsa: un corso foundation di letteratura inglese richiede che all'esame finale (GCSE, l'equivalente del nostro esame di stato) lo studente sia, per esempio, in grado di scrivere il nome di battesimo di Shakespeare, o di menzionare tre poeti inglesi, o di rispondere ad un quiz a risposta multipla sulla differenza fra poesia e prosa. Lo studente è felice perché prende voti altissimi, la famiglia è felice perché il bimbo prende voti altissimi, e la scuola è felice perché tutti gli studenti prendono voti altissimi e quindi l'anno prossimo non si vede arrivare un ispettore. E McDonald's è felice perché gli arriva un'altra infornata di friggi-hamburger e lava-insalata a salario minimo sindacale, ma dai voti altissimi.

La cosa divertente di tutto questo è che l'opinione pubblica progressista s'è fatta portare per mano a questo punto da gente che aveva interessi che non erano esattamente quelli di eguaglianza e giustizia sociale, anzi, tutt'altro.

Diamo un'occhiata a come stanno le cose oggi in UK. Abbiamo una stragrande maggioranza di studenti che escono dalle scuole superiori funzionalmente analfabeti, incapaci (e non interessati) a frequentare l'università, e destinati a luminose carriere come cassieri di Tesco, telefonisti di call-centre a Glasgow, friggi-patatine da Burger King, addetti alla reception al piano terra dei grattacieli dei Docklands e della City; abbiamo una minoranza di piccoli geni che sono riusciti ad entrare nelle poche grammar superstiti, o che sono riusciti, nonostante gli sforzi di insegnanti e pedagoghi, ad imparare qualcosa dalla comprehensive locale, abbastanza da superare gli esami per la sixth form e poi entrare all'università; abbiamo infine i rampolli della classe dominante, i cui genitori possono permettersi le 18.000 sterline l'anno della retta di Eton, o almeno le 12.000 della City of London School - scuole private ai cui insegnanti frega ben poco dei benefici della non-competitività o del nozionismo implicito nel calcolare un integrale definito. Abbiamo, in altre parole, le basi per una società stratificata e immobile, in cui la stragrande maggioranza non ha le qualifiche per competere e rimane imprigionata in un proletariato precarizzato da cui non c'è uscita - né per loro, né per i loro figli, mentre la classe dominante perpetua la propria posizione di predominio.

Dice, ma come fa una società a sopravvivere in questa maniera? Come fa a non esserci niente fra il gruppetto dei supermanager, delle stelle della finanza della City, degli scienziati di Oxford e Cambridge, e l'oceano dei proletari senza qualifiche e senza futuro? Niente ingegneri, niente tecnici elettronici, pochi medici, niente infermieri... chi fa andare avanti le centrali nucleari? Gli ospedali? Internet? La rete cellulare? Nella risposta a questa domanda sta la ragione per cui le frange conservatrici hanno collaborato entusiasticamente con i progressisti alla distruzione del sistema educativo pubblico. Gli ingegneri, gli informatici, gli infermieri, gli esperti di telecomunicazioni, finanza, elettronica, costano: costano di più se sono inglesi, costano di meno se vengono importati all'uopo dalla Polonia, dall'India, dalla Cina - sono immigrati disposti per forza di cose a lavorare per ben meno di quel che chiederebbe un inglese.

Come dicevo, non ci vuole niente a fregare un progressista. Mi chiedo solo, con una certa preoccupazione, quanto ci vorrà prima che altri (che già stanno cominciando a lavorarci) usino con profitto lo stesso trucco di rivestire un progetto conservatore e/o oscurantista di parole d'ordine progressiste. In Europa più d'un giornale progressista ha reagito alle parole d'ordine standard al tempo di Theodore Kaczinsky - era un ambientalista, protestava contro la tecnologia, aveva tenuto in scacco l'FBI: era un eroe. Grazie alla legge sull'incitamento all'odio religioso, voluta soprattutto da una certa sinistra "progressista" per soffocare le critiche ai predicatori islamisti, gli attivisti gay che accusano i gruppi cristiani di fomentare la violenza omofoba adesso finiscono davanti ad un giudice. Per ora, insegnare l'evoluzione a scuola è progressista: quanto ci vorrà, dopo le prime cause per violazione dei diritti umani da parte di membri di Hizb-ut-Tahrir, perché a sinistra si decida che l'evoluzione è di destra? Quanto ci vorrà prima che a qualcuno - un nome a caso: Louis Farrakhan - venga in mente un bel rebranding della segregazione razziale, in nome, naturalmente, del multiculturalismo e del rispetto delle differenze? Quando le femministe cominciano a dire che il niqab imposto ad una bambina di 12 anni è liberatorio - perché condannarlo vorrebbe dire predicare l'assimilazione, che è razzista - quanto siamo lontani dall'approvazione per la lapidazione delle fornicatrici violentate?

P.S. La descrizione del sistema di istruzione è abbastanza semplificata, sia chiaro, e per esempio non si fa menzione dell'analogo processo che l'università, almeno per il primo livello di laurea (il bachelor) sta subendo. Posso assicurare i miei tre lettori che il quadro rimane identicamente deprimente ad una disamina più dettagliata.

06 febbraio 2007

La minaccia islamica


Eh, questi barbutacci. Una vera minaccia al nostro stile di vita.

Abbiamo un padre che, nella più pura tradizione monoteista, vuole sfruttare la propria religione per costringere la figlia dodicenne ad un'esistenza di sottomissione asessuata, ed è disposto a portare la scuola in tribunale finchè questa non acconsentirà a far portare il niqab alla bimba.

La causa è costosa: il padre, essendo povero, dispone di assistenza legale gratuita dallo Stato (in altre parole, pago io), la scuola, invece, deve prepararsi a sborsare mezzo milione di sterline in avvocati e carte bollate. La scuola dipende da un consiglio comunale, al quale si rivolge per avere appoggio finanziario, se non giudiziario; e la risposta, sia del consiglio, sia della contea, sia dello Stato, è improntata al più classico liberalismo illuminista: ca**i vostri, rispondono, se non avete soldi per gli avvocati fate portare il niqab alla bimba, tenetevi il precedente e aprite la porta all'integralismo religioso in classe. Opprimere le figlie è un diritto umano, cosa vi credevate?

Ed ecco che arrivano invece quei barbuti del Muslim Educational Council of Oxford, che si offrono di aiutare a pagare le spese legali della scuola e a combattere certe derive oscurantiste eterodirette. Ma come si permettono, dico io.