Mrs. Inminoranza, come sa chiunque abbia dato una scorsa al suo blog, ha un'insana passione per i racconti dell'orrore; questa passione risale a prima che si appassionasse alla zoologia, ed esisteva già quando qualche (ahem) anno fa ci siamo incontrati, e lei era una promettente biochimica.
È stata, la nostra, una relazione che ha incontrato diverse difficoltà iniziali. Per dirne una, ci ho messo del tempo ad abituarmi al suo hobby di spiegarmi, per ogni piatto ordinato al ristorante cinese, le caratteristiche meno note di tutte le malattie deturpanti/invalidanti che quel piatto stesso poteva trasmettermi; ma ancora di più ricordo con qualche brivido la storia di Mrs. Henrietta Lacks, una storia strettamente legata ai suoi studi di biochimica.
Henrietta Lacks è una donna nata a Roanoke, Virginia, nel 1920 e diventata, per una curiosa serie di coincidenze, immortale. La maggior parte di Henrietta è morta nel 1951 di cancro al collo dell'utero, ma una coltura di cellule prelevata durante un intervento chirurgico mirante a rimuovere le masse tumorali non solo è sopravvissuta, ma ha prosperato e proliferato, diventando, col nome di HeLa cells, una presenza comune nei laboratori di biologia molecolare. Queste colture, rese dal cancro capaci di moltiplicarsi all'infinito, non vanno soggette ad invecchiamento e sono, a tutti gli effetti, immortali.
L'idea di queste colture cellulari immortali appartenenti ad una donna morta mezzo secolo fa, fatte riprodurre e distribuite nei laboratori di ricerca, a me ha sempre messo un po' i brividi; ma adesso, da qualche giorno, mi sta facendo affacciare alla mente interrogativi che non mi ero mai posto prima.
Vorrei chiedere, per esempio, ai nostri amici cattolici che ci vogliono tanto bene da volerci proteggere da noi stessi, se Henrietta Lacks sia viva o morta. Vorrei chiedere loro se quando c'è da buttar via una di quelle colture - in grado di vegetare autonomamente almeno quanto lo era Eluana Englaro - loro vanno davanti ai laboratori a dare degli assassini ai tecnici. Vorrei sapere quale numero di cellule considerano il limite minimo perchè una persona sia "viva", o se è una questione di forma, tipo che se infiliamo quelle cellule in un contenitore a forma di Barbie Henrietta ridiventa viva, o se, come ha detto il loro (che mio non è) ineffabile presidente del consiglio, è questione di poterla ancora considerare una fattrice per dar figli alla patria - e quelle colture si riproducono: cazzo, se si riproducono, contaminano altre colture e bisogna adottare protocolli particolari per ridurre il rischio di infestazioni.
No, davvero, cari cattolici, spiegatemi: Henrietta Lacks è viva? Cosa manca a quelle colture cellulari che una persona cerebralmente morta ha?
Fra l'altro, a questo punto si rende necessaria una precisazione. Chi mi conosce potrà pensare che sia strana, questa presa di posizione, visto che io, per quel che mi riguarda, gradirei invece (per motivi che adesso è lungo spiegare) restare attaccato alla macchina per quanto possibile e senza limiti di tempo.
Le questioni sono in realtà due. La prima è che credo che ognuno dovrebbe essere in grado di disporre della propria vita (e della propria morte) come crede, entro limiti ragionevoli e senza imposizioni da parte dell'amico immaginario di Tizio o Caio. Voglio che quando si arriva alla fine le persone che amo non debbano ritrovarsi anche l'animo appesantito dall'invettiva e dall'accusa di assassinio da parte di miserabili che, non contenti del proprio fallimento umano e morale, esigono di ridurre il resto dell'umanità al loro stesso stato, come succede in Italia; e d'altra parte voglio, se è il caso, cercare di resistere fino alla fine o anche oltre, durare quel che posso, evitando magari di fare la fine di quello che s'è lasciato morire di qualche infezione, stanco di tutto, il giorno prima che mettessero in commercio la penicillina, e senza dovermi sentir dare del vigliacco, dell'egoista, senza sentirmi compatire per la mia mancanza di dignità per non essere andato in Svizzera a farmi un'overdose di barbiturici non appena la mia qualità della vita scende al di sotto di un limite più o meno arbitrario deciso da un editorialista del Guardian, come si fa, più o meno sottovoce, da queste parti.
Poi c'è un'altra ragione, ancora più importante - la religione è un sistema totalitario, non accetta e non ammette limiti alla sua area di influenza. Ogni limite all'influenza delle religioni moderne deriva solo dal fatto che in qualche momento del passato sono state sconfitte, politicamente o qualche volta persino militarmente, e si son fatte abbastanza male da non aver voglia di riprovarci per il momento. Accettare che questa gente decida come possiamo morire non è un evento isolato: apre la porta alla loro pretesa di decidere come possiamo vivere, chi possiamo sposare, come possiamo avere figli, e cosa possiamo insegnare loro. Preferirei, visti i precedenti, non correre il rischio.
P.S. Mrs. Inminoranza, che è del mestiere, dice che le cellule di Eluana Englaro e Terry Schiavo sono differenziate, le HeLa no, ma dice anche che il primo cattolico che fa un'obiezione del genere lo corca, perchè anche una morula è fatta di cellule indifferenziate: insomma ogni coltura HeLa gettata via equivale ad un aborto.
P.P.S. Mrs. Inminoranza mi chiede anche di smetterla di dare idee ai cattolici, che non se li vuole ritrovare accampati a protestare a Oxford o Cambridge o all'Imperial College, bastano e avanzano gli animalisti.