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26 novembre 2008

Strumenti sbagliati


Cercare di combattere il terrorismo fondamentalista internazionale avendo come alleati il Pakistan e l'Arabia Saudita è come cercare di suonare il pianoforte con una sega elettrica.

Hat tip: la mia amica T.

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Trying to fight international fondamentalist terrorism allied with Pakistan and Saudi Arabia is like trying to play piano using a chainsaw

Hat tip: my friend T.

13 settembre 2008

Femminista?


Non riuscirò mai, temo, a capire il motivo di un certo innamoramento di alcuni progressisti e di altre persone per altri versi razionali per Sarah Palin, una fondamentalista religiosa che fa sembrare Nazinger tollerante, La Russa progressista e la Carfagna colta e intelligente, ma tant'è, la gente è strana.

Tocca però lanciare un appello: almeno risparmiatemi le sbrodolate sul presunto "femminismo" della Palin e dei repubblicani. Mica per altro, a sentire il mio medico esiste una dose giornaliera massima consigliata di antiemetici.

Per la brava signora Palin, a quanto pare, quando una donna viene violentata (e il suo Stato ha il record di violenze sessuali negli USA) deve pagarsi da sè il "rape kit", le medicazioni e gli strumenti forensi per raccogliere prove e tracce - un costo variabile fra i 500 e i 1200 dollari.

La Palin nega di aver avuto parte nella faccenda, ma a quanto pare i dati di bilancio del comune di cui era sindaco la smentiscono.

Ma perchè? Forse perchè il kit contiene una pillola del giorno dopo - che non induce l'aborto ma impedisce il concepimento, quindi se la Palin non fosse troppo stupida/ignorante per capire la differenza, non dovrebbe avere neanche niente in contrario - ma la Palin, mi sa, aveva un QI troppo basso persino per passare il provino da velina, il che spiega come mai come sbocco lavorativo le sia rimasto solo fare la token female cutout shape nel partito repubblicano.

Quindi, fate la cortesia: dite che vi piace la Palin perchè rappresenta, a differenza della Clinton, esattamente ciò che una donna dovrebbe essere - graziosa, obbediente, orgogliosa della propria sottomissione e incommensurabilmente stupida; dite che una donna non si tocca neanche con un fiore e quindi McCain deve vincere perchè sennò, poverina, lei piange; ma non venite a parlare di "successo delle donne" o di femminismo, che fate ridere, questa può piacere al massimo al pensionato fascista che continua a cercare di infestare i commenti - e solo perchè è praticamente l'unica figura pubblica di sesso femminile che non lo fa sentire intellettualmente inferiore.

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I'll never be able to understand the infatuation of so many progressive commentators and otherwise rational people for Sarah Palin, a fundamentalist nutter who makes Ratzinger look tolerant, Ignazio "fascism wasn't that bad" La Russa progressive and Mara "blowjob" Carfagna intelligent - but never mind.

I'd like to use this blog for a simple appeal: please, i beg you, spare me the gushing praise for Palin's "feminism". There's a limit, my doctor says, to the anti-emetic pills I can pop in a day.

According to Ms. Palin, it appears, when a woman is raped (and her state holds the current US record for sexual assault on women) she, or if she's not in the poorer 20% of the population, her medical insurance, should be charged the full price of the rape kit, between $500 and $1200.

Palin denies any role in the issuing of the new rules, but apparently the budget papers of the town where she mas mayor say otherwise.

Why charge the victims? Perhaps because the kit contains a morning-after pill - which does not induce an abortion but simply prevents conception, so if she werent too stupid/ignorant to understand the difference she would probably have nothing against it; but it looks like Palin's IQ was too low even for a professional beauty queen, which explains why she ended up working as token cutout female shape in the Republican Party.

So, do me a favour: say that you like Palin because, unlike Hillary Clinton she's exactly what a woman should be, cute, obedient, proud of her submission, unbearably stupid; say that women should be protected so let's vote for McCain, otherwise we'd make her cry, the poor thing; but don't give me any more bullshit about "women's triumph" and feminism, it's getting more and more ridiculous.

11 marzo 2008

Qualcuno avverta Beppe Grillo


Qualcuno avverta Beppe Grillo e suo suocero che parla il Farsi: i malefici sionisti del MEMRI che modificano tutte le traduzioni per far fare brutta figura a San Mahmoud si sono infiltrati addirittura nelle strutture governative iraniane, nelle università e nei giornali, alimentando la leggenda che Ahmadinejad, povera stella, abbia mai detto che Israele deve essere cancellato dalle mappe.

Qui un perfido sionista travestito da studente guardiano della rivoluzione finge di inneggiare ad Hassan Nasrallah allo scopo di far inquadrare la scritta sul podio:



e qui abbiamo le prove che perfidi agenti segreti del MEMRI hanno tappezzato l'università di Teheran con manifesti recanti la frase falsamente attribuita a San Mahmoud:


Urge un intervento del suocero di Beppe che rimetta a posto le cose.

05 marzo 2008

Il Mossad m'ha rubato due post


...e li ha passati a Mmax.

Ieri il filmato, preso con un telefonino, di una piccola rivolta di piazza a Teheran, una delle tante che scuotono il potere dei mullah sulla società civile: una ragazza viene fermata dalla polizia religiosa per qualche infrazione alla legge sul velo islamico, e la folla di giovani nel centro commerciale insorge in sua difesa, costringendo gli sbirri a rilasciare la ragazza e poi a scappare a gambe levate. Fate caso, fra l'altro, a quanta gente nel filmato sta a sua volta riprendendo la scena con i telefonini: mi viene il sospetto che il samizdat del ventunesimo secolo sarà il filmato Quicktime.

Oggi, poi, un articolo di Comment is Free, l'impagabile blog/edizione online/sito di approfondimento del Guardian, che parla dello strano meccanismo per cui gruppi come Hamas ed Hezbollah finiscono per avere più amici ed ammiratori a occidente che in casa loro. Le voci critiche in Medio Oriente diventano sempre più forti, le gerarchie dell'Islam sciita in Libano fanno fuoco e fiamme contro Hassan Nasrallah ed i suoi padrini/padroni iraniani, ma a leggere i giornali progressisti occidentali, il Medio Oriente parla con una voce sola, quella dei fanatici.

'Sta cosa deve finire, e diffido ufficialmente il Mossad dal fregarsi i link che mi interessano per passarli a Mmax. Intanto ne approfitto per prenderli di sorpresa e segnalare un altro interessante articolo che non hanno fatto in tempo a rubarmi; un articolo doppiamente interessante in quanto proveniente da una importante rivista ideologica neocon, Commentary, e ciononostante non sposa la solita posizione propagandistica del "sono tutti brutti e cattivi, siamo assediati e dobbiamo difenderci" ma punta ad interessanti e importanti sviluppi nel mondo islamico che fanno pensare che il mostro integralista che starebbe sollevando la testa sia almeno in parte una creazione mediatica costruita ad arte per fini propagandistici e di tiratura/audience.


07 febbraio 2008

Terapia d'urto


Cortesemente, la prossima volta che mi lamento del sistema sanitario inglese, qualcuno mi faccia leggere questo post qui. E poi mi dia un calcio in culo, per buona misura.

Vale la pena anche di leggere i commenti di Grendel.

(a risentirci la prossima settimana)

05 febbraio 2008

Un problema di liturgia


Mi convinco ogni giorno di più che quello che ci viene venduto come scontro di civiltà sia tutta un'altra cosa. A leggere certi blog e certi articoli di giornale mi viene il sospetto che l'antipatia che certi, a occidente, hanno nei confronti di regimi come quello iraniano sia stata pesantemente fraintesa.

Certo, da queste parti nessuno dice che la democrazia è un'offesa ad Allah perchè è l'anticamera del politeismo, e se mio figlio (eventuale) crepa d'autobomba o cintura esplosiva è il minore dei mali, perchè almeno si salva l'anima dalla corruzione occidentale. No, per carità. Ci si limita a dire che la ricerca scientifica è un'offesa a Dio, e se mio figlio (eventuale) crepa di talassemia o sclerosi multipla è il minore dei mali, perchè almeno si salva l'anima dalla corruzione della ricerca genetica.

Certo, da queste parti nessuno dice che gli omosessuali non sono normali e devono restare nascosti se vogliono vivere decentemente, o altrimenti li si impicca a una gru. Ci mancherebbe, siamo civili, noi. Ci si limita a dire che gli omosessuali non sono normali e devono restare nascosti se vogliono vivere decentemente, ed è lecito, un diritto umano inalienabile, quasi, umiliarli ed emarginarli finchè s'ammazzano da soli, che si risparmia anche il carburante per muovere la gru. O magari si predica a qualche testarasata impressionabile finchè il coglione mette una nail bomb all'Admiral Nelson, avendo cura poi di fare la faccia scandalizzata quando viene arrestato.

Per il resto, l'apprezzamento per la pena di morte è comune, l'idea che la religione debba primeggiare sulla società (eh, ragazzi, sono gli azionisti di maggioranza: comandano loro), che debba controllare la ricerca scientifica, la legge, le convenzioni sociali, che debba primeggiare nella cultura, nella televisione, nella stampa, tutto in comune. È in comune anche l'idea che permettere a chi non appartiene alla religione dominante di esistere a patto che non lo dia a vedere troppo sia il massimo concepibile del rispetto (in effetti lo è: per qualsiasi sistema totalitario, permettere il dissenso privato è un gesto di grande tolleranza).

Il problema che hanno tutti questi teocon e teodem e teocratici con posti come l'Iran e l'Arabia Saudita, alla fine, è solo ed esclusivamente di liturgia. I metodi e i sistemi gli stanno benissimo: contestano il testo delle preghiere, l'orario (e il giorno della settimana) della messa, e il fatto che tocca stare in ginocchio per tutto il tempo, che francamente ad una certa età le ginocchia cominciano anche a far male. Per il resto, a ben vedere, non c'è problema.

E per fortuna, per fortuna, non mi stancherò mai di ripetere "per fortuna", laddove contava abbiamo vinto noi - l'Armada spagnola, Breitenfeld, Valmy, Porta Pia (nel suo piccolo)... che sarebbe grama, altrimenti.

(prima che qualcuno me lo faccia notare, lo so, lo so, esagero, il paragone non regge: l'Iran permette l'aborto terapeutico, 'sti laicisti di merda)

11 giugno 2007

Minacce


A giudicare da come si stanno sviluppando i commenti qui, direi che forse è il caso di definire meglio la mia posizione.

Non è un caso che io abbia chiamato il post "Child Abuse": perchè volevo mettere l'accento sul male che la religione, quando diventa fondamentalismo, fa al bambino, non a me. Io, diciamolo subito, non credo alla minaccia terroristica, almeno nei termini in cui viene presentata, ossia una forza che cerca di cambiare la nostra società per farla diventare una copia dell'Arabia Saudita, dell'Afghanistan dei Talebani o dell'Iran, e che rischia di riuscirci.

Oh, non discuto che ci sia gente che aspira a questo risultato, ma non è la stessa cosa. Anch'io ho aspirato per tutta l'adolescenza a scoparmi alla bombardiera Bo Derek, ma diciamocelo, non è che l'aspirazione mi abbia portato da nessuna parte. Il fatto, molto semplice, è che la cosiddetta minaccia terroristica non ha i mezzi e i numeri per fare niente di più che ammazzare qualche decina di pendolari ogni tanto. Come ho cercato di spiegare qui, sono una minaccia nel senso in cui lo sono i rapinatori: un pericolo fra tanti per la nostra incolumità personale, ma certo non una minaccia radicale per la società in cui viviamo.

No, il mio problema con quella signora e suo figlio non era il pericolo che il pargolo potrebbe, fra vent'anni, rappresentare per me. Il problema era la violenza che la madre stava esercitando sul figlio, indottrinandolo e trasformandolo in un disadattato che camperà di sussidio per tutta la vita e coltiverà per tutta la vita l'odio e il risentimento per l'ingiustizia di una società che non offre ad un analfabeta che sa a memoria il Corano l'opportunità di diventare miliardario.

Quella donna non stava violando i miei diritti, stava violando i diritti del figlio. Violenza su minore, appunto.

07 giugno 2007

Child abuse


Stamattina m'è toccato arrivare fino ad East India Quay per scoprire perchè diavolo il secondo dei nostri tre cluster aveva improvvisamente smesso di comunicare col resto del mondo (incidentalmente, ho scoperto quanto costa l'emergency replacement di un backplane SCSI su un IBM 346 usato come cluster master: ho visto auto sportive più economiche).

Sul trenino della DLR che arriva ad East India ho incontrato una signora che, ne sono certo, mutatis mutandis non sarebbe dispiaciuta a Mons. Bagnasco e al mio amico/nemico Maedhros - una signora che mi ha convinto che tutto sommato Christopher Hitchens e Richard Dawkins hanno ragione da vendere, e che contro la religione non è sufficiente la laicità ma servono forme di ateismo militante.

La signora - la ragazza, veramente, avrà avuto 10-15 anni meno di me - era di origini chiaramente mediorientali, graziosa, minuta e sorridente, accompagnata da un bimbo dell'apparente età di mio nipote, tre-quattro anni. Il bimbo, anche lui sorridente, era intabarrato in una keffyeh identica a quella di mamma ed in una delle onnipresenti felpe col cappuccio che costituiscono l'uniforme dei ragazzi londinesi da due a vent'anni. La felpa aveva un arabesco che non sono riuscito a identificare sul davanti ed un'immagine ed una scritta sulla schiena, che ho visto quando mi sono alzato per cedere loro il posto. L'immagine era quella di un Kalashnikov (AK-74, non -47 - il rompifiamma era cilindrico) e la scritta diceva "Soldier of Allah" sottolineato da una spada verde di disegno simile a quella presente nella bandiera saudita.

Abuso di minore. Non c'è altro modo per definirlo.

Incidentalmente, se c'è un Dio ha un senso dell'umorismo perverso. Pare che i matti li faccia incontrare tutti a me in metropolitana.

16 maggio 2007

Good f***ing riddance


"L'idea della separazione di Stato e Chiesa è stata introdotta dal demonio per impedire che i cristiani gestissero le proprie nazioni" (sermone, 4 luglio 1976)

"La Bibbia è l'infallibile trascrizione della parola del Dio vivente. È assolutamente infallibile, senza errori su tutte le questioni di fede e pratica religiosa, così come su questioni di storia, scienza, geografia..." ("Finding inner peace and strength")

"Se vogliamo salvare l'America ed evangelizzare il mondo, non possiamo accettare l'esistenza di una visione del mondo laica in contrasto con la verità cristiana" ("Moral majority report", 1984)

"...le femministe, i gay e le lesbiche che hanno cercato di rendere accettabile il proprio stile di vita, l'ACLU, People for the American Way - tutti coloro che hanno cercato di rendere l'America una società laica - io punto il dito su di loro e dico, 'voi avete fatto sì che questo accadesse'" (Washington Post, 14 settembre 2001, nel descrivere i fatti dell'11 settembre come una punizione divina contro l'America)

È morto Jerry Falwell. Come diceva un commentatore su Pandagon, "dopo aver visto Falwell in televisione, ho capito perchè i Romani davani i cristiani in pasto ai leoni". L'unica cosa che mi dispiace è che essendo ateo non ho il conforto di immaginarlo all'inferno, con una lunga coda di diavoli che aspettano pazientemente il loro turno per inchiappettarselo.

Oh beh. Si preannuncia una buona settimana: prima Dadullah, ora Falwell. Due di meno in tre giorni. Qualcuno ha notizie sulla salute di Bagnasco?

13 maggio 2007

Tutta colpa di Cadorna


Sebbene non ci viva più, sono originario di un Paese in cui un consiglio di mullah pretende di regolare la vita di tutti in base alla propria esclusiva interpretazione del dettato di un testo sacro scritto da nomadi del deserto 4000 anni fa (con aggiunte, correzioni ed errata di 2000 anni fa).

Sono originario di un Paese in cui l'elezione di un politico a quasi qualunque ufficio pubblico dipende quasi esclusivamente dal placet del consiglio dei mullah.

Sono originario di un Paese in cui il suddetto consiglio dei mullah nega il conforto di un funerale religioso a chi ha chiesto di poter morire con dignità, ma non a delinquenti, assassini e terroristi.

Sono originario di un Paese in cui il consiglio dei mullah porta in piazza mezzo milione di persone allo scopo preciso di negare diritti a chi non si conforma al suo dettato ed impedire un'effettiva separazione fra politica e religione.

La cosa che mi rode è che non sono originario nè dell'Iran nè dell'Afghanistan, anzi, che poi mi tocca sentire gli stessi supposti maitre à penser che hanno mandato quella gente in piazza disquisire di quanto siamo più cazzuti di Iran e Afghanistan perchè noi occidentali l'illuminismo l'abbiamo avuto (e chiuso in soffitta perchè non si logorasse, viene da pensare).

La colpa, mi dico, è tutta di Cadorna. Se le truppe piemontesi, quel lontano giorno del 1870, una volta arrivate al Vaticano avessero tirato dritto invece di fermarsi, se avessero fatto prigioniero il Papa e gli avessero intimato di prendere armi, bagagli e (parte del) tesoro pontificio e andare a rovinare la vita di qualche altra nazione, chessò, in Irlanda, dove comunque Papa o non Papa la polizia si scomoda per impedire ad una ragazzina di andare ad abortire in UK e la obbliga a portare a termine la gravidanza di un feto anencefalo, o magari in Spagna, così Zapatero non faceva tanto il figo, secondo me l'Italia avrebbe qualche possibilità di essere, oggi, una democrazia, invece che la risposta dell'Occidente all'Arabia Saudita.

Oh, qualche possibilità, sia chiaro, assolutamente non la certezza: perchè lo so anch'io che eliminato un mullah non hai mica eliminato i Talebani (ragion per cui trovo prematura ed eccessiva l'esultanza per la morte del mullah Dadullah, per esempio); però sarebbe stato sempre un passo avanti.

17 ottobre 2006

Senza veli


Il velo ed il niqab ormai sono diventati come la nazionale inglese: tutti hanno diritto a dire la loro, e soprattutto, tutti sanno esattamente quale sia il problema e come risolverlo.

Ha cominciato Jack Straw dicendo, tutto sommato innocentemente, che il niqab si pone come una barriera fisica, che la maggior parte dei primati vivono il non poter vedere la faccia di chi gli sta davanti come una minaccia; in risposta alle prime critiche, comprese quelle di John Prescott, gli attestati di solidarietà si sono sprecati, compresi quelli di persone che non si possono certo accusare di islamofobia, come "Red" Ken Livingstone, sindaco di Londra e amico ed ammiratore di Yussuf al Qaradawi e Ahmed Yassin.

La polemica non è, contrariamente a quel che potrebbe sembrare dall'Italia, un fulmine a ciel sereno, ma il culmine di una sorta di guerra (culturale) a bassa intensità in corso da tempo, e l'esplosione di questi giorni è dovuta semplicemente ad errori di valutazione da parte di una delle parti in causa.

Non intendo stare a tornare indietro negli anni al momento in cui qualcuno ha avuto l'infelice idea di tagliar fuori dal processo democratico la comunità musulmana, decidendo che questa veniva rappresentata da quel momento in poi da associazioni islamiste come l'MCB invece che da parlamentari democraticamente eletti; quel che è fatto è fatto, e questo Paese (come il resto d'Europa) pagherà a lungo, in termini di tensioni sociali, il prezzo di questi errori. Se andiamo però a guardare più vicino, troviamo che diversi gruppi di pressione hanno cercato ripetutamente, negli ultimi due-tre anni, di tirare la corda per vedere fin dove potevano arrivare: il caso di Shabina Begum, il caso Dilpazier Aslam, la proposta di legge sull'incitamento all'odio religioso e così via; la campagna è stata condotta con competenza ed ha riportato un notevole successo, al punto che oggi l'idea che criticare un dettato religioso sia una violazione dei diritti umani di chi lo segue sta entrando a far parte del pensiero mainstream.

Poco tempo fa, però, la corda è stata tirata troppo e si è spezzata. Prima Muhammad Abdul Bari, vicepresidente del Muslim Council of Britain, reso troppo baldanzoso dai successi del passato, commentando l'arresto di gruppi di fondamentalisti che compravano, con soldi di provenienza ignota, proprietà principesche in Sussex per impiantarci "scuole religiose" con 9 studenti e li addestravano a fabbricare esplosivi e a smontare e rimontare Kalashnikov, ha affermato che continuare ad arrestare integralisti religiosi equivaleva a demonizzare un'intera comunità e che questo avrebbe portato la Gran Bretagna ad avere due milioni di terroristi in casa, 700.000 dei quali a Londra - cosa che per qualche motivo non ha rassicurato il pubblico inglese. Quasi contemporaneamente un'altra esponente dell'MCB, Yvonne Ridley, con la foga che caratterizza tutti i convertiti, ha invitato i musulmani britannici a considerare la polizia ed il governo inglesi come entità ostili e ad iniziare una politica di assoluta non-collaborazione e boicottaggio. Subito dopo, all'indomani degli arresti seguiti alla scoperta del complotto per far esplodere diversi voli transatlantici, in un summit con esponenti del governo Syed Aziz Pasha, segretario della Union of Muslim Organisations of the UK and Ireland, ha proposto al governo di concedere l'introduzione della sharia (link a pagamento, ma si può leggere l'incipit dell'articolo) come alternativa alla legge inglese per la comunità musulmana, sostenendo che questo, assieme a scuole segregate, avrebbe in qualche modo pacificato le comunità e favorito l'integrazione (?).

Il pubblico inglese, per la prima volta, ha reagito con estrema insofferenza a queste affermazioni, e, di nuovo per la prima volta, questo ha reso possibile un dibattito su temi caldi come il niqab, l'autosegregazione di parti della comunità musulmana, l'influenza del fondamentalismo, che non venisse immediatamente degradato a lite da strada dalle solite accuse strillate di razzismo e islamofobia, di islamofascicomunismo o di complotto per/contro l'Occidente.

E a questo dibattito delle voci inattese hanno portato contributi sorprendenti.

13 ottobre 2006

Comunità


Da Harry's Place:

What the pro-Islamist 'left' and the right-wing Islamophobes, such as the late Orianna Fallaci for example, share is their eagerness to paint Muslim immigrant communities as part of some sort of unified campaign against the West. For the psuedo-leftist cretins and their Islamist allies this of course is a 'good thing', the defence of Islamic garb, for example, is part of a resistance to the (non-existent) war on Islam - and their right-wing mirror-image differs only in regarding this as an offensive action rather than a defensive one and in considering it a 'bad thing'.
Quello che la 'sinistra' pro-islamista e la destra islamofoba, come ad esempio la defunta Oriana Fallaci, condividono è lo zelo posto nell'identificare le comunità musulmane come parte di qualche genere di campagna organizzata contro l'occidente. Per i cretini pseudosinistri ed i loro alleati islamisti questa è ovviamente una cosa positiva, e così la difesa del velo integrale islamico, ad esempio, è parte di una resistenza globale alla (inesistente) guerra all'Islam - e l'unica differenza con i loro corrispondenti speculari a destra dello schieramento politico è che questi ultimi considerano tutto ciò un'azione offensiva piuttosto che difensiva ed ovviamente un fatto negativo.

Non potrebbe essere più vero, e la prassi politica quotidiana, da entrambe le parti, tende verso azioni e opinioni che possano sempre più rafforzare questo isolamento di una supposta "comunità musulmana" rendendola assolutamente monolitica e impenetrabile.

Ognuno di noi può essere identificato, a seconda del contesto, in una miriade di modi: io posso essere un italiano, un meridionale, un ateo, uno specialista informatico, un ciclista, un eterosessuale, e nessuna di queste definizioni cancella le altre. Nessuno si preoccupa del mio punto di vista di ateo su Linux, nè della mia opinione di specialista informatico sui matrimoni omosessuali - la sola idea sembra ridicola. Eppure c'è chi, strumentalmente, ritiene, anzi, vuole, che gli appartenenti a certe comunità debbano essere solo appartenenti a certe comunità. L'identità di musulmano, per George Galloway come per Nick Griffin, dovrebbe cancellare tutte le altre.

L'idea, naturalmente, non solo è sballata, ma non ha alcuna speranza di successo. Nonostante tutti gli sforzi (ed alcuni successi) di chi cerca di costruirsi un futuro politico sulla nascita di comunità monolitiche, separate ed in contrasto, nonostante l'idea che si è cercato di far passare che la comunità musulmana avrebbe in qualche modo diritto a leggi separate, servizi sociali separati e soprattutto una rappresentanza politica separata, non democraticamente eletta, anzi estranea all'intero processo democratico, basta andare in una qualsiasi delle scuole di qui per rendersi conto che questa gente sta combattendo una battaglia di retroguardia - ed una battaglia persa in partenza.

Certo, esistono scuole separate, in cui non è possibile iscriversi se non si è musulmani (o cattolici, o ebrei), esistono comunità chiuse, esistono moschee in cui si predica il rifiuto dell'integrazione, esistono storie tragiche come questa. Esistono però migliaia di scuole, la stragrande maggioranza, in tutta la Gran Bretagna, in cui ragazzine musulmane giocano a pallone con i loro coetanei di ambo i sessi, mangiano assieme, partecipano alle stesse feste, festeggiano il Natale con la stessa curiosità con cui i loro coetanei di altre religioni partecipano alle celebrazioni per la fine del Ramadan; in cui ragazzi musulmani imparano (rapidamente, di solito) che le idee dell'imam ultraconservatore su ebrei ed altri infedeli tendono a perdere forza, messe di fronte alla realtà dei fatti di una Shirley in minigonna o di un Solomon miglior terzino di tutta la scuola.

Quei ragazzi e quelle ragazze, che sono la stragrande maggioranza, fra 15 anni probabilmente non berranno alcolici, porteranno lo hijab (difficilmente il niqab), andranno in moschea regolarmente, ma sospetto che non accetteranno di buon grado la definizione totalizzante di musulmani che cancella tutte le altre e che oggi si cerca di imporre ai loro genitori: vorranno una rappresentanza politica che sia democraticamente eletta e che tenga conto di tutte le parti della loro identità e non solo di quella religiosa - così come oggi ben pochi cristiani preferirebbero essere rappresentati da un consiglio di preti piuttosto che da un governo democraticamente eletto.

Una minoranza di fondamentalisti resterà, sicuro, e probabilmente il loro essere ridotti ad atavismo superato dalla storia non farà che renderli ancora più rabbiosi, e dovremo fronteggiare il terrorismo che alligna all'interno di certi circoli integralisti; ma si tratterà di un pericolo circoscritto, una minaccia per la sicurezza personale, allo stesso livello di rapinatori armati, pedofili, gang di spacciatori: un pericolo per gli individui ma non per la società. Allo stesso modo, chi cercherà di descrivere il collega musulmano come una minaccia per tutti, come una forza che vuole sovvertire l'ordine democratico della nostra società, solo perchè al pub beve aranciata o al venerdì allunga la pausa pranzo per le preghiere, non potrà che esporsi al ridicolo.

Gente come Abu Izzadeen e Nick Griffin non se ne rende conto, ma non sta cambiando la società - non più di quanto i soldati tedeschi intorno al bunker della Cancelleria stessero sconfiggendo l'Armata Rossa.