25 dicembre 2009
06 ottobre 2008
03 agosto 2008
What's in a name?
Questa gatta qui
arriva a casa martedì - la nostra sola gatta superstite, Golda Meir, sta soffrendo molto la solitudine da quando il suo compagno di tutta la vita, Yasser Arafat, è andato a far pipì nella Grande Lettiera In Cielo, e speriamo che una gattina le tenga un po' di compagnia. Tutto bene, eccetto per la piccola questione del nome
Il nome che le hanno dato al gattile è Poppykit, e io ho giurato da tempo che nessuna forma di vita con un nome così disgustosamente sdolcinato entrerà mai in casa mia.
Mrs. Inminoranza suggeriva "Guinness", per via che è bianca e nera, ma dal momento che è nera di sopra e bianca di sotto io ho pensato che "Ssenniug" andasse meglio - e invece, a quanto pare, no.
"Jezebel" è stato bocciato subito. "Magrat" potrebbe andare, ma non voglio che venga su una patetica illusa newage. "Google" è ancora nella rosa dei papabili, "Nvidia" mi ha fruttato un'occhiataccia, le proposte di "Rosa Luxemburg" e "Svetlana Josifovna Stalina" sono state respinte senza pietà. Tallulah Does The Hula From Hawaii non è stato ricevuto troppo bene - la mia signora teme che quando la micia diventa adulta ci faccia causa. A "Catherine Sarah Dorothea Pakenham" ha semplicemente risposto che invecchiando sto diventando fascio.
La mia passione per la fantascienza e per la storia militare aiuta poco: il 99% dei nomi utilizzabili per felini sono maschili (e no, non me ne frega di dove abito, non la chiamo Boadicea: resto italiano e per quanto mi riguarda quella lì resta fra i cattivi).
Mrs. Inminoranza vorrebbe un nome da strega, ma l'unico non-pretenzioso che mi viene in mente è il summenzionato Magrat - ovviamente ci sarebbero anche "Gytha" ed "Esmerelda" ma non le piacciono, e dal mio canto, io sto conducendo una battaglia disperata contro "Hermione".
"Hocus-Pocus" ancora non è stato respinto nè approvato.
Qualcuno ha qualche idea?
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This here cat
is joining us on Tuesday - our single surviving cat, Golda Meir, is feeling very lonely since her lifelong companion, Yasser Arafat, has gone to pee into The Great Litterbox In The Sky, so we're hoping having a youngster around will make her feel a wee bit better. All fine and dandy, except for the small issue of the name, of course.
Her current name, given to her at the shelter, is Poppykit, and I have long sworn that no lifeform will enter my house that's called Poppykit, Cuddlykins, Weenywizywoo or any other soppy variations on that kind of theme.
So. Mrs. Inminoranza suggests "Guinness", as she's black and white, but seeing that she's black on top and white at the bottom, I countered with Ssenniug, which was not too well received.
Jezebel was rejected out of hand. Magrat could be an option, but I don't want her to grow up a complete wet hen. "Google" is still on the cards, but "Nvidia" got me a dirty look, and "Rosa Luxemburg" and "Svetlana Josefovna Stalina" (Stalina for her friends) were shot down mercilessly. Tallulah Does The Hula From Hawaii, also, was not too well received - the missus fears that as soon as she becomes legally an adult she'll sue us. "Catherine Sarah Dorothea Pakenham" was countered with the accusation that I'm turning into a rightwinger in my old age.
My interest in sci-fi and military history helps very little - 99% of the names you can use on a cat are male (and no, I'm not calling her Boadicea; I'm Italian and she's the bad guy, er, girl, as far as I'm concerned).
Mrs. Inminoranza would like a witch name, but the only non-pretentious one I can think of is the already mentioned Magrat - well, there's "Gytha" and "Esmerelda" too but she doesn't quite like them, and I, in turn, am locked in a desperate fight against "Hermione".
The jury's still out on "Hocus-Pocus".
Ideas, ayone?
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Eugenio Mastroviti
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24 maggio 2008
Bye bye baby
Questo gatto qui
si chiamava Yasser Arafat ed era con me da 16 anni. L'ho trovato che aveva meno di due mesi, nel cortile interno del dipartimento di Fisica, di fianco all'acceleratore di particelle, e me lo son portato a casa in bicicletta, infilato nello zaino, con la gente che si girava a guardarmi per i miagolii che sembravano una sirena della polizia. Un paio d'anni dopo, poi, è arrivata l'altra micia, Golda Meir, che ha preso possesso di tutta la casa e l'ha confinato al letto e alla scarpiera.
È rimasto un gatto guerrigliero per tutta la vita: scappava, si azzuffava con i gatti dei vicini, saltava sul tavolo per rubare quello che stavamo mangiando, saltava dall'armadio al letto atterrandomi sulla pancia alle 3 del mattino.
Se n'è andato questa mattina, per un blocco renale, coccolato da me e Mrs. Inminoranza.
Mi mancherà da matti, ma ho la consolazione di sapere che il bilancio della sua vita è positivo secondo l'unico metro a cui riconosco un minimo di validità - la vita di almeno alcune persone è stata un pochino migliore per averlo conosciuto. Tutto sommato, è molto più di quel che si può dire di molti esseri umani.
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Eugenio Mastroviti
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Tags: gatti
10 dicembre 2007
Addii

Dopo 10 anni passati a ciucciare mozziconi di sigaretta e leccare fondi di caffè, ad azzuffarsi con i gatti del vicinato e a insidiare le gatte, Long John Silver se n'è andato la notte fra sabato e domenica, rapidamente e, spero, senza soffrire troppo. Ha passato il suo ultimo giorno a farsi coccolare da Mrs. Inminoranza, facendo fusa sommesse e miagolando ogni tanto per ricordarci che sì, c'era ancora, poi se n'è andato sotto al divano a morire, con la triste, disperata dignità dei gatti che non vogliono far sapere a nessuno quello che stanno passando.
Mi mancherà.
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Eugenio Mastroviti
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Tags: gatti
31 luglio 2007
Gatti e squali
Ho sempre pensato che un blog salta lo squalo quando comincia a parlare di gatti. Ciononostante, vorrei dedicare due parole a Long John Silver:
Long John Silver é arrivato nella mia vita quasi esattamente dieci anni fa, quando all'uscita dal campus dell'università di Bari mi sono trovato davanti un gattino di circa tre mesi che era stato picchiato tanto selvaggiamente da farmi dubitare che sarebbe sopravvissuto. E' uscito da quell'esperienza perdendo una zampa ed un occhio, e con traumi che gli durano ancora - mentre quando é su una poltrona o su un letto é il gatto più dolce del mondo, quando é a terra nessuno gli si può avvicinare senza causargli una crisi di panico.
Adesso é un delinquente che gira per giardini aggredendo e picchiando, nonostante la tarda età e le tre zampe, i gatti inglesi colpevoli di insidiare la micia di casa, e cercando di violentare qualunque forma di vita di sesso potenzialmente femminile passi per il nostro giardino, inclusi una volpe e, si sospetta, dei ricci. Alcune sue, um, particolarità anatomiche ci hanno indotto a sospettare che avremmo dovuto in realtà chiamarlo Long John Holmes.
Un paio di mesi fa abbiamo scoperto che anche Long John Silver, suo e nostro malgrado, é entrato a far parte del club. Per i gatti non esiste la farmacopea a disposizione degli esseri umani, il meglio che si può fare é una terapia sintomatica a base di corticosteroidi. La duplice fortuna é che Silver, come lo chiamiamo in casa, é relativamente avanti con gli anni, cosa che rallenta il tasso di propagazione della malattia, e che i gatti sono, a parità di tutto il resto, abbastanza più tosti degli esseri umani.
Non sono sicuro del motivo per cui ho deciso di assillare i tre lettori di questo blog con una questione eminentemente personale, se non per fare mio il consiglio che Scott Adams dà ai suoi lettori alla fine di uno dei suoi libri su Dilbert: se avete un gatto, un cane, un insetto stecco, smettete di leggere adesso e andate ad abbracciarlo. Se non ne avete uno, non posso che compatirvi.
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Eugenio Mastroviti
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27 aprile 2007
Assenze
Le mie scuse a tutti e 3 i miei lettori. Ho 40 di febbre, riesco a mangiare 3 cubetti di melone al giorno e il veterinario sospetta che uno dei miei gatti abbia un tumore al fegato.
Ci sentiamo fra qualche giorno.
(ci sarebbero un paio di commenti da fare anche sul sistema sanitario pubblico inglese, ma ho esaurito il tempo massimo che riesco a passare davanti al computer)
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Eugenio Mastroviti
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9:00 PM
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Tags: gatti, poloniomaki, sanità


