22 febbraio 2009

"Fa ridere, ma è drammatico"


"Come quel dittatore che caricava i dissidenti su un aereo e poi apriva il portello e gli diceva, è una bella giornata, andate fuori a giocare"
(risate)
"No, fa ridere ma è drammatico"

Allora, chiariamo un punto: non fa ridere. Può divertire giusto un animale come te e degli animali come i tuoi elettori, che applaudono i pacchetti sicurezza con le squadracce di picchiatori e i ghetti per i nomadi. Del resto, anche un sacco di tedeschi, ne sono convinto, consideravano "Arbeit macht frei" una battuta brillante. Anzi, già mi vedo la tua uscita al prossimo congresso "...li facevano lavorare come schiavi e poi invece di liberarli li ammazzavano, neanche fossero dei precari" (risate) "No, no, fa ridere ma è drammatico".

Se c'è una cosa che fa ridere ma è drammatica, non sono i dittatori argentini, è il fatto che tu sia presidente del consiglio.

20 febbraio 2009

Zaphod Beeblebrox


The job of the Galactic President was not to wield power
but to attract attention away from it


Douglas Adams, The Hitch-Hiker's Guide to the Galaxy

Ogni volta che sento quale nuova minchiata ha tirato fuori Silvio Berlusconi, non riesco a non pensare a Douglas Adams e alle sue geniali intuizioni. Non posso credere che sia così stupido - o che lo siano quelli che gli stanno intorno e che ormai dovrebbero aver imparato a mettergli il bavaglio appena comincia a dar segni di squilibrio. È evidente dunque che queste uscite sono intenzionali; e a pensarci, non è così strano.

Una vasta fetta di qualunque elettorato si sente rassicurata all'idea di avere un massimo rappresentante politico "come noi"; e dal momento che si tratta di quella fetta dell'elettorato che guarda avidamente il Grande Fratello e vorrebbe avere una figlia velina e/o un figlio tronista, ne risulta che per loro un massimo rappresentante politico come noi è uno che scorreggia fragorosamente ad una prima della Scala o che, appunto, fa gaffe clamorose dovute all'ignoranza. Questo, agli occhi degli idioti, lo rende migliore: perchè la caratteristica distintiva del vero idiota è di sentirsi superiore a chiunque sia più intelligente o più colto di lui.

Se a questo si somma un'altra forma di idiozia, quella che porta la stampa e l'opposizione a concentrarsi su un solo elemento per volta dell'operato del governo - e per giunta quello con il maggior impatto mediatico invece che istituzionale - si trova che le uscite imbarazzanti, le gaffe, le vere e proprie figure di merda internazionali tornano dopotutto utili: per dire, questa ennesima cazzata del nano ha bellamente rimpiazzato i ghetti per nomadi e il decreto sicurezza. Mica male, per un coglione che appena apre la bocca fa un disastro, no?

18 febbraio 2009

Film già visti


Crisi finanziaria internazionale, in Italia ritornano i ghetti, si invoca/si auspica/si aspetta l'uomo forte, si raffreddano le alleanze occidentali e ci si comincia ad allineare con una superpotenza che flirta con l'ultranazionalismo e con ricette socioeconomiche di stampo fascista.

Perchè ho la sensazione di aver già visto questo film?

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International financial crisis, in Italy ghettos make a comeback, people invoke/await/expect the rise of a strongman, the traditional friendly relationships with the west are left to cool and a slow realignment begins with a superpower flirting with ultra-nationalism and proto-fascist socioeconomic reforms.

Why does this sound like a film I've already seen?

(sorry for the links in Italian)

17 febbraio 2009

Varia umanità


Fra tutti i visitatori di questo blog, credo che quello di cui più vorrei vedere la faccia è quello che è arrivato qui poco fa cercando su Google ghiri gay.

Dizionario universitario


Vale decisamente la pena di andare a leggere sul blog di Ipazia il piccolo disperato dizionario demagogico dell'università: per chi ci sta dentro, per chi ne è fuori da un pezzo, per chi si chiede che succede, spiega le cose meglio di 50 articoli di Repubblica.

16 febbraio 2009

Fuffa News


Solo l'Independent, altrimenti noto come il Daily Mail di chi fa raccolta differenziata, poteva pubblicare un articolo (mettendolo pure fra gli Editor's Picks) che rivela come Charles Darwin fosse in segreto buddista ed abbia ricavato la teoria dell'origine della specie a partire dalle conoscenze segrete dei monaci tibetani.

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Only the Independent, a.k.a. the Daily Mail for those who recycle, could print a story (and select it among the Editor's Picks) about Charles Darwin being a closet Buddhist and deriving the theory of the origin of species from the secret teachings of Tibetan monks.

For fuck's sake.

15 febbraio 2009

Self-hate


Di recente più di una persona che conosco m'ha fatto due maroni così con The day the Earth stopped. E lo devi vedere, ed è bellissimo, e ti fa ripensare al senso della vita e al nostro posto nell'universo... e alla fine l'ho visto.

Ed è un'ora e mezza del mio tempo che nessuno mi darà indietro, e la cosa mi irrita non poco.

L'originale non era terribile, anzi: giocava molto sulla paranoia maccartista dell'invasione, e il messaggio era tutto sommato condivisibile, qualcosa del tono "se insistete a giocare con giocattoli che fanno il botto prima o poi vi fate male, quindi datevi una calmata o ve li leviamo dalle mani". Appropriato, comprensibile, in certo senso in controtendenza con il filone, appunto, del bug-eyed monster, con un colbacco e una stella rossa mai esplicitamente filmati ma sempre presenti, che voleva invadere la Terra. Questo qui, invece, sembra un sogno bagnato di un simpatizzante del Fronte di Liberazione di Gaia.

SPOILER

La cosa che mi ha dato veramente fastidio del film è che il messaggio di fondo è l'espressione del self-hate più puro che sembra aver infettato un grande numero di aspetti del pensiero progressista occidentale, il riflesso condizionato che ci fa dare ragione a chiunque esprima nei nostri confronti concetti che, se venissero da noi, sarebbero tacciati del più becero razzismo e della più retriva intolleranza.

Insomma, abbiamo questi alieni che vengono sulla Terra e quel che dicono è, più o meno, "Siete aggressivi e il vostro tasso di sviluppo tecnologico è troppo rapido, avete otto ore per dimostrarci che valete qualcosa in base a criteri del tutto arbitrari che non vi stiamo neanche a spiegare, se non ci riuscite il nostro avanzatissimo e superiore senso morale ci impone di sbriciolare il vostro pianeta. E il senso della vostra vita ce lo deve spiegare il primo tizio che incontriamo, mica potete scegliere un rappresentante".

La fondatezza morale di questo comportamento, val la pena di notare, non viene messa in discussione quasi neanche una volta, tranne quando il tizio delle forze speciali protesta e cerca di spiegare all'alieno maschio che il valore della vita per lui sta in suo figlio - e viene messo a tacere dall'alieno che gli risponde "E non dovresti essere con lui allora? Perchè sei qui?". Una persona normale gli avrebbe risposto "Perchè sto cercando di impedire che un paio di alieni newage con l'hobby del genocidio gli facciano esplodere il pianeta sotto il culo, o stai dicendo che l'unico modo che abbiamo per non essere sterminati è passare tutto il tempo a mangiare loto, tenerci per mano e cantare Kumbaya? I robottoni alti 600 metri che inceneriscono chiunque cerchi di comunicare con loro li avete costruiti cantando ommm finchè non si sono materializzati?"; ma siccome per gli sceneggiatori l'alieno ha ragione, il tizio ammutolisce, illuminato da tanta saggezza cosmica intergalattica di livelli vibrazionali superiori, gli spunta una lacrimuccia e si apparta per cercare di telefonare al figlio.

Questi alieni, insomma, viaggiano per il cosmo con questi giganteschi robot da guerra e si occupano di sterminare le specie che mostrano adesso un livello di aggressività sufficiente a renderli un problema per i loro vicini, se per caso dovesse rimanere immutato dopo qualche migliaio di anni di progresso tecnologico, e sono i buoni - anche se vogliono sterminare gli esseri umani, le balene, i delfini, gli scimpanzè, le lepri marzoline e i fringuelli; e questo è credibile perchè il self-hate funziona a strati concentrici, come una cipolla.

Ogni volta che, per dire, un giornale tedesco rivanga qualche stereotipo sugli italiani, tipo ai mondiali del 2006, chiunque voglia aspirare al titolo di progressista si spertica a dargli ragione - lo stesso per i progressisti inglesi quando un giornale spagnolo o francese riciccia qualche trito stereotipo, per carità. Però anche i tedeschi, o i francesi, o gli spagnoli, che sono tanto intelligenti quando parlano male di noi (chiunque sia noi) sono merda se è un giornale russo a parlar male dell'Europa occidentale; e anche i russi, diciamocelo, sono cacca davanti a qualunque Paese in via di sviluppo. Per non parlare, per dire, di quanto schifo faccia qualunque società che accetta il modello di sviluppo di tecnologia e industrializzazione, tipo India, quando c'è da giustificare che i suoi abitanti vengano fatti saltare in aria da gente che ritiene che lo stato di pastori nomadi sia il massimo della vita. E così via. Se gli esseri umani morissero tutti per salvare i pappataci e le talpe marsupiali, insomma, sarebbe anche una buona cosa. E naturalmente, quando arrivano gli alieni, anche i pappataci e le talpe marsupiali diventano merda. Il sottotesto che permea tutto il film è immutato e immutabile: "sì, ce lo siamo meritato, siamo cattivi come dimostra il fatto che accogliamo queste pacifiche macchine da guerra alte 600 metri armate di raggi della morte di 14 tipi diversi con due soldatini armati di M-16, hanno fatto bene a incenerirli"

Oh, e un'altra cosa. Gli sceneggiatori basano la decisione degli alieni di sbriciolare il pianeta sul fatto che le caratteristiche che tendiamo a considerare più negative della società occidentale - corsa alle armi, inclinazione alla violenza, nessun rispetto per l'ecosistema (essì, perchè dopo che hai fatto a pezzetti il pianeta l'ecosistema ha orgasmi multipli, invece) - vengono attribuite all'intera specie umana nel suo complesso: praticamente la specie umana si identifica con la civiltà occidentale, e ipso facto è lecito sterminarla; ma d'altro canto si sparano in un piede quando cercano di aggiungere a questo un altro elemento che dovrebbe vieppiù dimostrare il superiore senso morale degli alieni e la loro diversità da noi (dove, ancora, noi dovrebbe comprendere l'intera umanità, ma identificata con l'Occidente), facendo ripetere ogni 5 minuti all'aliena il concetto che "noi non interferiamo mai". Ultimamente questo è diventato un altro ritornello "progressista", l'idea che restare a guardare sia eticamente preferibile, in principio, a cercare di fare qualcosa - per cui la tipa può tranquillamente annunciare che loro ci stanno studiando da 2000 anni e hanno visto tutti i casini che abbiamo fatto, tutti gli errori che abbiamo commesso, fino ad arrivare al punto di non ritorno, quello che rende necessario sterminarci tutti. E il protagonista, reso dagli sceneggiatori un cretino irrecuperabile, neanche le urla in testa "Ma come cazzo è, avvertirci prima degli errori era immorale, e invece sterminarci tutti dopo che li abbiamo fatti è cosa buona e giusta?! Ma il senso morale, per caso ce l'avete al posto del buco del culo?"

Insomma, onestamente, 'sti alieni avranno pure una rappresentante figa, ma sono indiscutibilmente dei criminali genocidi, e l'unico finale anche solo vagamente realistico sarebbe stato il lancio di un programma globale di riarmo e ricerca e sviluppo militare, per essere sicuri che al più presto possibile si possa andar su e sterminarli, prima che siano loro a cancellare dalla galassia non si capisce quante specie intelligenti che non hanno avuto la botta di culo di far incontrare
alla loro rappresentante una donna a cui s'erano rotte le acque.

P.S. Ci vogliono sterminare in base ad uno studio durato migliaia di anni e non sanno un cazzo non solo della nostra cultura ("cos'è una chiesa?") ma neanche della nostra biologia? Non sanno come ci riproduciamo? Sono dei delinquenti pericolosi, dei criminali galattici. Oppure gli sceneggiatori sono dei pirla epocali a cui non dovrebbe essere concesso di scrivere neanche la recensione di Henry pioggia di sangue sul manifesto.

P.P.S. Avranno robottoni alti 600 metri che resistono alle esplosioni nucleari, ma ancora non hanno scoperto il segreto del mascara resistente alle lacrime.

13 febbraio 2009

Merry Darwinmas


Domani vado a festeggiare (in ritardo) il compleanno di Charles Darwin con un ritorno agli anni della mia gioventù. Partecipo ad una manifestazione, la prima dal 2003 - questa volta contro il Vaticano e le sue ingerenze nella vita politica italiana ed europea. Partenza alle 14 dal Natural History Museum, attraverso Hyde Park e fino all'ambasciata italiana in Grosvenor Square: il percorso più o meno classico delle manifestazioni qui a Londra, soprattutto Hyde Park - fin dall'epoca vittoriana, quando l'obiettivo dei manifestanti era la casa londinese del duca di Wellington, primo ministro (incidentalmente, è un fatto poco noto che il soprannome di "Iron Duke" non gli viene da particolari qualità morali sul campo di battaglia ma dalle imposte di ferro che si fece installare, stufo di farsi sfondare le finestre a sassate dai manifestanti che gli si riunivano quotidianamente sotto casa).

Curioso che su uno dei blog che leggo regolarmente, all'annuncio della manifestazione gli amaryllidi locali abbiano cotonato più di un pippone contro la manifestazione stessa. Curioso, ma forse neanche tanto: dove il Vaticano non è, come in Italia, una forza politica appartenente ad un ben preciso schieramento parlamentare ma semplicemente una delle tante forze oscurantiste, nemiche della modernità e dei diritti, non stupisce più di tanto che i compagni antimperialisti si ergano a sua difesa.

12 febbraio 2009

La discriminante


Devo dire che avevo ogni intenzione di festeggiare lo spuntare collettivo di almeno un testicolo al Parlamento inglese - mi riferisco al fatto che, dopo il solenne impegno di Jacqui Smith a impedire l'ingresso nel Paese ad estremisti e propagandisti dell'odio, Geert Wilders, il parlamentare razzista olandese autore di Fitna, fosse stato rimandato indietro alla frontiera. Wilders fa sembrare Pym Fortuyn (possa non riposare in pace) un capolavoro di tolleranza, vuole deportare cittadini del suo stesso Paese in base all'appartenenza religiosa, vuole mettere fuorilegge la pubblicazione e la lettura del Corano, ha realizzato un cortometraggio che sembra la trasposizione cinematografica della collezione degli anni d'oro di Der Stürmer, ed ha portato il suo partito a collaborare con i neofascisti del Vlaams Belang. Personalmente approvo in pieno l'idea di tener fuori i fascisti, o al limite di farli entrare giusto per un giro turistico di Cable Street, un'occhiata ai murales commemorativi, un colpo di Hazet 36 nel cozzetto e via, raus, come amano dire loro.

Poi però ho notato una cosa strana che mi ha lasciato vagamente perplesso. Il signore che ha guidato la rivolta dei Lord contro l'arrivo di Wilders (e la proiezione di Fitna nella Camera dei Lord, evento che personalmente ritengo sarebbe stato motivo di vergogna nazionale) è Lord Nazir Ahmed, Barone Ahmed di Rotherham, Pari a vita e membro del Partito Laburista.

Lord Nazir Ahmed, Barone Ahmed di Rotherham, ha collaborato qualche anno fa alla visita in UK - per lanciare il suo nuovo libro - di un gentiluomo che va sotto il nome d'arte di Israel Shamir, un giornalista russo legato ad ambienti dell'estrema destra russa ed europea e a neonazisti americani del calibro di David Duke, uno che ha addirittura accusato il BNP di non essere abbastanza fascista e di "essersi venduto agli ebrei". Lord Ahmed, presentando il libro del suo "caro amico" Shamir, ha fatto anche una serie di affermazioni sugli ebrei come primo motore e quinta colonna dell'imperialismo britannico e ipso facto dei mali occorsi al mondo musulmano nel corso degli ultimi due secoli.

Insomma, Lord Ahmed guida la protesta contro la visita di un propagandista del razzismo e dell'intolleranza legato ad ambienti dell'estrema destra, pur avendo in passato aiutato e sostenuto un propagandista del razzismo, dell'intolleranza e dell'antisemitismo legato ad ambienti dell'estrema destra. Mi chiedo quale sia la discriminante che gli ha fatto cambiare opinione.

04 febbraio 2009

Cose in comune


Alla luce dei fatti riguardanti la povera Eluana Englaro, devo constatare che almeno una cosa io e la Chiesa Cattolica ce l'abbiamo in comune: tutt'e due vogliamo occuparci dei cazzi miei.

02 febbraio 2009

Tratta degli schiavi


Siccome in Italia se ne parla, e mi par di capire che se ne parli nei termini di "ci sono le ronde inglesi che vanno in giro a bastonare gli italiani" (sottinteso: avete visto che dopotutto le nostre ronde padane non sono nè uniche nè poi tanto male?) sarà il caso di fare un minimo di chiarezza. La questione della raffineria in Lincolnshire è una delle prime conseguenze della direttiva Bolkestein, un escamotage inventato dalla Commissione Europea per rendere, in pratica, di nuovo legale la tratta degli schiavi. Sono certo che tutti e tre i miei lettori sanno di cosa si tratta, ma sarà il caso di ricordare a grandi linee che è una direttiva che permette ai datori di lavoro di assumere o affittare lavoratori temporanei per usarli nel proprio Paese ma aggirando la locale legislazione sul lavoro e sottoponendo invece il loro trattamento (salariale e non) alle condizioni vigenti nel Paese in cui sono stati assunti.

Per esempio, permette di portare qui lavoratori siciliani pagati meno di due terzi di quel che viene pagato un lavoratore inglese, senza assistenza sanitaria (rimangono comunque a carico del SSN italiano, eccetto che per le emergenze mediche) e così via: e i lavoratori del Lincolnshire si trovano in mezzo a una strada perchè gli appaltatori, molto semplicemente, non possono competere se vogliono continuare a pagare stipendi che qui vengano considerati decenti: se vogliamo, una corsa dei disperati su scala europea. Naturalmente, soprattutto grazie all'infelice slogan del Grande Timoniere Mao-Tze-Brown, l'estrema destra e il Daily Heil non hanno perso tempo a infiltrare la protesta e a cercare di riorientarla in senso xenofobo, e proprio di recente i sindacati inglesi hanno preso posizione. Lascio la parola all'ottima HakMao:


Il segretario generale della TUC [la più importante confederazione sindacale britannica, NdT], Brendan Barber, si è sentito in dovere di prendere posizione contro il BNP e il resto della feccia di estrema destra - inclusi i sempre più razzisti tabloid - che cerca di sollevare un polverone xenofobo e anti-immigrazione a partire dalla disputa sulla raffineria Lindsey in Lincolnshire, dopo che lo stupido e ridicolo slogan "Posti di lavoro britannici per i lavoratori britannici" (di per sè una sintesi fraintesa di un comunicato egualmente stupido e ridicolo del governo Brown) è stato adottato dagli operai rimasti senza lavoro a causa di un contratto di subappalto fra la Total, proprietaria della raffineria, la compagnia americana Jacobs, che ha vinto l'appalto per i lavori, e la società italiana di costruzioni IREM.

I leader sindacali ribadiscono che lo sciopero non è diretto contro i lavoratori stranieri ma contro il management e il loro evidente tentativo di costringere i lavoratori ad accettare un peggioramento delle condizioni salariali, lavorative e di rappresentazione sindacale. Se sono sinceri in questo, dovrebbero immediatamente dissociarsi dallo slogan "Posti di lavoro britannici per i lavoratori britannici" e da affermazioni dettate da intolleranza e nazionalismo come

"Io sono una vittima, voi siete vittime, migliaia di persone in questo Paese sono vittime di questa discriminazione, di questa vittimizzazione dei lavoratori britannici"

che non fanno che dividere i lavoratori per nazionalità - come se la lotta fosse fra lavoratori inglesi e stranieri e non fra lavoratori e padronato. La legislazione europea sul lavoro permette agli appaltatori di aggirare la legislazione britannica e importare forza lavoro economica e non sindacalizzata in una pratica nota come "social dumping" - spingendo al ribasso salari e condizioni di lavoro mettendo i lavoratori in competizione gli uni con gli altri. L'unica risposta appropriata a questa strategia transnazionale di sfruttamento è una lotta per la piena sindacalizzazione e per uguali condizioni salariali e lavorative per tutti.

01 febbraio 2009

Le regole della casa del C++


(nota: post per addetti ai lavori e geek)
(nota2: noi non lavoriamo in C++ - ma l'assonanza era perfetta per il titolo)

Esistono delle regole universali, nel mondo dell'informatica, tramandate di padre in figlio e di sysadmin in sysadmin, che risalgono, si mormora, a quando i Druidi hanno costruito il loro primo NTP server a Stonehenge. Le regole sono semplici e lineari

1) Tu non manderai in produzione un daemon che genera log in debug mode
2) Tu non manderai in produzione un daemon che genera log in debug mode in ragione di 20-30 righe per evento, e processa 20-30 eventi per secondo
3)
Tu non manderai in produzione un daemon che genera log in debug mode in ragione di 20-30 righe per evento, e processa 20-30 eventi per secondo, con un framework obsoleto che non riesce a gestire file più grandi di 2 GB e non ha meccanismi di gestione delle eccezioni
4) Se proprio non riesci a obbedire ai primi 3 comandamenti, tu non irriterai il sysadmin.

Un breve antefatto:

Quando ho letto il bellissimo post di EdipeoEnciclopedico sulle 10 buone ragioni per andarsene dalla Francia ho riso moltissimo, ma c'era qualcosa di più che non riuscivo a mettere a fuoco - fino a quando non mi sono reso conto che molte delle ragioni di scontento di EE (3,4,5 e 8, in particolare) si riflettevano perfettamente nella cultura del lavoro comune a tanti latini - italiani, francesi, greci. Ora, attenzione, non voglio dire che i latini siano "peggio" e i tedeschi o gli inglesi "meglio": ognuno ha il proprio set di pregi e difetti, la tipica, estrema familiarità inglese sul posto di lavoro indispone molti continentali (anche con ragione, qualche volta), la prevenzione della maggioranza dei tedeschi nei confronti delle capacità professionali di qualunque straniero è a dir poco irritante, e così via; mi limito a dire che quella di EE è una divertente descrizione di problemi che ho incontrato sul lavoro anche in Italia, problemi che per quella che è la mia personalissima forma mentis trovo difficili da superare.

Purtroppo, la compagnia per cui lavoro al momento è anglo-francese. La compagnia inglese qualche anno fa ha comprato una piccola compagnia francese, e nel corso della fusione il CTO della compagnia francese è diventato Head of IT della risultate idra a due teste. La medaglia è che passa la maggior parte del tempo in Francia a lavorare con gli sviluppatori, che sono in maggioranza lì. Il rovescio della medaglia è che la Francia non è abbastanza lontana.

Questo signore di suo non è cattivo - almeno non più della media; ma riconosco in lui una serie di difetti che affliggevano la maggior parte dei manager pubblici o privati con cui ho avuto a che fare in Italia, e relativamente pochi dei manager che ho incontrato qui. Ad esempio la necessità di stabilire una gerarchia e di rinforzare il concetto ad ogni piè sospinto, o quella di far passare cose perfettamente normali per privilegi: non credo, per dire, che i membri del mio team di supporto della piattaforma si debbano profondere in ringraziamenti per aver magnanimamente ricevuto il blackberry con cui vengono allertati di problemi nel weekend, e non credo neanche che la richiesta di un portatile condiviso da portare in giro negli hosting centre, per usarlo come macchina diagnostica, terminale seriale e tutte quelle cose pazzerelle e divertenti che i sysadmin fanno nel corso della loro vida loca vada evasa con una smorfia sprezzante e un lungo discorso che si può riassumere in "E tu quante ore hai dedicato a leccare il mio prezioso culo per pensare di poterti meritare un sì mirabile privilegio? Vuoi anche uno yacht personale? Una cameriera che ti serva i drink?".

Sono certo che in ogni posto gli indigeni hanno caratteristiche che qualcuno trova supremamente irritanti; per me, l'abitudine latina di far pesare costantemente che qualunque cosa accada accade per la magnanimità di un Gentile Concessore che detiene qualche miserevole autorità è difficile da sopportare. È anche una abitudine generalmente estranea, per quel che ho visto, alla cultura del lavoro di anglosassoni, teutonici e scandinavi - che poi è il motivo per cui nonostante tutto mi trovo decisamente bene a lavorare qui: non è che i locali non abbiano difetti, è che ho girato finchè ho trovato una nazione in cui i difetti degli indigeni mi davano meno fastidio.

(fine dell'antefatto)

Come diceva Tolkien, "Do not meddle in the affairs of sysadmins, for they are subtle and quick to anger"; lavoro in questa compagnia da un anno e mezzo, e un po' perchè sul lavoro cerco di essere pacioso, un po' perchè ho delle mansioni un po' particolari che mi fanno sysadministrare al massimo per metà del tempo, non m'era mai capitato di dover rafforzare il concetto. Però a tutto c'è un limite.

(due settimane fa)
Telefono: "ring ring ring"
Io: "Hello?"
L: "Ciao sono L, scusami, lo so che tu non sei a disposizione nel weekend, ma ho un problema e non sapevo a chi chiedere"
Io: "Tranquilla, stavo giocando col server di casa, non hai interrotto niente di particolare"
(intermezzo: siccome se sei a disposizione nel weekend e risolvi i problemi da casa vieni pagato, anche essere a disposizione nel weekend è un privilegio che bisogna meritarsi. E io non sono particolarmente interessato a meritarmelo)
L: "È saltato il daemon di XXX, Nagios continua a mandarmi allarmi e io non so che fare, ho provato a riavviarlo ma mi dà un errore"
(altro intermezzo: quelli che lavorano al supporto piattaforma sono praticamente sistemisti Windows piuttosto junior; devono da qualche tempo supportare anche piattaforme Linux ma, avete indovinato, il training è un privilegio che bisogna meritarsi e loro non se lo sono ancora meritato abbastanza)
Io: "Vabbe', fammi dare un'occhiata, se ci son problemi ti richiamo io fra 10 minuti"

Controllo e scopro che il daemon muore perchè il log, un file su cui scrive un diario della propria attività, ha raggiunto la dimensione magica di 2 gigabyte. Uccido pezzetti del daemon (è un processo che chiama altri daemon ma non li uccide correttamente, per cui ogni volta che lo fermi poi devi uccidere a mano i processi-figli), rinomino il file, lo faccio ripartire, tutto a posto. Do un'occhiata al log che il daemon ha ri-creato: 3 megabyte. 4. 5. Guardo che c'è dentro, e scopro che sta scrivendo un centinaio di righe al secondo, tutte uguali:

[DEBUG]: XXX daemon doing some work

Dissolvenza. Lunedì, interno giorno, non troppo lontano dal luogo in cui si svolgono i fatti di Orgoglio e Pregiudizio:

Io: "...e il problema si risolve facilmente disabilitando la funzione di debug del daemon"
Gentile Concessore Francese: "Impossibile"
Io: "Pardon?"
(intermezzo: la colpa è mia. Il GCF è costantemente in guerra per il territorio, non si sa bene con chi, e il suo territorio sono, principalmente, gli sviluppatori; dire che il problema si risolve così e cosà lascia intendere che esista un problema col codice, cosa che lui vede come un attacco personale; da quel momento quel pezzo di codice diventerà immutabile nei secoli dei secoli)
GCF: "Smettiamola di cercare di dare la colpa del disastro di ieri ad H. e al suo daemon. Se il servizio di rotazione dei log avesse funzionato come tu mi avevi assicurato che funzionava il problema non si sarebbe verificato affatto"
Io: "Il servizio di rotazione dei log funziona esattamente come tu hai richiesto che funzionasse - ossia solo durante i giorni lavorativi, perchè il riavvio dei daemon durante il weekend era troppo rischioso"
GCF: "E perchè Nagios non controlla la dimensione dei log? Eh? Eh?"
Io: "Nagios non controlla un sacco di cose che non abbiamo mai avuto ragione di controllare"
GCF: "Io ho promesso a T. una soluzione entro oggi, quindi sarà meglio..."
Io: "...disattivare il debug"
GCF: "Il modo in cui il log viene scritto è assolutamente ininfluente e per l'ultima volta non ne voglio più sentir parlare. Entro questa sera dobbiamo monitorare tutti i log su tutti i server della compagnia. Vai in teleconferenza con ognuno degli sviluppatori in Francia e chiedigli il valore per cui ciascuno dei log deve essere considerato critico"
(intermezzo: stiamo parlando dei log di un paio di centinaia di virtual host Apache, di una cinquantina di daemon assortiti e di una dozzina di applicazioni VoiceXML, il tutto distribuito su una cinquantina di server)
Io (cinque minuti dopo): "Non ne hanno idea"
GCF: "Allora usa una stima prudenziale"

E così passo una giornata inutile a scrivere gli script di monitoraggio (ognuno dei quali, fra l'altro, deve essere visionato e approvato da uno sviluppatore: motivazione ufficiale, io non sono un programmatore, loro sì, e gli script sono dopotutto dei programmi), li installo, li testo, funzionano tutti e non manderanno mai un allarme, ovviamente, tranne quello per XXX, ma almeno il management è contento di questo nuovo e scintillante sistema configurabile su ognuno dei server per controllare la dimensione di un numero a piacere di file. Che bello.

Dissolvenza. Domenica scorsa:

Telefono: "ring ring ring"
Io: "Hello?"
A: "Ciao, sono A., scusami, non volevo disturbarti ma sto ricevendo un allarme ogni cinque minuti relativo a..."
Io: "...al log di XXX"
A: "Come lo sai?"
Io: "È una storia lunga. H. dovrebbe avervi lasciato delle istruzioni su cosa fare"
A: "Le ho seguite, ma continuo a ricevere questi allarmi"
Io: "Mi leggi le istruzioni di H?"
A. esegue, e per non scendere troppo nei dettagli H si è dimenticato che la rotazione dei log richiede un riavvio del daemon per funzionare
Io: "Vabbe', non è un problema, riavvia il daemon e dovrebbe andare tutto a posto"

Non va tutto a posto. Il daemon viene riavviato, e quando riparte comincia a inviare 30-40 email al secondo ad H. A quanto pare H ha introdotto una funzione per cui il daemon, quando non riesce a scrivere nel proprio log, comincia a inviare direttamente a lui, per email, le informazioni che non riesce a scrivere. Purtroppo ha trascurato a) di considerare che per ogni email che manda, il daemon cerca di scrivere una riga nel log e non ci riesce, e b) di introdurre una regoletta per smettere di mandare email quando il log ricomincia a funzionare. Per le successive 24 ore, fino al momento in cui H torna alla sua scrivania per fermare il daemon impazzito, il processo continua a inviare fra le 20 e le 30 email al secondo. Uccidere sendmail causa problemi con una serie di altri servizi che girano sullo stesso server, uccidere il daemon responsabile è inaccettabile perchè interromperebbe un servizio per cui il GCF ha firmato allegramente un SLA capestro.

Dissolvenza. Lunedì scorso

Io: "Sospetto che dover aspettare che H torni al lavoro per interrompere il flusso di email sia poco pratico"
GCF (al telefono): "Questo è un problema che non ti riguarda, non credo che qualcuno ti abbia nominato Head of Development a mia insaputa. Piuttosto, perchè sei intervenuto tu ieri? A non riusciva proprio a combinare niente?"
Io: "Ricordi quando hai licenziato il mio junior sysadmin e l'unico del supporto che sapeva qualcosa di Linux lasciandomi con tre specialisti Windows, perchè tanto Linux non ha bisogno di supporto continuo?"
GCF: "Allora mi spiace ma da domani quei tre non devono più metter mani su sistemi Linux, fanno solo danni"
Io: "Mi spiace che la pensi così, e guarda che in questo momento io non credo di potermi mettere in reperibilità per il weekend"
GCF (con risatina sprezzante): "Certo, ti pare che stiamo tutti qui pronti a pagarti uno stipendio extra per lavorare la notte e il weekend? Magari vuoi anche un'auto della ditta? Una segretaria personale?"
Io: "Ma se i log file crescono oltre i 2 GB..."
GCF: "Finiscila con questa storia dei logfile, non tollero che cerchi di dare la colpa ad altri per coprire l'incompetenza tua e del tuo team. I log sono sotto controllo, l'hai detto tu stesso"
Io: "Sì, i log vengono controllati dal sistema di allerta. Controllati."
GCF: "Appunto, quindi problema risolto. Se qualcosa va storto riceveremo immediatamente un allarme"
Io: "Però se non ti spiace voglio che tu mi metta per iscritto che non vuoi che il mio team tocchi le macchine Linux e che non hai bisogno che io sia disponibile durante il weekend"

Il messaggio arriva subito, in tono anche più sprezzante del solito.

Dissolvenza. Stamattina.

Telefono: "ring ring ring"
Io: "Hello?"
L: "Scusa Eugenio, sto avendo un allarme ogni cinque minuti dal daemon XXX, ma ho una tua email che mi dice di non preoccuparmene, confermata da un'altra email del GCF in cui dice che sono troppo cretina per risolvere questi problemi"
Io: "Lo so, scusa, mi spiace per il tono di quell'email..."
L: "Mica è colpa tua se è uno stronzo"
Io: "Comunque non preoccuparti degli allarmi. Il GCF vuole che li ignoriamo e noi li ignoriamo"

Circa un'ora dopo.

Telefono: "Ring ring ring"
Io: "Hello?"
GCF (con voce più stridula del solito): "Eugenio! È successo un disastro! Il servizio per XXX è crollato!"
Io: "Lo so"
GCF: "Lo sai?"
Io: "Certo. Non poteva non crollare, se il log continua a crescere e anche dopo gli allarmi nessuno va a rimuovere manualmente il file"
GCF: "Lo sapevi?"
Io: "E ti ho anche mandato un'email in cui ti dicevo che senza una rotazione manuale dei log gli allarmi erano inutili"
GCF: "Inutili?"
Io: "Ma non preoccuparti, fra un po' gli allarmi smetteranno di arrivare"
GCF: "Arrivare?"
Io: "Sì, a quest'ora il server Exchange dovrebbe star già ricevendo i suoi bravi 30-40 messaggi al secondo e non ci metterà molto a crollare, e usiamo quello anche per trasmettere gli allarmi di Nagios sia per email che al gateway SMS"
GCF: "Crollare?"
Io: "Ma c'è l'eco sulla linea?"
GCF: "Devi fare qualcosa! T. mi ha telefonato due volte, rischiamo di perdere il contratto!"
Io: "Mi spiace, ma temo di non potere. Hai insistito tanto sul fatto che non avevi bisogno di me, così ho preso la mountain bike e me ne sono andato alla foresta di Epping. Sono in bosco in questo momento, non so neanche dove potrei trovare un internet cafè, e comunque non ho con me le mie chiavi per la VPN"
(due volte falso: ero a casa a giocare con la gattina e a mettere insieme un cluster Rocks con dei vecchi server, e comunque chi mi conosce sa che non andrei neanche in mezzo alla giungla senza le mie chiavi ssh)
GCF: "Chiama L! Dille di far ripartire il servizio! Subito!"
Io: "Con piacere, ma non servirà a nulla. Come da tue istruzioni, ho rimosso le sue chiavi di accesso dal sistema di autenticazione per le macchine Linux, quindi non potrà accedere ai server almeno fino a quando io non le riattivo"
GCF: (starnazzamenti in francese)
Io (tranquillo): "Allora ci sentiamo domani, sì?"
GCF: (starnazzamenti in francese)

Due minuti dopo, telefonata a L.:

L: "Hello?"
Io: "Ciao, sono io. Fra cinque-dieci minuti ti telefonerà il GCF chiedendoti di metterti in macchina e andare in ufficio per risolvere in loco il problema di XXX dal mio computer [le cui chiavi sono ancora attive, NdE]. Mi aspetto che tu gli risponda che hai l'auto dal meccanico"

Viste le condizioni dell'SLA, sospetto che qualcuno vedrà il proprio bonus sensibilmente decurtato quando ad Aprile si chiude il bilancio, soprattutto quando le istruzioni che quel qualcuno ha messo per iscritto verranno accluse come da policy, domani mattina, all'incident report che va al senior management e al cliente.

21 gennaio 2009

La corsa dei disperati


M vive in Italia, in una grande città del sud, ha quarant'anni, una bambina di due e un lavoro che odia. È laureata, anche abbastanza brillantemente, ma le sue non sono competenze facili da vendere ad un datore di lavoro. Adesso fa la telefonista in una ditta di spedizioni internazionali, a 800 Euro al mese da cui deve detrarre le spese per l'auto, perchè lavora in una di quelle aree industriali in cui il trasporto pubblico ha la stessa frequenza, capillarità e rischi delle diligenze del Far West. Suo marito, poi, lavora per una compagnia un po' curiosa, che lo paga più o meno quando il suo capo ne ha voglia.

M ogni tanto viene penalizzata per mancanze più o meno inventate: un giorno, dice il suo capo, è arrivata al lavoro con un quarto d'ora di ritardo - anche se il suo cartellino risulta timbrato con un ritardo di soli 5 minuti; il suo capo ha deciso di sanzionarla trattenendole cinque giorni di stipendio. M. rimane ogni anno con un bel po' di giorni di ferie non godute, perchè il suo capo non vede di buon occhio gli sfaticati che si prendono tutte le ferie dell'anno. M. va al lavoro anche ammalata, perchè (avete indovinato) il suo capo non vede di buon occhio gli sfaticati che se ne stanno a casa un intero giorno solo perchè hanno 39 di febbre.

Ma perchè, le chiediamo io e Mrs. Inminoranza, non ti iscrivi a un sindacato che ti protegga da questi soprusi? Lei spalanca gli occhi "Siete matti? Sarei licenziata in 10 minuti, e poi che faccio? Vado a chiedere l'elemosina con la bambina al collo?"

Pensavo a qualche post di Uriel sulla meritocrazia e il precariato, e a qualche discussione avuta in passato con Mrs. Inminoranza, e all'improvviso ho capito: i problemi del lavoro in Italia, il precariato, lo sfruttamento dei lavoratori, la corsa al ribasso degli imprenditori che cercano personale sempre meno qualificato da assumere per sempre meno soldi e a condizioni sempre più vessatorie - tutto questo è colpa di M.

No, sul serio. Cioè, non colpa sua direttamente, ma di quello che M rappresenta.

M, potendo, se ne starebbe a casa con la sua bambina. Magari 10-15 anni fa avrebbe voluto fare l'insegnante, ma quando si è laureata avevano già introdotto la SIS, col suo bravo numero chiuso e il mercato del bestiame dei baroni che si spartivano le ammissioni; magari sarebbe stata una brava insegnante, ma il professore con cui s'era laureata non "pesava" abbastanza da garantirle l'accesso alla Biblioteca Vaticana durante la tesi, figurati un posto alla SIS. Condannata a vita al precariato, ha trovato un lavoro sottopagato e sfruttato e se lo tiene stretto come se fosse il Santo Graal, perchè l'alternativa è la fame. Se il suo capo la licenziasse, e proponesse di riassumerla a metà dello stipendio di adesso, probabilmente accetterebbe: perchè, ancora, l'alternativa è la fame - e lo stesso vale per suo marito.

M e suo marito, e i milioni di disperati che accettano qualunque lavoro perchè l'alternativa è finire in mezzo a una strada, ottengono un importante risultato che rende il mercato del lavoro italiano quasi unico in occidente: abbassano quella che in inglese viene chiamata la baseline, la linea di base, il valore di soglia per considerare accettabile un lavoro.

Quello che nessuno sembra capire in Italia è che i lavori degradanti, sottopagati, precari, pericolosi (non so se abbiamo ancora il record, ma la lista dei morti italiani sul lavoro a volte sembra un bollettino di guerra) non se ne andranno finchè non si metterà la gente in condizione di considerarli inaccettabili. Se M non fosse messa di fronte all'alternativa fra gli abusi del suo capo e la miseria, potrebbe dirgli di infilarsi quel lavoro su per il tabarèn: avrebbe un potere negoziale che oggi non ha - perchè se lei se ne va, il suo capo ne trova mille disposti a lavorare al suo posto, magari anche a un centinaio di Euro di meno, mille disperati per cui 700 Euro al mese più gli abusi sono comunque meglio che zero Euro al mese e niente abusi. È una corsa dei disperati che soffoca qualunque aspirazione alla dignità del lavoro.

L'alternativa? A mio modesto parere, sono gli ammortizzatori sociali che in buona parte dell'Europa mantengono ad un livello di vita almeno dignitoso la popolazione disoccupata o inabile al lavoro. Un sussidio di disoccupazione, unito a benefit per la casa, assegni familiari, un programma decente di edilizia popolare, sono tutte cose che permetterebbero a M. di vivere dignitosamente senza dover sopportare umiliazioni quotidiane e occupandosi della sua bambina; allo stesso modo, permetterebbero a suo marito il minimo potere negoziale necessario per pretendere, almeno, di essere pagato ogni mese o - ancora - di starsene a casa sapendo che comunque potrà mettere insieme pranzo e cena.

Il problema dei lavori degradanti, del precariato, dello sfruttamento dei lavoratori in Italia dipende in buona parte da una baseline che non è un sussidio permanente ma la miseria - i sei mesi di sussidio di disoccupazione non cambiano massicciamente i termini del problema: alla fine dei sei mesi, devi accettare o un lavoro degradante o, ancora, la miseria.

Leviamoci di torno, intanto, le obiezioni ovvie. La prima è che in questa maniera tutti resterebbero a casa a non fare un tubo e a guardare repliche di telefilm degli anni '80 su Rete4. Personalmente non lo credo - la realtà è che questo non succede laddove questo sistema esiste, se non altro perchè la maggioranza delle persone semplicemente non riesce a non fare un tubo tutto il giorno, anche senza contare il desiderio, che la maggior parte di noi ha, di uno stile di vita al di sopra del livello di sussistenza. Ma la sussistenza, appunto, deve essere garantita a tutti.

La seconda classica obiezione è che è immorale che M se ne stia a casa tutto il giorno e guadagni uno stipendio senza aver fatto nulla, dopotutto, per meritarselo. Può essere - anzi, è sicuramente ingiusto che venga mantenuta dalle mie tasse semplicemente perchè non ha la preparazione giusta, o si è laureata in lingue piuttosto che in ingegneria, o magari semplicemente non ha voglia di fare un tubo. E però, allo stesso tempo, dobbiamo considerare che se non se ne sta a casa, M se ne andrà in giro a inflazionare il mercato del lavoro e a rendere appetibile il sistema da mercato degli schiavi che è il precariato italiano: dunque, alla lunga, se M se ne sta a casa io ci guadagno - ci guadagno potere contrattuale che viene cancellato nel momento in cui sono circondato di gente disposta a lavorare per metà del mio salario (certo, con metà delle qualifiche e delle competenze: ma stiamo parlando di un'imprenditoria, quella italiana, che è in massima parte incapace di capire la differenza, dal momento che il suo obiettivo è di competere con la produzione cinese o bulgara). Non è dunque questione di moralità o immoralità, di "scrocconi che è ingiusto che se ne stiano a casa", come tuona ogni due giorni il Daily Mail: è semplicemente questione di tenere chi non ha qualifiche e possibilità di competere in condizioni dignitose senza costringerlo ad abbassare per disperazione gli standard per tutti i lavoratori.

La terza obiezione, quella tombale, è che costa troppo. Personalmente non sono sicuro che sia un problema così insormontabile: dopotutto mi par di capire che l'economia italiana abbia superato per volume quella inglese, che questa spesa se la può permettere da sempre; e contemporaneamente, per esempio, l'UK spende di più in sanità (dati 1997, 5.8% del PIL contro il 5.3% italiano - da allora la spesa è cresciuta per entrambi ma sarei stupito se le proporzioni fossero cambiate massicciamente), in istruzione (5.9% del PIL contro il 4.9% dell Italia, 2002 - e ancora, da allora la spesa inglese per l'istruzione è aumentata, non so quella italiana) e in forze armate (2.4% contro 1.8%, dati 2005). Non so dove se ne vadano i soldi italiani, ma forse i tempi sono maturi per un minimo di riorganizzazione della spesa.

Quando una famiglia di due disoccupati con due bambini, al netto dell'affitto di casa, incamera qualcosa come 1000 sterline al mese (o 1000 Euro al mese, in Italia), magari non può permettersi di vivere a Milano o a Roma, ma sicuramente può permettersi una vita dignitosa in provincia e, quel che è più importante, quando il proprietario di un call-centre scopre che per la stragrande maggioranza dei suoi dipendenti improvvisamente la disoccupazione è diventata più dignitosa magari gli tocca cambiare le cose, forse assumere meno gente ma non più in condizioni di precariato profondo, pagarli dignitosamente, offrire loro delle garanzie e soprattutto non può più permettersi lo stillicidio di umiliazioni e piccoli, meschini soprusi che costituiscono la giornata lavorativa del disperato privo di alternative che non siano la fame.

E adesso spiegatemi perchè una cosa che persino la Thatcher non si poteva permettere di cancellare in Italia non si può applicare.

20 gennaio 2009

Inaugurazioni


La mia collega L., metà nigeriana e metà giamaicana, si chiede se il servizio segreto permette a Obama di sedersi dove vuole sulla limousine presidenziale.

18 gennaio 2009

Nuova provocazione israeliana


Nuova ingiustificabile provocazione israeliana contro Hamas e la resistenza palestinese. Oggi, mostrando assoluto disprezzo per le necessità della resistenza e i diritti dei palestinesi di Gaza, Israele ha dichiarato unilateralmente un cessate il fuoco e ha cominciato a ritirare le proprie truppe. La risposta di Hamas non si è fatta attendere:

Hamas fired rockets into southern Israel this morning, defying the Jewish state to abandon the unilateral ceasefire it had declared just hours earlier.
Ho l'impressione che Hamas cerchi disperatamente di sembrare questi qui:



e stia finendo per assomigliare sempre di più a questo qui:



14 gennaio 2009

Parole in libertà


Le parole, diceva qualcuno, sono importanti. Da due-tre settimane mi tocca assistere sulla BBC ad uno show abbastanza esecrabile in cui la TV di Stato cerca di trasformarsi in una specie di Rete4 in versione Hamas, facendo a gara ad intervistare mullah, attivisti, manifestanti e compagnia bella, dando eguale spazio, in nome dell'imparzialità, alle ragioni di Hamas e ai torti di Israele.

Ora, si può essere (come me) poco convinti che entrare a Gaza con i carri armati potrà mai convincere Hamas a non tirare razzi su Sderot; si può deplorare che ogni civile ucciso a Gaza sia un magnifico poster per il reclutamento di altri terroristi; si può lamentare la litania di ingiustizie subite dai palestinesi in 60 anni. Quello che non si può, o non si dovrebbe poter fare, è sparare cazzate in libertà.

Dice, "Israele sta colpendo deliberatamente la popolazione civile".

All'università avevo un professore che non ti dava mai del cretino immediatamente, quantunque grossa fosse la bestialità che avevi detto. Ti diceva, invece, "se le cose stanno così, fammi i conti, e vediamo che numeri escono fuori". Ti faceva fare i conti, e alla fine, quando veniva fuori che, in base alle cazzate che avevi detto prima, il gatto di Schrödinger non era nè vivo nè morto ma era una mucca, tu dicevi "sono un cretino" e lui sorrideva serafico e annuiva. Da allora m'è rimasto impresso il concetto che il modo migliore per dare del cretino a qualcuno è con i numeri in mano.

La guerra va avanti da 2 settimane, con un numero variabile di incursioni aeree, da 20 a 60 al giorno, con F-15E Strike Eagle e F-16; ogni incursione andrebbe in teoria eseguita da due aerei, ma la dimostrazione non perde di generalità
(visto, professoressa S.? Almeno la terminologia me la ricordo ancora) se ci limitiamo ad un aereo per incursione. Assumiamo una media di 30 incursioni al giorno, e dal momento che gli israeliani hanno molti più F-16 che Strike Eagle, assumiamo una proporzione di 2:1 fra gli aerei coinvolti.

Se Israele volesse sterminare la popolazione civile, colpirla deliberatamente, o uno qualsiasi degli altri crimini di cui la BBC la accusa in media ogni 10 minuti, tutto quel che dovrebbe fare è caricare su ogni Strike Eagle le 24 bombe Mk82 da 227 chilogrammi che può portare. 227 chili per 24 bombe per 10 missioni al giorno per 15 giorni fa quasi esattamente 817 tonnellate. In più, potrebbe caricare 4 bombe Mk83 (454 chilogrammi) su ogni F-16. 454 chili per 4 bombe per 20 aerei al giorno per 15 giorni fa 544 tonnellate. In tutto, circa 1360 tonnellate, e considerato che gli esplosivi moderni sono almeno 4 volte più potenti del TNT, abbiamo un totale di circa 5.4 kiloton, un'arma nucleare tattica da un terzo di quella di Hiroshima.

Se Israele avesse voluto colpire deliberatamente la popolazione civile di Gaza, avrebbe potuto riversarle sulla testa l'equivalente di una bomba nucleare tattica. Oggi, molto semplicemente, Gaza non esisterebbe più.

Israele avrebbe potuto fare di meglio? Probabilmente. Israele aveva opzioni diverse dalla guerra? Può essere. Israele sta deliberatamente colpendo i civili? Minchiate.

Dice, "ma la sproporzione, tutti i morti da un lato, nessuno dall'altro"

La BBC, e non solo lei, commette un errore (o confonde strumentalmente i termini della questione, direbbero i maligni) nel definire la proporzionalità negli eventi bellici. Non sta scritto da nessuna parte che le parti in conflitto devono in qualche modo adoperarsi per avere perdite pari a quelle dell'avversario; la sola idea fa ridere. La proporzionalità riguarda i mezzi usati in relazione agli obiettivi cercati (e l'accettabilità degli obiettivi stessi). In altre parole, se l'obiettivo è di fermare il lancio dei razzi sulla popolazione civile di Sderot e Ashkelon, colpire l'infrastruttura di Hamas è una risposta proporzionata in quanto è il modo più economico (in termini di vite umane) per fermare militarmente quei razzi. Ripeto: possiamo discutere se fosse il caso di ricorrere alle armi o no, ma nel quadro del ricorso alle armi il fatto che Hamas abbia avuto più morti di Tsahal non conta una virgola ai fini della proporzionalità della risposta. Avere una mira e un addestramento migliori può conferire maggiori responsabilità, ma sicuramente non mette automaticamente dalla parte del torto.

(con gli inglesi, a questo punto, si può fare l'esempio della Seconda Guerra Mondiale, in cui i tedeschi hanno avuto sicuramente più morti, militari e civili, degli angloamericani, ma la cosa non li mette certo dalla parte della ragione; con i compagni italiani questo discorso si fa pericoloso, perchè la percentuale di nostalgici del patto Ribbentrop-Molotov è alta e confermerebbero con entusiasmo che sì, i nazisti erano di sicuro meglio degli occidentali o almeno moralmente equivalenti)

Nessuno è in grado di spiegare come si dovrebbe esercitare questa fantomatica proporzionalità: proporzionalità nel numero di vittime? Proporzionalità nei bersagli? Proporzionalità nel numero ed equipaggiamento dei contendenti?

Se io mi presento, cari "proporzionalisti", davanti a casa vostra e comincio a sparare attraverso la finestra con una .22, quale sarebbe una risposta proporzionata? Tenete presente che io ho, dopotutto, una mira di merda, e quand'anche dovessi colpire qualcuno, al massimo resterebbe ferito: è un'impresa, ammazzare una persona con una calibro .22

Non dovreste rispondere affatto finchè non colpisco qualcuno? E se mi limito a ferire qualcuno, dovrete usare la massima cura perchè un'eventuale autodifesa al massimo mi ferisca? E se porto una decina di amici, e spariamo tutti insieme, e ammazziamo un occupante della vostra casa, sarà lecito al più rispondere contro uno solo di noi?

Incidentalmente, una preghiera all'affezionato commentatore rossobruno che infesta questo blog: fa' la cortesia di non rispondermi con il classico non sequitur de "i profughi, il furto della terra, le ingiustizie pregresse, sbroc sbroc, il paragone non regge". Tu sei marchigiano o emiliano o qualcosa del genere, io sono pugliese. Vogliamo cominciare a parlare dei soprusi di qualche tuo antenato longobardo contro i miei antenati apuli e latini? O di un tuo antenato garibaldino o soldato dei Savoia dopo l'unificazione? Meglio di no, che poi finisce che per coerenza ti tocca spararti in un piede da solo.

La proporzionalità invocata da questi figuri e dalle pecore che li seguono è un fantasma, un uomo di paglia, o nella migliore delle ipotesi il frutto della visione di troppi western in cui lo scontro fra buoni e cattivi deve necessariamente ammantarsi di toni cavallereschi.

Dice, "Ma l'ONU, le scuole, gli israeliani sparano su tutto, crimine di guerra"

L'ONU, da quelle parti, ha una storia piena di ombre, a partire da quando, nel 1967, su richiesta di Nasser, ritirò senza neanche far finta di protestare le truppe di interposizione in preparazione ad un attacco egiziano - attacco che poi non andò esattamente secondo i piani. Più di una volta le Nazioni Unite sono state viste come parte in causa piuttosto che super partes, e per esempio pochi mesi fa il preside di una scuola dell'ONU è stato ucciso da un raid israeliano mentre con alcuni complici costruiva razzi Qassam nel cortile della scuola; in seguito alla ridda di accuse e controaccuse è stato rivelato che era un comandante locale della Jihad Islamica e che l'ONU, a Gaza, non controlla molto accuratamente la gente che assume perchè "i nomi arabi si assomigliano tutti". Più di una volta degli UAV israeliani hanno filmato miliziani di Hamas mettere in batteria dei mortai e aprire il fuoco a ridosso di scuole e installazioni ONU, e nel caso specifico della scuola colpita pochi giorni fa, fra le vittime c'erano diversi miliziani di Hamas. In tutti i casi l'ONU ha negato recisamente anche davanti all'evidenza, e vietato categoricamente al proprio personale di parlare con la stampa di ciascun episodio: un comportamente che i maligni potrebbero definire sospetto.

Ad ogni modo, si stanno commettendo dei crimini di guerra a Gaza, o almeno azioni che i protocolli di Ginevra riconoscono come criminali. Si potrebbe dire che una delle due parti in causa non ha mai ratificato i protocolli di Ginevra, o che comunque non è un'entità statale e pertanto le abituali convenzioni non si applicano; ma rimane il fatto che confondersi fra la popolazione, utilizzare strutture civili come depositi di armi, istruire i propri combattenti a non indossare un'uniforme e a nascondere le proprie armi, costituisce ai sensi della Convenzione di Ginevra un crimine di guerra - punibile, se la memoria non mi inganna, con la fucilazione senza processo.

I protocolli di Ginevra nascono dalla necessità di proteggere la popolazione civile dai peggiori orrori della guerra, e di conseguenza di imporre una distinzione netta fra combattenti e civili e nel trattamento ad essi riservato. Gli estensori delle convenzioni di Ginevra sapevano fin troppo bene che un soldato è, alla fine, un essere umano, e che se non gli si dà modo di distinguere fra un civile ed un soldato nemico, questi potrebbe cominciare a considerare come nemici, reali o potenziali, tutti coloro che non indossano la sua uniforme. In altre parole, se i soldati sanno che di quei civili almeno uno, probabilmente, nasconde un'arma con cui sta per sparare loro addosso, che di quelle dieci scuole o moschee o ospedali almeno una/uno contiene una postazione di artiglieria o un deposito di munizioni che stanno per essere usate contro di loro, prima o poi cominceranno a considerare tutt'e dieci come ostili: perchè l'impulso a salvarsi la pelle e a non farsi sparare addosso è difficile da soffocare in qualsiasi essere umano.

Gli obblighi imposti ai combattenti, ad esempio di indossare una divisa o un evidente segno di riconoscimento (alzino la mano quanti pensano che i partigiani delle Brigate Garibaldi portassero il fazzoletto rosso al collo per bellezza) derivano proprio dal bisogno di permettere a tutti i soldati di riconoscere i civili come tali - e sebbene non formalizzati, sono precedenti alla stessa Convenzione: nelle fasi finali della Guerra di Secessione, il Sud non aveva risorse per equipaggiare con divise molte delle proprie residue unità combattenti, ma i comandi sudisti posero sempre estrema attenzione nel rendere le proprie truppe distinguibili in qualche maniera dai civili. Per questo motivo sparare ai civili senza provocazione è un crimine di guerra, ma sparare di mezzo ai civili è un crimine di guerra ben peggiore, perchè provoca e giustifica decine di crimini in risposta; sparare sulla croce rossa è un crimine, e sparare dalla croce rossa è peggio; e così via.

Come capita sempre più spesso, la "copertura giornalistica" degli eventi di Gaza non è fatta di notizie, ma di ripetizione ad nauseam di una serie di parole d'ordine fino al punto in cui vengono accettate per vere come articoli di fede: i crimini di guerra, la proporzionalità, le armi proibite, sono tutte buzzwords - in italiano potremmo dire che sono tutte parole-rabarbaro, ripetute all'infinito per fare rumore - che assumono di volta in volta il significato che si vuole. E contemporaneamente, per sapere che un caffè è stato incendiato con le molotov a Whitechapel perchè parte di una catena il cui presidente del consiglio di amministrazione è ebreo, o che i muri di un parco giochi lì vicino sono stati coperti di graffiti che incitano a uccidere gli ebrei, o che una chiesa in Lancashire è stata vandalizzata perchè ha la parola "Sion" nel nome, che un camion di Tesco è stato assalito da una dozzina di persone al grido di Allahu Akhbar e il guidatore si è preso un mattone in testa, solo perchè Tesco è stato fondato da un signore di nome Cohen, non è il caso di rivolgersi alla BBC, a Sky o al Guardian - bisogna andare a leggersi i giornali locali e le mailing list antirazziste.

Alla canna del gas

La capacità della gente di stupirsi non ha limiti. Si decide di comprare tutto il gas da riscaldamento da un mafioso, e poi ci si stupisce quando il suddetto mafioso un bel giorno se ne esce con "Bel gasdotto che avete lì, eh? Sarebbe un peccato se gli succedesse qualcosa..."

I'm shocked, shocked!

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People's capacity to be surprised amazes me. We decide to buy all our gas from a mafioso and then everyone acts appalled when the mafioso comes up and says "Nice gas pipeline you have there. Would be a pity if something happened to it..."

I'm shocked, shocked!

18 dicembre 2008

Stravolgimenti


Vengo a sapere che la corrente di destra di Rifondazione Democristiana ha sconfitto la corrente di sinistra dello stesso partito nelle elezioni abruzzesi.

Per motivi che in questo momento non mi sono chiari, questo fatto avrebbe grande rilevanza. Mah.

2008 o 2009?



Le polemiche infuriano sul passaggio dal 2008 al 2009, alimentate anche dalla crisi finanziaria e dalle voci su un possibile conflitto di interessi berlusconiano.

Ad una prima occhiata sembra un problema di semplice soluzione, ma le posizioni sono troppo diverse e, si teme, incompatibili perchè una soluzione possa essere raggiunta senza scontentare larghe fette della popolazione.

Ricordiamo tutti l'inizio della polemica, con il comunicato stampa del governo italiano che annunciava la sostituzione del 2008 col 2009 il 31 dicembre, in netto anticipo rispetto alle proiezioni degli analisti grazie, diceva Sircana nella conferenza stampa, all'oculata politica fiscale e finanziaria del governo.

Dopo la conferenza, la Lega annunciava un disegno di legge per un "anno a due velocità", con l'introduzione immediata del 2009 per la Padania e l'attesa di condizioni più favorevoli, probabilmente intorno all'estate, per la sua estensione al resto del Paese. Il ministro Maroni faceva notare inoltre che nulla era stato deciso per gli immigrati regolari e clandestini, sostenendo che gli italiani non possono farsi carico di un nuovo anno da regalare a tutti quelli che approdano sulle nostre spiagge, e che gli immigrati possono farsi benissimo inviare un nuovo anno dal loro Paese di origine a meno di metà di quel che costerebbe fornirne loro uno a spese della collettività.

Milly Carlucci e Mara Carfagna, interpellate dopo la conferenza, declinavano di rispondere. L'on. Carlucci negava recisamente di non essere in grado di contare oltre 22, mentre il ministro Carfagna faceva sapere con una nota scritta di non poter uscire di sotto alla scrivania del premier "ancora per una ventina di minuti, se va come al solito"

La reazione dell'opposizione non ha tardato a farsi attendere: il PD denunciava poche ore dopo l'irresponsabilità di un salto nel buio verso un anno di cui ancora si sa poco o nulla, metteva in dubbio l'efficacia delle politiche berlusconiane e faceva notare che all'epoca dell'ultimo governo Prodi gli analisti avevano previsto per questo periodo il passaggio addirittura al 2010.

Grande scandalo causava poi l'articolo sull'Unità di Marco Travaglio, che metteva in luce i poco chiari interessi berlusconiani in alcune delle maggiori fabbriche di calendari del Paese, e chiedeva: abbiamo veramente bisogno del 2009, o è solo un espediente per alzare il fatturato di quelle aziende a spese di un pubblico già stremato dalla crisi?

L'arcipelago della sinistra, pur frammentato come non mai, riusciva a trovare una voce comune nel denunciare l'intollerabile attacco ai diritti dei lavoratori che avrebbero visto ridursi a 12 i mesi di impiego del 2008, e dei precari che col cambio di anno avrebbero rischiato di passare un altro anno, appunto, da precari. Una manifestazione di protesta per la Palestina e l'Afghanistan è prevista per sabato prossimo.

Al coro di polemiche non potevano non aggiungersi i Verdi e le associazioni dell'ambientalismo, dal WWF a Legambiente, che denunciano il criminale spreco consumista insito nel gettare via un intero anno dopo appena dodici mesi, facendo notare che nelle culture indigene l'anno viene utilizzato fino in fondo e fatto durare un minimo di diciotto mesi. Alfonso Pecoraro Scanio citava inoltre un rapporto del Club di Roma, riportando la denuncia della spinta sviluppista insita nel numerare progressivamente gli anni, pratica intrinsecamente insostenibile, e la necessità di giungere ad un momento di riflessione e decrescita pianificata, numerando gli anni all'indietro o meglio ancora, in una società matura e compatibile con le risorse di Madre Terra, fare interamente a meno degli anni e, laddove possibile, del tempo, invenzioni care alla scienza occidentale ma distruttive ed estranee alle culture più vicine alla natura.

L'associazione Megachip e Dario Fo, intanto, hanno annunciato la messa in lavorazione di un documentario di denuncia del coinvolgimento del Mossad e della CIA nel "crollo" del 2008 e nell'introduzione di un anno, il 2009, la cui indipendenza da interessi ebraici e americani è ben lontana dall'essere dimostrata.

P.S. Vaffanculo a tutti, se non ci risentiamo

11 dicembre 2008

Vergognectomia


Mi vado convincendo che ci siano al mondo cliniche segrete in cui la gente va per farsi rimuovere chirurgicamente, chessò, la dignità, o il senso della vergogna.

Per esempio, posso solo pensare che Christopher Jamison, abate cattolico di Worth, in West Sussex, abbia soggiornato per un po' in una di queste cliniche prima di salire sul pulpito ed accusare la Disney di sfruttare a scopo di lucro la spiritualità della gente, di creare false speranze tramite storie inventate in cui il bene trionfa sempre sul male, e (non scherzo) di corrompere i bambini.


I'm becoming convinced that there are secret clinics where people can go and have doctors surgically remove, say, dignity, or the sense of shame.

For example, I can only think that
Christopher Jamison, Catholic abbot of Worth, West Sussex, sojourned for a while in one of these clinics before going on record accusing Disney of exploiting spirituality, of giving people false hope by making up stories in which good always triumphs over evil and (I kid you not) of corrupting children.

10 dicembre 2008

Dizionario


Ambientalisti: (n.) studenti di Oxford e Cambridge e rampolli di famiglie impaccate di soldi che fanno 50 miglia in automobile (emissioni di carbonio da trasporto automobilistico privato: 51% del totale) per protestare contro l'intollerabile estensione ai prolet di privilegi come il trasporto aereo (emissioni di carbonio da trasporto aereo civile: 5% del totale).

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Environmentalists: (n.) Oxford and Cambridge students and offspring of posh families travelling by car for 50 miles and more (carbon emissions from car transport: 51% of total) to protest the intolerably easy access of proles to privileges such as air travel (carbon emissions from commercial airline traffic: 5% of total)

08 dicembre 2008

A questo posto, come dice Marta...


...ancora non ci credo.

Un momento che adoro della vita politica di questo Paese è l'annuale apertura ufficiale del Parlamento, col discorso della Regina.

Dovete sapere che qualche anno fa un regnante di queste parti si montò un tantino la testa e decise che poteva fare quel che gli pareva col Parlamento e il Paese - incluso imporre la religione che diceva lui, e per questo fece irruzione in Parlamento con i suoi armigeri, per far arrestare sei parlamentari che gli davano particolarmente fastidio. Adesso non vi sto a tediare con i particolari, ma il re in questione, per essersi montato la testa, se la trovò, alla fine di una lunga e sanguinosa guerra civile, smontata da un signore la cui statua equestre tuttora campeggia davanti a Westminster.

Gli eventi di quegli anni lasciarono una ferita profonda nella psiche britannica: ma mica per la meritata decapitazione di un sovrano - nah, i re li danno a un tanto al chilo. No, il trauma fu il tentativo, da parte della monarchia, di usurpare i privilegi del Parlamento e soffocare quella che dopo qualche secoletto di correzioni sarebbe diventata una democrazia propriamente detta (viste le condizioni del suffragio, oggi avremmo serie difficoltà a considerare l'Inghilterra del XVII secolo una democrazia; ma non possiamo negare che fosse almeno un secolo avanti al resto dell'Europa). Il trauma, dicevo, fu così profondo che se ne trovano tracce nel balletto stilizzato che è l'apertura della stagione parlamentare.

Per prima cosa, si prende un vice-capogruppo parlamentare del partito di maggioranza e gli si dà un titolo altisonante: Vice-Ciambellano di Casa Reale. E cosa mai fa, chiedono i miei tre lettori, un Vice-Ciambellano di Casa Reale? Semplice, fa l'ostaggio. All'apertura del parlamento, mentre il sovrano/a e consorte marciano verso il Parlamento, la Guardia va a prendere il Vice-Ciambellano e lo porta a Buckingham Palace, dove rimane per tutto il giorno in ostaggio, per garantire l'incolumità della coppia reale contro aggressioni e tentativi di arresto.

No, veramente.

Intanto il sovrano arriva a Westminster (dopo che la Guardia ha perquisito il palazzo alla ricerca di cospiratori cattolici e barili di polvere da sparo) passando per una porta speciale che viene aperta solo per queste occasioni - l'unica porta abbastanza grande da far entrare la carrozza, visto che il sovrano non entra a piedi, soprattutto per evitare di esser preso a sassate dai parlamentari affacciati alle finestre di sopra.

No, veramente.

Infine il sovrano NON entra nella Camera dei Comuni. È l'unico pezzo di proprietà immobiliare in Gran Bretagna in cui il monarca regnante non può entrare. Per nessun motivo, pena il precipitare di una crisi costituzionale senza precedenti - anzi, con un solo precededente, quello che, appunto, portò alla decapitazione di Carlo I. È facile capire perchè i monarchi inglesi non sono mai stati troppo propensi a violare questo privilegio.

Insomma il sovrano va a sedersi nella Camera dei Lords e manda un usciere a chiamare i parlamentari. Quando l'usciere arriva alla porta della Camera dei Comuni, i parlamentari gli sbattono la porta in faccia.

No, veramente.

La cosa serve a ricordare al sovrano che i Comuni non sono tenuti a garantire accesso alla Camera al sovrano stesso e ai suoi inviati, e che il Parlameno è un organo indipendente dotato di autorità propria.

Dopo che l'usciere ha bussato per una decina di volte, usando un grosso bastone per evitare di massacrarsi le mani sulle enormi porte, finalmente i parlamentari gli aprono e accettano l'invito reale. E siccome gli inglesi sono tignosi dentro, il sovrano ricambia la cortesia confinando i Comuni al loggione della camera dei Lord, visto che nessuno può entrare in una delle due Camere in sessione senza esserne membro.

Che posso dire? So anch'io che è poco più che una recita, ma è una cosa che adoro.

04 dicembre 2008

Poche gliene hanno date


Dice il nostro ineffabile Presidente del Consiglio che bisogna regolamentare Internet a livello mondiale. Tutti ridono, così arriva a dargli man forte l'ancora più ineffabile Ministro dell'Interno, Roberto Maroni: bisogna dare ad ognuno il suo indirizzo IP personale, unico e quasi immutabile come la targa dell'automobile, così l'accesso anonimo a Internet non esisterà mai più nei secoli dei secoli.

Vi do due minuti per smettere di ridere, poi ricominciamo.

OK, dicevamo.

Io non do, sinceramente, la colpa a Maroni. La colpa, come quasi sempre, è della società e della scuola. Più precisamente, la colpa è del fatto che Maroncino ha fatto la scuola negli anni '60 e '70, a cavallo delle grandi riforme, dell'esperimento di Barbiana, con tutte quelle menate pseudo-progressiste contro il nozionismo, per la valorizzazione delle doti degli studenti e via dicendo. Ecco, la colpa è di quella scuola lì, del fatto che Roberto Maroni non è stato umiliato abbastanza.

In una scuola seria, il tipo di scuola dove si distribuivano bacchettate sulle mani a chi non ricordava la data di nascita del cognato di Cavour, Bobo Maroni avrebbe imparato presto, e per tutta la vita, che sparare minchiate ha un prezzo: ogni volta che avesse aperto la bocca per dire una cazzata, chessò, "voglio andare sulla luna a piedi, che ci vuole?" o "voglio dare un indirizzo IP statico a tutti, tanto il routing è un'invenzione per terroni albanegri e invece di quattro ottetti ce ne metto cinque", il maestro l'avrebbe preso per un orecchio e l'avrebbe trascinato alla lavagna intimandogli "E adesso, Robertino, visto che sei così intelligente, fai vedere a tutti come si fa ad andare sulla luna a piedi", ed esposto spietatamente alle crudeli risate dei compagni e al bullismo all'uscita da scuola, tutte esperienze che gli avrebbero insegnato che se quattro volte su cinque quando apri la bocca ne escono stronzate, è il caso di tenerla chiusa anche la quinta, hai visto mai.

Invece Maroni è andato in una di quelle scuole dove laureati in pedagogia sperimentale postmoderna si guardavano, sorridevano e annuivano ogni volta che sparava una stronzata, ammirando l'inventiva, la capacità dialettica e il distacco da schemi rigidamente nozionistici di sapere che, dopotutto, servono soltanto a fare cose noiose come costruire ponti, curare malattie o mandare avanti una nazione senza fare una figura di merda internazionale al giorno. E questi sono i risultati.

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Says our (Italian) ineffable Prime Minister that we must regulate the Intartubes on a worldwide basis. Everybody laughs, so up and comes our even more ineffable Minister of the Interior, Roberto Maroni: we must give to everyone a single, static, immutable IP address, sort of an Internet registration plate, so that anonymous Internet access will be impossible forever and ever.

You've got two minutes to stop laughing.

We were saying.

I don't really blame Maroni. The fault, as is almost always the case, lies with society and the education system. Poor little Maroni, you see, went to school between the Sixties and the Seventies, the age of the great reforms, of the teacherless experimental school of Barbiana, of all that pseudo-progressive bullshit against notionism, for the validation of students and so on. Right, the fault lies with that kind of school, with the fact that Roberto Maroni hasn't been humiliated and bullied enough.

In a serious school, the kind of school where you'd get the palms of your hands caned for not remembering the birthdate of Count Cavour's brother in law, "Bobo" Maroni would have learned pretty soon, and for life, that being a gobshite carries a price: every time he said stuff like "I want to walk to the moon, it can't be that difficult" or "I want to give a static IP address to everyone, routing is for niggas and southerners,(*) and I'll make it with five octets instead of four", his teacher whould have grabbed him by an ear and dragged him to the blackboard, intimating "And now, Roberto, since you're so smart, you're going to show the whole class how exactly you're going to walk to the moon", and mercilessly exposed him to the jeers and catcalls of his classmates as well as their cruel after-school bullying - all experiences that would have taught him that if four out of five times when you open your mouth what comes out is bullshit, chances are you should keep it shut the fifth time as well, just in case.

But Maroni went to one of those schools where experimental postmodern pedagogical studies graduates looked at each other, smiled and nodded every time he came up with one of these whoppers, admiring his inventiveness, his dialectic abilities and his detachment from purely notionistic models of knowledge which are, after all, only useful to do boring stuff like building bridges, curing diseases and running a country without getting a ton of eggs on or collective faces at least once a day. And now we have to live with the results.

(*) Note for Brits and other foreigners: in Italy the north-south divide works the other way round, with a rich and industrial north and a poor and agricultural south that stopped being a colony more or less with WWII. Mr. Maroni's party, the Northern League, preaches the northern Italians' ethnic/cultural/racial superiority over southerners and even more over, uh, darkies, Albanians, Eastern Europeans and so on. "Terrone", their favourite term for us, is to "southerner" more or less what "nigger" is to "black person". We southerners, on the other hand, are a pretty easygoing bunch where organised crime is not involved, and generally leave the intolerance to the northerners, polenta-eating incomprehensible half-German bastards that they are.

03 dicembre 2008

Scuola per aspiranti terroristi


Questi hanno bisogno dell'insegnante di sostegno...

Lezione numero 1: andate alla lavagna e scrivete 100 volte "L'ossigeno è un comburente, non un combustibile"

Lezione numero 2: volete terrorizzare i brianzoli? Non fate saltare il Duomo, denunciateli alla Finanza

Lezione numero 3: se vostra moglie vi dice "prima comprami la casa, poi vai a farti saltare in aria con la mia benedizione", la pianificazione lasciatela a lei. È evidentemente la metà pensante della coppia

Non so se il codice penale italiano preveda il reato di "coglionaggine pervicace e continuativa", ma se c'è, per quei due butteranno via la chiave.

01 dicembre 2008

The times, they are a-changing...


Se sei un figlio della Guerra Fredda, sai che i tempi sono veramente cambiati quando i servizi di intelligence di Sua Maestà pubblicano annunci con le offerte di lavoro tramite il podcast del Guardian.

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For a child of the Cold War, times really have changed when GCHQ advertises vacancies on the Guardian podcast.