14 marzo 2007

St. Padraig


Sabato prossimo è San Patrizio, e mi sento quindi in obbligo di proporre
un adeguato festeggiamento ad altri esponenti della cultura ebraico-cristiana sotto assedio da più lati in questa Eurabia svenduta al nemico musulmano.

Proporrei agli altri blogger italiani a Londra un bel pub crawl, magari in quel di Soho, attorno a Covent Garden o semplicemente in giro per la città seguendo una lista come questa qui. Fatevi sentire, il mio indirizzo è qui nella colonna a sinistra - e comunque penso che proverò a spammare l'iniziativa nei commenti di qualcuno...

Cheers!

13 marzo 2007

Bersagli leciti


"Io fra i musulmani non ci andrei mai a vivere. Appartengono ad una cultura che glorifica l'ignoranza, non hanno il minimo rispetto per gli stranieri e gli appartenenti a culture diverse, sono intolleranti, arroganti, fanno della prevaricazione un valore, le donne fra di loro hanno quasi sempre una posizione subordinata e in ultima analisi sono dei fascisti"

Chi potrebbe mai dire una cosa del genere? Un razzista. Una persona di quelle che se ti ci ritrovi seduto vicino in aereo, chiedi alla hostess se c'è un altro posto disponibile, uno qualsiasi, anche appeso all'ala. E ci fai mettere lui, eh, sia chiaro.

Adesso i miei tre lettori provino a sostituire alla parola "musulmani" la parola "americani" e a rileggere la frase. Alzi la mano chi non ha sentito fare questo discorso, o uno simile, da persone dalla specchiata fede antirazzista e progressista. Io le ho sentite, a strafottere (fra le altre cose, non sono molto lontane dal descrivere l'opinione di Mrs. Inminoranza).

Da quando vivo qui ho scoperto che il razzismo non è una questione di idee, ma di bersagli. Il mio collega simpatizzante del BNP, per esempio, è felice come una pasqua da quando una serie di Paesi dell'Est europeo sono entrati a far parte dell'UE: adesso può dire degli immigrati di quei Paesi le stesse cose atroci che dice di italiani, spagnoli, francesi e tedeschi senza che nessuno gli dica niente. Sono europei, non è razzismo. Il suo sogno, credo, è che il Pakistan e la Giamaica entrino pure loro a far parte dell'UE, per poter tornare a chiamarli fucking Pakis e niggers come faceva negli anni '70.

Ognuno ha dei bersagli leciti - il mio, per ragioni storico-culturali, sono gli abitanti di Altamura, ma non per colpa mia: è un fatto che gli altamurani non riescono a pensare senza muovere le labbra, mica è razzismo dirlo.

Dice, ma al razzismo siamo sensibili quando colpisce una categoria già debole: che uno consideri gli americani razza/cultura/nazionalità inferiore sono, tutto sommato, cavoli suoi, il problema è discriminare chi non è in grado di difendersi ed è già di suo, per altri motivi, in una posizione svantaggiata - immigrati e loro discendenti, in massima parte. Dire che gli inglesi non si lavano e puzzano, per esempio, lascia il tempo che trova; dire che i neri non si lavano e puzzano viene usato come scusa per non affittare l'appartamento ad immigrati.

Verissimo, anche se dovremmo sempre tener presente che una certa mentalità è comunque pericolosa sebbene in questo momento non vada a colpire alcun soggetto debole - in altre parole, preferirei che fosse
la forma mentis del razzismo ad essere socialmente (non penalmente, attenzione, la distinzione è importante) inaccettabile, piuttosto che un'inopportuna scelta di bersagli; questo non per una nebulosa questione di principio, ma perchè limitarsi a selezionare fra bersagli leciti o meno porta per esempio a sentirsi fare da persone sicuramente di sinistra discorsi che non avrebbero sfigurato ai raduni di Norimberga, resi accettabili dalla semplice sostituzione di "sionisti" ad "ebrei".

E porta ad altre stranezze. Prendete gli albanesi, per esempio. Non so, sarò strano io, ma colgo un senso di fastidio, a sinistra, quando si parla dell'Albania. A noi italiani, diciamolo subito, gli albanesi non piacciono. Non ci possono piacere, è una questione storica, culturale, fate un po' voi, ma non ci potranno mai piacere: ci ricordano troppo come eravamo noi un secolo fa - un miscuglio di gran lavoratori e criminali, gente disposta a tutto pur di arrivare ad Ellis Island e oggi a Brindisi, ignorati da tutti se non quando uno di loro commette un reato e fa scattare il linciaggio - per fortuna oggi solo mediatico. Gli albanesi, e in particolare i kosovari, non hanno amici in Italia, si portano dietro troppi peccati originali. Anche a sinistra li si guarda con un certo fastidio, non gli si può perdonare di aver dato alla NATO la scusa per una guerra, non gli si perdona di avere dei soldati occidentali in casa e di non diventare resistenti, non gli si perdona di non farsi saltare in aria per la Causa, quale che sia, non gli si perdona di aver dato un calcio in culo ai missionari wahabiti che predicavano la guerra santa. Sono dei collaborazionisti, insomma: in altre parole, un bersaglio lecito.

Tanto sono leciti che uno come John Kleeves può scrivere articoli come questo qui (leggetelo tutto, ne vale la pena) e ciononostante essere citato con ammirazione, in virtù del suo antiamericanimso in salsa veteronazista, da un esponente della IADL come Sherif al Sebaye, qui, dove fra l'altro dice "Come mai uno storico, sicuramente non il primo sprovveduto di passaggio per strada, ha deciso di celarsi dietro un falso nome per scrivere ciò che afferma? Preoccupazione e paura per la sua reputazione, per il suo ruolo universitario magari ? Ha paura di essere tacciato di "fascismo" solo perché critica, su basi documentate, la politica di sempre degli Stati Uniti e perché nei suoi scritti magari, si riconosce qualche fascista ? Non saprei... Ma una cosa è certa: il clima in cui viviamo è un clima di caccia alla streghe" - e solo un clima da caccia alle streghe potrebbe far accusare di razzismo uno che, dopotutto, ha solo scritto che albanesi e kosovari sono un'etnia socialmente pericolosa.

Se il razzismo è, almeno nelle sue forme più blande, una divisione fra popoli di serie A e popoli di serie B, una distinzione fra razzismi di serie A e razzismi di serie B come si può definire?

12 marzo 2007

Famiglie


Non intendo entrare nel merito della questione di PACS, DICO eccetera; mi stupisco solo del fatto che oggi, nel ventunesimo secolo, esistano nazioni che si piccano di appartenere all'occidente laico e progredito e hanno bisogno di dibattere una cosa del genere. Immagino che dopo di questo si aprirà un dibattito sull'opportunità o meno di picchiare le donne.

Non so, sarò strano io, ma l'idea di dover anche stare a discutere il concetto che due persone che si amano possano o meno formare una famiglia con tutti i riconoscimenti legali che la cosa comporta, onestamente, mi sembra fantascientifica. Forse ho capito male.

No, la cosa che mi diverte è quella delle adozioni da parte di coppie gay. I figli di madri single, dice, vengono su delinquenti, lo dicono le statistiche. Dipende dal fatto che non c'è il padre che gliene dà due quando se le meritano. Ma anche i figli dei padri single vengono su delinquenti (mica dovete credere a me: guardate Mmatteo). Dipende dal fatto che dopo che il padre gliene ha date due, la mamma non gli dice le paroline dolci. Insomma, il bimbo ha bisogno di modelli di comportamento distinti che due genitori dello stesso sesso non possono dargli, si sa che una donna è incapace di decisione e rigore educativo (che qualcuno lo spieghi a mia sorella, per carità), ed un uomo è incapace di tenerezza.

Ora, che questa sia una gran cazzata credo non costituisca una sorpresa per nessuno. Il motivo per cui i figli di genitori single statisticamente sono più a rischio è duplice: da un lato una questione economica - tre persone con due stipendi campano meglio che due con uno stipendio solo, con tutto ciò che questo comporta; dall'altro una semplice questione di tempo e dedizione. Tirar su un bambino costa tempo e fatica oltre che soldi, e due persone riescono a dedicargli molto più tempo e per forza di cose molta più attenzione che una sola, il che si riflette in interventi educativi più assidui, maggiore disciplina, più positive reinforcement per il fatto banale che due paia d'occhi riescono a cogliere più facilmente misfatti e atteggiamenti positivi. Entrambi i fattori sono veri che i genitori siano un uomo e una donna, due donne, due uomini, o persino io e Mrs Inminoranza. Una realtà familiare ed affettiva stabile, attenzione costante, stimoli intellettuali ed affettivi, assicurano (statisticamente) che il bimbo/la bimba verrà su "bene", non il fatto che in casa ci sia una persona che fa pipì in piedi ed una seduta.

A tutto questo poi andrebbe aggiunta anche una piccola osservazione, che riferisco così come me l'ha fatta una ragazza (italiana anche lei) che lavora per un nostro cliente qui a Londra. Dice che i bambini hanno bisogno di una figura maschile per venir su equilibrati: sarà anche vero; però in questo Paese i figli della lost generation massacrata nelle Fiandre fra il 1914 e il 1918 sono stati tirati su in maggioranza da madri, zie e nonne, senza la presenza di un padre se non sotto forma di una fotografia ed un paio di medaglie sul caminetto, sono arrivati ad avere fra i 20 e i 25 anni nel 1939.... ed hanno combattuto, e vinto, la Seconda Guerra Mondiale. Che come successo non è male, per una generazione.

M'ha lasciato senza parole.

11 marzo 2007

Kilombo


Tanto per cambiare, mi capita di dissentire da Ipazia e Hari Seldon sulla faccenda di Kilombo e del premio della IADL. Premetto che non mi piace la IADL, non ne condivido metodi, finalità e impostazione ideologica, non credo che ci debba essere posto, in una società moderna, per le ingerenze della religione nella politica, ingerenze che sono poi la raison d'etre dei padri spirituali di UCOII e IADL, e che dell'accusa di antisemitismo me ne frega ben poco che sia o meno dimostrabile con la pezza d'appoggio di qualcuno che avrebbe magari detto "ebrei ai forni" (così come, per dire, trovo che Storace e Borghezio siano due merde fasciste pur senza avergli mai visto fare il saluto a braccio teso); ciò detto, mi asterrò sul voto, per lo stesso motivo per cui ormai non scrivo più nulla su Kilombo: come dice quel vecchio saggio di Mmax, Kilombo nasce come aggregatore di due (o più) sinistre che non sono aggregabili, con differenze profonde amplificate ancora di più dall'antica abitudine di distribuire patenti di ortodossia in base a parametri fin troppo stringenti.

La IADL sta premiando una parte di Kilombo che è, se non maggioritaria, di sicuro più rumorosa ed attiva, se non altro perchè è la parte che è convinta di stare in prima linea a combattere la guerra santa contro l'Impero del Male - speculare a quella parte rumorosa ed attiva di Tocqueville che sembra convinta che al massimo domani sera i barbutacci islamici invaderanno l'Europa, gli entreranno in casa e gli tromberanno moglie, madre, figlia e probabilmente canarino; sta premiando quella parte che crede sinceramente che se domani mattina i soldati occidentali lasciassero l'Afghanistan, gli afgani smetterebbero immediatamente di spararsi addosso e si siederebbero da qualche parte a discutere la formazione di un governo; quella parte che ritiene che gli americani abbiano non solo la responsabilità, ma la colpa esclusiva delle centinaia di iracheni uccisi ogni giorno dalle auto-bomba; quella parte che crede davvero che in Italia si compiano violazioni dei diritti umani maggiori che in Iran, perchè il matrimonio omosessuale è vietato in entrambi i Paesi ma almeno in Iran non hanno represso con la violenza le manifestazioni contro il G8.

Io penso che il premio della IADL, e non me ne voglia Dacia, sia perfettamente appropriato per Kilombo. Sono io che non lo sono più, probabilmente.

09 marzo 2007

Fuori controllo


Strana settimana. Mi sono capitate un paio di cose che non esito a definire stupefacenti.

Per prima, una lettera dei nostri amici delle Risorse Umane. Con l'amichevole premessa che non si tratta di un richiamo ufficiale, io e altri due colleghi veniamo informati che ci sono state proteste per il nostro uso di una terminologia "razzista" e "offensiva", ed invitati a moderare il nostro linguaggio in base ai termini del compliance document che abbiamo firmato all'atto dell'assunzione.

Dice, razzista e offensiva? I miei tre lettori staranno già sghignazzando al pensiero di quello che possiamo aver detto, delle barzellette sul camionista afgano transessuale con una gamba di legno che ci siamo raccontati.

Niente di tutto questo. In ripetute occasioni, parlando di hard disk (in almeno due casi) e di architettura del sistema di monitoraggio (in almeno un caso) abbiamo usato in pubblico i termini master e slave, invece di quelli approvati dalle Risorse Umane, ossia primary e secondary (o subordinate).

Lo ripeto perchè magari uno dei miei tre lettori non faceva attenzione: parlando di computer, o di componenti di computer, abbiamo usato termini in uso nell'informatica praticamente da che esiste l'informatica, e la cosa che veramente mi fa girare gli zebedei non è che quelli delle Risorse Umane si siano messi di mezzo (sono pagati per rompere i coglioni, dopotutto) quanto che qualche collega sia andato/a a protestare. Per cui da ora gli hard disk, per quello che ci riguarda, si dividono in democratically (where applicable and respectful of culture and traditions) elected to leadership e subordinate but in a context of great respect for its diversity and unique skills. E vediamo.

Poi, siccome quando gli dei decidono di farcele girare ci si mettono d'impegno, stamattina avevo sulla scrivania il libro che sto leggendo nelle due ore di metropolitana giornaliere. Il mio manager, passando, ha notato che si trattava dell'elemento che mi mancava della triade di Jac Weller sul duca di Wellington, Wellington in India (gli altri due, consigliati, sono Wellington in the Peninsula e ovviamente Wellington at Waterloo), e mi ha chiesto, amichevolmente ed educatamente, di evitare in futuro di portare libri simili in ufficio. "Simili?" è stato tutto quello che ho potuto rispondere, ricevendo la spiegazione che libri sul passato coloniale della Gran Bretagna potrebbero risultare offensivi per colleghi appartenenti a minoranze provenienti da Paesi ex-colonie.

Spero di tornare sul mio pianeta dopo il weekend.

07 marzo 2007

Percentuali


Di solito, quando una persona di sinistra dice che c'è qualcosa di seriamente sbagliato nella maniera in cui il denaro pubblico viene speso in questo Paese, sta pensando alla spesa militare. In effetti, sembra che i soldi non vadano da nessun'altra parte: in UK non esistono, pare, asili-nido statali, e un nido privato costa intorno al migliaio di sterline al mese; il servizio sanitario nazionale, già al collasso per mancanza di personale, adesso non ha neanche più i soldi per pagare chi già ci lavora, e sta licenziando o non rinnovando il contratto a diverse migliaia di medici e infermieri; il sistema scolastico pubblico è allo sfacelo (è una vita che devo farci un post, aiutato dalle mirabolanti esperienze di Mrs. Inminoranza), e per far fronte alla crescente mancanza di motivazione di insegnanti pagati sempre meno sforna programmi sempre più semplificati per non far crescere la percentuale di bocciati (la forza di gravità? vale 10 metri al secondo quadrato, perchè i liceali non sono tenuti a saper fare le moltiplicazioni con la virgola); il sistema pensionistico è messo talmente male che definirlo allo sfascio significa fargli un complimento, al punto che ogni inverno decine di pensionati muoiono assiderati perchè non hanno i soldi per pagarsi il riscaldamento. D'altra parte, la Royal Navy ha in cantiere una nuova classe di cacciatorpediniere modernissimi (Type 45), una nuova superportaerei, probabilmente una nuova classe di sottomarini lanciamissili, e la RAF sta (finalmente) per ricevere i nuovi Eurofighter Typhoon, gli Apache Longbow col radar a microonde sono entrati praticamente tutti in linea, e probabilmente fra un anno o due parte il mega-progetto per la sostituzione dell'Enfield L85 con l'H&K G36.

Uno dice, tagliamo le spese militari e con quei soldi ci facciamo andare avanti gli ospedali e le scuole da qui al 2020, minimo. Ah, se solo la vita fosse così semplice: uno chiede, volete burro o cannoni? Tutti rispondono, "burro", e vissero felici e contenti.

La Gran Bretagna è in effetti, dopo la Francia, il Paese europeo che spende per la difesa la maggior percentuale del proprio PIL: il 2.4%, contro il 2.6% della Francia, l'1.8% dell'Italia e l'1.2% della Spagna. Chiediamoci dunque, cosa succederebbe se domani mattina Tony Blair cancellasse completamente le forze armate inglesi? (diciamocelo, ma chi mai vorrebbe invadere la Gran Bretagna? Basterebbero la cucina e il clima a respingere qualsiasi invasore) Diventeremmo il Paese di Bengodi?

Improbabile. La spesa sociale - ordine pubblico, sanità, istruzione, sussidi di disoccupazione, assegni agli immigrati e ai rifugiati, edilizia sociale, pensioni, assegni familiari - si mangia oltre il 30% del PIL (fino al 57% a seconda di cosa si conta come "spesa sociale"). In altre parole, la spesa militare annuale di questo Paese coprirebbe al più 4 settimane di spesa sociale. 5 settimane se decidiamo di eliminare anche le forze dell'ordine. E allora?

Allora, fermo restando che certe spese vanno aumentate, perchè non è degno di un Paese civile che chi ha lavorato tutta la vita si debba ridurre ad elemosinare mozziconi di sigaretta ai giardini pubblici, nè che la gente muoia di cancro perchè la sanità non ha i soldi per i chemioterapici, bisogna cominciare a rivedere quello che è diventato un enorme calderone di "spese sociali" e, disgraziatamente, scannare un po' di vacche sacre per farne hamburger.

Da dove cominciare? Forse dall'ammettere che non è strettamente necessario che ogni associazione che promuove cause tradizionalmente definite di sinistra sia finanziata con fondi statali. Non è strettamente vitale per gli interessi del Paese - o della comunità locale - che la Camden Black and Minority Ethnic Alliance riceva 100.000 sterline di fondi pubblici per... uh.... per fare azione di lobby allo scopo di incrementare gli stanziamenti del comune di Camden a favore di attivisti e lobbisti. Il comune di Dudley e l'Home Office potrebbero spendere i propri fondi più costruttivamente (non so, pagando stipendi decenti ad insegnanti e poliziotti, per esempio) che dandoli al Centre for Equality and Diversity, la cui missione è, pare, di educare lobbisti appartenenti alle varie minoranze etniche. In generale, i vari comuni inglesi potrebbero evitare di pagare chi, per mestiere, non fa che chieder soldi. Il governo inglese potrebbe porre dei paletti che limitino e regolino il pagamento delle spese legali di chiunque voglia fargli causa per supposte violazioni dei diritti umani, per un totale che si avvicina annualmente al costo di un paio di superportaerei (o di ospedali).

Capiamoci: vi offende che i compagni di scuola di vostro figlio mangino roba vietata dalla vostra religione? Fate causa alla Gran Bretagna, i vostri diritti umani sono stati violati; vi offende che ci sia gente che guarda un telefilm con dentro un prete donna? Fate causa alla BBC - e naturalmente al governo inglese; vi offende che un teatro produca un musical in cui uno dei personaggi è un Cristo omosessuale col pannolone? Fate causa al teatro, al comune di Londra e naturalmente al governo inglese. Non essere offesi è diventato, pare, un diritto umano, per di più da difendere a spese dei contribuenti.

Invece adesso Blair sta per fronteggiare un'altra ribellione ai Comuni e nel Paese, per una proposta di legge che taglia contributi e sussidi ai single parents se questi, una volta che il figlio più piccolo ha compiuto 12 anni, non intendono ricominciare a lavorare; ribellioni simili, in passato, hanno complicato l'iter di leggi che tagliavano i sussidi ai disoccupati che rifiutavano offerte di lavoro - da queste parti i sussidi, uniti agli assegni per la casa e ai child benefits, permettono ad una coppia di disoccupati con 2 bambini di guadagnare intorno alle 800-1000 sterline al mese al netto dell'affitto, sufficienti ad una vita ragionevolmente dignitosa, almeno fuori Londra.

Tutto considerato, mi fa un po' incazzare la sinistra Labour (per cui voto, almeno localmente) quando fa finta di credere che il problema stia nella spesa militare, quando dà in escandescenze all'idea di rivedere,
anche al solo scopo di tagliare gli abusi, un sistema di spesa sociale che è andato completamente fuori controllo, e quando allo stesso tempo preme su Gordon Brown perchè per ragioni elettorali non annunci alcun aumento delle tasse fino al 2008 neanche per i settori più abbienti della società - in un Paese in cui i bonus di fine anno nel settore finanziario sono talmente spropositati da aver dato vita ad un mercato tutto loro, fatto di Aston Martin, collier di diamanti e appartamenti a Kensington pagati il doppio di quel che sarebbe bastato per evitare il fallimento della MG/Rover.

03 marzo 2007

Short break


Questo blog se ne va (in ritardo) a festeggiare l'anniversario di matrimonio a Glastonbury, in un bed & breakfast celtico, mistico e magico, a mangiare roba magica, mistica e celtica e a comprare ricordini mistici, celtici e magici.

Un weekend immersi nella fuffa ogni tanto ci vuole

02 marzo 2007

Quiz


Prendete un movimento i cui membri si salutano a braccio teso, che nella propria costituzione accusa gli ebrei di essere "dietro alla Rivoluzione Francese, la Rivoluzione Bolscevica, e la maggior parte delle rivoluzioni di cui abbiamo avuto ed abbiamo tuttora notizia, qua e là. Col loro denaro hanno fondato società segrete come la Massoneria, il Rotary Club, i Lions ed altri in diverse parti del mondo, con lo scopo di sabotare le società in cui vivono e portare avanti un progetto sionista. Col loro denaro controllano le nazioni imperialiste e le istigano a colonizzare nuove terre allo scopo di spargere la propria corruzione e sfruttarne le risorse. [...] hanno causato la Prima Guerra Mondiale [...] Hanno causato la Seconda Guerra Mondiale [...] hanno istigato la creazione delle Nazioni Unite e del Consiglio di scurezza allo scopo di usarli per governare il mondo...", che forma squadre di picchiatori ed assassini per eliminare o intimidire i sindacalisti e le loro famiglie.
Prendete questo movimento qui, dunque, e ditemi, come chiamereste i suoi membri?

Come?

Fascisti?

Sbagliato.

Hat tip: Hak Mao

27 febbraio 2007

A Douglas Adams moment


Venerdì scorso io e Mrs. Inminoranza siamo stati invitati da un amico in un locale gay dalle parti di King's Cross. Questo locale è un incrocio fra un club, un pub ed un cabaret, ed il mercoledì e il venerdì c'è una specie di serata del dilettante (anche se poi diversi dei "dilettanti" che ci si esibiscono regolarmente sono abbastanza bravi da avere degli spettacoli propri in piccoli teatri). Personalmente mi sono divertito un mondo, la gente era simpaticissima, e anche se era vagamente imbarazzante essere l'unica coppia etero, nessuno si è scandalizzato allo spettacolo di un uomo e una donna che si scambiavano occasionali effusioni.

Sul palcoscenico si sono avvicendati un cantante bravissimo, una poetessa d'avanguardia (no, non russavo, grazie per la fiducia, eh), Miss Lesbo World, o Miss World Lesbo[*], reduce da una manifestazione antifascista in Serbia in cui l'avevano scambiata per uno degli hooligan convocati per picchiare i manifestanti, Fabylicious Homosexualis, rockettaro gay (l'amico di Mrs. Inminoranza che ci aveva invitati, esilarante), un travestito australiano con problemi di sdoppiamento della personalità, nel senso che travestito da donna diventa una bacchettona che si scandalizza a vedere due uomini che si baciano, e un drag king.

Ho scoperto l'esistenza dei drag king, che poi, a pensarci un attimo erano anche una cosa naturale - l'equivalente femminile delle drag queen, donne che si vestono, si truccano ( o no, a seconda) e si trasformano per cercare di assomigliare il piu possibile a uomini. Il drag king in questione, Hilda, o Jack per gli amici, era secondo me l'artista migliore su quel palcoscenico. Ha dato un'interpretazione fantastica di quello che sentiva, provava, pensava e avrebbe voluto fare incontrando la sua ex in compagnia di un'altra, e giuro che per quanto fosse graziosa, avesse una vocina dolce, e le si vedessero ancora le tette sotto al panciotto, tutto quello che potevo pensare era "ca**o, ma è un uomo!"

Un consiglio per tutti e tre i miei lettori: se passate per Londra, il locale si chiama Central Station ed è in una delle traverse di York Road, a sinistra all'uscita di King's Cross. Vale la pena. E la birra costa poco o niente.

Se la cosa fosse finita qui, sarebbe stata semplicemente una serata spassosa e niente altro. Invece è da venerdì sera che ripenso alla conclusione della scena di Hilda, quando, non sono sicuro di come, è finita a parlare di politica, affari internazionali e telegiornali. È una conclusione forte, che riporto più o meno a memoria (e traduco):

"...e le notizie si susseguono BANG e il telegiornale va avanti BANG e io cerco di mangiare BANG e ogni pochi secondi BANG al mondo qualcuno BANG viene ucciso BANG nel Darfur BANG o in Iraq BANG o in Cecenia BANG da un'arma prodotta in America BANG o in questo Paese BANG e non ce la faccio più BANG spegnete il televisore BANG"

e lì fa il gesto di spegnere il televisore e la scena si conclude. È forte, ti prende allo stomaco, pensare che mentre tu stai lì a ridere e bere birra della gente viene uccisa, uno per ogni BANG gridato, da qualche parte in Africa o in Medio Oriente o...

Come hai detto, scusa?

Un'arma prodotta in questo Paese o in America? In Iraq? In Darfur?

C'è una linea sottile fra l'essere tignoso e l'essere ossessivo-compulsivo, e io credo di averla superata nel '97. È da venerdì che ci penso, la cosa mi ha causato quello che chiamo un Douglas Adams moment, da un episodio che racconta in The Salmon of Doubt, con cui giustifica il passaggio dalla satira anti-tecnologica della prima Guida Galattica alla tecnofilia abbastanza più spinta dei romanzi di Dirk Gently, dei saggi e degli articoli sulle riviste di informatica. Douglas Adams smette ad un certo punto di prendere in giro gli scienziati e la scienza, ma perchè?

C'è sempre un momento in cui l'amore finisce, che sia per una persona, per un'idea o per una causa, per quanto possa essere evidente solo quando ce lo si ri-racconta anni e e anni dopo l'evento: una piccola cosa, una parola sbagliata, una nota falsa, che ti dice che le cose non potranno mai più essere le stesse. Per me fu un comico di cabaret che fece quest'osservazione: "Questi scienziati, eh? Sono talmente stupidi! Sapete quelle scatole nere che mettono sugli aerei? Sapete che si suppone siano indistruttibili? Sono sempre l'unica cosa che non si fracassa? E allora perchè non fanno gli aerei dello stesso materiale?"
Il pubblico rise fragorosamente di quanto erano stupidi gli scienziati, sarebbero capaci di rimanere intrappolati in una busta di carta, ma io potei solo restar seduto e sentirmi a disagio. Ero io pedante a dirmi che la battuta non funzionava, che le scatole nere sono fatte di titanio e che se fai gli aerei in titanio invece che in alluminio, diventano tanto pesanti da non poter decollare? Cominciai a riesaminare la battuta da ogni punto di vista. [...Adams confessa di essere, pure lui, ossessivo-compulsivo...] Non c'era modo di analizzarla [...] che non facesse affidamento su una complicità fra comico e pubblico nel ridere assieme di qualcuno perchè ne sapeva più di loro. L'idea mi diede i brividi, e me ne dà ancora. [...] Cominciai a chiedermi quante delle battute che facevo io fossero ugualmente ignoranti
(traduzione mia, scadente come al solito, temo)

Ecco, venerdì sera ho avuto un'epifania simile. Stamattina, in un momento morto, sono andato a vedermi i dati del SIPRI, per essere sicuro di non essere io a basare le mie critiche sull'ignoranza, e quello che ho trovato, qui e qui (pdf), conferma quel che ho pensato pochi secondi dopo la fine della tirata. Fra il 1975 e il 2005, le armi giunte in Iraq venivano per il 54% da URSS/Russia, per il 13% dalla Francia, per il 12% dalla Cina, per il 6% dalla Cecoslovacchia, e scendendo abbastanza più giù nella tabella, per lo 0.59% dagli USA (e andando a vedere i dettagli, sono quasi solo aerei da trasporto) e per lo 0.18% dall'UK. Per il Sudan, il SIPRI riporta i dati dal 1995 al 2005, e USA e UK non compaiono affatto: le forniture arrivano da Russia, Cina, Polonia, Bielorussia, Ucraina e Kirgizistan. Dice, ma il SIPRI non riporta le armi leggere. OK. Andate in Sudan e trovatemi un solo M16 o L85. Ve li pago. Troverete solo Kalashnikov. Andate a cercare una M60, una M249 o una MAG, troverete PKM e RPK a strafottere.

Perchè era necessario chiudere un discorso interessante, anche intrigante (ed esilarante), con una bordata falsa e farcita di luoghi comuni? Perchè è necessario, per fare scandalo, che la colpa di un evento sia nostra? Perchè per accattivarsi la simpatia di un certo tipo di pubblico basta fare della propaganda, non importa se falsa, basta che sia antiamericana e antioccidentale? Perchè in un locale gay l'Impero del Male viene identificato con due Paesi che agli omosessuali riconoscono il diritto al matrimonio e, nel caso dell'UK, all'adozione, e l'unico accenno all'Iran, che gli omosessuali li impicca, è per augurarsi che resista all'assalto del suddetto Impero del Male?

Mi chiedo, c'erano cabarettisti ebrei a New York nel 1939 che si lamentavano del trattamento ricevuto in USA e imploravano Adolf Hitler di resistere all'imperialismo anglosassone?

Mi chiedo anche, come si curano i disturbi ossessivo-compulsivi?

[*]Non è una vera Miss Qualcosa Mondo. Quando siamo arrivati l'avevo scambiata per un travestito. Il che, a pensarci, è quasi appropriato.

25 febbraio 2007

Tanto peggio tanto meglio


Cinque anni fa, avrei detto che cinque anni di Berlusconi sarebbero stati sufficienti a svegliare la sinistra - e se nessuno è mai andato fallito per aver sopravvalutato la stupidità del pubblico, sopravvalutarne l'intelligenza può spesso essere fatale.

I miei auspici per la risoluzione di questa crisi di governo e le successive, spero vicine, elezioni anticipate, sono quindi i seguenti:

Follini entra nel "centrosinistra" in cambio dell'impegno ad imporre l'ora di cilicio e flagellazione nelle scuole pubbliche; dell'abolizione di PACS, DICO e della posizione alla bombardiera per le coppie sposate da meno di 15 anni; dell'abolizione del matrimonio civile e del divorzio.

Nuovo governo Berlusconi, eletto trionfalmente dopo una dura campagna elettorale che ha visto Rifondazione scagliarsi selvaggiamente contro i Comunisti Italiani ed esponenti della Margherita rendere pubbliche compromettenti rivelazioni a danno del gruppo dirigente dell'Italia dei Valori, mentre i DS subivano i feroci attacchi di tutti gli altri componenti della coalizione. Il crollo elettorale di ognuno dei partiti del centrosinistra viene salutato da tutti gli altri compagni di coalizione come un trionfo della propria linea politica.

Ministri del governo Berlusconi ter:

Famiglia: Card. Camillo Ruini
Interni: Totò Riina (Pino Rauti sottosegretario per Cariche di piazza e Torture in caserma)
Informazione, propaganda e difesa della razza: Marcello Veneziani
Difesa: Stefano delle Chiaie
Pari Opportunità: Mauro Borghezio
Inquisizione: Benedetto XVI
Pubblica Istruzione: Teodoro Buontempo
Tesoro: Giulio Tremonti (non è agghiacciante il fatto che non riesca ad immaginare di peggio?)
Esteri (con delega al traffico d'armi): S.A.R. Vittorio Emanuele III di Savoia
Finanze: Antonio Fazio
Economia: Gianpiero Fiorani
Infrastrutture: Mario Chiesa (un orsacchiotto di pezza a chi se lo ricorda)
Giustizia: Licio Gelli
Sanità: Luigi di Bella (non è morto, sono fandonie messe in giro dalla medicina ufficiale e le cartelle cliniche lo dimostreranno)

Premetto, tanto per mettermi al sicuro, che anche se il Cav. Berlusconi dovesse accettare il mio suggerimento, non sono certo che 5 anni così saranno sufficienti a svegliare la sinistra italiana.

22 febbraio 2007

Coerenza


Questo blog è stato affetto da blocco dello scrittore, scazzi, crisi di mezza età, colloqui di lavoro a ritmo piuttosto incalzante e una tendinite tuttora in corso. Scuse assortite.

Non commenterò la crisi di governo se non con l'osservazione che, dopotutto, l'Italia altri 5 anni di Berlusconi se li merita (e Londra mi sembra meno piovosa oggi, per qualche motivo), e con due parole brevi brevi a proposito dell'ammirevole coerenza del sen. Rossi, che afferma (da Repubblica) che lui, mentre D'Alema "faceva bombardare la Yugoslavia", era lì a "mostrare solidarietà con gli aggrediti". È quindi solo coerente che adesso voti (o no, a seconda dei casi) in difesa di altri aggrediti. Complimenti, senatore. La coerenza innanzitutto.

UPDATE: apprendo ora da .mau. (via Ipazia) che il sen. Rossi, sempre più coerente, è stato anche l'unico a votare contro una mozione che impegnava il governo Prodi a contribuire al rilascio degli israeliani ostaggi di Hezbollah. Immagino ci sia da ringraziare che non sta lì a difendere pure questi poveri aggrediti.

08 febbraio 2007

Post trasversale


In attesa che la senile memoria di Mmax gli permetta di ricordarsi dove ha messo il template originale di Splinder, così da poter ripristinare i commenti (hai guardato nel cassetto della cucina?), rispondo qui al suo post su Calipari, Mario Lozano ed il Cermis.

Ho discusso di entrambi gli episodi su Usenet, a più riprese, ed ho il sospetto che molti abbiano un'impressione piuttosto falsata di entrambi gli eventi - falsata soprattutto da una serie di preconcetti che abbiamo sugli americani, che non sono, contrariamente all'immaginazione popolare, necessariamente grandi, grossi e fresconi, nè cowboy ubriachi con un paio di Colt sempre alla cintura.

Sul Cermis, non mi stancherò mai di ripeterlo, quei due piloti non erano ubriachi, e non erano imbecilli. Riporto, in un impeto di vanità, un mio messaggio su Usenet risalente a diversi anni fa:

Non credo che ci sia qualcuno che creda che quel pilota così, per divertimento, abbia visto una funivia ed abbia detto "Che bello, adesso la tiro giù!". Se non altro perchè ci vuole anche una certa dose di culo per tranciare un cavo d'acciaio senza ammazzarsi, e questo, almeno, lui lo sapeva -a meno che il brevetto di pilota non gliel'abbiano regalato per il compleanno.
Onestamente, credo anch'io che quel pilota andasse assolto, ma per motivi un po' diversi da quelli che ho visto esposti qua in giro.
Innanzitutto, non credo neanche per un istante alla storia degli strumenti guasti. I piloti dei Prowler non sono gli ultimi dei pirla, e anche una planaria sa che un volo a bassa quota, con gli strumenti guasti, non si inizia neanche. Se veramente avesse avuto guasti così catastrofici, sarebbe tornato alla base. Poi, sempre perchè i piloti dei Prowler non sono gli ultimi dei pirla, non credo neanche alla storia delle scommesse, che era un semplice (e maldestro) tentativo di far passare per una bravata ciò che bravata non era.
Quel pilota sapeva *esattamente* ciò che stava facendo, e non l'avrebbe fatto se non avesse ricevuto ordini in questo senso. Contravvenire ad un trattato internazionale come stava facendo lui è una faccenda grave, e nessun pilota si gioca la carriera per una cassa di birra... o se è tipo da farlo, è probabilmente tanto cretino che non sa distinguere il muso di un aereo dalla coda. E quindi, ancora, non finisce a pilotare un aereo del genere. Dal momento che questa pratica è comune, e non solo da parte dei piloti americani, o ammettiamo che un gran numero di piloti siano degli imbecilli completi, oppure...
Quel pilota non andava processato perchè al suo posto doveva essere processato chi gli ha ordinato (consapevole dell'insipienza del governo italiano) di contravvenire ad accordi internazionali precisi sulle quote consentite.
Il fatto è che se saltava fuori una cosa del genere saltavano fuori un sacco di magagne... i voli di addestramento a bassa quota sono necessari, lo sanno tutti, e infatti negli USA c'è il poligono di Nellis per questo tipo di esercitazione... in zona desertica, bada bene. Siccome questi voli sono anche pericolosi in territori densamente popolati come quelli dell'Europa Occidentale, i governi impongono delle restrizioni, che renderebbero impossibile l'addestramento (che deve essere continuativo) dei piloti che a rotazione vengono inviati qui. E quindi, le restrizioni vengono ignorate, e il governo italiano fa finta di non saperlo per la felicità di tutti. Ti pare che una cosa del genere si poteva ammettere in pubblico? Penso di no. Quindi, il pilota ha fatto, onorevolmente, devo ammettere, da capro espiatorio, ha cercato, in maniera maldestra, di coprire le tracce di quello che era successo -e chissà poi se è stato lui- e si è preso una condanna infamante che, secondo me, non meritava.
Questo per quanto riguarda il Cermis. La questione Lozano/Sgrena/Calipari, poi, a mio immodesto parere è stata trattata fin dal primo giorno dalla stampa italiana nella peggior maniera possibile; se fossi complottista, direi che il manifesto e gli altri giornali (allora) d'opposizione italiani erano finanziati direttamente da Richard Perle con valigioni di denaro consegnati personalmente in stile Telekom Serbia. L'idea che dietro all'uccisione di Calipari ci sia qualche tipo di complotto volto ad uccidere Giuliana Sgrena non è solo risibile (gli americani sono delle schiappe in tante cose, ma ad ammazzare la gente sono molto bravi: se avessero voluto ammazzare Giuliana Sgrena, con una mitragliatrice, un cannone da 25 millimetri e 3-4 M-16, Giuliana Sgrena sarebbe morta, e come diceva il poeta, cazzi non ce ne sono), e' anche controproducente, perchè contribuisce a mascherare una delle colpe più gravi dell'esercito USA in Iraq, una delle cause principali della perdita di controllo della situazione, e una delle fonti dell'ostilità della popolazione locale nei confronti degli occidentali.

I miei tre lettori mi perdonino se continuo a citarmi (da altri messaggi su Usenet), ma:
Il punto e' un altro: in Iraq, i soldati americani sparano OGNI GIORNO a civili disarmati, a soldati di altri Paesi, a funzionari civili; perche' confidano nell'impunita' che viene loro garantita da un'opinione pubblica ultranazionalista e da un governo che non ritiene che i non-americani abbiano dei diritti.
Nascondere questo fatto sotto una montagna di illazioni a proposito della volonta' americani di punire chi ha, tutto sommato, appena versato una barca di soldi a una banda di delinquenti, mi sa tanto di giustificazione.
L'ho detto, e' come il Cermis: l'ipotesi che che la funivia l'hanno tirata giu' apposta perche' c'era dentro il capo della Spectre, mi sembra ragionevole che venga da qualcuno che vuole scusare, non accusare, gli USA.
e
[...]io trovo che si dovrebbe mettere l'accento proprio sul fatto che questo di Giuliana Sgrena e' stato l'ultimo episodio di una serie lunghissima, e dovremmo cominciare a chiederci quanti *iracheni* sono stati ammazzati come Calipari, nell'indifferenza generale; dovremmo chiederci quanto questo comportamento dei soldati americani contribuisce ad esasperare la popolazione, e ad accrescere il consenso verso i terroristi; e infine, se e' il caso di restare fedeli alleati di gente che considera perfettamente accettabile falciarci con le mitragliatrici.
L'hanno fatto ad un diplomatico italiano (che fra l'altro lavorava in quel momento per gli americani); l'hanno fatto ad un veicolo da ricognizione dei Carabinieri; l'hanno fatto ad un funzionario del SISMI; succedera' di nuovo, perche' noi non siamo americani, e quindi non abbiamo diritti.
Ipotizzare, come leggo sui giornali, un assassinio politico nei capi d'imputazione al soldatino americano è roba da barzellette, ci sarebbe da ridere se non stessimo parlando di una tragedia umana, quella di Nicola Calipari, e soprattutto di un colpo di spugna passato su migliaia di identiche tragedie umane, ignorate per dar voce alla paranoia complottista di imbecilli che esigono una realtà di cui sono attori talmente importanti che tutti gli eventi del mondo ruotano attorno a loro.

06 febbraio 2007

La minaccia islamica


Eh, questi barbutacci. Una vera minaccia al nostro stile di vita.

Abbiamo un padre che, nella più pura tradizione monoteista, vuole sfruttare la propria religione per costringere la figlia dodicenne ad un'esistenza di sottomissione asessuata, ed è disposto a portare la scuola in tribunale finchè questa non acconsentirà a far portare il niqab alla bimba.

La causa è costosa: il padre, essendo povero, dispone di assistenza legale gratuita dallo Stato (in altre parole, pago io), la scuola, invece, deve prepararsi a sborsare mezzo milione di sterline in avvocati e carte bollate. La scuola dipende da un consiglio comunale, al quale si rivolge per avere appoggio finanziario, se non giudiziario; e la risposta, sia del consiglio, sia della contea, sia dello Stato, è improntata al più classico liberalismo illuminista: ca**i vostri, rispondono, se non avete soldi per gli avvocati fate portare il niqab alla bimba, tenetevi il precedente e aprite la porta all'integralismo religioso in classe. Opprimere le figlie è un diritto umano, cosa vi credevate?

Ed ecco che arrivano invece quei barbuti del Muslim Educational Council of Oxford, che si offrono di aiutare a pagare le spese legali della scuola e a combattere certe derive oscurantiste eterodirette. Ma come si permettono, dico io.

05 febbraio 2007

Psicoreato


Ho la fortuna di non aver mai, in cinque o sei anni, visto una sola puntata di Big Brother - nè del Grande Fratello quanto tornavo in Italia. Sono riuscito ad evitare anche la versione Celebrity, che credo non abbia un corrispettivo italiano. Ho subito i commenti davanti alla macchina del caffè, e conosco alcuni dei nomi, ma ho evitato i pianti di Jade Goody, il pestaggio di Nasty Nick, George Galloway che faceva il numero del gatto per guadagnar punti, sono uno dei tre maschi adulti residenti in Gran Bretagna che non solo non hanno visto Kinga Sarcazzo masturbarsi con una bottiglia, ma manco sanno che faccia ha. Tutto questo adesso è cambiato con l'ultima edizione di Celebrity Big Brother.

Ospiti erano, fra gli altri, la summenzionata Jade Goody da Bermondsey, assurta al rango di celebrità grazie, um, al fatto di non aver vinto una precedente puntata di Big Brother e di essersi fatta dei gran pianti in diretta perchè gli altri la prendevano per il culo in quanto coatta semianalfabeta e orgogliosa di esserlo; poi c'erano anche un paio di starlet da due soldi, una ex-componente di una band tipo Spice Girls ma ancora più dimenticabile, ed una stella di Bollywood, tale Shilpa Shetty. E apriti cielo. Perchè le tre coatte inglesi, la cantante, la coatta-coatta e l'attricetta, hanno fatto fronte comune contro l'indiana, colpevole di essere bella, ricca e con una puzza sotto il naso di proporzioni monumentali. Hanno cominciato, a quanto pare, a chiamarla con nomignoli odiosi (uno fra tutti, "Shilpa Poppadum" - dal nome del tipico antipasto dei ristoranti indiani), a isolarla, insolentirla, e, si teme, ad un certo punto una delle coatte l'ha addirittura chiamata "Paki".

Catastrofe.

Interrogazioni parlamentari, sospensione di Big Brother, due distinte investigazioni della polizia, le tre tipe tirate fuori dalla casa del Grande Fratello e messe sotto investigazione da Scotland Yard per istigazione all'odio razziale, cancellati metà dei programmi in preparazione da Channel 4 in attesa di un riesame da parte della commissione censura per controllare che non si verifichi la possibilità di esporre il pubblico ad episodi di razzismo, ipotesi di reato ventilate anche per il consiglio di amministrazione della rete televisiva, per i produttori di Big Brother e finanche per gli ideatori del format del programma in Olanda.

La reazione isterica di fronte ad un episodio del più becero razzismo figlio dell'ignoranza mi sembra folle: l'episodio andrebbe fatto vedere ai ragazzini a scuola, dovrebbe far parte del curriculum nazionale, dovrebbe essere accompagnato dalla solenne spiegazione che ecco, guardate un po', ragazzini, continuate a non studiare una sega e vi ridurrete come queste tre fallite; e d'altra parte, rendetevi conto di che razza di imbarazzo per la collettività, che collezione di pregiudizi, ignoranza e solenne stupidità è il razzista medio.

Al contrario, la reazione, oltre che scomposta, ha dei risvolti allarmanti: oggetto dell'indagine non è l'aggressione verbale nei confronti dell'attrice indiana (che sarebbe anche comprensibile, sebbene la stessa Shetty abbia minimizzato l'accaduto) ma in generale il razzismo delle tre coatte. In altre parole, non sono sotto indagine per quello che hanno fatto, ma per quello che pensano, al punto che la polizia sta cercando di ottenere un'ingiunzione del tribunale per accedere a registrazioni non mandate in onda, in cui le tre parlerebbero di Shetty chiamandola, appunto, "paki". È il caso di dirlo esplicitamente, di soffermarsi sui dettagli: il reato contestato alle tre coatte non è un'aggressione razzista, ma il fatto stesso di essere razziste; rischiano la galera non per ciò che fanno, ma per ciò che sono, ciò che (probabilmente) pensano. Che il tutto avvenga nel contesto di una trasmissione chiamata "Grande Fratello", poi, rende la cosa ancora più surreale.

Eppure, a guardarmi intorno, trovo che non siamo in molti ad essere terrorizzati all'idea di un codice morale imposto per legge e fatto rispettare dai tribunali, e occasionalmente mi viene da chiedermi se non sono io ad aver capito male qualcosa.

31 gennaio 2007

Post di servizio


Prima di tutto una dichiarazione pubblica: o questo signore qui abilita i commenti, o prima o poi smetto di leggerlo, che non è che uno può mettersi a fare i post sul proprio blog per consigliargli cosa leggere.

Comunque, riconosco che non è bello prendersela con gli anziani, e in virtù dell'amicizia che mi lega a MMatteo per ora sospendo il boicottaggio.

Chiede cosa leggere, e proprio quando avevo trovato il consiglio perfetto, dice che sta per comprare l'opera omnia di Carofiglio, fregandomi sul tempo. Mi salvo in corner consigliandogli Alicia Gimènez-Bartlett, Messaggeri dell'oscurità, stesso editore (Sellerio), e se legge l'inglese (che le traduzioni sono a dir poco povere, dove pure esistono) Good Omens di Terry Pratchett e Neil Gaiman e, soprattutto se conosce Londra come credo, Neverwhere, di Neil Gaiman (quest'ultimo lo consiglio a chiunque ami Londra, veramente). Sospetto che il resto delle mie letture lo interessi quanto interessa ai miei gatti - se così non fosse, si procuri (meglio in inglese, ma molto è stato tradotto) tutto il ciclo della Culture di Iain M. Banks: Consider Phlebas, Excession, The Player of Games, Use of Weapons, Look to Windward.

30 gennaio 2007

Mondi virtuali


Poco più di un mese fa mi é capitato di dare una mano ad una persona conosciuta attraverso un forum. Aveva un problema con delle patch al kernel di Linux, un problema in cui tempo fa mi ero imbattuto e su cui avevo lavorato non poco (come nella migliore tradizione delle multinazionali, il progetto era stato abbandonato 2 giorni dopo che ero riuscito a mettere insieme una soluzione) - gli ho passato quel che ho potuto recuperare dei miei dati e delle mie informazioni, e a quanto pare ne ha tratto beneficio.

Circa una settimana dopo questa stessa persona mi ha invitato ad un Open Day che la sua compagnia ha organizzato per incontrare, e nel caso selezionare, potenziali nuovi impiegati. Non ci sono andato, nonostante questa persona mi avesse promesso per lo meno di arrivare ad un colloquio alla fine dell'open day - primo, perché in realtà non ritengo di avere le capacità per lavorare con loro (reclutano gente che viene, per dire, dalla NASA, dal Livermore e così via), e secondo perché la sede della compagnia é a Los Angeles, io non intendo andare a fare il servo della gleba col sistema della Green Card e comunque Mrs. Inminoranza piuttosto mette il burqa e va a vivere fra i talebani.

Diranno i miei tre lettori, ma a noi cosa ce ne frega? T'hanno invitato ad un colloquio, non ci sei andato, mo' vuoi una medaglia?

L'obiezione é lecita. Il fatto é che l'invito m'ha fatto scoprire un pezzo del Web 2.0 (o magari 3.0) della cui esistenza ero in qualche modo al corrente, ma a cui non mi ero mai avvicinato - grave per uno che fa il mio mestiere, lo riconosco, ma temo di essere tutto sommato un dinosauro, mi sto ancora riprendendo dallo choc delle interfacce grafiche e ogni tanto sono tentato di lasciar perdere Firefox per usare wget e leggere direttamente il sorgente html... ma non divaghiamo. Questo pezzo dell'Interweb é quello dei MMORPG - gli universi interattivi online in cui migliaia di persone vanno in giro, fanno cose, vedono gente... [cit] e ovviamente, siccome la serendipità continua a regolare la mia vita, altri blog hanno cominciato a parlarne proprio mentre io mi chiedevo se unirmi o meno al coro.

Per la precisione, ho scoperto SecondLife, e ne sono rimasto affascinato. A differenza dei normali MMORPG, in cui il ciclo di azione é tutto sommato definito - crea personaggio; ammazza mostro; sali di livello; ammazza mostro più potente; trova bottino; sali ancora di livello; ad libitum... - SecondLife é, o cerca di essere, esattamente quell che il nome dice: una simulazione in cui i personaggi (avatar) fanno più o meno quel che gli pare. Non ci sono regole, ambientazioni predefiniti, scopi. Non si vince - cosa che, ho scoperto, fa scazzare più di un nuovo utente.

Eppure proprio per questa mancanza di uno scopo predefinito, SecondLife riesce a creare un ambiente ricchissimo di possibilità, col solo espediente di lasciare campo libero a qualunque idea. LindenLabs, la compagnia che ha creato il sistema (s'incazzano se qualcuno lo chiama gioco) ha stabilito poche regole di base, creato una valuta (i Linden Dollars) e messo a disposizione la terra virtuale. Il resto sta ai residenti.

E' difficile anche solo decidere da dove cominciare a descrivere questo mondo. Ci sono aneddoti a sufficienza da riempire un libro - dalla ragazza anoressica che é uscita dal problema creandosi un avatar e facendolo gradualmente dimagrire fino a ridurlo ad una specie di scheletro - cosicché adesso é una ragazza normale con un avatar anoressico - alla ditta che sta tenedo i corsi per i propri clienti in un palazzo virtuale, dalla IBM che ha praticamente creato un arcipelago enorme e lo usa per i propri meeting, allo stuolo di maschi frustrati americani che hanno ricreato il continente fantasy di Gor, in cui le donne hanno la forza di un bambino di 10 anni, la loro condizione normale é quella di schiave e la violenza sessuale é una delle forme di interazione sociale più comuni; il problema é che elencare aneddoti non descrive il mondo e la sua complessità.

Si potrebbe parlare di soldi, del fatto che SecondLife sta vivendo un'esplosione imprenditoriale difficile da misurare, con un'economia vivissima in cui ogni giorno centinaia di milioni di Linden Dollars cambiano di mano (e con un cambio di 270 L$ per un dollaro americano, questo significa che i l volume quotidiano degli scambi si aggira sul milione di dollari) - ma questo é fuorviante, ed ha attratto migliaia di persone per i motivi sbagliati: perché se é vero che la famosa Anshe Chung ha guadagnato un milione di US$, é anche vero che questi dollari sono tuttora virtuali, e che se Ailin Graef, la donna dietro ad Anshe Chung, cercasse di vendere i suoi 300 milioni di L$ tutti d'un colpo, il risultato sarebbe probabilmente un collasso dell'indice LindeX ed un crollo del valore dei Linden Dollars. In altre parole, come nella famosa storiella, potete diventare miliardari su SecondLife, ma solo nel senso che vi troverete in mano un cane che vale un miliardo: e se cercate di venderlo, al massimo potrete scambiarlo per due gatti da cinquecento milioni (e sento già le voci levarsi: é una truffa, é una truffa - può darsi, ma non più di quanto lo fosse il mercato immobiliare di Tokyo).

Potrei parlare degli ovvi paragoni letterari: con il cyberspazio di William Gibson, con la Strada di Snow Crash - il romanzo che, dopotutto, ha dichiaratamente ispirato i creatori di SecondLife; ma anche questi paragoni sono in qualche misura forzati, o almeno molto incompleti, se non altro perché il cyberspazio di Gibson non é un elemento a sé stante, ma é parte di una società distopica da cui viene in qualche maniera definito, e che a sua volta contribuisce a definire la società, mentre la Strada é, semmai, ciò che SecondLife potrà essere fra dieci anni, quando la sua situazione si sarà stabilizzata e tutti i grossi attori dell'economia mondiale se ne saranno ritagliati uno spazio - allo stesso modo in cui Internet si é evoluta negli ultimi 10 anni.

No, se trovo SecondLife affascinante non é per gli aneddoti, per i soldi, o per i romanzi, o meglio, questi tre aspetti non sono che sfaccettature, io credo, di una realtà più basilare: in qualche modo, più per fortuna ed accidente che per precisa volontà, la società di SecondLife si sta evolvendo allo stesso modo, e secondo le stesse linee, in cui si sono evolute molte società di frontiera. Non esistono in SecondLife leggi e norme che regolino la maggior parte delle interazioni fra giocatori; non ci sono tasse se non quelle sul possesso di terreni; reati come le truffe sono talmente difficili da punire che nella maggior parte dei casi LindenLabs neanche ci prova, o quando lo fa interviene con una mano pesante che fa più danni dei truffatori stessi; il comportamento violento, distruttivo o vandalico é anch'esso talmente difficile da punire istituzionalmente che nella maggior parte dei casi i residenti preferiscono difendersi da soli; e come in ogni società di frontiera che si rispetti, i quattro mercati più ricchi sono, nell'ordine, quelli delle proprietà terriere, del gioco d'azzardo, della prostituzione e delle armi.

SecondLife é sicuramente un esperimento tecnologico affascinante, il primo passo verso qualcosa che possiamo solo immaginare con difficoltà; ma prima di tutto questo, é un fantastico esperimento sociale, in cui é possibile con un po' di sforzo intravedere alcuni dei meccanismi di base che portano allo sviluppo di società ordinate attraverso l'auto-organizzazione, senza imposizione dall'alto. Rousseau avrebbe probabilmente dato via la madre ai cannibali per poter studiare questo fenomeno in prima persona.

Se solo non fosse così inesorabilmente palloso starci dentro...

26 gennaio 2007

Invidia


Quando ce l'avrò, io, un blog ad personam?

25 gennaio 2007

Poligamia


Segnalo, dalla nuova consulente co.co.co. di questo blog, un post sui benefici della poligamia.

23 gennaio 2007

Diritti dei lavoratori


Iniziamo subito facendo le scuse per la prolungata assenza a tutti e tre i miei lettori. Problemi e pressioni di lavoro, di salute e di colloqui di lavoro hanno contribuito all'inattività prolungata di questo blog.

C'é un'infinità di cose di cui sarebbe il caso di parlare, dalla ministra dell'istruzione che manda il figlio ad una scuola privata al sistema d'istruzione a due velocità, da Hillary e Segoléne candidate allo spam nei commenti, ma vorrei cominciare con una cosina piccola piccola che con ogni probabilità non é neanche arrivata in Italia.

Iniziamo da una domanda generale: dove cominciano e finiscono i diritti dei lavoratori? Ognuno ha diritto al lavoro, non si discute. Il problema é, ognuno ha diritto a fare qualsiasi lavoro? Ho diritto a fare il pilota d'aerei se soffro di vertigini? Ho diritto a fare il chirurgo se soffro di deficit d'attenzione? Ho diritto, in generale, a fare un lavoro per il quale non solo non sono qualificato, ma ho degli impedimenti fisici o morali che mi impediscono di svolgere le mie funzioni? E' onesto che mi candidi a svolgere un simile lavoro? E se la risposta é sì vorrei sapere, che ne pensate di questo scenario qui?

Attenzione, qui stiamo parlando di condizioni preesistenti: se fai lo scaricatore e ti viene un'ernia, o hai un incidente e non puoi più sollevare pesi, non é giusto che ti si metta in mezzo ad una strada - deve esistere un sistema di ammortizzatori che ti permetta di ricevere una pensione almeno temporanea, che ti paghi la riqualificazione e così via. Io sto parlando di chi si fa assumere per un lavoro ed il primo giorno di lavoro dichiara di non poter svolgere i compiti che quel lavoro comporta, a causa di impedimenti fisici, morali o religiosi.

Lo chiedo perché é notizia di pochi giorni fa che una poliziotta musulmana, finita l'accademia e conseguito l'ambito distintivo, si sia rifiutata di stringere la mano al capo della polizia che glielo consegnava. Motivazione? Una donna musulmana, dice lei, non può avere alcun contatto fisico con un uomo che non sia un parente stretto o il marito. Mai. Neanche con i guanti.

In altre parole questa persona ha mentito scientemente, quando ha chiesto di diventare poliziotta, perché già sapeva che non poteva svolgere le mansioni che il lavoro di poliziotto comporta. Non può arrestare uomini. Non può prestare pronto soccorso a membri del pubblico che abbiano avuto un malore o abbiano subito un'aggressione, o a colleghi feriti. Non può fare una qualsiasi delle mille cose che una poliziotta deve fare che comportano contatto fisico con altre persone - se quelle persone sono uomini. Ah, e ovviamente non può lavorare con unità cinofile (che qui sono comunissime e presenti, ad esempio, in ogni caso di furto in appartamento), perché i cani sono impuri. E' il 50% di una poliziotta, o meno, ma prende il 100% di stipendio.

Dovesse capitare da queste parti Dacia, mi interessa davvero la sua opinione - come donna, musulmana ed ex-poliziotta.

P.S. Tanto per capirci - ho la stessa opinione dei ginecologi obiettori. Capisco quelli che si trovavano a fare i ginecologi quando é passata la legge sull'aborto. Capisco anche quelli che fanno finta di essere obiettori e praticano aborti in clinica privata ("le puttane ci sarebbero, sono i soldi che mancano"). Capisco meno quelli che vanno a fare i ginecologi sapendo benissimo che non intendono fare parte del lavoro per cui sono pagati ma prendono lo stesso uno stipendio pieno.

P.P.S. Per chi non ha ancora capito: col servizio di leva, l'obiezione di coscienza ha senso. Se invece parti volontario e ti dichiari obiettore quando arrivi in caserma, o sei cretino, o stai pigliando per il culo o speri di papparti un anno di stipendio senza fare un tubo.

16 gennaio 2007

La ballerina del BNP


Tanto scandalo e clamore perché salta fuori che una persona il cui attributo fisico più importante, diciamocelo, sono i piedi, é una deficiente iscritta ad un partito neonazista.

A Simone Clarke é stato chiesto, fin dall'infanzia, di stare sulle punte a stomaco vuoto; non di leggere il manifesto politico di un partito e rendersi conto che chiede la deportazione forzata dell'uomo con cui convive e di eventuali figli che dovessero derivare dalla loro unione, la messa fuorilegge delle coppie miste (come quella di cui é fisicamente la metà ed intellettualmente, con ogni probabilità, il 5%) e l'istituzionalizzazione del razzismo con l'introduzione di diritti separati non per gli immigrati ma per gli stessi cittadini britannici in base alla "purezza del sangue".

Non si chiede a Rita Levi Montalcini o a Margherita Hack di avere un fisico da modella o di saper fare la morte del cigno, non vedo perché si debba pretendere da Simone Clarke o in generale dagli iscritti al BNP la presenza e l'uso di lobi frontali. Ad ognuno il suo.

E finiamola con questo casino, per carità. Non c'é niente di più grottesco di un partito di picchiatori fascisti a cui viene data l'occasione di passare per vittima perseguitata.

14 gennaio 2007

Habemus paper


Dopo due anni di revisioni, correzioni, rimbalzi, discussioni, Forestry, della Oxford University Press, ha finalmente mandato in pubblicazione un articolo tratto dal lavoro per la tesi di Master in Forestry Management and Conservation di Mrs. Inminoranza. Appena ho il link per l'abstract lo mando in giro.


13 gennaio 2007

Dodici idee sballate


Le dodici peggiori idee che rovineranno la vita di molta gente nel 2007, da Open Democracy.

Le mie preferite sono la 1, 2, 3, 7 e 8.

Hat tip: Fisking Central (che non poteva esimersi, come da nome, dal trovare almeno un errore), via Pootergeek e Norm.

Il nemico del nemico del nemico del nemico...


Non invidio gli etologi. Già capire i processi mentali alla base del comportamento umano certe volte mi dà l'emicrania, posso solo immaginare cosa succederebbe se dovessi cercare di interpretare, invece, l'annusarsi le parti basse dei cani, o il rizzare la coda dei gatti, o lo schiaffeggiarsi ripetutamente con un merluzzo delle foche (credo). Prendi l'Etiopia, per esempio.

Un annetto fa il governo etiope ha deciso che voleva imporre il copyright sui nomi delle varietà di caffè originarie del suo territorio ed ottenere il pagamento di diritti sull'uso a qualunque titolo di questi nomi, rivolgendosi per questo alle odiate organizzazioni internazionali per la protezione della proprietà intellettuale, quelle fra l'altro che hanno fatto chiudere Napster e contro cui (giustamente) si scaglia Naomi Klein col "popolo di No Logo" - quelle che brevettano marchi, canzoni, opere d'arte, geni umani e insetti creati in laboratorio. E il popolo di No Logo, prevedibilmente, è insorto. Un po' meno prevedibilmente, è insorto contro Starbucks e gli altri che si erano opposti all'imposizione del copyright, ed in favore del governo etiope e dell'imposizione del copyright. Abbiamo, in quest'anno, scoperto che l'opposizione a loghi, trademark, copyright, non era un'opposizione di principio, filosofica, ma era semplicemente dovuta al fatto che loghi, trademark e copyright sono in generale detenuti da gente che al popolo di No Logo sta un po' sul cazzo: un po' come se io fossi andato a manifestare per la chiusura degli ospedali e l'abolizione della medicina quando Pinochet ha avuto un infarto.

Interessante notare fra l'altro come la cattiveria di Starbucks & Co. venga sottolineata mettendo in evidenza che quest'imposizione del copyright, ed il pagamento di diritti al governo etiope, avrebbe permesso una miglior ridistribuzione dei profitti agli agricoltori, l'introduzione di programmi sociali e via dicendo. Praticamente sembrava che il governo norvegese o svedese fosse andato in vacanza in Etiopia ed avesse assunto il governo del Paese: ma del resto, il governo etiope si opponeva a Starbucks, multinazionale (orrore!) americana (orrore!) globalizzatrice (anatema!), e come tutti sanno, il nemico del mio nemico è mio amico, mio fratello, mio alleato per sempre contro l'Impero del Male.

Spostandoci un attimo più a sud (e qui rischio di attirarmi gli strali di Dacia Valent), in Somalia durante l'ultimo anno ha cominciato ad emergere una cosca vincente nella lotta fra delinquenti assortiti per il controllo del Paese; una cosca non migliore delle altre, diciamolo subito, che stava assumento il controllo per il semplice motivo che, a differenza di tutte le altre, non era organizzata su base tribale/di clan ma religiosa, e quindi non precludeva a nessuno la possibilità di stare dalla parte del vincitore, mentre tutte le altre cosche promettevano, in caso di vittoria, peste, corna e gambizzazioni agli appartenenti ad altri clan.

Certo si trattava di fondamentalisti religiosi, ma, com'è il caso dell'Iran, se alla gente del posto sta bene una teocrazia, che se la godano tutta - e come è successo per i Talebani in Afghanistan, questi qui offrivano almeno la possibilità di un minimo di pace, della fine di una guerra civile atroce quanto insensata, e quindi dovunque arrivassero venivano accolti, se non con entusiasmo, almeno con rassegnazione unita ad un minimo di speranza.

Poi le "Corti islamiche" son state furbe e si sono accattivate le simpatie di tutta l'autoproclamatasi sinistra antagonista occidentale: morte all'America, morte all'Occidente, introduzione immediata della Sharia "dura", un ministro s'è pure vantato di essere stato al comando di quelli che trascinarono i cadaveri dei Rangers americani in giro per Mogadiscio l'altra volta (dice, i Rangers erano lì per arrestare un delinquente che aveva fatto scannare una ventina di caschi blu pachistani disarmati mentre distribuivano cibo ad una fetta di popolazione che lui aveva deciso di far crepare di fame? Il discorso è troppo complicato, ha ammazzato degli americani, è un eroe, e poi gli americani, come m'insegnano Uriel e Amnesty, a Guantanamo fanno di peggio); infine, ciliegina sulla torta, avevano cominciato ad esportare la rivoluzione in Somaliland, che era diventato una repubblica autonoma e (orrore!) democratica, quindi approvata (doppio orrore!) dall'occidente; senza contare che sono riuscite a farsi accusare di ospitare terroristi di Al Qaeda, cosa che li ha resi due volte eroi in occidente, una volta perchè se gli americani accusano qualcuno di terrorismo, quel qualcuno diventa automaticamente innocente di ogni colpa, e due volte perchè comunque anche se era vero, offrivano ospitalità a gente che vede nell'occidente l'Impero del Male. Insomma, anche qui, il nemico del mio nemico è mio amico fraterno.

Le Corti islamiche hanno commesso qualche piccolo errore tattico: si sono inimicate i giovani, vietando fra le altre cose televisione, musica, alcool, e sparando a chi non rispettava il divieto, facendo qualche decina di morti fra la folla che guardava una partita dei Mondiali; hanno vietato il khat, un blando stupefacente universalmente diffuso nel Paese (fra la gioia degli stessi antagonisti europei che alle primarie col candidato senza volto si riempivano la bocca con l'antiproibizionismo) cancellando la principale fonte di reddito di una fetta significativa della popolazione, e senza offrire alcuna alternativa; per finire,
con il tentativo di esportazione della rivoluzione islamica in Kenya e Somaliland si sono inimicate tutti i vicini, e soprattutto hanno messo in allarme l'Etiopia, che si vedeva come il prossimo Paese sulla lista, una volta caduto il cuscinetto sempre più striminzito del "governo legittimo" somalo - e ad Addis Abeba si ricordavano fin troppo bene il conflitto più che decennale con la Somalia di Siad Barre.

Risultato, l'Etiopia è fraternamente intervenuta in soccorso del legittimo governo somalo ed ha invaso la Somalia. E qui, a occidente, sono cazzi. Il nemico del nemico del mio nemico, se è nemico del mio nemico, è mio amico o mio nemico? Quale Etiopia ha invaso la Somalia? Quella con un governo praticamente socialdemocratico che voleva i profitti del logo del caffè per ridistribuire il reddito fra i poveri coltivatori, o quella che ha uno dei peggiori track record di rispetto dei diritti umani, la dittatura brutale in costante conflitto con l'Eritrea e che ha appena invaso ed occupato militarmente la Somalia?

Probabilmente tutt'e due. Anche la coerenza, come la realtà, è un'invenzione del Mossad.

P.S. Tanto per capirci: io non la penso esattamente come Naomi Klein, ma credo che il sistema di brevetti e di protezione della proprietà intellettuale così come è definito adesso vada pesantemente rivisto, e soprattutto vadano rivisti i parametri che ci permettono di decidere cosa sia brevettabile e cosa no. Ed ero contrario al trademark sui caffè etiopi, sia per una questione di principio che perchè non avevo nessuna fiducia che i soldi sarebbero finiti a chi ne aveva bisogno. A chi non è d'accordo faccio solo notare che l'Etiopia è uno dei 10 Paesi più poveri del mondo, ma la sua aviazione ha aerei da combattimento migliori e più moderni di quelli in dotazione alla RAF, alla Luftwaffe e all'Aeronautica Militare Italiana.

P.P.S. No, non lo so che soluzione si potrebbe trovare per la Somalia. Non credo che le Corti islamiche, alla lunga, avrebbero dato stabilità al Paese (che rischiava di trovarsi coinvolto in una guerra su tre fronti) e non credo che i capimafia del cosiddetto "governo legittimo" siano un'opzione migliore. L'ONU è completamente screditata e gli occidentali è meglio che non ci si facciano vedere affatto. Una persona più cinica di me probabilmente direbbe che l'unica soluzione è costruirle un muro attorno e lasciare che se la vedano fra di loro; una persona più ottimista di me proporrebbe l'intervento di una forza super partes dell'Unione Africana, magari finanziata dall'ONU. Personalmente sono scettico su entrambe le opzioni.

06 gennaio 2007

Dacia


Un bel post di Dacia Valent, che a quanto pare qualunque mestiere faccia, la poliziotta, l'europarlamentare, la paladina dell'Islam italiano, non riesce ad esimersi dal suo ruolo principe, quello di rompicoglioni, di spina nel fianco di quelli che, dalla sua stessa parte, credono di poter campare di privilegi e sotterfugi.

Vale appena la pena di precisare che non la penso come lei su moltissime cose - per esempio non credo che l'affiliazione religiosa debba diventare necessariamente identità politica principale (sì, lo so, in Italia c'è stata, e all'atto pratico c'è ancora, la Democrazia Cristiana; ma questo, semmai, dovrebbe servire da esempio negativo, non da giustificazione); ciononostante consiglio la lettura dell'articolo ad almeno tre dei miei quattro lettori - il quarto s'incazza solo a sentirla nominare, quindi suppongo non ne valga la pena. Consiglio la lettura dell'articolo anche a quanti pensano all'Islam, in Italia ed altrove, come ad una specie di enorme, monolitica struttura che non prevede possibilità di critica o dissenso.

Sic semper tyrannis


Questo blog era in vacanza mentre Saddam Hussein veniva impiccato, e a distanza di giorni c'è un solo commento che posso, in coscienza, fare: pur restando contrario alla pena di morte in principio, pur contestando l'opportunità politica di uccidere Saddam in questo momento e di farne un martire, mi rifiuto, e mi rifiuterò sempre, di condannare l'esecuzione di un dittatore fascista, nazista o quant'altri.

Ben venga Norimberga. Ben venga Piazzale Loreto. E ben venga anche la corda al collo di Saddam.

P.S. Sì, la guerra all'Iraq era illegale. E con questo?