30 agosto 2006

I terroristi senza passaporto


Un complottista illustre, l'ex ambasciatore britannico in Uzbekistan, Craig Murray, ci informa che il terrorismo non esiste e che gli arrestati di un paio di settimane fa sono vittime di un oscuro complotto del Piccolo Satana Blair. La prova? Gli attentatori non avrebbero mai potuto salire su un aereo, in quanto non avevano biglietti aerei (e, come tutti sanno, Lastminute.com si chiama così perchè ci mette un mese a procurarteli, per esempio) ma soprattutto non avevano passaporti!

Questa storia è stata ovviamente ripresa a destra e a manca, tanto che ormai ogni complottista che si rispetti ha preso a chiamarli proprio così, i "terroristi senza biglietti e senza passaporto". Poco importa che alcuni avessero già registrato i loro martyrdom videos - i messaggi di rivendicazione che sono diventati ormai tradizionali in caso di attentato suicida: quelli erano solo l'espressione di un'intenzione che poteva o meno essere messa in pratica, e non vogliamo mica fare il processo alle intenzioni, no? Non avevano il passaporto, quindi non potevano salire su un volo intercontinentale, quindi è tutto un complotto, signora mia.

Chissà cosa si inventerà Mr. Murray, e cosa diranno i complottisti, adesso che ci sono un po' di informazioni in più sulla faccenda e si sa che, di 25 arrestati, DUE non avevano passaporto - ed avevano già presentato una richiesta per il rilascio accelerato. Secondo me, come per il "massacro di Jenin", il "missile sull'ambulanza", la "distruzione di Bint Jbail", continueranno semplicemente a ripetere che non avevano il passaporto. La realtà è un'invenzione del Mossad, dopotutto.

26 agosto 2006

Baffino e i terroristi


Dice Massimo D'Alema, parlando di Hezbollah in un'intervista ad Haaretz, che "Un'organizzazione che ha 35 membri in Parlamento e tre ministri non può essere descritta solo come un gruppo terroristico". Sarà il caso di ricordare a Massimino che la mafia e la camorra hanno ben più di 35 membri in Parlamento ed hanno avuto parecchi ministri e, dicono i maligni, finanche qualche Presidente del Consiglio?

Cow Tze Tung


Un'animazione surreale sulla rivoluzione delle mucche: Cows with Guns.

17 agosto 2006

Frase celebre


...o che dovrebbe esserlo, visto che spiega meglio di qualunque trattato di sociologia la condizione maschile praticamente dai primi ominidi fino ai giorni nostri:

"Avere i testicoli significa essere costretti a passare tutta la vita appiccicati allo scemo del villaggio"

Da qui.

E visto che, essendo in partenza per un breve supplemento di vacanza, sono troppo pigro per scrivere un vero post, approfitto per consigliare un giro su un blog recentemente aggiunto ai link, e in particolare la lettura di questo post. Vorrei saper descrivere le cose altrettanto bene.

16 agosto 2006

5 minuti di barbarie


Di questo post domani mattina me ne vergognerò. Sono perfettamente cosciente che esprime sentimenti indegni di una persona del 21mo secolo che voglia dirsi in qualche modo progressista e di sinistra, eppure non posso fare a meno di scriverlo.

Trovo inaccettabile, indegno, persino, che gente come Herbert Kappler, Alfredo Stroessner, Pol Pot o Augusto Pinochet sia morta o morirà nel proprio letto. Lo vivo come uno sbilanciamento di quella superiore giustizia in cui non credo ma che sono stato ugualmente educato ad aspettarmi dall'universo.

I miei tre lettori possono anche risparmiarsi il fastidio di citarmi il Beccaria. Lo so, lo so. Ho bisogno di una vacanza, sono un po' stanco e ho lavorato troppo, tutto quello che volete, ma mi sembra ancora una cosa inaccettabile.

Integrazione


Arriva da Dublino l'interessante proposta dell'arcivescovo Diarmuid Martin, per ridurre gli odi fra le comunità e facilitare la riappacificazione della minoranza cattolica dell'Ulster. In sostanza, si tratterebbe di introdurre una legislazione separata per i cattolici, o meglio, di demandare l'amministrazione della giustizia (almeno della giustizia civile in prima battuta) a tribunali ecclesiastici, nominati dalle diocesi e sottoposti ad ispezioni dal Vaticano, che si occuperebbero ad esempio di questioni come omosessualità, divorzio, aborto, vietandoli all'interno della comunità cattolica senza per questo andare a ledere i diritti della maggioranza protestante.

Dice giustamente sua Eminenza:

In Scozia hanno una legge separata [si riferisce alla legislazione introdotta con la Devolution]. Questo non significa che non facciano parte del Regno Unito. Tutto quello che chiediamo è che all'interno della nostra comunità questioni riguardanti la famiglia ed il matrimonio vengano regolate dalla legge ecclesiastica. Siamo disposti a cooperare, ma come partner. Se loro mostrano di comprendere i nostri problemi, anche noi, poi, comprenderemo i loro.

Diversi opinionisti hanno commentato che questo, assieme a scuole separate e a quartieri in cui anche gli esercizi commerciali sottostanno rigidamente alla legge ecclesiastica, potrebbe essere un primo, significativo passo verso l'integrazione fra le due comunità.

UPDATE: no, non è il primo aprile, ma non sono del tutto serio.

14 agosto 2006

Delitti d'onore


A quanto pare il padre e presunto assassino di Hina Saleem è stato arrestato o si è costituito a poca distanza dal paese dove abitava e dove la figlia è stata assassinata.

Non so quali siano le statistiche dei delitti d'onore in Italia; qui si viaggia intorno alle decine di donne uccise ogni anno - e a queste vittime bisogna aggiungere quelle sfigurate con l'acido e i parenti uccisi per delitto d'onore trasversale, soprattutto padri e fratelli colpevoli, di solito, di non aver costretto la ragazza ad accettare il matrimonio combinato offertole.

Senza neanche andare a leggere newsgroups e blog, sono certo che innumerevoli imbecilli staranno già compilando una lista di passi del Corano e degli Hadith usati dagli assassini come giustificazione; sono supremamente ignorante in fatto di religione, e pertanto non proverò neanche a confutare quei passi uno per uno, o a citare in risposta analoghi passi della bibbia che questo o quel demente ha usato (ed usa tuttora, nel caso delle milizie americane) per l'occasionale coon hunt (q.v.) o uccisione di giornalista ebreo. Non mi interessa una discussione teologica, anche perché sono certo che i miei interlocutori sarebbero ignoranti almeno quanto me e so che, vista dall'esterno, una discussione fra perfetti ignoranti su questioni così delicate oscilla immancabilmente fra l'esilarante e il patetico.

Voglio limitarmi invece a ragionare un attimo sui numeri: in questo Paese vivono qualcosa come due milioni di musulmani; se il delitto d'onore fosse veramente imposto dalla religione per cose come la non-accettazione di un matrimonio combinato, o una relazione con un "infedele", bisognerebbe allargare i tombini delle strade per far defluire il sangue.

Vale poi appena la pena di notare che il delitto d'onore non è certo un'invenzione dell'Islam (dove anzi è quasi certamente un concetto importato, come l'infibulazione): il codice penale italiano l'ha rimosso come attenuante generica in tempi estremamente recenti, e film come La ragazza con la pistola (ambientato, guarda caso, in UK) fanno ancora parte della nostra cultura; e nessuno si sognava di accusare il cristianesimo, la sua ossessione sulla repressione sessuale, la sessuofobia del magistero cattolico, di essere la causa prima scatenante dei delitti d'onore siciliani e meridionali in genere.

La religione è una scusa, non la causa, dei delitti d'onore. La vera causa è, come sempre, il potere. È una cultura maschilista e repressiva che ha tenuto per secoli sotto il proprio ferreo controllo il corpo e la vita stessa delle donne. Ogni famiglia ha rappresentato per generazioni su generazioni un piccolo impero in cui la parola del padre-patriarca era legge, in cui le figlie e le donne erano proprietà, in cui i matrimoni si contrattavano con le stesse tecniche, e lo stesso acume finanziario, della compravendita del bestiame - in generale, anche con la stessa considerazione per i desideri del bestiame. I padri dettavano legge; i fratelli facevano rispettare la legge; le donne subivano la legge.

Il contatto con una società diversa - una società in cui, più che altro per fortuna, alcune forme estreme di repressione sono state abbandonate - mette idee in testa alle donne, mina alla base il potere del patriarca, e il potere reagisce come ha sempre reagito quando è stato minacciato da un cambiamento che non capiva: con la violenza omicida. Succedeva nelle famiglie meridionali che emigravano al Nord, o in Germania o in Inghilterra; succede nelle famiglie pachistane (ma anche africane - e cristiane) che emigrano in Europa; succede (mi dicono) nelle famiglie che si spostano da Paesi più repressivi a Paesi più modernizzati del Nordafrica o della penisola araba. Cambiano al limite le giustificazioni per la violenza omicida, cambia il libro sacro da cui viene tratto il versetto che impone l'uccisione della figlia; non cambia la tragica futilità di un assassinio come quello di Brescia.

11 agosto 2006

Terze vie


O con noi o con loro. O Bush o Bin Laden. O Pat Robertson o Ali Khamenei. O Tsahal o Hezbollah. E se invece non fosse necessariamente così?

(qui il documento in italiano)

10 agosto 2006

Allarme terrorismo?


Secondo post in risposta ad una richiesta nei commenti, riguardo agli arresti di stanotte e alla cancellazione dei voli da Heathrow.

L'aria che si respira a Londra è del tutto normale, almeno per quel che ho potuto vedere oggi. Passando in bicicletta per diversi quartieri di Londra, andando al mercato di Leadenhall per pranzo, passando anche davanti alla moschea di Finsbury Park, che era fino ad un paio d'anni fa un importante centro di reclutamento per gli integralisti, non ho visto un solo poliziotto. Parlando con i colleghi, e guardando i servizi in televisione, sembra che il grosso dell'irritazione sia riservata alle compagnie aeree che hanno dato pochissime informazioni ai passeggeri.

Non è facile per una persona tastare il polso di una città come Londra, ma onestamente se non avessi visto le notizie in TV non mi sarei reso conto di nulla giudicando dal volume di traffico, dalla presenza di polizia o dal flusso di persone da e verso le stazioni della metropolitana; o, se è per questo, dalla presenza di polizia davanti a moschee e sinagoghe.

Link


Approfitto di una domanda fattami nei commenti per spiegare un paio di cose sui link qui a sinistra.

Quei link non sono qui perchè io condivido al 100% (a volte neanche al 10%) i loro contenuti. Sono qui perchè sono interessanti. Sono qui, spesso, nonostante i loro autori esprimano occasionalmente idee che trovo aberranti. Sono qui soprattutto perchè sono intelligenti, generalmente onesti, e non pensano per slogan ma ragionano su quello che scrivono - anche quando scrivono quelle che a me sembrano cazzate, ed anche quando il loro coinvolgimento emotivo negli eventi diventa così violento da far loro perdere il senso della misura e da far loro scrivere cose di cui, magari, fra un anno o due, si vergogneranno (se non altro perchè assomigliano a traduzioni dei Turner Diaries, Dacia - anche se capisco la rabbia che ti ha fatto scrivere quelle cose).

Mi serve una mano


Non sono troppo orgoglioso per ammetterlo: sono a corto di idee. Chiedo quindi aiuto ad entrambi i miei lettori (anzi, a tutti e tre: abbiamo avuto un aumento del 50% confermatomi via email), perchè mi forniscano qualche lume sugli eventi della scorsa notte e di stamattina.

Che tipo di complotto c'è dietro all'arresto di 20 persone che preparavano una serie di (presunti) attentati? Erano veri attentati, e quindi giustificati dal fatto che gli aerei americani che portano armi a Israele fanno scalo a Prestwick? Oppure è tutta una finta volta a sviare l'attenzione del pubblico dalla partecipazione inglese alla guerra in Libano? (dice, quale partecipazione? Mah, una cosa si trova). Oppure per distrarre l'attenzione dall'opposizione britannica a qualunque risoluzione pro-Hezbollah? O magari servono per un futuro casus belli, inventandosi un improbabile collegamento fra questi attentatori e la Siria o l'Iran? Oppure magari stanno facendo 'sta cosa semplicemente per tenersi in esercizio e varare ulteriori leggi liberticide come quella che vieta di finanziare gruppi di terroristi stranieri?

Non lo sapremo mai, o meglio, lo sapremo solo col senno di poi. Sono sicuro che almeno uno di loro stava in affitto in un appartamento di proprietà di qualcuno che negli ultimi 3 anni è stato in vacanza da qualche parte nel Mediterraneo, il che punterebbe chiaramente il dito verso Israele. D'altra parte, non ci sono dubbi che almeno uno di loro festeggia il compleanno in Maggio - quinto mese dell'anno, e il cinque, come tutti sanno (come anche il tre, il sette, il due, il nove, il quattro, il dieci, il sei, l'undici, l'otto e il dodici) è un numero di particolare importanza mistica per gli Illuminati e i loro discendenti Bildeberger, e che per lo meno un altro (e forse, secondo i primi rapporti, più d'uno) ha vissuto per molto tempo a Londra - sede, come tutti sanno, sia del governo inglese che di tutte le agenzie di spionaggio e controspionaggio di Gran Bretagna, nonchè residenza sia della regina (legata anche lei ai Bildeberger) che di Tony Blair: coincidenza? Non credo proprio!

Se avete altre idee, siete i benvenuti: i complotti non sono mai abbastanza. E non preoccupatevi di fornire complotti in contraddizione con i miei: la coerenza è un'invenzione del Mossad.

09 agosto 2006

Is it real or is it Reuters?


Una disamina (in inglese) delle troppe foto falsificate/alterate nella copertura della guerra in Libano dai fotografi Reuters e in generale dai media occidentali, su Zombietime, un blog conservatore americano.

Una sola precisazione - io non credo a nessuna delle spiegazioni offerte dall'autore sui motivi. Le spiegazioni risentono eccessivamente dei pregiudizi, tipici di certa destra americana, contro la stampa liberal: una versione anglosassone del complotto comunista dei giornalisti che fraintendono Berlusconi. In realtà l'idea che Reuters - un'agenzia che è prima di tutto un aggregatore di dati finanziari e informazioni di borsa - sia in qualche modo ideologicamente vicina a Hezbollah è abbastanza risibile al di fuori dei circoli cospirazionisti più estremi.

Credo che la spiegazione sia molto più semplice - il pubblico occidentale, che poi è quello pagante, vuole sentire notizie che siano in linea con quella che ormai è diventata la sua visione del conflitto mediorientale: Israele cattivo, palestinesi buoni (tipo, in Italia, mi dicono, il "massacro di Jenin" è tuttora un articolo di fede), "resistenza" libanese che si difende alla meglio, cattivo esercito israeliano che fa vittime civili.

Un articolo con foto di ragazzini israeliani morti non fa audience; uno con foto di bambini libanesi, invece, vende. Il lavoro dei giornalisti, oggi, non è riportare gli eventi, ma più semplicemente dire al pubblico le cose che questo vuole sentirsi dire, inframmezzandole con messaggi pubblicitari o con sottili suggerimenti che, lentamente, ne reindirizzano il gusto - e se il pubblico vuole sentirsi dire che gli israeliani mirano a vedove e orfani, chi sono mai i giornalisti per contraddirlo?

Che tipo di ateo sei?


Grazie ad Hak Mao, un test molto carino: che tipo di umanista sei? Questo è il mio risultato (l'ho detto che il mio modello era Louis Renault, no?):

Haymaker




You are one of life's enjoyers, determined to get the most you can out of your brief spell on Earth. Probably what first attracted you to atheism was the prospect of liberation from the Ten Commandments, few of which are compatible with a life of pleasure. You play hard and work quite hard, have a strong sense of loyalty and a relaxed but consistent approach to your philosophy.

You can't see the point of abstract principles and probably wouldn't lay down your life for a concept though you might for a friend. Something of a champagne humanist, you admire George Bernard Shaw for his cheerful agnosticism and pursuit of sensual rewards and your Hollywood hero is Marlon Brando, who was beautiful, irascible and aimed for goodness in his own tortured way.

Sometimes you might be tempted to allow your own pleasures to take precedence over your ethics. But everyone is striving for that elusive balance between the good and the happy life. You'd probably open another bottle and say there's no contest.

What kind of humanist are you? Click here to find out.

08 agosto 2006

Beata ingenuità


Mia moglie mi segnala un blog inglese (EUreferendum) che ha postato una disamina delle manipolazioni dei media in Libano. Le ho fatto notare che quell'articolo è in effetti interessante, ma che sarebbe il caso di prendere quello che scrive cum grano salis, perchè, insomma, gli autori sono fasci mica da ridere (appartengono ad un piccolo gruppo di fuoriusciti che criticano i Tories da destra)

Mia moglie, santa donna, che ha abbandonato la politica attiva ormai da qualche anno, mi fa, "Ma come, fasci? Difendono Israele e ne danno in testa ai fascisti di Hezbollah! Stiamo parlando delle stesse persone?"

Per quelli affetti, come lei, da queste forme di beata ingenuità, propongo all'ed. Bignami questa

Breve guida alla moderna politica italiana/europea:

in favore di milizie razziste, teocratiche, che fanno video propagandistici col saluto romano e il salto nel cerchio di fuoco; di neonazisti americani come Alex Jones; della pena di morte per gli omosessuali e le ragazzine stuprate: sinistra

in favore della democrazia, dei diritti umani, del femminismo, della laicità: destra

P.S. Uno che non capisce c'è sempre, quindi sarà il caso di dirlo esplicitamente - fino a 2 elezioni fa ho votato Rifondazione, stavolta ho votato l'Unione perchè all'estero non c'era altro, ritengo che il posto adatto per Berlusconi, Feltri e i loro simili sia in una miniera di salgemma (a lavorare, mica sepolti: sarebbe troppo comodo) e l'unico immigrato che non mi dispiacerebbe deportare dall'Italia è Ratzinger. Per questo preciso motivo trovo particolarmente vergognoso che chi dovrebbe rappresentarmi stia lì a bearsi del saluto romano dei miliziani di Hezbollah e dia del fascista a chi protesta per le torture nelle carceri iraniane.

Oi Dialogoi


"Sei favorevole alla soluzione Due Popoli, Due Stati?"

"La accetterei, ma il diritto al ritorno dei palestinesi?"

"Se ne può discutere, il 'ritorno' per molti sarebbe comunque in posti dove vivevano i loro nonni - la comunità internazionale si può fare carico della spesa per una soluzione alternativa con una frazione di quanto costa l'UNHCR. Sei favorevole alla soluzione Due Popoli, Due Stati?"

"La accetterei, ma, e il muro?"

"Una volta accettata la soluzione, e posto fine al terrorismo, il muro non serve più. Sei favorevole alla soluzione Due Popoli, Due Stati?"

"La accetterei, ma i palestinesi in Libano, Giordania, Arabia Saudita?"

"I loro sedicenti fratelli arabi possono anche dare una mano invece di negare loro i diritti di base. Sei favorevole alla soluzione Due Popoli, Due Stati?"

"La accetterei, ma sembra una soluzione razzista! L'apartheid!"

"Gli odi sono talmente incancreniti che insieme non possono, nè vogliono, vivere. Sei favorevole alla soluzione Due Popoli, Due Stati?

"La accetterei, ma, e gli insediamenti?"

"Gli insediamenti si rimuovono, Sharon e Olmert hanno mostrato a Gaza che sono disposti a farlo. Sei favorevole alla soluzione Due Popoli, Due Stati?"

"La accetterei, ma il territorio concesso non rispecchia la risoluzione ONU del 1948!"

"A non accettare la risoluzione sono stati in primis gli arabi e i palestinesi. Oggi la situazione si è cristallizzata e anche l'ONU riconosce che la risoluzione del 1948 non è applicabile. Ovviamente nell'ambito della soluzione, i dettagli sui confini si possono e si devono negoziare. Sei favorevole alla soluzione Due Popoli, Due Stati?"

"No. Solo una pace giusta ed equa è accettabile: morte all'oppressore sionista!"

"Mavaffanculo" (*)

"Nazista! Assassino! Guerrafondaio!"

* Questo non è un blog per famiglie

07 agosto 2006

Tignoso? Sì, grazie


Una delle bufale più accreditate fra i complottisti dell'11 settembre è che i nomi dei terroristi non figurano affatto nell'elenco dei passeggeri dei vari voli. Come per la storia che "non c'erano ebrei nelle TT", è una di quelle bufale che devono solo esser dette per essere credute: nessuno dei "credenti" ha mai controllato, nessuno ritiene di dover controllare, ed ormai è una verità talmente data per scontata da essere generalmente menzionata en passant nelle discussioni (come del resto quella di Hamid Karzai consulente di Unocal, ma questo è un altro discorso).

I fatti però stanno diversamente: questo è uno degli atti del processo Mussaoui, l'elenco dei passeggeri del volo 93. Prego notare i nomi alle righe 2,3,4 e 26 e confrontare con la lista dei dirottatori pubblicata dall'FBI.

Sto pensando seriamente di farmi un login su qualche forum complottista e cominciare a sparare qualche bufala veramente fuori dal mondo, per vedere quanta strada fa e se viene mai confutata. Non so, che Osama bin Laden in realtà è ebreo, che ci sono sei testimoni (sempre inventarsi un numero preciso completamente alla cazzo: rende la bufala più credibile) che hanno assistito ad un duello aereo in cui un caccia della difesa aerea ne ha abbattuto un altro che cercava di abbattere il Boeing del Pentagono, che gli agenti del PNAC hanno sparso gas nervini nelle TT per uccidere i pompieri prima che questi si accorgessero delle cariche esplosive piazzate nelle fondamenta, e che i pompieri superstiti adesso soffrono di sintomi simili a quelli della sindrome della guerra del golfo.

Sono abbastanza certo che abbastanza fessi che se le bevono tutte li troverei senza problemi. E poi magari potrei farci su un documentario.

Hat tip: Screw Loose Change

04 agosto 2006

Stop the war


In risposta ad una domanda nei commenti di ieri: no, non vado alla manifestazione pacifista di domani. Non ci vado, primo, perchè ogni giorno che passa mi scopro meno pacifista, almeno nel senso che adesso è di tendenza in Europa di "pacifista senza se e senza ma"; e secondo, perchè neanche i pacifisti senza se e senza ma lo sono.

Non ci vado perchè i due leader della Stop the War Coalition, che organizza la manifestazione di domani, sono George Galloway e Andrew Murray. Nessuno dei due è un pacifista nell'accezione che essi stessi danno al termine, ed entrambi vogliono la pace, in questo momento (e lo dicono abbastanza esplicitamente) semplicemente perchè la parte che loro sostengono sta perdendo.

Per carità, intendiamoci, tutto il mondo sta facendo il tifo peggio che ai mondiali, e se un esponente del Socialist Workers' Party ed un giornalista, scrittore e sindacalista vogliono fare il tifo per un movimento fascista, razzista e teocratico in Libano (e, incidentalmente, per la tortura e decapitazione dei sindacalisti e dei comunisti in Iraq) ne hanno pieno diritto: siamo in democrazia, nonostante, viene da pensare, i loro sforzi.

In a nutshell, come si dice qui, domani alla manifestazione non ci vado perchè, a differenza degli organizzatori, io vorrei un cessate il fuoco permanente in Libano, non una tregua per fermare l'avanzata dell'oppressore sionista il cui sterminio è solo rimandato.

03 agosto 2006

Il potere delle metafore


Ci sono poche cose pericolose come un cretino davanti ad una metafora - soprattutto se si tratta di una metafora che conferma certe sue idee, appunto, già abbastanza cretine per conto loro.

Tempo fa, per esempio, m'è capitato di discutere su Usenet con uno che aveva visto un documentario tratto dal libro di Romèo Dallaire, comandante delle forze ONU in Ruanda. Scrive Dallaire, descrivendo il suo primo incontro con i capi della milizia Interahamwe, che le persone che aveva davanti smisero per un momento di essere comuni esseri umani per diventare figure demoniache, mostri con le mani ancora sporche del sangue di migliaia di innocenti - e si chiede se la sua scelta, di "stringere la mano al diavolo" per salvare altri innocenti, fosse moralmente accettabile o no. Il mio interlocutore portava questo passaggio di Dallaire come "prova" che in Ruanda c'è stata l'ultima manifestazione provata del demonio: dopotutto, Dallaire aveva scritto che quelli si erano proprio trasformati in diavoli, no? (per chi pensasse che sto esagerando, la discussione originale può essere letta qui)

Analogamente, quando Michael Scheuer scrive, in Imperial Hubris (libro che val la pena di leggere, anche se non sono minimamente d'accordo con gran parte delle sue conclusioni) che l'amministrazione Bush, a causa di incompetenza, nepotismo, conflitti di interesse, corruzione, è il miglior alleato di Al Qaeda, un sacco di cretini riportano la frase, che dopotutto viene da un ex-analista della CIA, come prova che Bush è in combutta con Al Qaeda, che Bin Laden è dunque davvero un agente della CIA e che le Torri Gemelle sono state abbattute da aerei teleguidati, esplosivi infilati nelle strutture portanti e un disgregatore romulano recuperato a Roswell nel 1946.

E che dire dell'ineffabile 911 Loose Change? Quando un testimone afferma "quel Boeing ha colpito il Pentagono come un missile cruise con le ali", gli autori (e un incredibile numero di spettatori con le capacità intellettuali di un paguro autistico) cominciano a saltare su e giù e a strillare "Ha detto missile cruise! Ha detto missile cruise! Abbiamo un testimone che ha detto missile cruise!"

Contro la stupidità, diceva Schiller, anche gli dei combattono invano. Facendo tesoro di questa perla di saggezza, cerco di evitare di spiegare agli imbecilli cos'è una metafora e come comprenderne l'uso dal contesto. Vorrei solo fare una precisazione qui, così non ci si pensa più, nel caso su questo blog, oltre ai miei due lettori abituali, ci dovesse arrivare il solito seguace del Profeta Giulietto Chiesa: se dovesse capitarmi di scrivere "ho preso la bicicletta e sono partito a razzo", non significa, sia detto una volta per tutte, che mi uscivano fiamme dal culo; e se dovessi scrivere "mi sono addoremntato come un sasso" non vuol dire che qualche misterioso processo chimico ha sostituito tutto il carbonio nel mio organismo con del silicio. È complicato da spiegare, ma credetemi, è così.

02 agosto 2006

Sbuonpensiero


La Gay Police Association ha commesso, pare, un faith crime per cui è stata messa sotto investigazione. Ha infatti pubblicato un annuncio a pagamento su alcuni giornali in cui informava che il numero di reati omofobi, quasi tutti ispirati dall'estremismo religioso, è cresciuto di quasi il 75%. Disgraziatamente, l'immagine scelta per l'annuncio era quella di una Bibbia accanto ad una pozza di sangue; immagine appropriata, visto il linguaggio di certi predicatori e di certi gruppi, e l'affiliazione religiosa di diversi "giustizieri" di omosessuali oggi in carcere - ma anche illegale in base ad una legge che criminalizza le immagini e le frasi che potrebbero essere ritenute offensive dagli aderenti a qualsiasi religione.

Questa legge è il risultato, purtroppo, di una deriva comunitarista all'inglese di parti del pensiero progressista; proviene dal bisogno di stringere un'alleanza con autoproclamatisi "leader delle minoranze" che basano il proprio potere su interpretazioni particolarmente retrive e integraliste delle religoni che diventano l'unico collante delle comunità - sikh, indù e musulmana - e dalla conseguente necessità di impedire che queste interpretazioni vengano mai criticate o messe in dubbio; è anche il risultato, in assoluta buona fede, dell'idea multiculturalista forte, secondo cui una società si può definire in termini di comunità distinte e perfettamente omogenee, ognuna delle quali può solo essere criticata dall'interno, e che ha il diritto di occuparsi dei critici all'interno nella maniera che preferisce, come il caso Monica Alì/Brick Lane mostra proprio in questi giorni - gli schemi parzialmente fossilizzati del pensiero progressista fanno il resto, inquadrando qualunque critica dall'esterno nelle familiari categorie del razzismo e dell'intolleranza, con l'occasionalmente esilarante risultato di sentire femministe con trent'anni di lotte alle spalle dare del razzista a chi critica la pratica dei matrimoni combinati per ragazzine di 14 anni.

Adesso, in una delle prime applicazioni di alto profilo della legge, una serie di gruppi ultracristiani finanziati da oltreoceano hanno fatto mettere sotto inchiesta un'associazione gay per aver denunciato la violenza omofoba che essi stessi fomentano - e il crimine che quest'associazione avrebbe commesso suona pericolosamente simile ad un thought crime di orwelliana memoria.

La cosa esilarante è che un gran numero di incommensurabili imbecilli con la testa piena di quella che potrei chiamare
, molto caritatevolmente, merda di cavallo non si renderanno neanche conto di quanto tutto questo sia anche conseguenza del loro affannarsi a proclamare che è importante non offendere il senso religioso altrui, che bisognava capire la rabbia per i fumetti di Maometto, che criticare la religione altrui è inaccettabile.

Care le mie teste di ravanello, dispero che lo capirete mai, ma smerdare dei principi importanti come la laicità e la libertà di espressione come avete fatto voi, in nome di uno spicciolo ed immediato vantaggio di tattica politica (se pure), o peggio ancora in nome del riflesso pavloviano secondo cui il nemico del mio nemico è mio amico, mostra esattamente a che livello sia sprofondata certa sinistra europea.

Hat tip: Harry's place

01 agosto 2006

Opinioni controcorrente


L'opinione di una persona che non aveva paura a dire quello che pensava - anche e soprattutto quando questo lo rendeva il bastian contrario della sinistra, la voce fuori dal coro, fino a pagare con la vita per la pericolosità sociale e politica delle sue idee e del suo modo di vivere. (Hat tip: Wellington, a cui prima o poi mi toccherà offrire una birra)

L'opinione di un intellettuale inglese che non ha mai fatto mistero di parteggiare per Israele, uno degli autori dello Euston Manifesto ed un avversario - da lunga data - delle varie forme di fascismo islamista. Questa frase in particolare (traduzione mia) riassume perfettamente anche il mio pensiero:

Le azioni di Israele a Qana non sono scusabili. Dico questo come sostenitore del diritto di Israele a difendersi dagli aggressori, da chi lancia missili contro la sua popolazione civile e intende distruggerlo come Stato. Ma se Hezbollah ha queste colpe e responsabilità, Israele ha la precisa responsabilità, in accordo con le leggi di guerra, di cercare di minimizzare le vittime civili, e questo si applica anche al caso in cui i suoi avversari ricorrano all'uso di scudi umani.
Intanto, il resto del mondo continua a fare il tifo per l'uno o per l'altro come se fosse una partita di calcio.

31 luglio 2006

Le ironie si sprecano


Sono sempre stato un cinico bastardo: come ho detto in passato, il mio role model è Louis Renault di Casablanca, il poliziotto francese corrotto e sciupafemmine. Per questo motivo, anche assistendo a quella che è incontestabilmente una tragedia, non riesco a non trovare esilaranti certe notizie.

Omar Bakri Muhammad, siriano, a lungo rifugiato politico a Londra e mantenuto a spese dello Stato, è il fondatore del gruppo al-Muhajiroun, (rinominato al-Ghurabaa dopo un finto scioglimento susseguente ad accuse di contatti con Al-Qaeda) che fra le altre attività organizza incontri e manifestazioni per commemorare e festeggiare episodi come l'11 Settembre o gli attentati di Madrid, Londra e Bali, e occasionalmente organizza anche manifestazioni come questa (video).

Un annetto fa il governo inglese ha promulgato delle nuove leggi su quella che in Italia chiameremmo apologia di reato - e Omar Bakri ha preferito lasciare il Paese. Ma non per timore di essere arrestato, no: andava a trovare la mamma molto malata in Libano, e una volta arrivato lì ha deciso che non sarebbe mai tornato in UK finchè i suoi seguaci non avessero "fatto sventolare la bandiera verde del Califfato su Downing Street", invitandoli a trasformare la Gran Bretagna in Dar ul Harb (la terra in guerra, il Paese devastato dalla guerra): nel frattempo sarebbe rimasto in Libano ed avrebbe punito gli infedeli inglesi privandoli della sua salvifica presenza.

Qualche giorno fa, però, i Royal Marines su una nave da guerra inglese inviata ad evacuare i cittadini inglesi in Libano hanno visto arrivare sulla passerella un ciccione barbuto che probabilmente ricordavano bene - se non altro per averlo visto innumerevoli volte sulle prime pagine dei tabloid. Eh sì, il buon Omar Bakri Mohammed aveva deciso di perdonare alla Gran Bretagna i suoi innumerevoli peccati, la sua lontananza da Allah, l'esiguità del suo assegno mensile, la sfrontatezza delle sue donne, le sue leggi repressive che non permettono ad un uomo neanche di punire la moglie se va a dormire prima di lui: scordiamoci il passato, ha detto Omar, scambiamoci un abbraccio e datemi un passaggio su questo magnifico cacciatorpediniere con aria condizionata, tre pasti al giorno (halal) e soprattutto senza fastidiose bombe israeliane e senza giovinastri libanesi che mi guardano con aria severa e mi chiedono come mai, dopo dieci anni passati a glorificare il martirio in battaglia, me ne stavo a Beirut invece di andare a farmi esplodere davanti ad un carro armato israeliano.

E quei cattivacci dei Royal Marines l'hanno mandato indietro solo perchè non aveva un passaporto britannico, ma guarda tu che gente, a lui che lo faceva solo per il bene dei suoi figli - i bimbi vogliono vederlo, e il governo inglese non sarà mica così snaturato da costringere i piccini ad andare in Libano per vedere il loro papà, vero?

Ah, l'ironia, questa malattia sconosciuta ai fondamentalisti religiosi.

E sempre in tema di ironie, il Libano sembra esserne una fonte inesauribile. Ricordate la Danimarca? Nazione piccina, su a nord, bellissime ragazze bionde, vichinghi, pasticcerie, ottimo burro, fumetti blasfemi? Sì, proprio quella.

La Danimarca e la Svezia, Paesi notoriamente islamofobi, hanno passato i loro bravi guai per la faccenda delle vignette di Maometto, e per esempio l'ambasciata danese a Beirut è stata a suo tempo data alle fiamme fra il giubilo e il tripudio, o almeno i mormorii di comprensione e qualche "se la sono cercata" sottovoce, di tutti i veri pacifisti europei - e all'epoca già si è avuto qualche episodio che aveva dell'esilarante, come ad esempio una folla palestinese, a Gaza, che cercò di linciare un paio di pacifisti danesi che fino al giorno prima erano stati lì a fare da scudo, anche rischiando la pelle, contro i bulldozer dell'esercito israeliano - esercito immediatamente intervenuto per portarli in salvo.

Adesso scopriamo che la Danimarca e la Svezia sono i due Paesi che hanno soccorso e portato in salvo più gente in Libano - cittadini danesi e svedesi, sicuro, ma con qualche risultato particolarmente curioso: perchè uno dei cittadini "danesi" portati in salvo è Ahmad Akkari, uno dei due imam (originariamente rifugiato politico in Danimarca, poi naturalizzato) che hanno realizzato il famigerato dossier sulle vignette di Maometto, vi hanno incluso immagini che non c'entravano come quella del tipo travestito da maiale, e sono andati in giro per il Medio Oriente ad aizzare le folle. Mr. Akkari, ci informa la CNN, non ha lamentele da fare sulla qualità del servizio offerto dai cani infedeli.

Che si può fare se non ridere?

Hat tip: Hak Mao

30 luglio 2006

Senso di giustizia


Una delle giustificazioni più risibili portate per il terrorismo integralista sarebbe il grande senso di giustizia dei fedeli musulmani: un grande senso di giustizia che non permetterebbe ad un musulmano di restare impassibile a guardare i crimini veri o presunti commessi in Iraq, in Afghanistan, a Gaza, in Cecenia e così via; e gli imporrebbe di colpire chiunque sia direttamente o indirettamente connesso con questi crimini.

Allora, cerchiamo di sgombrare il campo dagli equivoci: quanto descritto sopra NON si chiama senso di giustizia. Non so come si chiami, ma l'idea che al mondo si possa ammazzare, massacrare, affamare, violentare, pulire etnicamente, e però, se una delle vittime è musulmana e c'è coinvolto il cugino del barbiere di uno che una volta ha fatto affari con te, allora io sono autorizzato a metter bombe nelle case di tutti i tuoi vicini, a me non sembra che abbia molto a che spartire con la giustizia. Poi naturalmente bisogna vedere, perchè ormai le parole cambiano significato più rapidamente di quanto il partito laburista cambia finanziatori, quindi magari adesso quello di giustizia è un concetto divenuto variabile in base all'appartenenza religiosa - così come di recente la repressione della libertà di espressione è diventata un diritto umano.

Rimane il fatto che questa spiegazione/giustificazione delle bombe in treni e metropolitane mi sembra incompleta. Mi spiego: in Iraq, secondo le stime più pessimistiche, sono morte finora circa 100.000 persone (la stima è probabilmente esagerata), e stiamo contando tutto, compresi i morti di malattia che hanno ricevuto cure insufficienti, chi non ha potuto ricevere un farmaco salvavita, i morti in incidenti d'auto, i morti di vecchiaia eccetera; e la colpa di tutti questi morti, convenzionalmente, viene addossata agli americani o in generale all'occidente, ed usata come giustificazione del terrorismo e della violenza integralista.

In Darfur, guarda caso, è in corso proprio dal 2003 una sanguinosa guerra civile presto degenerata in pulizia etnica e genocidio. A seconda delle stime, le vittime, quasi tutte civili, sono qualcosa come 200.000, o forse 400.000 (una stima di 450.000 morti non ha ancora ricevuto alcuna verifica indipendente) fra morti per fame e vittime delle milizie. 200.000, o 400.000, musulmani morti, assassinati barbaramente o lasciati a morire di fame nel deserto - interi villaggi cancellati, due milioni di profughi, una generazione di orfani.

Abbastanza stranamente, il senso di giustizia che porta alcune persone a farsi saltare in aria in metropolitana, ed altre a giustificarne le azioni, nel caso del Darfur latita: le masse che in Libia e in Arabia Saudita spontaneamente assaltavano e bruciavano ambasciate non hanno detto una parola ai loro stessi governi per aver equipaggiato e armato le milizie Janjaweed e l'esercito sudanese; le masse che in Europa manifestavano in nome di una presunta violazione dei loro diritti umani (vorrei sapere chi ha messo in giro questa storia che se io non vivo secondo il dettato della tua religione sto violando i tuoi diritti) anche nei Paesi in cui i giornali si erano autocensurati e non avevano pubblicato le vignette, sono sorprendentemente assenti dalle piazzette di fronte alle varie ambasciate sudanesi.

Curioso, questo senso di giustizia che si attiva soltanto quando può fare da giustificazione per attentati suicidi e non e manifestazioni contro l'Occidente in solidarietà a questa o quella dittatura teocratica o organizzazione terroristica: il problema non sono, a quanto pare, i morti, ma chi li causa. Non si spiegherebbe altrimenti come mai 600 morti in Libano pesino tanto di più di 400.000 in Sudan.

P.S. Sì, lo so, San Gino Strada ha detto che non c'è alcun genocidio in Sudan (audio). Allo stesso modo il Profeta Noam Chomsky ha detto a suo tempo che non c'era alcun genocidio in Cambogia, e ogni tanto prova a negare quello dei musulmani in Bosnia. Ci sono persone che quando fanno un'affermazione le conferiscono parte della propria autorità morale o intellettuale; ci sono affermazioni che definiscono la statura morale o intellettuale di chi le fa. Lascio decidere ai miei due lettori quale sia il caso.

28 luglio 2006

What-if


Credo che sia capitato ad ogni amante della fantascienza di imbattersi in un what-if: un romanzo che tratta di storia alternativa, di cosa sarebbe successo se...

Cosa sarebbe successo se Adolf Hitler fosse morto nella culla? Se gli americani fossero stati preavvertiti dell'attacco a Pearl Harbour? Se Longstreet avesse attaccato Meade all'alba come ordinato?

Se la storia non si fa con i se, ci si fa invece dell'ottima narrativa - e fiumi di inchiostro sono stati versati su queste ipotesi. Alcuni scrittori ci si sono specializzati: Harry Turtledove praticamente non fa altro, anche se quasti tutto quello che ho letto di lui (tranne le prime storie della saga dei Berserker) è in un modo o nell'altro deludente, se non all'inizio sicuramente nello sviluppo delle storie - vedi la serie World War/Colonization, soprattutto dove affiorano ripetutamente certi suoi pregiudizi, tipicamente americani, contro l'Europa (in particolare la Gran Bretagna) e contro gli intellettuali e gli scienziati. Invece mi sono capitati per le mani di recente alcuni esempi che mi sono piaciuti un bel po' di più.

Prima per ordine di apparizione è la saga, ancora incompleta, di John Birmingham, Axis of Time, che dopo una partenza un po' ansimante (la trasformazione della Guerra al Terrorismo in Terza Guerra Mondiale ipertecnologica è scarsamente credibile per una lunga serie di ragioni) trasporta una task force navale multinazionale dal 2021 al 1943 e alla battaglia di Midway. I due romanzi usciti finora, Weapons of Choice e Designated Targets, sono ben scritti, scorrevoli ed hanno una serie di caratteristiche che li mettono ben al di sopra della media: per prima cosa, l'autore non è americano ma australiano; questo fa sì che alcuni degli eroi del romanzo non siano americani - un'eroina quasi indiscussa del secondo volume è
addirittura anglo-araba, cosa che avrebbe reso il romanzo impubblicabile negli USA, dove sia nei libri che nei film un accento europeo, soprattutto inglese o francese, iscrive irrimediabilmente un personaggio al gruppo dei cattivi - con l'occasionale eccezione di Hugh Grant.

Birmingham ha lavorato per il Ministero della Difesa australiano come ricercatore e analista, è evidentemente competente in materia, e riesce ripetutamente a creare situazioni in cui la superiorità tecnologica dei "moderni" viene messa in scacco dall'inventiva degli "antichi", ed un quadro dei rapporti fra i moderni e gli antichi più credibile (e più conflittuale) di molti. Nel complesso mi sono piaciuti moltissimo entrambi i romanzi - non è certo letteratura, ma è ben scritto da una persona competente e, soprattutto, è raramente prevedibile o scontato, che è più di quel che si può dire di alcuni mostri sacri del settore. L'unica critica che mi sento di fare è ad un particolare piuttosto irritante del primo volume: mentre gli ufficiali tedeschi e giapponesi della task force multinazionale spiegano in maniera intelligente, e in certo modo struggente, il motivo per cui sono disposti a tradire ogni fedeltà ai propri Paesi per combattere il mostro nazista, l'unico ufficiale italiano è un completo cretino che compare soltanto per affermare che è disposto a combattere contro Mussolini con la profondissima motivazione che l'architettura fascista fa schifo.

The Foresight War è un altro what-if affascinante - sempre la Seconda Guerra Mondiale, ma la discontinuità introdotta è più sottile: uno storico inglese dei giorni nostri si sveglia a Londra a metà degli anni '30, con solo i vestiti che ha addosso e un laptop pieno zeppo di informazioni sulla guerra.

Tecnicamente anche questo è un romanzo, anche se la parte romanzesca è scarna, poco più che una scusa per raccontare una storia della guerra profondamente diversa da quella che conosciamo. Anche questo libro ho avuto problemi a metterlo giù, anche perchè un appassionato (assolutamente dilettante) di storia militare non ha difficoltà ad immedesimarsi col protagonista che spiega alle gerarchie militari inglesi tutti gli errori che hanno commesso e cosa avrebbero potuto fare meglio - i Lancaster superveloci, pressurizzati e disarmati sono i miei preferiti.

Ultimo, più propriamente what-if è For Want of a Nail, che non è affatto un romanzo. È scritto come un saggio storico, che racconta gli eventi del Nordamerica, e del mondo, dopo la vittoria del generale Burgoyne a Saratoga contro Horatio Gates, l'uscita della Francia dal conflitto nordamericano e il fallimento della Rivoluzione Americana del 1777. Lo definisco un what-if propriamente detto perchè non ipotizza un intervento fuori dal tempo, ma semplicemente un evento puntuale che avviene o non avviene - in particolare, un migliore tempismo da parte del generale inglese Burgoyne. I fatti sono che se Gates non avesse vinto a Saratoga i francesi, che determinarono la vittoria della rivoluzione, sarebbero rimasti neutrali (fu proprio la vittoria di Saratoga a convincerli che la rivoluzione aveva qualche chance di successo), col risultato che la ribellione sarebbe stata con ogni probabilità domata.

Il libro descrive, con lo stile e l'andamento di un saggio storico, gli eventi nordamericani nei due secoli successivi al 1777, marcati dalla divisione fra la Confederation of North America e gli United States of Mexico, fondati dagli irriducibili di Washington e Jefferson rifugiatisi a sud; ad esempio non racconta, perchè mai avvenuti, il genocidio irochese ordinato da Washington nè la Rivoluzione Francese, e invece descrive il regime di apartheid schiavistico instaurato negli United States of Mexico.

Complessivamente affascinante - col caveat che, trattandosi di libro scritto da un americano, è ovvio che gli sviluppi futuri che descrive portino ad un mondo messo tutto sommato peggio di quello reale: gli americani, atei compresi, hanno regolarmente una fede cieca nel ruolo provvidenziale del loro Paese, e Robert Sobel non fa eccezione.

Tutto considerato, li consiglio vivissimamente tutti e 4.

(sì Palmiro, lo so, 1632: ma ne hai già parlato tu, no?)

27 luglio 2006

Morte di una teenager


Dal Media Guardian, la storia di una giornalista della BBC che si è recata in Iran (in incognito) per girare un documentario sull'esecuzione di una ragazza adolescente per "reati contro la castità" - ossia per essere stata stuprata.

A seconda dei punti di vista, un'immagine agghiacciante della vita in una teocrazia, e soprattutto del modo in cui l'applicazione estrema della sharia e la repressione capillare servono in realtà a coprire un substrato di corruzione e malaffare, o l'ennesimo pezzo di propaganda americana o generalmente islamofobica.

Una frase mi ha colpito - quando parla dell'esecuzione di una ragazza di sedici anni, in base a regole fissate nel Medioevo, e filmata dal pubblico sui telefonini. C'è qualcosa di profondamente sbagliato in quest'immagine.

Sparare sulla Croce Rossa


O quasi. Fin dalla fondazione dell'ONU, il famoso casco blu raramente ha costituito una vera protezione, ed anzi, in più di un caso ha reso chi lo indossava un bersaglio preferenziale: basta ricordare i caschi blu irlandesi e indiani in Zaire durante la ribellione katanghese, i pakistani massacrati in Somalia dalla milizia di Aidid, i belgi uccisi in Ruanda durante il primo dei 100 giorni del genocidio dei Tutsi. E adesso i 4 MILOB in Libano, e i caschi blu indiani mandati a soccorrerli.

Mi spiace, ma non credo alla tragica fatalità, non credo ad errori nelle comunicazioni e non credo alla storia di Hezbollah che sparava da una postazione vicina.

Andando con ordine, non credo che gli israeliani non sapessero che lì c'era una postazione ONu da vent'anni e passa - queste postazioni fisse sono segnate su tutte le carte, soprattutto quelle in dotazione ad artiglieria ed aviazione su cui si pianificano le missioni di fuoco. A parte questo, la postazione è stata colpita quattordici volte nel corso della giornata, e gli osservatori, e il comando ONU, si sono messi in contatto con il comando israeliano dieci volte per chiedere di fermare il bombardamento. Per tutta risposta, l'aviazione israeliana li ha finalmente colpiti con una bomba a guida laser. Questo, fra l'altro, toglie subito di mezzo l'ipotesi che il comando israeliano stesse mirando a guerriglieri Hezbollah intorno alla postazione ONU: miravano proprio a quella, e l'hanno colpita con armi di precisione. Neanche un pilota iracheno potrebbe confondere una palazzina fortificata dipinta di bianco con un paio di camion con razzi Katyusha.

Perchè? L'intera comunità internazionale riconosce che, al di là delle considerazioni sulla forza impiegata, Israele ha ottime ragioni per colpire Hezbollah e cercare di toglierlo dallo scacchiere come forza militare; anche l'ONU, che pure ha criticato la reazione israeliana come sproporzionata, ha condannato con uguale forza (anche se con minore risonanza mediatica - ma non è certo per sua colpa) il comportamento criminale di Hezbollah che si fa regolarmente scudo di civili. Perchè Israele avrebbe voluto colpire quattro osservatori neutrali e mettersi istantaneamente dalla parte del torto?

Onestamente non so spiegarmelo: le sole ipotesi che si possono fare sono da fantascienza. Non credo che Israele abbia pianificato a tavolino violazioni tali della carta dell'ONU da richiedere l'allontanamento forzato di tutti gli osservatori (motivo per cui, storicamente, si spara ai caschi blu); non credo che le critiche, per giunta molto moderate, di Khofi Annan, abbiano stimolato la volontà, da parte israeliana, di un "avvertimento" - queste cose non succedono al di fuori dei film di spionaggio, e d'altra parte funzionano solo quando dirette ad entità che capiscono questo tipo di linguaggio, come Hezbollah - la comunità internazionale ha invece il vizio di moltiplicare per dieci le proprie critiche ogni volta che capita una cosa del genere.

Cosa rimane? Forse un ordine dato a più basso livello. Forse l'idea, che ha sempre serpeggiato in Israele, che gli stranieri in quanto tale sono nemici, o almeno potenzialmente ostili, e dovrebbero togliersi di mezzo da una crisi che non hanno mai capito e non hanno fatto che esasperare in mezzo secolo di coinvolgimenti. Forse una combinazione di esasperazione e paranoia ha portato qualcuno a credere che l'ONU stesse attivamente fornendo una copertura ad Hezbollah. Onestamente non ne ho idea, e non ho molta fiducia che la commissione d'inchiesta promessa da Olmert fornisca risposte credibili, come non ne hanno fornite in passato le inchieste sull'uccisione di giornalisti e volontari stranieri.

Una cosa è certa: se quei quattro osservatori li avesse uccisi un proiettile d'artiglieria siriano, stasera i carri armati USA e israeliani sarebbero già a Damasco.

P.S. Quanto scritto qui sopra non implica che vorrei vedere una forza multinazionale invadere Israele. Semmai vorrei vedere una forza multinazionale invadere il sud del Libano, disarmare Hezbollah e interporsi fra Tsahal e l'esercito Libanese - e in un mondo perfetto, sarebbe una missione sotto l'egida del capitolo VII della carta dell'ONU (peace enforcement: Corea, Gurkha in Katanga), non del capitolo VI (peacekeeping:
Bosnia, Ruanda). Quanto sopra intendeva semplicemente chiarire alcuni fatti dell'incidente appena accaduto, e criticare l'atteggiamento delle forze armate israeliane che sempre più spesso sembrano considerare ostile qualunque straniero che non sia un loro diretto alleato.