14 maggio 2006

La teocrazia prossima ventura


Un allarmante articolo su Butterflies And Wheels a proposito delle tendenze teocratiche della destra americana, con particolare attenzione ad una proposta di legge che sta venendo ripresentata dopo essere stata bocciata al Senato - una proposta che rende la Bibbia la fonte di ogni legge federale e statale, e vieta esplicitamente all'apparato esecutivo, legislativo o giudiziario di respingere qualsiasi legge, o bloccare o condannare qualsiasi azione, che sia definita da un'autorita' religiosa come coerente con l'insegnamento biblico.

In particolare il mio lettore anglofono dovrebbe sentirsi la lunga intervista a Michelle Goldberg citata nell'articolo, che descrive un quadro agghiacciante della realta' politica e culturale americana. Noi crediamo che l'America sia Los Angeles, New York, il museo Guggenheim o gli Smithsonian - ma la vera America, quella che elegge congressisti, senatori e presidenti, quella che influenza le leggi, e' quella che legge i romanzi della serie Left Behind, quella che ascolta i telepredicatori, quella che si divide in premillenaristi - il mondo sta per finire e nostro compito e' accelerare la venuta dell'Amargeddon: ambientalisti e pacifisti sono dunque agenti dell'Anticristo e devono essere giustiziati - e postmillenaristi - per il verificarsi del Secondo Avvento bisogna prima istituire tramite conquista militare mille anni di regno cristiano assoluto sulla terra, completo di condanna a morte per i reati di omosessualita', ateismo e sesso fuori dal matrimonio.

E' una prospettiva agghiacciante, che fa sembrare invitante e tutto sommato liberale l'Iran di Ahmadinejad. E qui in Europa abbiamo gente che vuole con sempre piu' forza legarsi agli USA, identificandoli come Paese-guida di un Occidente liberale che rischia di essere la loro prima vittima.

3 commenti:

Ajeje87 ha detto...

lo stile americano non mi è piaciuto, e mai mi piacerà. Il tuo post non fa che confermare il mio rifiuto per la cultura americana e tutto

Eugenio Mastroviti ha detto...

Se vogliamo, la cultura americana e' proprio il contrario di tutto questo, e' Michelle Goldberg, non Jerry Falwell - cosi' come la cultura italiana, per dire, e' Umberto Eco, non Marcello Pera.

rosalux ha detto...

l'america è una cartina al tornasole, è il posto dove le cose avvengono prima e in modo più visibile, ma mi pare che la tendenza sia mondiale e trasversale: la battaglia è tra fondamentalisti e laici, e temo la stiano vincendo loro