26 agosto 2006

Baffino e i terroristi


Dice Massimo D'Alema, parlando di Hezbollah in un'intervista ad Haaretz, che "Un'organizzazione che ha 35 membri in Parlamento e tre ministri non può essere descritta solo come un gruppo terroristico". Sarà il caso di ricordare a Massimino che la mafia e la camorra hanno ben più di 35 membri in Parlamento ed hanno avuto parecchi ministri e, dicono i maligni, finanche qualche Presidente del Consiglio?

7 commenti:

restodelmondo ha detto...

Ma la mafia è un'organizzazione terroristica?

Né una risposta positiva né una negativa implicherebbe che la mafia o il terrorismo diventi rispettabile portando membri in Parlamento. Solo, mi chiedevo del rapporto tra i due fenomeni. (D'altra parte: la mafia nasce come opposizione allo Stato - come il terrorismo. E Hezbollah, con il suo essere uno Stato-nello-Stato che fornisce servizi essenziali che il governo regolare non dà, mi sembra più affine alla mafia che alle BR.)

Marco ha detto...

infatti dice: non può essere considerata "solo".

1) non credi che D'Alema lo sappia benissimo?
2) In questa fase ritieni ragionevole che possa dire altro? E se si cosa?
3) Da una intervista a D'Alema di oggi:

"L'idea di fermare il terrorismo con la guerra per avere poi una fase di pace e di democrazia, non ha avuto palesemente successo"

Sei d'accordo con questa analisi?

ciao
Marco

Eugenio Mastroviti ha detto...

Restodelmondo:

La mafia è un'organizzazione terroristica?

No, se consideriamo le BR il modello del terrorismo. Sì, se applichiamo la definizione generale, quella di un'organizzazione militare o paramilitare che adotta metodi terroristici per raggiungere uno scopo politico (in senso lato: e sostituirsi allo Stato in Sicilia è sicuramente uno scopo politico)

Marco:

con ordine,

1) Credo che D'Alema lo sappia benissimo. Il punto è proprio quello.
2) In questa fase io credo che la scelta più saggia sia il silenzio. Andare a dire ad un giornale israeliano "no, quelli non sono terroristi, fanno parte del governo" rischia di predisporre gli animi nella maniera sbagliata - esattamente come andare a dire ad un giornale libanese "Sì, ma Israele ormai è lì e ve lo dovete tenere". Tutte cose vere, o false, o su cui si può (si deve) discutere, ma sicuramente inopportune.
3) In questo caso specifico? Probabilmente sì, anche se si potrebbe obiettare che l'unico motivo per cui non ha avuto successo è che Israele si è fermato troppo presto. Si potrebbe poi aggiungere che anche fermare i fascisti rabbonendoli con delle concessioni, storicamente, non ha funzionato tanto bene.

filomeno ha detto...

non concordo affatto con le tue analisi.

Hezbollah , se non ricordo male, non è riconosciuta come organizzazione terroristica in Europa, e del resto è membro del governo libanese , ciò basta per doverci trattare.
Del resto la storia di hezbollah la rende alquanto diversa da quella di hamas o delle br italiane.

Inoltre non va dimenticato che le truppe italiane dovranno rimanere in territorio libanese a forte presenza di hezbollah? cosa significa? significa che con hezbollah si dovrà contrattare altre soluzioni non ve ne sono.
buoni rapporti con hezbollah assicurano maggiore sicurezza alle nostre truppe.

personalmente poi , le truppe non le avrei mandate: sono abbastatanza stanco che arabi ed israeliani credano di essere il centro del mondo ed in questo caso non vedo perchè dovremmo andare a levare le castagne dal fuoco ad Israele senza che questo ci abbia benchè dato la minima contropartita.


saluti

Anonimo ha detto...

Che contropartita vorresti da Israele?
Se L' American Nazi Party avesse i suoi bravi rappresentanti al Senato, ed esprimesse un Presidente degli Stati Uniti ( orrore!!) dubito che D'Alema userebbe la stessa logica che un governo eletto dal popolo è gradita a tutti

Anonimo ha detto...

Mi ripugna considerare gli Hezbollah come altro che terroristi. Le dichiarazioni del ministro degli esteri italiano, prese "at face value", sono pesanti e controverse, come hai puntualmente fatto notare. Eppure, dato che la comunicazione e' spesso mediata non solo da quello che viene detto, ma anche dal non detto, e da quanto lasciato intendere (che inevitabilmente dipende dalle orecchie di chi ascolta), credo anche che esse meritino di essere interpretate. In estrema sintesi:

1) D'Alema in Libano ha messo in atto uno show tutto orientato alla legittimazione di Hezbollah come controparte politica. Se questo aiutera' ad evitare che milizie irregolari sparino addosso alle (o facciano saltare in aria) truppe italiane, allora sono disposto ad accettare l'ipocrisia. (Non riesco piu' a trovare il riferimento. Credo sia di Sergio Romano o Gianni Riotta).

2) Le dichiarazioni di D'Alema ad Haaretz sono uno dei segnali di allontanamento dalle (storicamente nuove) posizioni della precedente amministrazione in politica estera smaccatamente filo-israeliane, ed un ritorno alla piu' tradizionale posizione amichevole (o perlomeno di equidistanza) verso i paesi arabi. (Il riferimento e' uno dei magistrali audio commenti di Sergio Romano intitolato "L'Italia e la missione in Libano" (2.13min) che trovi nella sezione MediaCenter di Corriere.it (link).

3) Non riesco a credere che l'attuale amministrazione israeliana sia stata cosi' sempliciotta da proporre il comando della forza di interposizione all'Italia, salvo poi scoprire qualche giorno dopo che l'Italia "e' filo-Hezbollah". Credo invece che stiamo assistendo alle manovre di apertura di una nuova complessa partita di scacchi diplomatica, una nella quale l'amministrazione italiana aspira genuinamente a mediare tra Israele ed il suo ostile vicinato. L'opportunita' e' riuscire a riempire il vuoto che la diplomazia USA ha lasciato nella zona geografica, ed eventualmente capitalizzare in termini commerciali il capitale di contatti e credibilita' che l'amministrazione italiana aspira a guadagnare. La partita non e' semplice, ma confido nel fatto che i saggi sanno scegliere le loro battaglie. (Mia opinione)

Regards

Braemar

restodelmondo ha detto...

Andare a dire ad un giornale israeliano "no, quelli non sono terroristi, fanno parte del governo" rischia di predisporre gli animi nella maniera sbagliata - esattamente come andare a dire ad un giornale libanese...

A meno che non sia un modo per mostrare di non essere intimoriti. Le foto a braccetto con i rappresentanti di Hezbollah, piuttosto, mi sono sembrate uno scivolone.