Confessioni
Ognuno di noi ha nel proprio passato qualche oscuro segreto. Il mio è che ero un fan di MacGyver. Probabilmente è per questo che trovo questo spot, um, impagabile
Un posto dove conto di buttar giu' qualche riflessione, soprattutto in relazione a discussioni avute su Usenet, sulla vita a Londra e qualche volta su Linux
Ognuno di noi ha nel proprio passato qualche oscuro segreto. Il mio è che ero un fan di MacGyver. Probabilmente è per questo che trovo questo spot, um, impagabile
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Eugenio Mastroviti
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Tags: MacGyver, Mastercard
Una dettagliata ricostruzione dell'impatto del Boeing sul Pentagono l'11 Settembre 2001, eseguita rifacendosi a tutti gli elementi noti come i pali divelti, il danno alla facciata e la ripresa della telecamera di sicurezza resa pubblica qualche settimana fa
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Eugenio Mastroviti
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Tags: 11 Settembre, Pentagono
Grande scandalo in USA per un docudrama di Channel 4 in cui George Bush Jr. viene assassinato. Molti commentatori vedono questa produzione come un invito ad assassinare Bush, un esempio della profonda mancanza di rispetto che gli europei hanno per gli USA ed una prova della incomprensione di base che impedisce agli stessi europei di capire il rapporto quasi mistico che i cittadini americani, indipendentemente dalla collocazione politica, hanno con il proprio governo e la sacralità che attribuiscono alle cariche pubbliche che rappresentano il Paese. Per loro, veder assassinare GWB in TV, anche in una fiction, è un colpo allo stomaco, un attacco ad una figura che rappresenta quel che hanno di più sacro, una violazione inaccettabile.
Apprezzo molto la loro capacità di ammettere i propri errori, devo dire: non posso fare a meno di notare, infatti, che una decina d'anni fa la pensavano molto diversamente e facevano collette di solidarietà per il povero G. Gordon Liddy (di Watergatiana memoria) dopo che questi perse il posto di commentatore alla radio per aver annunciato che, "per prepararsi", faceva regolarmente tiro a segno con le sagome di Bill e Hillary Clinton come bersagli. Ammiro chi è capace di tornare sulle proprie opinioni ed ammettere i propri errori, come sembrano aver fatto i commentatori di estrema destra americani.
Oddio, chissà poi se si ricordano.
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Eugenio Mastroviti
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Tags: assassinio, Bush, Clinton, Gordon Liddy
Val la pena di consigliare almeno una visita ad un blog di cui non conoscevo l'esistenza - una specie di Screw Loose Change in italiano, a cura, fra gli altri (ovviamente) del pericoloso agente del complotto neocon-masson-sionist-rettiliano Paolo Attivissimo.
La segnalazione è, ovviamente, inutile. Ci sono questioni che non possono essere risolte con una dimostrazione scientifica, con i fatti e con le prove, in generale o perchè hanno conseguenze su un'ideologia o una religione, o perchè ne servono da fondamento. L'evoluzione della specie è e resterà inaccettabile, ad esempio, per una vasta fetta della popolazione mondiale, forse per sempre, e chi difende la teoria si sentirà accusare di secondi fini che con la scienza non hanno nulla a che fare. Allo stesso modo, come sa bene almeno uno dei miei tre lettori, la questione dell'11 Settembre esula completamente da prove e dati scientifici: semplicemente, non puoi non credere nella cospirazione se vuoi dirti di sinistra e progressista, e se non ci credi, sei un fascista - così come in America non puoi credere all'evoluzione della specie e dirti cristiano. È una questione di fede, non di scienza: credo quia absurdum.
Il sito che segnalo, quindi, non serve a confutare le tesi dei complottisti, cosa di per sè inutile in quanto l'atto stesso di portare argomentazioni contro ti bolla come fascista e probabilmente agente d'influenza del complotto occidentale, ma torna utile per farsi un'opinione di chi (in malafede, come Chiesa, Blondet e compagnia bella) si sta facendo una posizione, e magari anche due soldi, alle spalle di tanti poveri creduloni, non diversamente da un gran numero di telepredicatori americani.
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Tags: 11 Settembre, Attivissimo, complottisti
Secondo analisti generalmente molto attendibili, gli eserciti USA, israeliano e forse britannico (fra gli altri) starebbero fornendo in dotazione ai propri soldati delle nuove armi chimiche non contemplate da nessun protocollo d'intesa internazionale. Si tratterebbe di armi che sfruttano una particolare reazione chimica per proiettare frammenti di vari metalli pesanti (ad elevata tossicità) direttamente nei tessuti dei "bersagli", come vengono eufemisticamente chiamate le vittime di queste diaboliche armi.
Allo stesso tempo, arrivano da diversi Paesi occidentali rapporti su una nuova, terribile arma non-letale per il controllo delle folle, probabilmente parente delle misteriose armi a microonde: un "cannone" montato su un camion o autoblindo, che contaminerebbe le folle con il tristemente famoso DHMO, discussa sostanza chimica responsabile ogni anno della morte di migliaia di persone.
(se funziona questa, vado a lavorare alla BBC)
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Tags: armi chimiche, dhmo
Un articolo di Christopher Hitchens che riassume molto bene la mia posizione sulla querelle Nazinger/Islam.
In particolare questo (traduzione mia):Soprattutto, durante l'intero discorso fatto a Regensburg, l'uomo che modestamente si considera il vicario di Cristo non cessa di attaccare l'idea che la ragione e la coscienza individuale siano preferibili alla fede. Finge di credere che Logos possa significare "parola" o "ragione", il che può essere vero in greco, ma sicuramente non lo è nella Bibbia, dove invece viene presentato come verità rivelata. Menziona en passant Kant e Cartesio, omette completamente di citare Spinoza e Hume, e, in maniera disonesta, cerca di far credere che la religione, l'Illuminismo e la scienza siano in ultima analisi compatibili, quando in realtà l'intera impresa del libero pensiero ha sempre dovuto affermarsi, spesso con gravi rischi, contro la fantasiosa illusione della verità "rivelata" e i suoi fin troppo terreni rappresentanti. Si dice spesso - e fu lo stesso Ratzinger a dirlo quando era un sottoposto dell'ultimo Papa - che l'Islam è incapace di una Riforma; ma anche noi non avremmo neanche il termine nel nostro linguaggio se la Chiesa Cattolica avesse avuto campo libero. E adesso il suo nuovo e reazionario leader ha seriamente "offeso" il mondo musulmano, e allo stesso tempo ci ha chiesto di rinunciare all'unica arma - la ragione - su cui fare affidamento in questi tempi di oscurantismo.
(hat tip: To The Tooting Station)
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Tags: Hitchens, islam, Papa, Ratisbona, Ratzinger, Regensburg
Da Restodelmondo, una meravigliosa (e angosciante) descrizione di un club piuttosto speciale, con osservazioni sparse sulla religione, su una certa scrittrice appena scomparsa e sul linguaggio.
Un brano di cui condivido letteralmente tutto. Come ho già detto, vorrei saper scrivere io così.
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Eugenio Mastroviti
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4:29 PM
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Tags: cancro, Oriana Fallaci
Ripetete con me:
Nel Darfur non è in corso un genocidio
Nel Darfur non è in corso un genocidio
Nel Darfur non è in corso un genocidio
(specie l'intervista a Christine Shelley)
E se proprio non dovesse bastare, prepariamo i manifesti, così ci si mette avanti col lavoro:
UPDATE:
Quasi dimenticavo:
Nel Darfur non è in corso un genocidio
Nel Darfur non è in corso un genocidio
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Eugenio Mastroviti
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Da un sito complottista, messo su per sputtanare il pericoloso agente dei Savi di Sion, Paolo Attivissimo:
- "Era come un missile Cruise con le ali, è volato dritto verso il Pentagono e ci si è schiantato contro."
Mike Walter, CNN, 12 settembre 2001.
Dalla CNN, ma una pagina diversa da quella opportunamente scelta dal suddetto sito complottista:
"I was sitting in the northbound on 27 and the traffic was, you know, typical rush-hour -- it had ground to a standstill. I looked out my window and I saw this plane, this jet, an American Airlines jet, coming. And I thought, 'This doesn't add up, it's really low.'
And I saw it. I mean it was like a cruise missile with wings. It went right there and slammed right into the Pentagon."
"Ero seduto in auto sulla corsia nord della 27 e il traffico era, sai, tipico dell'ora di punta - si era praticamente fermato. Ho guardato fuori dal finestrino e ho visto quest'aereo, questo jet, un jet dell'American Airlines, avvicinarsi. E ho pensato, 'C'è qualcosa di sbagliato, è veramente basso'
E ho visto tutto. Voglio dire, era come un missile Cruise con le ali. È volato dritto verso il Pentagono e ci si è schiantato contro"
Si potrebbe anche aggiungere che "Cruise missile" è un missile Cruise, ma "cruise missile" è in generale un missile a lungo raggio che vola basso, introducendo così una discussione sulle metafore e i pericoli del loro uso in presenza di menti semplici, ma sarebbe peggio che sparare sulla Croce Rossa con una cluster bomb termobarica a microonde.
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Eugenio Mastroviti
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Tags: 11 Settembre, complotto, Pentagono
Essere sposato e monogamo nella City offre l'innegabile privilegio di poter osservare in maniera disinteressata il comportamento di un paio di milioni di persone non prese a caso, ma selezionate in base a caratteristiche personali (competitività, ambizione e arroganza sono in cima alla lista), in un ambiente completamente artificiale disegnato per tenerle sotto pressione 24 ore su 24.
Prima osservazione: i single
Single, nella City, è un termine relativo. Oltre a significare, come nel resto del mondo, che uno/a non è sposato/a nè fidanzato/a, può significare che è sposato/a/fidanzato/a ma in questo momento preferisce ignorare la questione. Fedi nuziali e foto coniugali nel portafogli appaiono e scompaiono repentine come una proposta di legge sul conflitto di interessi, e mi aspetto un giorno o l'altro di assistere allo spettacolo, magari nella saletta sotterranea del White Hart, di due persone che si rimorchiano a vicenda nella penombra solo per scoprire, una volta alla luce dei lampioni all'esterno, che sono marito e moglie.
Il caso estremo è quello del multi-single - un uomo sposato che torna single per il rimorchio e, una volta trovata un'amante fissa, inventa scuse anche con lei per poter continuare il gioco del rimorchio nei locali della City (uso solo il maschile perchè conosco un solo caso del genere, ed è un uomo)
Seconda osservazione: ricordati di santificare le feste
Un ingenuo visitatore ignaro delle consuetudini della City si aspetterebbe, entrando in un pub il venerdì sera, di assistere ad un'orgia da far impallidire Messalina; si troverebbe davanti, invece, executive preoccupati, informatici (che notoriamente non hanno una vita sociale), qualche segretaria, gruppi di amici che non lavorano nella City ma hanno deciso di provare a verificare questa leggenda delle torme di segretarie ubriache e arrapate che popolerebbero, appunto, i pub dello Square Mile. Torneranno a casa delusi e ubriachi.
Il venerdì sera i pub della City fanno affari, ma non certo il pienone, e una ragione c'è: quella del venerdì è tradizionalmente la serata dedicata al pub con gli amici/con le amiche, a giocare a freccette, a far tardi cantando (stonati) l'inno della squadra del cuore o "Notti magiche" con un accento ed una pronuncia tali da far morire sul colpo qualunque italiano; ora, nei lavori normali l'intersezione fra l'insieme degli amici e quello dei colleghi raramente è vuota: almeno qualche elemento che sia un collega-amico si trova, e finisce che gli amici si invitano al pub vicino al lavoro, così gli fai conoscere questo collega simpaticissimo anche se tifa per il Chelsea. Nella City, no. L'intersezione fra colleghi ed amici, quasi immancabilmente, è un insieme vuoto, e praticamente nessuno vuole passare il venerdì sera con un branco di bastardi infidi (zoccole senza ritegno) che disprezza profondamente e che sono lì con l'unico scopo di fargli/farle le scarpe. I pub della City sono pieni da scoppiare il giovedì. E sì, ci sono davvero torme di segretarie ubriache.
Terza osservazione: speranza ed esperienza
Il giovedì sera, dunque, orde di executive, manager, segretarie, agenti di borsa, analisti di mercato, uomini, donne, transgender, genderfuck, di ogni orientamento sessuale immaginabile, discendono sui pub dello Square Mile alla ricerca di una o più anime gemelle. A guidarli è la consapevolezza che, mentre nel loro ufficio le donne hanno il sex-appeal di una macchina agricola, o gli uomini di una forchettata di spaghetti scotti, in tutti gli altri uffici della City gli uomini sono evidentemente belli, affascinanti, spiritosi, hanno un personal shopper che va in Italia una volta al mese a comprargli gli abiti e sono maestri dell'arte segreta di trovare, durante la pausa pranzo, un barbiere che sappia effettivamente tenere un paio di forbici in mano senza amputarsi un dito; e le donne sono tutte snelle, sexy, allegre, intellettualmente stimolanti ma non troppo complicate e tifose di calcio.
Ogni giovedì sera nella City è possibile assistere al disarmante spettacolo del trionfo della speranza sull'esperienza; e per chi ha la fortuna di potersi chiamare fuori dal gioco, il rituale è affascinante quanto un documentario di Attenborough.
La prossima volta, magari, parliamo dello speed-dating...
Molto in ritardo, rispondo ad una domanda nei commenti: cosa ne penso dell'uso, da parte di Israele, di cluster bomb in Libano.
Premetto che non conosco nei dettagli la legge internazionale, e quindi, a differenza della maggior parte di coloro che non la conoscono, eviterò di esprimere un giudizio giuridico (vedi tutta la diatriba su armi chimiche/fumogeni/fosforo bianco per un esempio della ridicolaggine di simili giudizi). Personalmente considero l'uso di qualunque arma di area - cluster, termobariche, daisycutter, ma anche, e di più, normali Mk82 sganciate da un B52 - su aree densamente popolate moralmente esecrabile; allo stesso tempo credo che l'uso di armi di area su concentramenti di truppe sia una triste necessità della guerra e non più condannabile di molte altre cose fatte durante una guerra.
Trovo che lo scandalo degli ultimi tempi per via di questa o quell'arma più o meno "proibita" (i.e. l'equivalente militare dei pitbull e delle stragi del sabato sera, nel senso che se ne parla al telegiornale come se fosse qualcosa di nuovo e incredibile) sia in gran parte dovuto o ad ignoranza o a malafede - almeno da parte di giornalisti e politici. Da cosa lo deduco? Se fosse un problema reale, come per esempio è il caso delle mine antiuomo, i giornalisti (cito Repubblica, che m'è capitato di leggere, in Italia, quando sono sceso per 48 ore a festeggiare l'inizio della mia crisi di mezza età) non avrebbero bisogno di dare i numeri al lotto per fare scandalo - le "100.000 submunizioni inesplose" in Libano sono un esempio lampante, soprattutto il fatto che di queste l'80% sarebbe stato disperso nelle ultime 72 ore di guerra, perchè, è il commento sottinteso, quei cattivacci dei Savi di Sion volevano rendere il Libano del sud inabitabile: l'equivalente, in politica internazionale, di una persona cattivissima che quando viene buttata fuori da una casa, come ultimo gesto di spregio dà un calcio al gatto e sbatte la porta. I conti li fa Wellington (a proposito, peccato che abbia chiuso, era uno dei pochi blog di destra che leggevo senza alcun senso di superiorità) e non mi sembra il caso di stare a rifarli - l'unica conclusione possibile è che certi numeri sono stati sparati senza alcuna idea di quale sia la situazione sul territorio.
La domanda, in conclusione, è mal posta. Se uno mi chiede cosa penso dell'uso di armi automatiche da parte dei soldati, dico che si tratta di una necessità della guerra; il fatto che i parà inglesi, qualche anno fa, le abbiano usate in una piazza affollata di Belfast non cambia questa banale realtà.
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Tags: cluster bomb, guerra, Israele, Libano
Ci sono due frasi che vengono generalmente pronunciate, spesso con aria di superiorità, da chi vuole far credere di capire qualcosa di fisica, e che invece ne denunciano l'assoluta ignoranza. Sono due frasi che chi ha veramente studiato un po' di fisica (sia pure con scarso profitto, come il qui presente) non si sognerebbe mai di pronunciare.
La prima, che mi ha sempre fatto saltare i nervi, viene di solito invocata come giustificazione del proprio comportamento: "l'ho fatto per via del principio di azione e reazione - ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria". Nei casi più dolorosamente (e ingiustificatamente) spocchiosi, segue la precisazione "e se ne sapessi un tantino di fisica, sapresti di cosa sto parlando". So due o tre cose di fisica, e pertanto so che tu non sai di cosa stai parlando. Il cosiddetto principio di azione e reazione è tutta un'altra cosa (e non c'entra una cipolla con quella che siamo abituati a chiamare "reazione").
La seconda, poi, che in Paesi più progrediti e illuminati di questo viene punita con la decapitazione in piazza, è "come diceva Einstein, tutto è relativo". Questa semplice ed innocente frase è in grado di portare uomini (e alcune donne) per altri versi pacifici a parossismi di furia incoerente, culminanti a volte nell'aggressione fisica. Einstein, chiariamolo una volta per tutte, non diceva niente del genere. O magari l'avrà anche detto, ma non c'entra la suddetta cipolla con la teoria della relatività. La relatività NON si occupa di come le cose siano relative. Sul serio. Parla d'altro.
Volete dare al vostro interlocutore l'impressione di capire qualcosa di fisica? Evitate come la peste i due stereotipi succitati. Provate qualcosa di originale. Se non vi vuol dire nè sì nè no, nonostante ogni insistenza, ditegli "e dai, non sei mica il gatto di Schrödinger"; se siete indecisi su cosa fare sabato e non volete prendere una decisione subito, rispondete che "la mia funzione d'onda non collasserà prima di venerdì sera"; se quando entrate in una stanza il tostapane esplode, il computer rifiuta di collegarsi ad Internet e il televisore si sintonizza in permanenza su Rete4, citate l'effetto Pauli, che vale doppio punteggio perchè non è fisica ma appartiene alla collezione di aneddoti che i fisici amano raccontarsi fino alla nausea. Insomma, siate originali, ma per l'amor della vostra rappresentazione antropomorfica preferita, lasciate in pace Einstein e le leggi della dinamica.
Grazie.
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Tags: fisica
Ogni tanto riaffiora la discussione sulla neutralità della Croce Rossa, e di quanto sia importante mantenerla; l'ultima volta che mi è capitato di leggerne è stato al tempo della selezione dei testimoni per il processo sui crimini contro l'umanità in Ruanda. La Croce Rossa, pur avendo subito essa stessa attacchi ed avendo perso del personale nei massacri, espresse un netto rifiuto alle richieste dei pubblici ministeri.
Personalmente credo si sia trattato di una scelta giustificata. Attraverso gli sforzi e i sacrifici di coraggiosi operatori locali e volontari stranieri, la Croce Rossa salvò un numero imprecisato, ma probabilmente dell'ordine delle decine di migliaia, di persone che altrimenti sarebbero morte per denutrizione, malattie, ferite riportate durante la pulizia etnica; e tutte le parti in causa, inclusi i capi della milizia Interahamwe, permisero ai volontari e ai medici l'accesso ai campi profughi esattamente in virtù della assoluta neutralità dell'organizzazione. Offrire testimonianze al processo, sebbene assolutamente giustificabile (ed anzi, io personalmente non credo sarei mai riuscito a non farlo) avrebbe avuto come unica conseguenza che nel corso del prossimo genocidio la Croce Rossa non avrebbe avuto il permesso di soccorrere le vittime.
Ci vuole una enorme forza d'animo per prendere decisioni del genere, una forza d'animo che io molto probabilmente non avrei; e ci vuole una grande lucidità, indispensabile per capire ed accettare in partenza tutte le conseguenze di un'assoluta neutralità, quelle positive come quelle negative.
Proprio per questo, non mi spiego l'atteggiamento della Croce Rossa in Libano. Non mi spiego le accuse lanciate a Israele sul supposto "attacco missilistico" ad un'ambulanza, e non me le spiegherei nemmeno se fossero fondate, figuriamoci poi quelle basate su un'evidente contraffazione, nè le reazioni isteriche quando la contraffazione viene esposta. Uno dei miei tre lettori ha qualche idea?
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Tags: Croce Rossa, Israele, Libano, neutralità
Ogni giorno che passa mi vado convincendo che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nella società occidentale. Sospetto che rappresentiamo l'unico caso, nella storia dell'umanità, in cui i ricchi si possono permettere diete, palestre e sandwich con rucola, maionese dietetica e gamberi di fiume, mentre i poveri mangiano hamburger da McDonald's o salsicce e patate in qualche caffè di quart'ordine vicino al lavoro, e non possono permettersi di fare esercizio fisico. I ricchi sono magri, i poveri obesi.
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Finland British and the Commonwealth Poland France, Free French and the Resistance Italy Germany United States Soviet Union Japan
Un altro di quegli stupidissimi quiz da weekend (con un progetto al suo terzo mese di ritardo, cosa volete che si faccia al lavoro? Quiz, ovviamente): in quale esercito della II Guerra Mondiale avresti voluto combattere?
Nel mio caso, in quello finlandese:
You scored as Finland. Your army is the army of Finland. You prefer to win your enemy by your wit rather than superior weapons. Enemy will have a hard time against your small but effective force. 69% 63% 63% 63% 56% 38% 38% 38% 19%
In which World War 2 army you should have fought?
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Addio alla mia identificazione col capitano Renault di Casablanca: proprio non ce lo vedo, a combattere al freddo.
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10:25 AM
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Un complottista illustre, l'ex ambasciatore britannico in Uzbekistan, Craig Murray, ci informa che il terrorismo non esiste e che gli arrestati di un paio di settimane fa sono vittime di un oscuro complotto del Piccolo Satana Blair. La prova? Gli attentatori non avrebbero mai potuto salire su un aereo, in quanto non avevano biglietti aerei (e, come tutti sanno, Lastminute.com si chiama così perchè ci mette un mese a procurarteli, per esempio) ma soprattutto non avevano passaporti!
Questa storia è stata ovviamente ripresa a destra e a manca, tanto che ormai ogni complottista che si rispetti ha preso a chiamarli proprio così, i "terroristi senza biglietti e senza passaporto". Poco importa che alcuni avessero già registrato i loro martyrdom videos - i messaggi di rivendicazione che sono diventati ormai tradizionali in caso di attentato suicida: quelli erano solo l'espressione di un'intenzione che poteva o meno essere messa in pratica, e non vogliamo mica fare il processo alle intenzioni, no? Non avevano il passaporto, quindi non potevano salire su un volo intercontinentale, quindi è tutto un complotto, signora mia.
Chissà cosa si inventerà Mr. Murray, e cosa diranno i complottisti, adesso che ci sono un po' di informazioni in più sulla faccenda e si sa che, di 25 arrestati, DUE non avevano passaporto - ed avevano già presentato una richiesta per il rilascio accelerato. Secondo me, come per il "massacro di Jenin", il "missile sull'ambulanza", la "distruzione di Bint Jbail", continueranno semplicemente a ripetere che non avevano il passaporto. La realtà è un'invenzione del Mossad, dopotutto.
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Tags: boccaloni, Craig Murray, terrorismo
Dice Massimo D'Alema, parlando di Hezbollah in un'intervista ad Haaretz, che "Un'organizzazione che ha 35 membri in Parlamento e tre ministri non può essere descritta solo come un gruppo terroristico". Sarà il caso di ricordare a Massimino che la mafia e la camorra hanno ben più di 35 membri in Parlamento ed hanno avuto parecchi ministri e, dicono i maligni, finanche qualche Presidente del Consiglio?
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Tags: D'Alema, Hamas, terrorismo
Un'animazione surreale sulla rivoluzione delle mucche: Cows with Guns.
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Tags: mucche, rivoluzione
...o che dovrebbe esserlo, visto che spiega meglio di qualunque trattato di sociologia la condizione maschile praticamente dai primi ominidi fino ai giorni nostri:
"Avere i testicoli significa essere costretti a passare tutta la vita appiccicati allo scemo del villaggio"
Da qui.
E visto che, essendo in partenza per un breve supplemento di vacanza, sono troppo pigro per scrivere un vero post, approfitto per consigliare un giro su un blog recentemente aggiunto ai link, e in particolare la lettura di questo post. Vorrei saper descrivere le cose altrettanto bene.
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5:00 PM
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Di questo post domani mattina me ne vergognerò. Sono perfettamente cosciente che esprime sentimenti indegni di una persona del 21mo secolo che voglia dirsi in qualche modo progressista e di sinistra, eppure non posso fare a meno di scriverlo.
Trovo inaccettabile, indegno, persino, che gente come Herbert Kappler, Alfredo Stroessner, Pol Pot o Augusto Pinochet sia morta o morirà nel proprio letto. Lo vivo come uno sbilanciamento di quella superiore giustizia in cui non credo ma che sono stato ugualmente educato ad aspettarmi dall'universo.
I miei tre lettori possono anche risparmiarsi il fastidio di citarmi il Beccaria. Lo so, lo so. Ho bisogno di una vacanza, sono un po' stanco e ho lavorato troppo, tutto quello che volete, ma mi sembra ancora una cosa inaccettabile.
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11:17 PM
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Tags: giustizia, Pinochet, Pol Pot, Stroessner
Arriva da Dublino l'interessante proposta dell'arcivescovo Diarmuid Martin, per ridurre gli odi fra le comunità e facilitare la riappacificazione della minoranza cattolica dell'Ulster. In sostanza, si tratterebbe di introdurre una legislazione separata per i cattolici, o meglio, di demandare l'amministrazione della giustizia (almeno della giustizia civile in prima battuta) a tribunali ecclesiastici, nominati dalle diocesi e sottoposti ad ispezioni dal Vaticano, che si occuperebbero ad esempio di questioni come omosessualità, divorzio, aborto, vietandoli all'interno della comunità cattolica senza per questo andare a ledere i diritti della maggioranza protestante.
Dice giustamente sua Eminenza:In Scozia hanno una legge separata [si riferisce alla legislazione introdotta con la Devolution]. Questo non significa che non facciano parte del Regno Unito. Tutto quello che chiediamo è che all'interno della nostra comunità questioni riguardanti la famiglia ed il matrimonio vengano regolate dalla legge ecclesiastica. Siamo disposti a cooperare, ma come partner. Se loro mostrano di comprendere i nostri problemi, anche noi, poi, comprenderemo i loro.
Diversi opinionisti hanno commentato che questo, assieme a scuole separate e a quartieri in cui anche gli esercizi commerciali sottostanno rigidamente alla legge ecclesiastica, potrebbe essere un primo, significativo passo verso l'integrazione fra le due comunità.
UPDATE: no, non è il primo aprile, ma non sono del tutto serio.
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Eugenio Mastroviti
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Tags: integrazione
A quanto pare il padre e presunto assassino di Hina Saleem è stato arrestato o si è costituito a poca distanza dal paese dove abitava e dove la figlia è stata assassinata.
Non so quali siano le statistiche dei delitti d'onore in Italia; qui si viaggia intorno alle decine di donne uccise ogni anno - e a queste vittime bisogna aggiungere quelle sfigurate con l'acido e i parenti uccisi per delitto d'onore trasversale, soprattutto padri e fratelli colpevoli, di solito, di non aver costretto la ragazza ad accettare il matrimonio combinato offertole.
Senza neanche andare a leggere newsgroups e blog, sono certo che innumerevoli imbecilli staranno già compilando una lista di passi del Corano e degli Hadith usati dagli assassini come giustificazione; sono supremamente ignorante in fatto di religione, e pertanto non proverò neanche a confutare quei passi uno per uno, o a citare in risposta analoghi passi della bibbia che questo o quel demente ha usato (ed usa tuttora, nel caso delle milizie americane) per l'occasionale coon hunt (q.v.) o uccisione di giornalista ebreo. Non mi interessa una discussione teologica, anche perché sono certo che i miei interlocutori sarebbero ignoranti almeno quanto me e so che, vista dall'esterno, una discussione fra perfetti ignoranti su questioni così delicate oscilla immancabilmente fra l'esilarante e il patetico.
Voglio limitarmi invece a ragionare un attimo sui numeri: in questo Paese vivono qualcosa come due milioni di musulmani; se il delitto d'onore fosse veramente imposto dalla religione per cose come la non-accettazione di un matrimonio combinato, o una relazione con un "infedele", bisognerebbe allargare i tombini delle strade per far defluire il sangue.
Vale poi appena la pena di notare che il delitto d'onore non è certo un'invenzione dell'Islam (dove anzi è quasi certamente un concetto importato, come l'infibulazione): il codice penale italiano l'ha rimosso come attenuante generica in tempi estremamente recenti, e film come La ragazza con la pistola (ambientato, guarda caso, in UK) fanno ancora parte della nostra cultura; e nessuno si sognava di accusare il cristianesimo, la sua ossessione sulla repressione sessuale, la sessuofobia del magistero cattolico, di essere la causa prima scatenante dei delitti d'onore siciliani e meridionali in genere.
La religione è una scusa, non la causa, dei delitti d'onore. La vera causa è, come sempre, il potere. È una cultura maschilista e repressiva che ha tenuto per secoli sotto il proprio ferreo controllo il corpo e la vita stessa delle donne. Ogni famiglia ha rappresentato per generazioni su generazioni un piccolo impero in cui la parola del padre-patriarca era legge, in cui le figlie e le donne erano proprietà, in cui i matrimoni si contrattavano con le stesse tecniche, e lo stesso acume finanziario, della compravendita del bestiame - in generale, anche con la stessa considerazione per i desideri del bestiame. I padri dettavano legge; i fratelli facevano rispettare la legge; le donne subivano la legge.
Il contatto con una società diversa - una società in cui, più che altro per fortuna, alcune forme estreme di repressione sono state abbandonate - mette idee in testa alle donne, mina alla base il potere del patriarca, e il potere reagisce come ha sempre reagito quando è stato minacciato da un cambiamento che non capiva: con la violenza omicida. Succedeva nelle famiglie meridionali che emigravano al Nord, o in Germania o in Inghilterra; succede nelle famiglie pachistane (ma anche africane - e cristiane) che emigrano in Europa; succede (mi dicono) nelle famiglie che si spostano da Paesi più repressivi a Paesi più modernizzati del Nordafrica o della penisola araba. Cambiano al limite le giustificazioni per la violenza omicida, cambia il libro sacro da cui viene tratto il versetto che impone l'uccisione della figlia; non cambia la tragica futilità di un assassinio come quello di Brescia.
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Eugenio Mastroviti
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Tags: maschilismo, onore, patriarcato
O con noi o con loro. O Bush o Bin Laden. O Pat Robertson o Ali Khamenei. O Tsahal o Hezbollah. E se invece non fosse necessariamente così?
(qui il documento in italiano)
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Eugenio Mastroviti
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Tags: Iran, islam, Maryam Namazie, terrorismo, USA
Secondo post in risposta ad una richiesta nei commenti, riguardo agli arresti di stanotte e alla cancellazione dei voli da Heathrow.
L'aria che si respira a Londra è del tutto normale, almeno per quel che ho potuto vedere oggi. Passando in bicicletta per diversi quartieri di Londra, andando al mercato di Leadenhall per pranzo, passando anche davanti alla moschea di Finsbury Park, che era fino ad un paio d'anni fa un importante centro di reclutamento per gli integralisti, non ho visto un solo poliziotto. Parlando con i colleghi, e guardando i servizi in televisione, sembra che il grosso dell'irritazione sia riservata alle compagnie aeree che hanno dato pochissime informazioni ai passeggeri.
Non è facile per una persona tastare il polso di una città come Londra, ma onestamente se non avessi visto le notizie in TV non mi sarei reso conto di nulla giudicando dal volume di traffico, dalla presenza di polizia o dal flusso di persone da e verso le stazioni della metropolitana; o, se è per questo, dalla presenza di polizia davanti a moschee e sinagoghe.
Pubblicato da
Eugenio Mastroviti
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8:43 PM
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Tags: Londra, terrorismo
Approfitto di una domanda fattami nei commenti per spiegare un paio di cose sui link qui a sinistra.
Quei link non sono qui perchè io condivido al 100% (a volte neanche al 10%) i loro contenuti. Sono qui perchè sono interessanti. Sono qui, spesso, nonostante i loro autori esprimano occasionalmente idee che trovo aberranti. Sono qui soprattutto perchè sono intelligenti, generalmente onesti, e non pensano per slogan ma ragionano su quello che scrivono - anche quando scrivono quelle che a me sembrano cazzate, ed anche quando il loro coinvolgimento emotivo negli eventi diventa così violento da far loro perdere il senso della misura e da far loro scrivere cose di cui, magari, fra un anno o due, si vergogneranno (se non altro perchè assomigliano a traduzioni dei Turner Diaries, Dacia - anche se capisco la rabbia che ti ha fatto scrivere quelle cose).
Pubblicato da
Eugenio Mastroviti
alle
7:49 PM
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