08 maggio 2008

Paranoie


Ci sono delle volte che mi scopro paranoico, complottista e dietrologo. Tipo durante l'Anno Della Grande Siccità Inglese, quando i laghi e i fiumi si stavano prosciugando, gli invasi erano vuoti, i pesciolini boccheggiavano e Ken Livingstone faceva pipì senza tirare lo scarico per risparmiare acqua. Ho passato in quell'occasione una delle estati più perplesse e bagnate della mia vita. È stata un'estate fra le più piovose della storia, un'estate in cui ho continuato a usare sulla catena della mountain bike il lubrificante invernale invece di quello a base di cera, e un'estate in cui esperti su esperti si susseguivano in TV per spiegarci con grafici complicati e discorsi estremamente fumosi che quella pioggia che continuava da settimane era il tipo sbagliato di pioggia, che il riscaldamento globale la rendeva inutile, che ci voleva una pioggia con le gocce di diametro maggiore, o minore, o forse delle gocce cubiche, non sono sicuro, ma i fatti erano quelli: eravamo tutti condannati a morire di sete, e per giunta scazzati a morte per via di quella pioggia che ci impediva anche di goderci l'estate. Il culmine della sfiga.

Le utilities, le compagnie che forniscono acqua potabile, furono rapide a intervenire in difesa del bene pubblico. L'acqua è una risorsa preziosa, ci spiegarono, e se voi bastardi spreconi insistete a usarla per scopi voluttuari come bere e lavarvi saremo costretti a prendere provvedimenti. Intanto, per limitare e prevenire gli sprechi, tutte le compagnie vennero incoraggiate ad aumentare le tariffe, e ovviamente non si poteva protestare: eravamo, proprio letteralmente, all'ultima goccia, stavamo per morire tutti di un'umida morte per sete, di riscaldamento globale che avrebbe determinato una delle siccità più piovose della storia (vedi tu quanto è perverso il cambiamento climatico!), e chi faceva notare incongruenze nella descrizione della situazione, e il fatto che un aumento del canone non poteva in alcun modo scoraggiare gli sprechi (qui il consumo d'acqua non viene misurato, si paga a forfait) veniva additato al pubblico ludibrio. Come, neghi il riscaldamento globale? Vuoi dar ragione a giorgebusce? Anatema e brioscia!, come diceva Jacovitti.

Il fatto che proprio quell'anno tutte le utilities inglesi avessero dovuto, finalmente e dopo pressioni non indifferenti, iniziare i lavori per sostituire le tubature risalenti all'epoca vittoriana, e che da alcuni anni stessero cercando un modo politicamente accettabile per scaricare i costi di questi lavori sugli utenti, ovviamente, non ha nulla a che vedere col disastro che stava per investire le isole britanniche; e la prova che la scelta di aumentare i canoni dell'acqua fosse proprio quella giusta si ha dal fatto che, poche settimane dopo l'aumento, il pericolo siccità è stato scongiurato, la pioggia è diventata quella del tipo giusto, gli invasi hanno smesso di svuotarsi, Bambi ha ripreso a saltellare nella foresta e ci sono state le solite inondazioni invernali. Thames Water ha salvato il mondo.

Adesso stiamo vedendo scene di panico mondiale per via del prezzo dei cibi, e io sento per qualche motivo la stessa puzza di bruciato di quando c'era la siccità sotto la pioggia. Non che l'aumento dei prezzi sia illusorio, e certo le rivolte a cui stiamo assistendo nei Paesi più poveri non sono immotivate: ma l'univocità con cui si dà la colpa ai biocarburanti mi insospettisce.

La percentuale di produzione agricola che finisce in bioetanolo si aggira, se la memoria non mi inganna, intorno al 2%; il governo USA ne sovvenziona, almeno in piccola parte, la produzione, il governo inglese impone che, proprio da questo mese, la benzina erogata alla pompa sia miscelata al 2.5% con bioalcool, il Brasile ci campa da tempo grazie alla produzione da frutta che gli accordi commerciali internazionali gli impongono di distruggere per impedire un crollo dei prezzi. Allo stesso tempo, l'Unione Europea continua a pagare gli agricoltori in molte regioni di Italia e Francia per non produrre nulla, sempre allo scopo di non causare un abbassamento dei prezzi. Non mi sembra esattamente uno scenario da peak food, o almeno non uno dovuto all'impatto del bioalcool.

E allora cosa?

Forse c'entra qualcosa il fatto che due miliardi e spiccioli di esseri umani che fino a qualche anno fa campavano di una scodella di riso al giorno (e ringraziavano pure) hanno cominciato ad avere due soldi in tasca e a desiderare una bistecca ogni tanto. Cina e India sono nazioni emergenti, e oltre che sui mercati internazionali del lavoro e della tecnologia, hanno cominciato a far sentire la loro presenza sui mercati internazionali delle derrate alimentari, e la conseguenza naturale di questo è un aumento generalizzato dei prezzi del cibo.

Disgraziatamente, la soluzione di questo problema è l'aumento di produzione agricola, e questo è inaccettabile per troppa gente. Molti governi europei hanno trasformato gli agricoltori in una casta parassita, un blocco di elettori mantenuti a sovvenzioni e tariffe protezionistiche; la brigata verde/politically correct/lettori dell'Independent vede in generale la produzione agricola ad alto rendimento come il fumo negli occhi, aderisce in blocco ad una religione in cui uno dei dogmi fondamentali è che il futuro è biologico (i.e. a bassissimo rendimento) e, come tutti gli integralisti, semplicemente ignora i pezzi di realtà che contraddicono i suoi dogmi; e ogni tentativo di introdurre OGM ad alto rendimento in Africa, India e Sudamerica si deve scontrare con fortissime opposizioni sia qui che lì. Per tutta questa gente, che ha un interesse economico, politico o ideologico a non aumentare la produzione di derrate alimentari (oh, che poi, se chiedete a loro questo non è vero: tipo, chiedete ai verdi e vi risponderanno che trasformando tutte le coltivazioni esistenti in biologiche, e facendo diventare tutti vegan strettissimi, che mangiano solo germogli di soia e passano metà della vita a consultare tabelle dietetiche per essere sicuri di non morire di carenza di amminoacidi, il problema della fame nel mondo sarebbe risolto in mezz'ora), è molto più facile, e compatibile con la loro visione del mondo, dare la colpa ai biocarburanti. E poi, giorgebusce li sovvenziona, vuoi che non siano una cosa cattivissima? O non vorrai mica dargli ragione? Anatema e brioscia!

7 commenti:

Riccardo ha detto...

Ma come? Ti sei dimenticato dell'aumento del riscaldamento globale causato da un numero eccessivo di animali allevati, che hanno la brutta abitudine di gasare con metano la povera atmosfera!

Annarella ha detto...

Eugenio, scolta, io saro' magari un po' ingenua ma questo lo dice Financial Times: "The dependence on im­ports is a consequence of the meagre agricultural supply – a result of paltry land and water resources – and booming demand – the upshot of fast rising populations and strong economic growth courtesy of high oil prices."
http://www.ft.com/cms/s/0/d69a26e2-1bc2-11dd-9e58-0000779fd2ac.html
E loro non mi sono mai parsi molto imbellettapolli.
Il problema degli OGM btw non è tanto legato agli ambientalisti kattivi ma alle multinazionali che, detentrici dei brevetti, vendono sementi che non si riproducono obbligando all'acquisto ogni anno. Un paese povero, già alla fame, come fa a comprare sementi ogni anno a prezzo di mercato ?
Poi potranno esserci anche esagerazioni ma gli OGM non sono di sicuro una soluzione tra brevetti, costi e palle varie.

Uriel ha detto...

Il problema degli OGM btw non è tanto legato agli ambientalisti kattivi ma alle multinazionali che, detentrici dei brevetti, vendono sementi che non si riproducono obbligando all'acquisto ogni anno. Un paese povero, già alla fame, come fa a comprare sementi ogni anno a prezzo di mercato ?
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Guarda che anche le sementi non OGM sono spesso sterili. Il cosiddetto "grano duro" e' un brevetto barilla, ed e' grano tenero bombardato con radioisotopi. Poiche' si danneggia il genoma diventa sterile, ma produce il grano duro perche' e' mutato.

Ovviamente e' sanissimo.

Del resto, tutte le piante da frutta vanno innestate (inutilmente, ormai, perche' siamo nell'era dei fertilizzanti e degli anticrittogamici) per cui disporre delle sementi non serve perche' poi devi comprare l'innesto.

Uriel

Eugenio Mastroviti ha detto...

@Annarella: forse ho frainteso, ma anche a leggere l'articolo per intero non mi sembra che dica cose in contrasto con quello che scrivo nel post: che esiste un vasto complesso di cause per il rialzo dei prezzi delle derrate alimentari, che con i biocarburanti hanno ben poco a che fare (il riferimento al prezzo del petrolio, in quel contesto, mi sembra sganciato dal discorso biofuel).

Quanto agli OGM: sicuramente non sono la panacea per tutti i mali, disgraziatamente il gene autosterile non solo c'è, ma dovrebbe essere obbligatorio per legge (per prevenire ibridazione con le varietà selvatiche e perdita di biodiversità); ma nel resto del mondo la necessità di comprare le sementi, che comunque non esiste solo epr gli OGM, viene generalmente compensata dall'aumento di competitività o dal taglio delle spese per i pesticidi, nel caso degli OGM repellenti per gli insetti.

Eugenio Mastroviti ha detto...

Sopra, leggi "produttività" dove ho scritto "competitività".

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe sapere cosa c'è di vero sotto al biologico, che definisci, giustamente, un dogma religioso. Sospetto che il significato reale del termine non lo sappia precisamente nessuno e si tratti di un modo per vendere gli scarti a prezzo altissimo. Alla mensa universitaria vendono della frutta, cara come il fuoco e orribile a vedersi, piccola e rattrappita. Se glielo fai notare spiegano come essa sia "biologica" e DI CONSEGUENZA meno bella a vedersi. Peccato che ho provato a tenere un orto e la verdura che ci cresceva aveva un aspetto molto florido, di certo non sembrava malata di rachitismo

Uriel ha detto...

Materialmente parlando, spesso "biologico" significa semplicemente che *pagando* un'azienda certificatrice arriva un ispettore che controlla (in un giorno) i metodi che usi per coltivare. Guai se vede sacchi di fertilizzanti ed altre cose.

Poi, la storia che il biologico sia piu' sano e' da vedere: molto del "chimico" serve a garantire la salute della pianta; vorrei capire in che cosa una pianta piu' esposta a malattie produca frutta piu' sana delle altre piante.

Sull'aspetto della frutta hai ragione, ho piantato diversi alberi cui non faccio nulla, mele e pere sono normali, idem le albicocche. Ne fanno, oggettivamente, meno meno rispetto alle rese che gli agricoltori danno per scontate.


Uriel