09 maggio 2008

Compleanni


I campi profughi palestinesi compiono sessant'anni.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

...courtesy of Arab governments all around and Palestinian leadership!

Dalla fase psichedelica sei passata a quella vattimiana?

Unknown ha detto...

Cento di questi giorni!

Uriel

restodelmondo ha detto...

Always look on the bright side of life, eh?

Eugenio Mastroviti ha detto...

@Maedhros: credo che chiunque abbia letto almeno due post su questo blog abbia un'idea relativamente precisa di come la penso su Israele e la Palestina - non potrei essere più lontano da Vattimo.

Rimane il fatto che da 60 anni alcune centinaia di migliaia di esseri umani vivono in campi profughi, e davanti ad una tragedia di queste proporzioni pretendere di dividere gli attori in due parti ben separate ed addossare tutte le colpe ad una e tutte le ragioni all'altra è, più che sbagliato, ridicolo.

Anonimo ha detto...

E' ridicolo invece dividere la colpa di quella tragedia (magari pure in parti uguali, no?). E pensarlo pone in una posizione che è meno lontana di quanto pensi da quella del filosofo della fava.

Quella gente è stata messa in quei campi profughi, e ci rimane, grazie esclusivamente ai governi arabi lì intorno, alla loro dirigenza, ed anche alle agenzie dell'ONU che se ne occupano.
Basta rispondere alla solita domanda, quando si cercano colpe: cui prodest?

Non che gli israeliani non abbiano fatto anche loro errori ed azioni sbagliate, ma il Torto e la Colpa sono chiarissimi.

La vera colpa israeliana è stata quella di fermarsi ogni volta ad ogni aggressione subita, senza mai andare fino in fondo, radere al suolo Damasco o Amman in passato e Gaza oggi e spargere sale sulle rovine, sterminando le popolazioni arabe (quello che avrebbero fatto agli ebrei i compagnucci musulmani di Vattimo, se ne fossero stati capaci), diffondendo insomma quel sacro terrore che fa dedicare i tuoi nemici ad altre faccende invece della progettazione perenne del tuo sterminio.

Ma anche questa colpa non è tutta loro.
(vedi USA - URSS - ONU - EU)

Eugenio Mastroviti ha detto...

La vera colpa israeliana è stata quella di fermarsi ogni volta ad ogni aggressione subita, senza mai andare fino in fondo, radere al suolo Damasco o Amman in passato e Gaza oggi e spargere sale sulle rovine, sterminando le popolazioni arabe

In altre parole, a te di Hamas ed Hezbollah i metodi stanno bene, è il colore della pelle e/o la religione ad essere discutibile.

Trovo affascinante come alla fine la distanza fra i Bush e gli Al Zawahiri, e i loro ammiratori, non sia poi enorme, e la critica vada più, dagli uni agli altri, alla scelta dei bersagli.

נחום ha detto...

Dai una occhiata al calendario, Eugenio. Hai spedito il tuo post nell'anniversario dell'indipendenza di Israele secondo il calendario ebraico. Secondo il calendario islamico, il 60° anniversario della Nakbah cadrebbe quest'anno un mesetto più tardi. Secondo il calendario cristiano, cadrebbe invece una settimana più tardi. Come mai, secondo te, i palestinesi si ostinano ad adattarsi al calendario dell'invasore? Se nella risposta riesci a includere i concetti di due popoli e due Stati, o almeno ad alludervi, guadagni cento punti.
Saluti da un territorio ex occupato. E auguri per l'opera di (ROTFL) mediazione.

נחום ha detto...

Ah, ecco qualche notizia du quei profughi e sul trattamento, diciamo, preferenziale. Roba che i profughi ebrei si scordavano: sia i superstiti della più grande catastrofe della storia, sia quelli arrivati da Yemen, Marocco, Siria, Irak.... (e di cui non ti vedo mai parlare)
Buona lettura
http://www.azure.org.il/magazine/magazine.asp?id=274